La Settimana Economica | n. 22/2026

L’ultima settimana di maggio si conclude con un quadro macroeconomico sempre più difficile da leggere: negli Stati Uniti la crescita rallenta, ma i profitti restano forti mentre in Europa aumenta il rischio di una risposta monetaria restrittiva nonostante segnali di debolezza. Il tema centrale resta lo stesso: la guerra in Medio Oriente e l’incertezza su Hormuz stanno trasformando il caro energia in un test per inflazione, banche centrali, mercati e stabilità sociale.

Negli Stati Uniti il PIL del primo trimestre è stato rivisto all’1,6%, sotto il 2% stimato in precedenza, mentre l’inflazione resta al 3,8% annuo lontano dal target Fed. La banca centrale appare divisa: Goolsbee teme una dinamica stagflazionisticaBowman invita invece a non reagire troppo a uno shock energetico temporaneo. Intanto emerge una frattura crescente tra mercati e famiglie: Wall Street resta forte, sostenuta da AIprofitti ed energia, mentre la fiducia dei consumatori è ai minimi. Anche lavoroimmobiliare mostrano tensioni: outsourcing e AI colpiscono i lavori d’ufficio, l’agricoltura soffre debiti e carenza di manodopera, mentre mutui al 6,51% e materiali più cari bloccano la ripresa abitativa.

 

In Europa il nodo principale è il ritorno dell’inflazione energetica. La BCE segnala che i mercati sottovalutano i rischi finanziari e si avvicina a un possibile rialzo dei tassi al 2,25% a giugno. Lagarde ribadisce che la credibilità delle banche centrali dipende dalla difesa della stabilità dei prezzi, anche con costi sulla crescita. Il quadro è però fragile: in Francia fiducia dei consumatori ai minimi dal 2023, inflazione al 2,8%Pil rivisto a -0,1%; nel Regno Unito Bailey appare più prudente e tollera temporaneamente un’inflazione sopra target. Sul fronte commerciale, l’UE avanza nell’accordo sui dazi con gli USA, ma il rapporto con la Cina diventa sempre più tesodipendenze strategiche, deficit record e rischio guerra commerciale spingono Bruxelles verso strumenti più difensivi.

 

Nel resto del mondo domina la frammentazione. Il petrolio resta volatile attorno ai 100 dollari, con mercati divisi tra speranze di accordo USA-Iran e nuovi rischi nello Stretto di Hormuz. La Cina mostra una ripresa industriale sbilanciata: i profitti crescono grazie a energiamaterie primeAItransizione verde, ma consumi e settori tradizionali restano deboli. Il Giappone valuta lo shock energetico come test per il proprio regime inflazionistico, mentre CanadaAustraliaNuova Zelanda affrontano dilemmi simili tra crescita fragileprezzi ancora elevati. Il Canada rischia recessione tecnica, pur con banche solide.

INDICATORI MACROECONOMICI

Inflazione: 
Italia: +3,2%, dal precedente +2,7% ⬆
Eurozona: +3% dal precedente +2,5%. ⬆
Inghilterra: +2,8% dal precedente +3,3% ⬇
Stati Uniti: +3,8% dal precedente +3,4% ⬆

Disoccupazione: 
Italia: +5,1% dal precedente +5,2% ⬇
Eurozona: +6,2% dal precedente +6,3%⬇
Inghilterra: +5% dal precedente +4,9% ⬇
Stati Uniti: +4,3% dal precedente +4,3%

Tassi d'interesse: 
Eurozona: 2%
Stati Uniti: 3,75-3,5%
Inghilterra: 3,75%

PIL: Q1 2026: 
Italia: 0,2%
Eurozona: +0,1%
Inghilterra: +0,6%
Stati Uniti: +1,6% 

MERCATI FINANZIARI

EUR/USD: 1,1660, +0,50% questa settimana, –0,66% da inizio anno
DXY: 98,91, +1,03% questa settimana, +0,64% da inizio anno

S&P500: 7.580,06, +1,43% questa settimana, +10,21% da inizio anno
NASDAQ: 26.972,62, +2,39% questa settimana, +14,87% da inizio anno
FTSE MIB: 50.036,75, +1,06% questa settimana, +11,19% da inizio anno
STOXX 600: 626,00, +2,26% questa settimana, +6,31% da inizio anno
DAX: 25.104,70, +3,15% questa settimana, +2,51% da inizio anno
CAC 40: 8.183,34, +0,87% questa settimana, +1,33% da inizio anno
IBEX 35: 18.362,90, +2,65% questa settimana, +6,10% da inizio anno

US10Y: 4,453%, –10,7 bps questa settimana, +26,3 bps da inizio anno
US02Y: 4,014%, +12,1 bps questa settimana, +52,9 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,439%, –3,2 bps questa settimana, –26,6 bps da inizio anno
IT10Y: 3,672%, –5,8 bps questa settimana, +20,3 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 71,600 bps, –2,260 bps questa settimana, +11,09 bps da inizio anno

VIX: 15,32, –8,32% questa settimana, +3,17% da inizio anno
BTC/USD: $73.448,90, –2,40% questa settimana, –16,05% da inizio anno

STATI UNITI 

Pil rivisto al ribasso ma profitti in forte crescita

Nel primo trimestre il Pil è stato rivisto al ribasso: crescita annualizzata all’1,6%, contro il 2% stimato in precedenza. La revisione riflette soprattutto minori scorte e consumi dei servizi più deboli, con spesa delle famiglie all’1,4%. Tuttavia le imprese restano solide: i profitti al netto delle imposte crescono del 3,3% sul trimestre e del 17%annuo, massimo aumento dal 2021.

PCE ancora sopra target ma pressione mensile più bassa

Ad aprile l’indice PCE, misura preferita dalla Fed, cresce dello 0,4% mensile, meno del 0,7% di marzo, mentre la core sale dello 0,2%. Su base annua però l’inflazione resta alta: 3,8% headline e 3,3% core, ancora lontane dal target del 2%. Consumi in aumento dello 0,5%, ma redditi fermi e caro energia complicano il compito di Warsh.

Fed divisa tra rischio stagflazione e prudenza sui tassi

Dentro la Fed cresce il dibattito su come reagire allo shock energetico. Austan Goolsbee avverte che il caro energia può spingere gli Stati Uniti verso una dinamica stagflazionistica, con inflazione e disoccupazione in aumento insieme. Per lui l’inflazione resta il rischio più immediato, ma rialzare troppo potrebbe frenare la crescita. Michelle Bowman invita invece a non reagire eccessivamente se lo shock resterà temporaneo: un irrigidimento inutile peserebbe su lavoro e attività economica. La linea comune è che tutto dipenderà dalla durata del conflitto e dalla persistenza del petrolio caro.

Borsa ai record ma consumatori ai minimi

Negli Stati Uniti si apre una frattura insolita: la fiducia dei consumatori scende al minimo storico, mentre Wall Street continua a segnare record. Il pessimismo riflette caro benzina, guerra con l’Iran, mercato del lavoro più debole e timori sull’AI. Proprio l’intelligenza artificiale, però, sostiene le valutazioni azionarie: può aumentare i margini delle imprese riducendo i costi del lavoro. Per i mercati è una promessa, per molte famiglie una minaccia.

Profitti record e salari sempre più indietro

Negli Stati Uniti si allarga la frattura tra capitale e lavoro. Nel primo trimestre i salari e benefit sono cresciuti solo dello 0,8%, mentre i profitti domestici delle imprese sono saliti del 2,7%. La quota del lavoro sul reddito nazionale è scesa al 51%, minimo dal 1947, mentre quella dei profitti ha raggiunto il 12,1%, massimo dal 1950. Il boom dell’AI e dell’energia sostiene borse e margini aziendali, ma alimenta il malcontento sociale: lavoratori e famiglie percepiscono un’economia che premia sempre più azionisti e grandi imprese. 

AI e outsourcing svuotano i lavori d’ufficio

Phoenix, storico polo americano dei lavori amministrativi e di call center, l’AI e l’outsourcing stanno cancellando una delle principali vie d’accesso alla classe media. I posti di customer service nell’area sono scesi del 26%, mentre negli Stati Uniti gli impieghi d’ufficio e supporto amministrativo sono calati da circa 18 milioni nel 2019 a 16,5 milioni. Molti lavoratori, spesso senza laurea, faticano a ricollocarsi perché i nuovi posti in data center e manifattura avanzata richiedono competenze diverse. Il rischio è che l’automazione chiuda un percorso di mobilità sociale già fragile.

Agricoltura sotto pressione tra debiti e lavoro immigrato

L’agricoltura americana mostra segnali crescenti di fragilità. Secondo Beth Ford, CEO di Land O’Lakes, i fallimenti agricoli sono raddoppiati, il reddito mediano delle aziende scende e circa il 90% delle farm familiari dipende da entrate alternative. A pesare sono debiti, difficoltà di credito, insicurezza alimentare rurale e carenza di manodopera: circa due terzi dei lavoratori agricoli sono immigrati non cittadini. Senza riforme su immigrazione, infrastrutture e farm bill, il sistema alimentare resta vulnerabile.

New York, Mamdani attenua il blocco degli affitti

Il sindaco Zohran Mamdani introduce una deroga mirata al possibile congelamento degli affitti a New York. Alcuni proprietari di case popolari o rent-stabilized in difficoltà potranno aumentare una tantum i canoni su unità vuote, pur dentro limiti di accessibilità. Il piano punta a evitare crisi finanziarie tra i landlord, finanziare manutenzioni e ridurre sfratti, senza colpire gli inquilini già presenti. Resta però centrale la promessa politica di congelare gli affitti regolati.

Immobiliare bloccato tra mutui, guerra e materiali cari

Il mercato immobiliare americano resta congelato. La guerra con l’Iran ha spinto i rendimenti Treasury e riportato i mutui trentennali al 6,51%, interrompendo il fragile miglioramento dell’accessibilità visto prima del conflitto, quando i tassi erano scesi sotto il 6%. I prezzi delle case crescono appena dello 0,7% annuo, meno dell’inflazione, ma questo non basta a rilanciare la domanda. A pesare sono anche i costi di costruzione: rame ai record, legname più caro, resine, plastica, cemento e trasporti in aumento. Nuove case e ristrutturazioni diventano quindi più costose, aggravando la crisi abitativa.

Chicago Business Barometer, attività economica in forte accelerazione

A maggio l’attività economica nell’area di Chicago accelera nettamente: il Business Barometer sale a 62,7, massimo da gennaio 2022 e ben oltre le attese. La crescita è trainata da nuovi ordini, produzione e arretrati, mentre l’occupazione resta debole. I prezzi pagati aumentano ancora, spinti da petrolio e costi di trasporto.

EUROPA 

UE-USA, via libera degli ambasciatori all’accordo sui dazi

Gli ambasciatori UE hanno dato il via libera all’intesa con il Parlamento europeo per eliminare gran parte dei dazi europei sui beni industriali USA. Il passo avvicina l’approvazione formale dell’accordo commerciale, richiesta da Trump entro il 4 luglio per evitare dazi del 25% sulle auto europee. L’intesa resta controversa: l’UE accetta tariffe USA al 15%, ma inserisce clausole di salvaguardia e scadenza al 2029.

Eurasian Economic Union, integrazione economica tra AI e nuove rotte commerciali

I Paesi dell’EAEU puntano a rafforzare l’integrazione economica attraverso AI, digitalizzazione e corridoi logistici comuni. Al vertice di Astana si discute di mercato digitale unico, strumenti condivisi e pagamenti in valute nazionali, già pari al 90% degli scambi. Il commercio interno potrebbe superare 85 miliardi di euro nel 2026. Centrale anche il ruolo del Middle Corridor, che collega Cina ed Europa e rafforza il Kazakistan come hub regionale. 

UE-Cina, dipendenza strutturale e rischio guerra commerciale

Il rapporto tra UECina entra in una fase sempre più tesa. Le importazioni europee da Pechino hanno raggiunto 559,4 miliardi di euro, con un deficit vicino a 360 miliardi. La dipendenza riguarda settori cruciali: pannelli solari, batterie, terre rare, robotica, chimica e componenti industriali. Bruxelles considera ormai il rapporto “non sostenibile” e valuta dazi, quote, controlli sugli investimenti e strumenti contro l’overcapacity cinese. Il problema resta politico: Francia, Italia e Paesi Bassi chiedono più difese, mentre Germania e Spagna temono ritorsioni e perdita di accesso al mercato cinese.

International Energy Agency, errore tornare al gas russo

Il capo dell’IEA, Fatih Birol, avverte che allentare le sanzioni sull’energia russa sarebbe un grave errore per l’Europa. Dopo la crisi del 2022, sostituire una dipendenza con un ritorno a Mosca significherebbe ripetere gli stessi sbagli. La chiusura di Hormuz ha spinto petrolio e gas al rialzo, ma per Birol la risposta deve essere diversificazione, elettrificazione, rinnovabili e nucleare. La sicurezza energetica diventa così parte centrale della sovranità europea.

Europa, quanto resta netto da 100.000 euro lordi

In Europa il peso fiscale su uno stipendio lordo di 100.000 euro varia molto. I Paesi dell’Est tendono a lasciare più reddito netto grazie a tasse piatte, aliquote più basse o contributi limitati: guida la Bulgaria, con circa 86.930 euro netti, seguita da Estonia, Cechia e Malta. Tra le grandi economie, il Regno Unito offre il netto più alto, circa 69.900 euro, davanti a Spagna e Francia. Molto più pesanti Germania, Italia, Belgio, Danimarca e Svezia. Il dato mostra quanto struttura fiscale, contributi sociali e progressività incidano sul reddito disponibile.

Europa, risparmio familiare molto diseguale tra Paesi

Il risparmio netto delle famiglie europee varia fortemente. Nel 2024-2025 si va dal -9,3% della Grecia al 14,7% di Svezia e Ungheria, contro una media UE dell’8,1%. La Grecia è l’unico Paese dove le famiglie spendono più del reddito disponibile, usando risparmi o debito. Sopra il 10% si trovano anche Cechia, Francia, Germania e Paesi Bassi, mentre Italia e Regno Unito restano bassi. Le differenze dipendono da redditi, età della popolazione, crisi economiche e forza dello stato sociale, che influenza quanto si risparmia per pensione e imprevisti.

BCE, tra rialzo dei tassi e rischi finanziari

La BCE avverte che i mercati stanno sottovalutando i rischi legati a guerra in Medio Oriente, debiti pubblici elevati e prezzi degli asset ancora tirati. Energia cara e crescita più debole possono riaccendere timori sulla sostenibilità fiscale, soprattutto se Hormuz restasse bloccato. Intanto i verbali mostrano una BCE più vicina a un rialzo: diversi membri erano già pronti ad alzare i tassi ad aprile e i mercati si aspettano un aumento al 2,25% a giugno. Per Lagarde, la credibilità delle banche centrali passa dalla difesa della stabilità dei prezzi, anche a costo di rallentare l’economia.

Bank of England, Bailey tollera inflazione sopra target

Il governatore Andrew Bailey segnala che la Bank of England può tollerare inflazione sopra target per un periodo limitato, data la debolezza dell’economia britannica. Il caro energia legato al Medio Oriente spinge i prezzi, ma frena anche crescita, lavoro e attività delle imprese. Inoltre, l’aumento dei rendimenti dei gilt ha già irrigidito le condizioni finanziarie. Per questo Bailey appare poco incline a sostenere un rialzo dei tassi a giugno, salvo effetti di secondo impatto.

Germania-Cina, Berlino cerca cooperazione mentre l’UE vuole più durezza

La ministra tedesca Katherina Reiche visita Pechino per rafforzare i legami industriali, mentre Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Lituania chiedono una linea UE più dura contro sovraccapacità e pratiche sleali cinesi. La Germania resta divisa: il deficit con Pechino ha raggiunto 87 miliardi di euro, ma la Cina resta il principale partner commerciale tedesco. Berlino punta al dialogo per proteggere automotive, meccanica ed elettronica, pur esposte alla concorrenza sovvenzionata cinese.

Francia, energia cara tra fiducia debole e rischio recessione

La Francia mostra segnali crescenti di fragilità. A maggio la fiducia dei consumatori scende a 82 punti, minimo da marzo 2023, mentre famiglie e imprese rinviano spese per energia cara e incertezza su Hormuz. L’inflazione sale al 2,8%, spinta dall’energia a +16,8%, ma il Pil del primo trimestre è rivisto a -0,1%. Per la BCE il dilemma si complica: contenere i prezzi senza aggravare una possibile recessione tecnica.

Spagna, casa sempre più legata all’eredità familiare

In Spagna l’accesso alla casa diventa sempre più difficile e l’eredità familiare assume un peso crescente. Secondo Fotocasa, il 61% degli spagnoli ritiene improbabile ereditare un’abitazione, mentre solo il 39% pensa che accadrà. Tra chi vende casa, il 21% l’ha ricevuta in eredità, contro il 12% di chi la affitta. Il dato conferma che la proprietà immobiliare dipende sempre più dal sostegno intergenerazionale, non solo dal reddito corrente.

RESTO DEL MONDO 

Petrolio volatile, mercati divisi sul negoziato USA-Iran

Il Brent risale verso 100 dollari al barile mentre i negoziati USA-Iran si bloccano e Trump ribadisce le richieste sul nucleare. I mercati reagiscono in modo diviso: Europa in calo, Asia quasi piatta salvo la Corea sostenuta dall’AI, Wall Street invece positiva. Il nodo resta Hormuz, dove il traffico resta molto sotto la norma e continuano gli incidenti vicino allo stretto. L’ipotesi di un accordo o di una tregua più ampia non è scomparsa, ma i nuovi scontri mostrano quanto la normalizzazione dei flussi energetici resti fragile.

Cina, profitti industriali in ripresa ma crescita sbilanciata

Ad aprile i profitti industriali cinesi sono saliti del 24,7% annuo, sostenuti da energia cara, materie prime e forte domanda estera per prodotti legati ad AI e transizione verde. Chimica, petrolio e metalli non ferrosi registrano forti aumenti, ma la ripresa resta settoriale. I comparti più legati ai consumi interni, come arredamento e tessile, restano deboli. La Cina cresce quindi in modo sempre più sbilanciato: export e input strategici reggono, domanda domestica e immobiliare restano fragili.

Giappone, Ueda vede lo shock energetico come test per l’inflazione

Il governatore della Bank of JapanKazuo Ueda, avverte che lo shock energetico non va letto solo attraverso il prezzo del petrolio. L’impatto dipende da salari, aspettative, domanda e cambio. Se aspettative e salari accelerano, il rischio di effetti di secondo impatto cresce; se restano deboli, lo shock può restare più contenuto. La BOJ teme che il caro energia legato al Medio Oriente possa cambiare il regime inflazionistico giapponese, ma Ueda non offre indicazioni sui tempi del prossimo rialzo.

Canada, economia fragile ma sistema finanziario solido

Il Canada mostra un quadro contrastante. Da un lato, il Pil cala per il secondo trimestre consecutivo, aumentando il rischio di recessione tecnica, mentre il deficit estero si amplia e auto e prodotti forestali soffrono i dazi USA. Dall’altro, manifattura ed export restano sostenuti da petrolio, gas e oro, con vendite industriali in rialzo. La Bank of Canada vede banche solide anche in caso di petrolio a 100 dollari, ma crescita debole, debito e tensioni geopolitiche restano rischi centrali.

Messico, surplus commerciale spinto dall’export

Ad aprile il Messico registra un surplus commerciale di 4,52 miliardi di dollari. Le esportazioni salgono del 32,6%, trainate soprattutto dalla manifattura, mentre le importazioni crescono del 24,1%. Il petrolio beneficia dei prezzi più alti, anche se i volumi esportati calano. Forte aumento anche per mining e beni intermedi.

Australia, inflazione rallenta ma RBA resta in allerta

Ad aprile l’inflazione australiana rallenta al 4,2%, grazie al taglio temporaneo delle tasse sui carburanti. Tuttavia resta ben sopra il target della RBA, mentre la trimmed mean sale al 3,4%. Lo shock energetico legato all’Iran continua quindi a pesare e lascia aperta la possibilità di nuovi rialzi dei tassi.

Nuova Zelanda, RBNZ ferma ma pronta a rialzare

La Reserve Bank of New Zealand lascia i tassi fermi al 2,25%, ma la decisione è stata divisa: tre membri volevano già un rialzo al 2,50%. Il caro energia legato al Medio Oriente spinge l’inflazione, prevista al picco del 4,3% nel terzo trimestre, mentre crescita, consumi e fiducia restano deboli. La banca centrale prende tempo, ma segnala che nuovi rialzi saranno probabilmente necessari entro l’anno.

PROSPETTIVE 

La settimana che inizia il 1 giugno sarà dominata da tre temi: mercato del lavoro USA, inflazione europea e segnali dall’Asia. Negli Stati Uniti, il dato più importante sarà il report sui nonfarm payrolls di maggio, preceduto da JOLTs, ADP e richieste settimanali di sussidio. Dopo dati occupazionali solidi a marzo e aprile, un nuovo dato forte rafforzerebbe l’idea che la Fed possa alzare i tassi entro fine anno, scenario oggi prezzato dai mercati al 59%. Al contrario, un rallentamento del lavoro riaprirebbe i timori di recessione.

In Eurozona, il focus sarà sull’inflazione di maggio, ultimo grande dato prima della riunione BCE dell’11 giugno. I mercati prezzano con probabilità molto alta un rialzo di 25 punti base, mentre gli analisti stimano inflazione headline al 3,3%, sopra il 3% di aprile. Il rischio è che lo shock energetico non resti confinato a petrolio e gas, ma si trasmetta ad altri prezzi.

Nel Regno Unito, attenzione a mutui, credito e prezzi delle case, per capire quanto l’aumento dei tassi di mercato stia frenando la domanda. In Asia, gli occhi saranno su BoJ, PMI cinesi, decisione della Reserve Bank of India, Pil australiano e dati su export e inflazione in Corea del Sud. Sullo sfondo resta il nodo decisivo: eventuali progressi nei negoziati USA-Iran e una possibile riapertura dello Stretto di Hormuz.

Stati Uniti: 

Phoenix Built an Empire of Cubicle Jobs. AI Is Coming to Tear It Down. - WSJ

How the Iran War Put Housing’s Spring Thaw Back on Ice - WSJ

The Stock Market Has Never Been So Good When People Have Felt So Bad

U.S. Home-Price Growth Slowed in March as Mortgage Rates Rose - WSJ

Mamdani Says These NYC Landlords Will Be Exempt From His Rent Freeze - WSJ

The Housing Market’s Latest Hurdles: Copper, Lumber, Diesel and Aluminum - WSJ

The Record Divide Between Corporate Profits and Worker Pay - WSJ

Land O’Lakes CEO Beth Ford Wants You to Know that American Farmers Are in Crisis - WSJ

U.S. GDP Growth Revised Lower for First Quarter

Iran War Keeps Fed’s Inflation Gauge Above Inflation Target

Fed’s Goolsbee Warns U.S. Economy Heading in ‘Stagflationary’ Direction

Chicago Business Activity Surges in May - WSJ

Fed’s Bowman Wary of Reacting to Short-Term Energy Inflation

Europa: 

Industrial sovereignty: Five sectors where the EU is critically dependent on China | Euronews

French Consumer Confidence Hits Three-Year Low

Financial Markets Underestimate Geopolitical and Fiscal Risks, ECB Warns

Not even through inheritance: 61% of Spaniards see inheriting a home as almost impossible | Euronews

What's left of a €100,000 salary after tax across Europe? | Euronews

Germany resists EU members' push for a tougher stance on China | Euronews

Where in Europe do households save most of their income? | Euronews

Some ECB Officials Were Open to Rate Rise in April

Fed’s Independence Still Under Threat, ECB’s Lagarde Says

French Inflation Rises to More-Than Two-Year High as Energy Costs Intensify

Exclusive: IEA chief Birol warns Europe easing Russian energy sanctions would be 'major mistake' | Euronews

EU countries back EU-US deal, paving the way for its final adoption | Euronews

BOE Can Tolerate Inflation That Is Temporarily Above Target, Gov. Bailey Says

China Threatens to Launch Trade Probes Against the European Union

Trade turnover in Eurasian Economic Union exceeds €80 billion last year | Euronews

Is Europe finally waking up to China? | Euronews

ECB rate hike in focus as Eurozone's 'Big Four' report stubbornly high inflation | Euronews

Resto del Mondo: 

China’s Industrial Profits Rise, Defying Economic Headwinds

Canada Factory Sales Jump an Estimated 4.6% in April

Mexico Posts $4.52 Billion April Trade Surplus

Australia Rate Increases Stay in Play Despite Easing Inflation

BOJ Governor Sees Oil Price Surge as Test of Inflationary Mettle

New Zealand’s Central Bank Narrowly Votes to Hold Rates, Signals Hikes Are Coming

Oil steadies at $100 and markets stay volatile as US-Iran talks stall | Euronews

Canada 1Q Current Account Deficit Widens - WSJ

Canada Lenders Well Placed to Handle Prolonged Energy-Price Shock, Central Bank Says

Canada’s Economy Contracts for a Second Straight Quarter - WSJ

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La Settimana Economica

La rubrica settimanale a cura di Viktor Todorov che analizza le principali notizie economiche e l’andamento dei mercati finanziari.