Negli Stati Uniti Il quadro americano resta segnato da una combinazione di solidità apparente e fragilità crescenti. Da un lato il mercato del lavoro continua a reggere nei numeri, dall’altro appare sempre più bloccato, con poche assunzioni, maggiore part time involontario e un impatto dell’AI che si concentra soprattutto nel settore tech. Sul fronte istituzionale, la decisione di Powell di restare nel board della Fed dopo la fine del mandato da presidente segnala quanto il tema dell’indipendenza monetaria sia diventato centrale nell’America di Trump. Intanto il presidente rilancia la minaccia dei dazi verso l’Europa, mentre il rialzo della benzina e il calo della fiducia dei consumatori iniziano a pesare in modo più visibile su famiglie e spesa privata.
L’Europa si trova stretta tra shock esterni e debolezze interne. Le tensioni commerciali con Washington tornano a salire, mentre la BCE si avvicina alla riunione di giugno con un dibattito sempre più aperto tra prudenza e possibile nuova stretta. Nell’Eurozona i salari rallentano, ma i consumi iniziano a cedere sotto il peso di energia più cara e fiducia più debole. La Germania resta il punto più delicato: ai rischi dei dazi americani si sommano industria in frenata, investimenti pubblici bloccati e costi energetici elevati. Anche fuori dall’euro, il Regno Unito mostra segnali di tensione, con i gilt ai massimi da anni e timori crescenti sulla sostenibilità dei conti pubblici.
Nel resto del mondo emerge un quadro molto eterogeneo ma attraversato dallo stesso shock energetico. In Asia i flussi commerciali cercano di adattarsi alle tensioni su Hormuz, mentre la Cina continua a mostrare forza sull’export. Le banche centrali si muovono però in ordine sparso: l’Australia alza ancora i tassi, il Canada resta prudente di fronte a un mercato del lavoro più debole, la Malaysia tiene ferma la linea grazie a un’inflazione ancora contenuta, mentre l’Indonesia prova a difendere la valuta. In sintesi, il resto del mondo continua a reggere, ma con fragilità molto diverse e sempre più esposte alla durata dello shock energetico.
INDICATORI MACROECONOMICI
Inflazione:
Italia: +1,5%, dal precedente +1% ⬆
Eurozona: +3% dal precedente +2,5%. ⬆
Inghilterra: +3,3% dal precedente +3% ⬆
Stati Uniti: +3,3% dal precedente +2,4% ⬆
Disoccupazione:
Italia: +5,1% dal precedente +5,5% ⬇
Eurozona: +6,2% dal precedente +6,1%⬆
Inghilterra: +5,2% dal precedente +5,2%
Stati Uniti: +4,3% dal precedente +4,3%
Tassi d'interesse:
Eurozona: 2%
Stati Uniti: 3,75-3,5%
Inghilterra: 3,75%
PIL: Q4 2025:
Italia: 0,1%
Eurozona: +0,3%
Inghilterra: +0,1%
Stati Uniti: +1,4%
MERCATI FINANZIARI
EUR/USD: 1,1786, +0,55% questa settimana, +0,34% da inizio anno
DXY: 97,90, –0,26% questa settimana, –0,39% da inizio anno
S&P500: 7.398,93, +2,33% questa settimana, +8,08% da inizio anno
NASDAQ: 26.247,08, +4,51% questa settimana, +12,93% da inizio anno
FTSE MIB: 49.289,54, +2,16% questa settimana, +9,67% da inizio anno
STOXX 600: 612,14, +0,14% questa settimana, +3,96% da inizio anno
DAX: 24.338,63, +3,26% questa settimana, –0,62% da inizio anno
CAC 40: 8.112,57, –0,03% questa settimana, +0,45% da inizio anno
IBEX 35: 17.889,40, +0,61% questa settimana, +3,36% da inizio anno
US10Y: 4,364%, –1,6 bps questa settimana, +17,4 bps da inizio anno
US02Y: 3,893%, +0,5 bps questa settimana, +40,8 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,471%, –2,1 bps questa settimana, –23,4 bps da inizio anno
IT10Y: 3,73%, –11,7 bps questa settimana, +26,1 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 72,53 bps, –8,75 bps questa settimana, n.d. da inizio anno
VIX: 17,37, +2,24% questa settimana, +16,19% da inizio anno
BTC/USD: $80.196,80, +2,51% questa settimana, –9,31% da inizio anno
FOCUS DELLA SETTIMANA
STATI UNITI
Powell resta alla Fed per difenderne l’indipendenza
Jerome Powell ha deciso di restare nel board della Federal Reserve anche dopo la fine del mandato da presidente, prevista per il 15 maggio, scelta senza precedenti dal 1948. Secondo Powell, le recenti pressioni legali e politiche dell’amministrazione Trump hanno superato una soglia critica, mettendo a rischio l’autonomia della banca centrale. La sua permanenza punta quindi a proteggere la Fed da interferenze esterne nella politica monetaria. La decisione però espone l’istituzione a nuove tensioni, perché ogni sua futura presa di posizione potrà essere letta in chiave politica e complicare la guida del successore Kevin Warsh.
Trump rilancia i dazi, ma i tribunali frenano la Casa Bianca
Donald Trump riapre il fronte commerciale con l’Europa, minacciando di alzare i dazi sulle auto europee dal 15% al 25%. La mossa mostra che la guerra con l’Iran non ha rallentato la sua agenda protezionista e riaccende l’incertezza nei rapporti tra USA e UE, mettendo in dubbio la solidità degli accordi già firmati. Ma sul fronte interno arriva anche un nuovo ostacolo: un tribunale federale ha stabilito che Trump non poteva imporre un dazio globale del 10% usando la Section 122. La sentenza limita il raggio d’azione della Casa Bianca, ma non elimina il rischio di nuove tariffe attraverso altre basi legali.
Lavoro, mercato solido nei numeri ma sempre più bloccato
Il mercato del lavoro americano continua a offrire segnali misti. Ad aprile gli Stati Uniti hanno creato 115.000 posti di lavoro, ben oltre le attese, con contributi da sanità, retail, trasporti e magazzini, mentre la disoccupazione è rimasta al 4,3%. Tuttavia il quadro resta meno brillante di quanto suggerisca il dato headline. Le imprese licenziano poco, ma assumono poco, e questo rende il mercato più immobile che forte. A soffrire sono soprattutto giovani, neolaureati e chi cerca un impiego migliore. In più crescono il part time involontario, l’incertezza legata a AI e il rischio che energia più cara indebolisca consumi e fiducia.
AI e ristrutturazioni, i tagli al lavoro si concentrano soprattutto nel tech
Cresce la preoccupazione per l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, anche se i licenziamenti complessivi nei primi quattro mesi dell’anno restano inferiori al 2025. Il settore più colpito è però il tech, con oltre 85.000 posti tagliati, in aumento del 33%. Molte aziende stanno usando l’AI per accelerare produttività, ridurre livelli manageriali e ristrutturare i costi. Da Amazon a Meta, da PayPal a Coinbase, emerge un mercato del lavoro sempre più polarizzato, in cui l’automazione ridisegna competenze e occupazione.
Caro benzina, i super pendolari USA tagliano consumi e tempo libero
L’aumento del prezzo della benzina sta colpendo soprattutto i super pendolari americani, cioè chi percorre decine o centinaia di chilometri per andare al lavoro. Con il costo medio salito a 4,54 dollari al gallone, molte famiglie stanno riducendo viaggi, ristoranti, svaghi e altre spese discrezionali. Il fenomeno è cresciuto dopo la pandemia, quando molti lavoratori si sono spostati verso aree più economiche ma più lontane dai centri urbani. Per gli economisti, il caro carburante agisce come una vera e propria tassa sui consumi.
Fiducia dei consumatori USA ancora in calo
A maggio la fiducia dei consumatori americani è scesa a 48,2, sotto il già debole dato di aprile, toccando livelli storicamente molto bassi. A pesare sono soprattutto il rialzo dei prezzi della benzina e i timori sull’economia. Nonostante un quadro macro ancora relativamente solido, le famiglie percepiscono maggiore insicurezza su inflazione, lavoro e capacità di spesa, segnale di un clima economico sempre più fragile.
Sunbelt USA, il nuovo polo per i neolaureati
Nel mercato del lavoro americano, ancora difficile per i giovani, diverse città del Sunbelt stanno emergendo come nuovi hub per l’assunzione di neolaureati. Secondo un’analisi di ADP, in testa c’è Birmingham, seguita da Tampa, mentre ben sei delle prime dieci città si trovano nel Sud. A premiare questi centri sono il mix tra forte domanda di lavoro qualificato, salari competitivi e costo della vita più accessibile. Spiccano anche San Jose e Columbus, trainate rispettivamente da AI, tech e manifattura avanzata.
Mutui FHA, primi segnali di stress sul mercato immobiliare USA
Il ridimensionamento degli aiuti federali ai mutuatari FHA in difficoltà sta già producendo effetti: a marzo le pratiche di foreclosure sono salite del 28% su base annua. Secondo alcune stime, fino a 250.000 famiglie potrebbero perdere la casa nei prossimi 12-18 mesi. L’impatto sui prezzi immobiliari resterà disomogeneo: limitato nelle aree ancora solide, più pesante nei mercati già deboli.
EUROPA
UE-USA, cresce la tensione sui dazi e Bruxelles alza il tono
L’Unione Europea tenta di evitare una nuova escalation commerciale con gli Stati Uniti dopo la minaccia di Donald Trump di portare i dazi sulle auto europee dal 15% al 25%. Da un lato Bruxelles ribadisce di stare rispettando l’accordo firmato lo scorso anno e affida al confronto tra Maros Sefcovic e Jamieson Greer il tentativo di tenere aperto il dialogo. Dall’altro lato il Parlamento europeo, con Bernd Lange, rifiuta di accelerare sotto pressione americana e insiste su clausole di salvaguardia. Il messaggio è chiaro: l’UE vuole difendere l’intesa, ma anche proteggersi da eventuali nuove mosse unilaterali di Washington.
Sanzioni alla Russia, funzionano ma non bastano
Le sanzioni europee stanno effettivamente aumentando la pressione sull’economia russa: il Pil ha segnato una contrazione dello 0,3% nel primo trimestre, il deficit pubblico è esploso, l’inflazione resta alta e i tassi sono al 14,5%. Bruxelles rivendica quindi che le misure stiano mordendo. Ma il quadro è più complesso: la Russia non è vicina al collasso e continua a sostenersi grazie ad una massiccia economia di guerra, finanziata da forte spesa pubblica ed entrate energetiche. Le sanzioni stanno logorando crescita, innovazione e finanza, ma finora non hanno costretto il Cremlino a cambiare rotta.
Eurozona, salari moderati ma consumi sotto pressione
Nell’Eurozona emergono due segnali importanti. Da un lato la crescita dei salari è attesa rallentare al 2,6% nel 2026, dal 3% del 2025, indicando che per ora lo shock energetico non si sta trasmettendo pienamente al costo del lavoro. Questo riduce il rischio di un’inflazione più persistente e offre alla BCE un elemento di cautela. Dall’altro però i consumi iniziano a indebolirsi: a marzo le vendite al dettaglio sono scese dello 0,1%, mentre il calo della fiducia dei consumatori segnala che nei prossimi mesi energia più cara e rincari alimentari potrebbero frenare più nettamente la domanda interna europea.
BCE, tra linea dura e prudenza il mercato guarda a giugno
All’interno della BCE emergono sfumature diverse sul prossimo passo dei tassi. Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel apre alla possibilità di un rialzo già a giugno se le nuove previsioni confermeranno che il rincaro dell’energia e la guerra con l’Iran stanno alimentando una ripresa dell’inflazione nell’Eurozona. Più prudente invece François Villeroy de Galhau, secondo cui Francoforte non può vincolarsi in anticipo e dovrà decidere solo sulla base dei dati, guardando a inflazione core, salari e aspettative. In sintesi, il confronto interno non è sul target finale, ma sui tempi e sull’intensità della risposta monetaria.
Germania sotto pressione tra dazi, energia e frenata industriale
La Germania si trova stretta tra shock esterni e limiti interni. Sul fronte commerciale, Donald Trump minaccia dazi del 25% sulle auto europee, misura che secondo Bernd Lange colpirebbe soprattutto Berlino e violerebbe l’intesa UE-USA del 2025. Intanto l’economia tedesca fatica a ripartire: il maxi piano da 584 miliardi resta in gran parte bloccato dalla burocrazia, mentre la manifattura manda segnali contrastanti. A marzo gli ordini industriali sono saliti del 5%, ma la produzione è scesa dello 0,7%. Il rincaro dell’energia, l’incertezza globale e i ritardi negli investimenti pubblici rischiano così di lasciare la crescita tedesca molto debole anche nel 2026.
Regno Unito, impennata dei gilt e allarme sui conti pubblici
Nel Regno Unito i rendimenti dei titoli di Stato sono saliti ai massimi dal 1998, segnale che i mercati chiedono un premio più alto per finanziare il debito britannico. A pesare sono il rischio di tassi più alti più a lungo, il rincaro dell’energia legato alla guerra con l’Iran e soprattutto l’incertezza politica interna. Gli investitori temono che il governo Labour possa allentare la disciplina fiscale sotto pressione elettorale. Il risultato è un aumento del costo del debito pubblico, dei mutui e del credito alle imprese, con possibili effetti negativi su consumi, investimenti e crescita.
Irlanda, il boom del PIL era in gran parte un’illusione statistica
Il Pil irlandese è cresciuto del 12,3% nel 2025, ma il dato è stato gonfiato soprattutto dall’anticipo delle esportazioni farmaceutiche verso gli Stati Uniti prima dei dazi di Trump. Nel marzo 2025 da solo l’export verso gli USA ha toccato 25,4 miliardi di euro. Il successivo calo del 2,0% nel primo trimestre 2026 riflette quindi una correzione tecnica più che una vera recessione domestica. La crescita reale interna resta positiva, ma molto più moderata dei dati headline.
Svezia e Norvegia divergono sui tassi davanti allo shock mediorientale
Le banche centrali di Svezia e Norvegia stanno reagendo in modo opposto al conflitto in Medio Oriente, riflesso di quadri macroeconomici diversi. La Riksbank ha lasciato i tassi fermi all’1,75%, preferendo attendere segnali più chiari su crescita e inflazione. La Norges Bank, invece, ha alzato il tasso al 4,25% per contrastare un’inflazione ancora troppo elevata. In sintesi, Stoccolma privilegia la cautela davanti a un’economia debole, mentre Oslo resta focalizzata sulla stabilità dei prezzi.
Svizzera, l’inflazione accelera con il caro energia
Ad aprile l’inflazione svizzera è salita allo 0,6% annuo dallo 0,3% di marzo, toccando il livello più alto da dicembre 2024. A spingere i prezzi sono stati soprattutto i prodotti petroliferi, il trasporto aereo e i pacchetti vacanza. Il rialzo rafforza l’idea che la SNB possa evitare nuovi tassi negativi, mentre i mercati iniziano a prezzare un possibile rialzo dei tassi entro l’anno.
RESTO DEL MONDO
Tra nuove rotte e transiti riusciti, il commercio prova ad aggirare Hormuz
Le tensioni nello Stretto di Hormuz stanno spingendo operatori e governi a riorganizzare i flussi energetici e commerciali. La MSC ha lanciato un nuovo collegamento tra Europa, Mar Rosso e Medio Oriente via Suez, con sbocchi verso il Golfo, per ridurre i rischi sulle rotte più esposte. Intanto una petroliera diretta in Corea del Sud è riuscita a completare il passaggio con 1 milione di barili di greggio, segnale che i traffici non si sono fermati ma restano vulnerabili. L’Asia orientale continua così a dipendere in modo critico dalla sicurezza del corridoio di Hormuz.
Cina, export di nuovo in accelerazione ad aprile
Ad aprile le esportazioni della Cina sono cresciute del 14,1% su base annua, in forte accelerazione rispetto al 2,5% di marzo e ben oltre le attese. Anche le importazioni hanno mostrato una crescita solida, pari al 25,3%, confermando il ruolo del commercio estero come pilastro di stabilizzazione dell’economia cinese. Il surplus commerciale è salito a 84,8 miliardi di dollari, sopra marzo ma leggermente sotto le previsioni. Il dato segnala una domanda esterna ancora robusta e una tenuta significativa del sistema produttivo cinese.
Canada tra inflazione energetica e mercato del lavoro più debole
In Canada la banca centrale mantiene i tassi fermi, ma resta in allerta: il governatore Tiff Macklem ha avvertito che interverrà rapidamente se il rincaro dell’energia dovesse trasferirsi oltre la benzina e alimentare un’inflazione più persistente. Intanto il mercato del lavoro si sta indebolendo: ad aprile l’occupazione è scesa di 17.700 unità e la disoccupazione è salita al 6,9%, massimo da sei mesi. Tra petrolio elevato, dazi USA e minore fiducia delle imprese, il quadro canadese si fa più fragile e rafforza per ora una linea monetaria prudente.
Australia, terzo rialzo consecutivo dei tassi
La Reserve Bank of Australia ha alzato il tasso ufficiale di 25 punti base al 4,35%, completando il terzo rialzo consecutivo. La banca centrale teme che lo shock energetico legato al conflitto con l’Iran mantenga l’inflazione sopra target più a lungo, anche attraverso effetti indiretti su beni e servizi. Nonostante le incertezze, i consumi interni restano solidi.
Malaysia, tassi fermi grazie a inflazione sotto controllo
La banca centrale della Malaysia ha lasciato invariato il tasso overnight al 2,75%, giudicando adeguata l’attuale politica monetaria. Nonostante le tensioni in Medio Oriente e i rischi legati allo Stretto di Hormuz, l’economia mostra ancora resilienza, sostenuta da domanda interna, export e investimenti. A contenere l’inflazione contribuiscono anche i sussidi pubblici sui carburanti, anche se il loro costo crescente rischia di pesare sui conti pubblici.
Indonesia, stretta sul dollaro per difendere la rupia
La banca centrale indonesiana ha irrigidito le regole sugli acquisti di dollari per sostenere la rupia, scesa su nuovi minimi. Il limite mensile per persona scende da 100.000 a 50.000 dollari, salvo motivazioni valide. Jakarta punta così a frenare la speculazione e rafforzare la valuta, ma gli analisti avvertono che l’effetto resterà limitato senza un miglioramento del contesto globale e della fiducia degli investitori.
PROSPETTIVE
L’economia globale mostra una tenuta migliore del previsto nonostante lo shock energetico, ma le aree più fragili restano sotto forte pressione. Se le grandi economie reggono grazie a scorte, efficienza e politiche di sostegno, in Asia-Pacifico il caro energia e fertilizzanti colpisce soprattutto i Paesi più dipendenti dalle importazioni.
La settimana dei mercati si concentra soprattutto su due dossier: i dati sull’inflazione americana e il viaggio di Donald Trump in Cina per il vertice con Xi Jinping del 14-15 maggio. Per investitori e banche centrali sarà un test decisivo per capire se il rialzo dei costi energetici sta contaminando i prezzi in modo più ampio e se sul fronte geopolitico possono emergere segnali di tregua commerciale o diplomatica.
Negli Stati Uniti il focus assoluto sarà sul CPI di aprile, in uscita martedì 12 maggio, seguito dai prezzi alla produzione, dalle vendite al dettaglio, dalla produzione industriale e dalle richieste settimanali di sussidio. Dopo il dato sul lavoro più forte delle attese, il mercato guarda soprattutto all’inflazione per capire se la Fed potrà restare ferma più a lungo. I money market prezzano ancora bassa probabilità di un taglio entro settembre.
In Europa l’agenda sarà più leggera ma importante: arrivano inflazione finale in Germania, Francia, Spagna e Italia, oltre a Pil, occupazione e produzione industriale dell’Eurozona. Sullo sfondo resta la riunione BCE dell’11 giugno, quando saranno pubblicate anche le nuove proiezioni macro.
In Asia, oltre al summit Trump-Xi, i mercati seguiranno l’inflazione cinese, i dati sulla liquidità, il budget australiano e l’occupazione in Australia, mentre in Giappone conteranno i segnali della Bank of Japan e i movimenti dello yen. Il quadro globale resta quindi dominato da tre variabili: energia, inflazione e politica commerciale.
Stati Uniti:
These Are the Hiring Hot Spots Where College Grads Are Landing Good Jobs
A Federal Housing Handout Has Ended. Foreclosures Will Follow. - WSJ
Why Jerome Powell Decided to Stay at the Fed - WSJ
Corporate Layoffs Are Down 10% This Year, but the AI Reckoning Has Come for Tech
America’s Army of Supercommuters Is Reeling Over High Gas Prices - WSJ
Trump’s Latest Tariff Threat Is a Wake-Up Call for U.S. Trade Partners - WSJ
How to Make Sense of This Strange Job Market - WSJ
U.S. Adds 115,000 Jobs in April With Solid Hiring Across Sectors
Trade Court Rules Against Trump’s New Global Tariffs - WSJ
Consumer Sentiment Falls to New Record Lows Amid War in Iran - WSJ
Europa:
Donald Trump's EU car tariffs ‘targeting Germany,’ says key German MEP | Euronews
Germany Has the Cash to Revitalize Its Economy, but Can’t Seem to Spend It - WSJ
Swiss Inflation Climbs to Highest Since 2024 as Energy Prices Surge - WSJ
EU Trade Chief Plans to Meet U.S. Counterpart in Paris - WSJ
ECB Could Hike Rates in June Should Inflation Outlook Not Improve, Nagel Says - WSJ
Irish economic miracle explained: Why all that glitters isn't gold | Euronews
ECB’s Next Move Should Be Guided by the Data, Not the Date, Villeroy Says - WSJ
ECB Tracker Points to Slower Wage Growth in 2026 - WSJ
German Factory Orders Jumped in First Month of Iran Conflict - WSJ
Eurozone Retail Sales Soften as Shoppers Feel Energy Pinch - WSJ
Sweden’s Riksbank and Norway’s Norges Bank Take Diverging Paths - WSJ
How UK 30-year bonds reached the highest yield this century and why it matters | Euronews
‘EU legislation cannot be dictated by social media threats,’ says MEP trade chief | Euronews
German Industry Slumped in March on Outbreak of Iran War - WSJ
After 20 rounds of sanctions, the EU finally sees cracks in the Russian economy | Euronews
Resto del Mondo:
Bank of Canada Gov. Macklem Vows Action If Affects From High Energy Prices Spread - WSJ
Australia’s Central Bank Raises Rates for Third Straight Meeting - WSJ
Shipping giant MSC opens new trade route to bypass Hormuz disruption | Euronews
Malaysia Central Bank Holds Steady as It Gauges Mideast War Impact - WSJ
Indonesia Central Bank Tightens Rules on Dollar Purchases to Support Rupiah - WSJ
China’s Export Growth Accelerated in April - WSJ
Canada Unemployment Rate Rises to Six-Month High in April - WSJ
Oil tanker arrives in South Korea after leaving the Strait of Hormuz | Euronews
