Negli Stati Uniti, la Fed mantiene i tassi fermi, ma Warsh rompe con l’era Powell: comunicati più brevi, meno dipendenza da dot plot, forward guidance e conferenze stampa, e nuove task force su comunicazione e analisi economica. L’obiettivo del 2% di inflazione resta centrale, ma i mercati vedono più probabile una stretta entro settembre. Sullo sfondo pesano anche tensioni istituzionali, dal caso Lisa Cook alla cena privata di Michelle Bowman con clienti di Bank of America. Intanto, l’ansia economica sale anche tra i redditi alti: l’86% non crede che i figli vivranno meglio, mentre il lavoro da casa resta strutturale, con il 26% delle giornate lavorate ancora svolto da remoto.
In Europa, la BCE resta prudente nonostante la tregua in Medio Oriente. Joachim Nagel avverte che serviranno mesi per normalizzare l’offerta di petrolio, mentre Philip Lane difende il rialzo dei tassi perché cibo, beni e servizi resteranno sopra il target del 2%. L’inflazione dell’Eurozona è al 3,2%, mentre la produzione industriale cresce solo dello 0,1% e la BCE taglia la crescita 2026 al 0,8%. La Bank of England dovrebbe restare ferma al 3,75%, ma inflazione al 2,8%, salari al 3,4% ed energia cara mantengono aperto il rischio di nuovi rialzi. La Germania mostra un miglioramento della fiducia, con lo ZEW a 10,5, ma resta esposta a nuovi rischi commerciali con gli Stati Uniti sui farmaci. Bruxelles prepara anche nuove difese contro la Cina, mentre il deficit commerciale UE Cina può avvicinarsi a 400 miliardi di euro.
Nel resto del mondo, la Bank of Japan alza i tassi all’1%, massimo dal 1995, per contenere inflazione importata, yen debole e costi energetici. Il Canada cerca sollievo dai dazi USA fino al 50% su acciaio, alluminio e auto, mentre il regolatore bancario libera capitale per sostenere credito e investimenti. In Russia, la banca centrale taglia i tassi al 14,25%, ma spesa militare e problemi nella produzione di carburante mantengono alti i rischi inflazionistici. Cuba approva 176 riforme economiche per ampliare il settore privato e attrarre capitali esteri. In Australia, la RBA lascia i tassi al 4,35%, ma resta pronta a nuovi rialzi.
INDICATORI MACROECONOMICI
Inflazione:
Italia: +3,2%, dal precedente +2,7% ⬆
Eurozona: +3,2% dal precedente +3%. ⬆
Inghilterra: +2,8% dal precedente +3,3% ⬇
Stati Uniti: +4,2% dal precedente +3,8% ⬆
Disoccupazione:
Italia: +5,1% dal precedente +5,2% ⬇
Eurozona: +6,2% dal precedente +6,3%⬇
Inghilterra: +5% dal precedente +5%
Stati Uniti: +4,3% dal precedente +4,3%
Tassi d'interesse:
Eurozona: 2,25%
Stati Uniti: 3,75-3,5%
Inghilterra: 3,75%
PIL: Q1 2026:
Italia: +0,5%
Eurozona: -0,2%
Inghilterra: -0,1%
Stati Uniti: +1,6%
MERCATI FINANZIARI
EUR/USD: 1,14712, –0,83% questa settimana, –2,37% da inizio anno
DXY: 100,85, +1,10% questa settimana, +2,61% da inizio anno
S&P500: 7.500,57, +0,93% questa settimana, +9,05% da inizio anno
NASDAQ: 26.517,93, +2,43% questa settimana, +12,93% da inizio anno
FTSE MIB: 52.848,93, +2,62% questa settimana, +17,44% da inizio anno
STOXX 600: 635,61, +0,38% questa settimana, +7,47% da inizio anno
DAX: 24.985,82, +1,42% questa settimana, +2,02% da inizio anno
CAC 40: 8.421,14, +0,84% questa settimana, +3,33% da inizio anno
IBEX 35: 19.347,40, +3,11% questa settimana, +11,48% da inizio anno
US10Y: 4,46%, –2,8 bps questa settimana, +27 bps da inizio anno
US02Y: 4,190%, +3,0 bps questa settimana, +70,5 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,270%, –5,8 bps questa settimana, –43,5 bps da inizio anno
IT10Y: 3,711%, –2,3 bps questa settimana, +24,2 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 69,00 bps, –4,750 bps questa settimana, +8,49 bps da inizio anno
VIX: 16,41, –7,13% questa settimana, +10,51% da inizio anno
BTC/USD: $63.683,00, –3,09% questa settimana, –27,22% da inizio anno
STATI UNITI
Fed, Warsh apre una nuova fase tra stretta comunicativa e tensioni istituzionali
Kevin Warsh inaugura la sua presidenza alla Federal Reserve con una rottura rispetto all’era Powell. I tassi restano fermi, ma il nuovo presidente accorcia il comunicato, evita di presentare una propria previsione sui tassi e avvia cinque task force su comunicazione, analisi economica e funzionamento interno. La linea appare chiara: una Fed più silenziosa, meno dipendente da dot plot, forward guidance e conferenze stampa. Tuttavia, l’incertezza resta alta. Warsh ribadisce l’obiettivo del 2% di inflazione, ma non chiarisce se serviranno nuovi rialzi, mentre i mercati vedono più probabile una stretta entro settembre. Sullo sfondo pesano anche le tensioni istituzionali: il caso Lisa Cook riguarda l’indipendenza della banca centrale, mentre la cena privata di Michelle Bowman con clienti di Bank of America solleva dubbi su trasparenza, etica e accesso privilegiato.
L’ansia economica sale anche tra i redditi alti
Negli Stati Uniti, l’incertezza economica colpisce anche le fasce più ricche. Secondo un sondaggio del Wall Street Journal, oltre il 40% di chi si definisce upper class o upper middle class ritiene di non aver risparmiato abbastanza per la pensione. L’86% non crede che i figli vivranno meglio, contro il 64% del 2019, mentre il 65% pensa che il sistema economico e politico sia sfavorevole. Pesano benzina cara, inflazione persistente, debiti, timori legati all’AI e perdita di fiducia nella mobilità sociale.
Il lavoro da casa resta strutturale
Il ritorno in ufficio si è fermato. A maggio, il 26% delle giornate lavorate negli Stati Uniti è stato svolto da casa, poco sotto il 27% di due anni prima e molto sopra il 7% del 2019. Il modello ibrido resta il più diffuso, soprattutto nelle aziende giovani e guidate da CEO più aperti. Il lavoro remoto favorisce donne con figli e persone con disabilità, ma può aumentare solitudine e ridurre l’apprendimento dei giovani lavoratori.
EUROPA
UE-Cina, Bruxelles prepara nuove difese commerciali
L’Unione Europea valuta nuovi poteri per colpire interi settori invasi da importazioni cinesi a basso costo. Bruxelles teme che sussidi, yuan debole e sovracapacità mettano a rischio metà della base industriale europea. Il deficit commerciale UE Cina ha raggiunto 360 miliardi di euro nel 2025 e potrebbe arrivare a 400 miliardi. Anche la Germania cambia tono: Merz accusa Pechino di tenere la valuta sottovalutata fino al 30%. Restano però divisioni interne, perché misure troppo dure potrebbero aprire una guerra commerciale con la Cina.
BCE, tregua in Iran fragile e inflazione ancora alta
L’accordo tra Iran e Stati Uniti riduce il rischio di una crisi energetica prolungata, ma la BCE resta prudente. Secondo Joachim Nagel, serviranno mesi per normalizzare l’offerta di petrolio e lo shock può ancora alimentare salari e aspettative di inflazione. Philip Lane difende il rialzo dei tassi, perché prezzi di cibo, beni e servizi resteranno sopra il target del 2%. Nell’Eurozona l’inflazione è al 3,2%, mentre per la Germania la crescita è stata rivista allo 0,5% quest’anno e allo 0,8%nel 2027.
Eurozona, industria in tenuta ma crescita fragile
La produzione industriale dell’Eurozona è salita dello 0,1% ad aprile, sotto le attese, dopo il +0,4% di marzo. Le imprese hanno accelerato gli ordini per evitare rincari e carenze legate al conflitto in Medio Oriente. Tuttavia, energia cara, concorrenza cinese e domanda debole pesano sulle prospettive. La BCE ha tagliato la crescita 2026 al 0,8%, mentre il possibile accordo USA Iran offre solo un sollievo parziale.
Bank of England, tassi fermi tra lavoro debole e inflazione
La Bank of England dovrebbe lasciare i tassi al 3,75%, in linea con la Fed ma più prudente della BCE. Nel Regno Unito, la disoccupazione è scesa al 4,9%, ma il mercato del lavoro resta fragile: i posti vacanti sono ai minimi da inizio 2021 e i consumi restano deboli. I salari crescono del 3,4%, mentre inflazione al 2,8% ed energia cara mantengono aperto il rischio di nuovi rialzi.
Germania, fiducia in ripresa ma nuovi rischi commerciali
In Germania, la fiducia degli investitori migliora oltre le attese: l’indice ZEW sale a 10,5 punti, da meno 10,2, grazie alle speranze di fine guerra in Medio Oriente e calo dell’energia. Tuttavia, il quadro resta fragile. Gli Stati Uniti aprono un’indagine Section 301 contro Berlino sui prezzi dei farmaci innovativi, con rischio nuovi dazi e tensioni commerciali transatlantiche, nonostante il limite del 15% previsto dall’accordo USA-UE.
USA-Francia, il vino torna al centro dello scontro commerciale
Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Francia aumentano prima del G7. Trump minaccia dazi del 100% su vino e champagne francesi se Parigi non eliminerà la tassa digitale del 3% sui grandi gruppi tecnologici. Il settore è già sotto pressione: gli USA assorbono il 21% dell’export francese di vini e spiriti, mentre le vendite verso il mercato americano sono calate del 21% lo scorso anno.
Spagna, emergenza casa nelle grandi città
La Banca di Spagna stima che servano 750.000 nuove abitazioni per colmare il divario tra famiglie e stock disponibile. Madrid, Barcellona, Alicante, Valencia, Murcia e Málaga concentrano il problema, con uno squilibrio del 52,5% tra case costruite e nuovi nuclei. Pesano turismo, seconde case e acquisti esteri, ma anche burocrazia, norme frammentate e carenza di manodopera qualificata. La crisi limita crescita urbana, mobilità sociale e accesso alla casa.
Irlanda, PIL in calo dopo il boom farmaceutico
La banca centrale irlandese prevede una contrazione del Pil del 2,7% quest’anno, dopo il precedente +1,3% stimato. Il cambio di scenario deriva dal crollo delle esportazioni verso gli Stati Uniti, scese del 45,1% ad aprile, dopo il boom dei farmaci legati alla perdita di peso. La volatilità irlandese pesa anche sulle stime dell’Eurozona, con crescita 2026 ora più incerta.
RESTO DEL MONDO
Hormuz riapre, ma l’economia globale resta fragile
La riapertura dello Stretto di Hormuz riduce il rischio di una crisi energetica prolungata, ma gli effetti della guerra continueranno a pesare sull’economia globale. Serviranno mesi per normalizzare rotte, produzione petrolifera e raffinazione. I prezzi dell’energia sono scesi, con il Brent intorno a 78 dollari, ma l’impatto su cibo, elettricità e servizi arriverà in ritardo. Le banche centrali restano prudenti: la BCE ha già alzato i tassi, mentre Fed e Bank of England rinviano i tagli. La crescita mondiale resta resiliente, sostenuta dall’AI, ma più esposta a inflazione e frammentazione commerciale.
Giappone, BoJ alza i tassi ai massimi dal 1995
La Bank of Japan ha alzato i tassi dal 0,75% all’1%, massimo dal 1995, per contenere i rischi inflazionistici legati all’energia e alla guerra con l’Iran. La tregua USA Iran riduce i timori immediati, ma restano incertezze su Stretto di Hormuz, yen debole e costi delle importazioni. Il rialzo conferma una linea più restrittiva, anche se crescita, produzione e occupazione restano vulnerabili.
Canada, priorità ai dazi USA sui settori industriali
Il Canada punta a ottenere sollievo dai dazi USA fino al 50% su acciaio, alluminio e auto, più urgenti della revisione del USMCA. L’ambasciatore Mark Wiseman ha spiegato che l’accordo commerciale resta valido fino al 2036, mentre le tariffe settoriali colpiscono subito manifattura, investimenti e occupazione. Ottawa vuole diversificare i mercati, senza rompere il legame economico con gli Stati Uniti.
Russia, nuovi tagli dei tassi ma rischi inflazionistici
La banca centrale russa ha tagliato i tassi per la nona riunione consecutiva, dal 14,5% al 14,25%, dopo il picco del 21%nel 2025. Nuove riduzioni restano possibili, ma spesa pubblica, guerra in Ucraina e problemi nella produzione di carburante mantengono alti i rischi inflazionistici.
Cuba apre al settore privato e agli investimenti esteri
Il Parlamento cubano ha approvato 176 riforme economiche per ridurre il peso dello Stato, ampliare il settore privato e attirare capitali esteri. Le misure consentono grandi imprese private, investimenti senza partner statali e quote in aziende pubbliche. La svolta risponde a crisi energetica, carenze alimentari, burocrazia e debolezza produttiva.
Australia, RBA ferma ma pronta a nuovi rialzi
La Reserve Bank of Australia ha lasciato i tassi al 4,35%, ma avverte che il caro carburanti legato al conflitto in Medio Oriente può spingere l’inflazione e richiedere nuove strette. La crescita rallenta allo 0,3% trimestrale, mentre i prezzi restano sopra il target del 2% 3%.
PROSPETTIVE
La settimana si apre con due segnali centrali per mercati e politica monetaria. Da un lato, le banche centrali spostano parte dell’oro lontano da Londra e New York, alla ricerca di maggiore controllo sulle riserve in un quadro geopolitico incerto. Secondo il World Gold Council, il 57% conserva oro alla Bank of England, dal 64% dell’anno scorso, mentre gli acquisti restano vicini a 1.000 tonnellate annue. Dall’altro lato, il petrolio scende dopo l’intesa tra Trump e Pezeshkian per fermare la guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz: il WTI cala a 75 dollari e il Brent a circa 78 dollari, ma riserve OCSE ai minimi dal 1990 e rotte ancora fragili mantengono alta l’incertezza.
Il focus principale sarà sui dati macro. Negli Stati Uniti, l’attenzione sarà sul PCE di maggio, misura preferita dalla Federal Reserve. Dopo la riunione di giugno, Kevin Warsh ha lasciato aperta la possibilità di un rialzo dei tassi entro fine anno. Un dato core elevato, insieme a PMI solidi, rafforzerebbe le attese di stretta. In calendario anche Pil, ordini di beni durevoli, sussidi di disoccupazione e fiducia dei consumatori.
In Europa, saranno decisivi i PMI di Francia, Germania ed Eurozona. Il calo del petrolio può migliorare il sentiment, ma energia cara, domanda debole e concorrenza cinese restano freni importanti. Nel Regno Unito, i PMI aiuteranno a capire se la Bank of England potrà restare ferma.
In Asia, occhi sulla Bank of Japan, dopo il rialzo all’1%, e sull’inflazione di Tokyo. In Cina, i tassi sui prestiti dovrebbero restare invariati, mentre in Australia inflazione e lavoro saranno decisivi per la RBA.
Stati Uniti:
Live Q&A: Kevin Warsh Takes Over the Fed—Ask WSJ Your Questions
Kevin Warsh Wants the Fed to Stop Explaining Everything - WSJ
Work From Home Is Here to Stay—Even if Some CEOs Don’t Love It - WSJ
Warsh Overhauls How the Fed Talks and Keeps Markets Guessing on Rates - WSJ
Fed’s Cook Received More Than $1 Million in Legal Aid During Trump Clash - WSJ
America’s Economic Anxiety Is Rising Up the Income Ladder - WSJ
Top Bank Regulator Spoke at an Invite-Only Client Dinner After Fed Meeting - WSJ
Europa:
Impact of Iran War to Persist Despite Deal Offering Hope for Peace, ECB’s Nagel Says - WSJ
BOE Expected To Leave Key Rate Unchanged, Parting Ways With ECB - WSJ
Eurozone Industrial Production Picked Up Again in April - WSJ
German Investor Confidence Jumps on Hopes of End to Middle East Conflict - WSJ
Trump threatens 100% tariff on French wine and champagne over digital tax | Euronews
Chinese Export Flood Tests Europe’s Stomach for Trade War With Beijing - WSJ
U.S. Launches Trade Probe Into Germany Over Drug Pricing - WSJ
Irish Central Bank Cuts Growth Forecast as Volatility Roils Eurozone - WSJ
U.K. Unemployment Falls Below 5% - WSJ
ECB’s Chief Economist Sees Prolonged Period Of High Inflation - WSJ
Bank of Spain warns of 750,000-home shortfall: half concentrated in six provinces | Euronews
Resto del Mondo:
Canada More Focused on Tariff Relief Over USMCA Renewal, Ambassador Says - WSJ
Bank of Japan Lifts Rates to 31-Year High - WSJ
Australia’s Central Bank Holds Interest Rates, Warns More Hikes May Come - WSJ
Strait of Hormuz Reopening Brings Relief for Global Economy - WSJ
Russia’s Central Bank Cuts Key Rate After Economy Contracts - WSJ
Cuba approves economic reforms to expand private investment | Euronews
Canada’s Bank Regulator Cuts Capital Buffer for Big Banks to Spur Lending - WSJ

