La Settimana Economica | n. 20/2026

La settimana si conclude con l’attenzione dei mercati concentrata su tre fronti: l’incontro tra Trump e Xi a Pechino, il passaggio delicato da Powell a Warsh alla guida della Fed e l’inflazione americana salita al 3,8%.

Negli Stati Uniti il tema centrale è il cambio di fase della Federal Reserve. L’inflazione al 3,8%, il caro energia e i Treasury trentennali sopra il 5% rendono i tagli sempre meno probabili e riportano sul tavolo l’ipotesi di nuovi rialzi. La transizione da Powell Warsh apre una fase più politica e più restrittiva: Powell lascia come difensore dell’indipendenza della Fed, mentre Warsh eredita una banca centrale divisa, sotto pressione della Casa Bianca e costretta a difendere la propria credibilità anti inflazione. Intanto il mercato del lavoro resta solido ma più polarizzato: l’AI colpisce soprattutto tech e ruoli corporate, mentre sanità e assistenza premiano sempre più l’occupazione femminile.


L’Europa si muove tra resilienza e fragilità. L’Eurozona regge grazie a occupazione, immigrazione e carriere più lunghe, ma la crescita resta debole e l’industria mostra segnali solo parzialmente positivi. Il nuovo shock energetico globale può colpire l’area attraverso le catene di fornitura, spingendo la BCE a restare prudente ma pronta a rialzare i tassi se l’inflazione si allargherà. Sul fronte energetico, il gas resta più caro e l’Europa aumenta la dipendenza dal GNL americano, sostituendo la vulnerabilità verso Mosca con una possibile nuova dipendenza da Washington. Il Regno Unito cresce meglio del previsto, ma resta esposto a energia cara, instabilità politica e rendimenti elevati.

Nel resto del mondo il quadro resta frammentato. La Cina prova a presentarsi come polo stabile e aperto agli investimenti durante il vertice con Trump, ma il suo modello mostra tensioni profonde: la vecchia manifattura a basso valore aggiunto perde forza, mentre Pechino amplia la propria politica industriale a quasi tutta l’economia. Il petrolio resta il principale canale di trasmissione dello shock globale: pesa sul Canada, complica la rotta della sua banca centrale e sostiene solo parzialmente la manifattura legata all’energia. Anche economie più lontane, come l’Uganda, restano esposte: il caro petrolio può favorire future esportazioni, ma rischia di alimentare pressioni sui prezzi e indebolire consumi e crescita.

INDICATORI MACROECONOMICI

Inflazione: 
Italia: +1,5%, dal precedente +1% ⬆
Eurozona: +3% dal precedente +2,5%. ⬆
Inghilterra: +3,3% dal precedente +3% ⬆
Stati Uniti: +3,8% dal precedente +3,4% ⬆

Disoccupazione: 
Italia: +5,1% dal precedente +5,5% ⬇
Eurozona: +6,2% dal precedente +6,1%⬆
Inghilterra: +5,2% dal precedente +5,2% 
Stati Uniti: +4,3% dal precedente +4,3%

Tassi d'interesse: 
Eurozona: 2%
Stati Uniti: 3,75-3,5%
Inghilterra: 3,75%

PIL: Q1 2026: 
Italia: 0,2%
Eurozona: +0,1%
Inghilterra: +0,6%
Stati Uniti: +2% 
 

MERCATI FINANZIARI

EUR/USD: 1,16253, –1,35% questa settimana, –0,96% da inizio anno
DXY: 97,90, –0,26% questa settimana, –0,39% da inizio anno

S&P500: 7.408,49, +0,13% questa settimana, +7,71% da inizio anno
NASDAQ: 26.255,13, –0,08% questa settimana, +11,68% da inizio anno
FTSE MIB: 50.050,27, +1,54% questa settimana, +11,22% da inizio anno
STOXX 600: 612,14, +0,14% questa settimana, +3,96% da inizio anno
DAX: 24.338,63, +3,26% questa settimana, –0,62% da inizio anno
CAC 40: 8.112,57, –0,03% questa settimana, +0,45% da inizio anno
IBEX 35: 17.889,40, +0,61% questa settimana, +3,36% da inizio anno

US10Y: 4,60%, +23,5 bps questa settimana, +41 bps da inizio anno
US02Y: 3,893%, +0,5 bps questa settimana, +40,8 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,471%, –2,1 bps questa settimana, –23,4 bps da inizio anno
IT10Y: 3,73%, –11,7 bps questa settimana, +26,1 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 77,440 bps, +4,370 bps questa settimana, +21,30 bps da inizio anno

VIX: 18,42, +7,22% questa settimana, +24,04% da inizio anno
BTC/USD: $79.045,00, –3,83% questa settimana, –9,67% da inizio anno

FOCUS DELLA SETTIMANA 

STATI UNITI 

Trump-Xi, mercati positivi ma rivalità ancora aperta

La visita di Donald TrumpPechino segna una nuova fase del confronto tra Stati UnitiCina. Il vertice con Xi Jinping ruota attorno a AI, semiconduttori, Taiwan, commercio e sicurezza delle rotte energetiche, con entrambi i leader favorevoli a mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. I mercati hanno reagito positivamente: Wall Street aggiorna i record grazie al tech, l’Asia resta trainata dall’AI e l’Europa chiude in rialzo. Ma il Brent sopra 105 dollari ricorda che la guerra con l’Iran continua a pesare su inflazione, rendimenti e stabilità globale.

Inflazione al 3,8% e tagli Fed sempre più lontani

Ad aprile l’inflazione americana è salita al 3,8%, massimo da tre anni, spinta soprattutto dal caro energia legato alla guerra con l’Iran. I prezzi energetici sono aumentati del 18% annuo, con benzina a +28% e fuel oil a +54%. Anche il dato core accelera al 2,8%, segnale che le pressioni non restano confinate all’energia. Per la Fed il quadro cambia: con il lavoro ancora solido, il dibattito si sposta dai tagli alla possibilità di segnalare nuovi rialzi dei tassi.

Fed, il passaggio da Powell a Warsh apre una fase più politica e più restrittiva

La transizione alla guida della Federal Reserve segna uno dei passaggi più delicati degli ultimi decenni. Jerome Powell lascia la presidenza dopo un mandato attraversato da pandemia, inflazione, rialzi aggressivi dei tassi, crisi bancarie e pressioni politiche senza precedenti. Il suo lascito più importante non è solo monetario, ma istituzionale: la difesa dell’indipendenza della Fed dalle interferenze di Trump, motivo per cui resterà nel board anche dopo la fine del mandato. In attesa dell’insediamento formale di Kevin Warsh, Powell guiderà temporaneamente la banca centrale ad interim.

Warsh arriva però con una visione diversa. In passato ha difeso l’indipendenza della Fed, ma più recentemente ha sostenuto che essa vada “guadagnata” attraverso i risultati e ha criticato una banca centrale troppo distante dalle priorità politiche. La sua conferma al Senato, con un voto stretto 54-45, mostra una Fed ormai trascinata dentro lo scontro politico.

Sul piano monetario, il quadro è altrettanto complesso. L’inflazione al 3,8%, il caro energia legato all’Iran e i rendimenti dei Treasury trentennali sopra il 5% rendono più difficile parlare di tagli. Susan Collins non esclude nuovi rialzi se le pressioni sui prezzi si allargheranno, mentre Michael Barr frena l’idea di Warsh di ridurre troppo il bilancio della Fed, avvertendo sui rischi per la stabilità finanziaria. Warsh eredita quindi una banca centrale divisa, sotto pressione politica e costretta a difendere credibilità anti inflazione senza compromettere crescita, credito e sistema bancario.

Il mercato del lavoro premia sempre più le donne

Il mercato del lavoro americano si sta spostando verso settori a prevalenza femminile, soprattutto sanitàassistenza sociale, che nell’ultimo anno hanno generato quasi tutta la crescita occupazionale. Al contrario, comparti più maschili come manifattura, trasporti e magazzini perdono terreno, anche per l’effetto dei dazi. Il divario riflette anche la maggiore presenza femminile nell’istruzione universitaria: nel 2024 il 46% delle donne tra 25 e 54 anni aveva una laurea, contro il 38% degli uomini. Per molti lavoratori maschi, la sfida sarà adattarsi a professioni in crescita ma storicamente poco attrattive.

AI e ristrutturazioni, il tech resta il settore più colpito

L’intelligenza artificiale continua a ridisegnare il mercato del lavoro americano. Nei primi quattro mesi dell’anno i licenziamenti totali sono stati 300.749, in calo rispetto al 2025, ma nel tech i tagli superano 85.000 posti, in aumento del 33%. Da MetaPayPalCoinbaseAmazonWalmart, molte aziende usano l’AI per ridurre costi, accorciare le gerarchie e ripensare le competenze necessarie. Il risultato è un mercato più polarizzato: meno licenziamenti complessivi, ma maggiore pressione sui ruoli manageriali, tecnologici e corporate.

Wichita, la città che scommette sulla nuova classe media

Wichita punta ad attrarre la classe media con case accessibili, affitti medi intorno a 950 dollari e nuovi posti in sanità, energia e manifattura. Mentre molte città USA corteggiano ricchi e tech worker, Wichita cresce grazie a famiglie, giovani professionisti e duplex più economici, diventando un raro polo di affordability.

EUROPA 

Europa, salari molto diversi tra Nord e Sud

I salari medi lordi in Europa restano fortemente diseguali. Secondo l’OCSE, nel 2025 si va dai 18.590 euro della Turchia ai 107.487 euro della Svizzera, unico Paese sopra quota 100.000. Nell’UE guida il Lussemburgo, seguito da economie ad alto reddito come DanimarcaPaesi BassiGermania. Molto più bassi i livelli in Europa meridionale e orientale: Italia36.594 euroSpagna32.678, diversi Paesi sotto i 30.000. A parità di potere d’acquisto il divario si riduce, ma resta ampio e riflette produttività, struttura economica, costo della vita e forza della contrattazione collettiva.

Europa, energia più cara e nuova dipendenza dagli USA

Il mercato energetico europeo mostra una doppia tensione. Da un lato, dopo l’escalation in Medio Oriente, i prezzi domestici del gas nelle capitali europee sono saliti in media del 6,8%, mentre l’elettricità è scesa del 3,1% grazie a rinnovabili, minore domanda stagionale e interventi pubblici. Dall’altro lato cresce la dipendenza strategica dagli Stati Uniti: nel 2026 Washington potrebbe fornire quasi due terzi del GNL europeo. La sostituzione del gas russo rafforza la sicurezza di breve periodo, ma rischia di trasformare una vecchia vulnerabilità verso Mosca in una nuova dipendenza da Washington.

Eurozona, occupazione e industria reggono ma la crescita resta fragile

L’Eurozona continua a mostrare una certa resilienza, ma con basi fragili. Secondo la BCE, circa metà della crescita recente è stata sostenuta dall’aumento dell’occupazione, grazie soprattutto a carriere più lunghe, maggiore partecipazione dei lavoratori anziani e più immigrazione. Tuttavia questo contributo non potrà durare senza più produttivitàAI e automazione. Anche l’industria regge solo in apparenza: a marzo la produzione sale dello 0,2%, ma parte del dato riflette anticipi produttivi contro futuri rincari. Con energia cara, Germania debole e Pil quasi fermo, la ripresa europea resta vulnerabile.

BCE, Lane avverte sullo shock energetico globale

Il capo economista della BCEPhilip Lane, avverte che il nuovo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente potrebbe avere effetti più rapidi e ampi sull’Eurozona rispetto a un normale rialzo locale dei prezzi. A differenza del 2022, oggi il rincaro dell’energia colpisce molte economie globali, soprattutto in Asia, aumentando i costi lungo le catene internazionali di fornitura. Per ora l’impatto su inflazione e salari europei resta contenuto, ma se emergessero effetti di secondo impatto, la BCE potrebbe essere costretta ad alzare i tassi.

Regno Unito, crescita solida ma outlook più fragile

Nel primo trimestre il Pil britannico è cresciuto dello 0,6%, meglio di Stati Uniti e molte economie europee, grazie a servizi, consumi e investimenti privati. Ma la tenuta rischia di essere temporanea: il caro energia legato alla guerra con l’Iran e la chiusura di Hormuz potrebbero pesare dal secondo trimestre. La Bank of England valuta scenari più restrittivi sui tassi, mentre l’incertezza politica interna e la pressione sui gilt aumentano il rischio di frenata nella seconda parte dell’anno.

Irlanda, la globalizzazione regge nonostante dazi e reshoring

Nonostante il ritorno di dazi, protezionismo e strategie di autosufficienza nazionale, l’Irlanda continua ad attrarre investimenti esteri. Nel 2025 l’IDA ha registrato 323 nuovi investimenti, record storico e +38% sul 2024. Il modello resta fondato sulla presenza di multinazionali USA, soprattutto farmaceutiche e tecnologiche. Le pressioni di Trump per riportare produzione negli Stati Uniti rappresentano un rischio, ma Dublino punta sulla forza del proprio ecosistema industriale, fiscale e di competenze per restare un hub globale.

RESTO DEL MONDO 

Petrolio in rialzo dopo il no di Trump a Teheran

Il prezzo del petrolio è balzato dopo che Donald Trump ha respinto come “inaccettabile” la risposta iraniana alla proposta per chiudere il conflitto e riaprire lo Stretto di Hormuz. Il Brent è tornato sopra i 103 dollari e il WTI sopra i 96, riaccendendo i timori sui costi energetici globali. I mercati europei hanno reagito con cautela, mentre in Asia gli indici restano sostenuti dal boom AI, soprattutto in Giappone e Corea del Sud.

Cina, tra vecchia manifattura fragile e nuova ambizione industriale

La Cina mostra due volti sempre più distanti. Da un lato, il vecchio modello manifatturiero a basso valore aggiunto perde forza: città come Foshan, capitale del mobile, soffrono i dazi USA, la concorrenza del Sud-est asiatico e la debolezza della domanda interna dopo la crisi immobiliare. Dall’altro, Pechino prova a rilanciare la propria centralità con una politica industriale sempre più ampia, che non riguarda solo AI, semiconduttori e tecnologie avanzate, ma anche chimica, servizi e manifattura tradizionale. L’inflazione alla produzione al 2,8% segnala pressioni da energia e input, ma non ancora una vera ripresa della domanda. Xi cerca quindi di rassicurare le imprese USA, mentre la Cina rafforza il controllo sulle filiere critiche globali.

Canada, energia e dazi complicano la rotta della banca centrale

Il Canada resta in una posizione delicata. La Bank of Canada mantiene i tassi al 2,25%, ma si prepara a cambiare rotta rapidamente: il caro petrolio potrebbe richiedere nuovi rialzi se alimentasse un’inflazione più persistente, mentre nuove restrizioni commerciali di Trump potrebbero spingere verso tagli per sostenere crescita e fiducia. Intanto la manifattura rimbalza: a marzo le vendite salgono del 3%, trainate da petrolio, carbone, trasporti, auto e aerospazio. La ripresa però resta fragile, esposta a dazi USA, domanda incerta e costi energetici elevati.

Uganda, tassi fermi ma attenzione allo shock energetico

La banca centrale dell’Uganda ha mantenuto il tasso chiave al 9,75%, grazie a un’inflazione ancora contenuta al 3%. Tuttavia il conflitto in Medio Oriente potrebbe aumentare le pressioni sui prezzi. Il caro petrolio resta ambiguo: rischia di frenare crescita e consumi, ma può favorire le future esportazioni petrolifere del Paese.

PROSPETTIVE 

La prossima settimana sarà dominata dalle banche centrali e dal rischio che lo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente renda più persistente l’inflazione. Negli Stati Uniti, i verbali dell’ultima riunione della Fed saranno osservati per capire se dentro il comitato sta crescendo l’ipotesi di un rialzo dei tassi. Ad aprile la Fed ha lasciato i tassi fermi, ma tre membri hanno contestato il mantenimento di un orientamento ancora favorevole ai tagli. I mercati ora prezzano una probabilità significativa di rialzo entro fine anno.

In Canada, il dato sull’inflazione di aprile sarà cruciale per valutare se la Bank of Canada dovrà reagire al caro energia, anche se molti analisti ritengono eccessive le attese di rialzi. In Eurozona, l’attenzione sarà sui PMI flash di maggio, sull’inflazione finale di aprile e sugli indicatori tedeschi di fiducia. Il rischio è che i servizi inizino a indebolirsi mentre il manifatturiero resta distorto da colli di bottiglia e tempi di consegna più lunghi.

Nel Regno Unito, arrivano dati su lavoro, salari, inflazione e PMI, in un contesto complicato dalle tensioni politiche su Starmer e dai rendimenti dei gilt elevati. In Asia, il Giappone pubblicherà Pil e inflazione, mentre la Cina offrirà nuovi dati su produzione industriale, vendite al dettaglio, investimenti e immobiliare. Il quadro globale resta quindi dominato da energiainflazione, crescita fragile e reazioni sempre più caute delle banche centrali.

Stati Uniti:

A Changing Job Market Leans Against Men

Wichita Is a Rare Mecca of Affordability for America’s New Middle Class

How Eight Tumultuous Years Pushed Jerome Powell and the Fed to the Limit

Kevin Warsh Is Confirmed as Fed Chair in 54–45 Senate Vote - WSJ

Boston Fed’s Collins Flags Rate-Hike Scenario as Inflation Risks Tilt Higher - WSJ

Kevin Warsh on the Fed, in His Own Words - WSJ

2026 Layoffs Tracker: Walmart, Meta and Morgan Stanley Among Firms Cutting Jobs - WSJ

Inflation Soared to 3.8% in April, Driven by Gasoline Prices - WSJ

Fed’s Collins Says She Could Envision the Need for Rate Hikes - WSJ

US 30-year bond yield tops 5% as Kevin Warsh takes Fed helm and inflation rises | Euronews

Trump in Beijing: How do the US and China compare as economic superpowers? | Euronews

World markets rise on Trump-Xi summit hopes | Euronews

Powell Named as Interim Fed Leader Pending Swearing-In of Warsh - WSJ

Fed’s Barr: Shrinking The Balance Sheet Is The Wrong Objective - WSJ

Europa:

U.K. Economy Accelerates to Outpace U.S. as War Headwinds Loom - WSJ

Ireland’s Foreign Investment Chief Sees Inflows Holding Up Despite Headwinds - WSJ

Longer Working Lives and Immigration Keep Eurozone Economy Growing, ECB Says - WSJ

Global Nature of Energy Shock Raises Inflation Risk, ECB’s Lane Says - WSJ

Eurozone Industrial Production Inched Higher in March - WSJ

Europe’s household energy prices surge after Iran war: Which capitals were hit hardest? | Euronews

Two-thirds of Europe's LNG imports to come from the US amid increased reliance | Euronews

U.K. Economy Accelerates to Outpace U.S. as War Headwinds Loom - WSJ

Average wages across Europe: Countries with the highest and lowest salaries | Euronews

Resto del Mondo:

The Factory Town Known as China’s Furniture Capital Is Fighting to Survive - WSJ

China’s Factory-Gate Price Growth Beats Expectations as Mideast War Fuels Inflation - WSJ

Oil jumps 4% as Trump rejects Iran’s response to ceasefire proposal | Euronews

Uganda’s Central Bank Holds Key Lending Rate at 9.75% - WSJ

Bank of Canada on Alert for Quick Change in Inflation Dynamics, Minutes Say - WSJ

Xi Jinping vows to 'open door wider' to US firms during Trump visit | Euronews

Canada Factory Sales Climb 3% in March to Highest Level in More Than a Year - WSJ

Beijing’s ‘Industrial Policy of Everything’ Leaves Rest of the World in the Dust - WSJ

Tag: Settimana EconomicaElezioni europeeEuropamercatimercati finanziariUSAStati UnitiCinaanalisiDonald TrumpTrumpXi Jinping

La Settimana Economica

La rubrica settimanale a cura di Viktor Todorov che analizza le principali notizie economiche e l’andamento dei mercati finanziari.