La Settimana Economica | n. 21/2026

La settimana si conclude con protagonista il nuovo chair della Federal ReserveKevin Warsh, che eredita una banca centrale divisa al proprio interno e sotto forte pressione politica dall’esterno. Da un lato, l’inflazione legata allo shock energetico impone cautela sui tassi e riapre persino il dibattito sui rialzi; dall’altro, Trump continua a spingere per tassi più bassi. In questo contesto, il compito di Warsh appare particolarmente difficile: difendere la credibilità anti inflazione della Fed senza trasformare la banca centrale in un terreno di scontro politico permanente. 

Negli Stati Uniti la settimana è dominata dal cambio di fase della Fed. I verbali mostrano che il dibattito non riguarda più quando tagliare i tassi, ma se sarà necessario alzarli qualora l’inflazione resti sopra il 2%. Anche figure prima più favorevoli all’allentamento, come Waller, ora escludono nuovi tagli come scenario principale. Sullo sfondo, il caro carburante accentua le disuguaglianze, la fiducia dei consumatori peggiora, il mercato del lavoro diventa più difficile per i giovani laureati e l’immobiliare resta frenato da mutui al 6,51%. Intanto il vertice Trump-Xi produce primi segnali di tregua commerciale, ma i nodi su tecnologia, terre rare e dazi restano aperti.

L’Europa resta stretta tra shock energetico, debolezza della crescita e tensioni commerciali. La Commissione taglia le stime 2026: UE all’1,1% ed Eurozona allo 0,9%, mentre l’inflazione è attesa al 3,1%. Bruxelles prova a diversificare le alleanze con l’accordo UE-Messico e a stabilizzare il fronte transatlantico con l’intesa provvisoria sui dazi USA, ma al tempo stesso prepara nuove difese contro l’eccesso produttivo cinese. La Germania mostra segnali di stabilizzazione, ma resta fragile; il Regno Unito vede inflazione più bassa, ma deficit, gilt ed energia mantengono alta la pressione. In parallelo, carenza di manodopera, migrazione legale e disuguaglianze sociali restano temi strutturali.

Nel resto del mondo il quadro resta molto eterogeneo. La Cina rallenta sul fronte interno, con consumi, investimenti e immobiliare deboli, ma continua a essere sostenuta dall’export e dalla domanda legata all’AI. Il Canada mantiene l’inflazione core sotto controllo, ma i prezzi alla produzione segnalano pressioni crescenti a monte. Il Giappone beneficia di export forte, yen debole e boom dei semiconduttori, ma lo shock energetico avvicina la Bank of Japan a un possibile rialzo dei tassi. In Australia, la RBA apre a una pausa dopo il terzo rialzo, mentre il Messico subisce il taglio del rating di Moody’s per debolezza fiscale e sostegno continuo a Pemex.

INDICATORI MACROECONOMICI

Inflazione: 
Italia: +1,5%, dal precedente +1% ⬆
Eurozona: +3% dal precedente +2,5%. ⬆
Inghilterra: +2,8% dal precedente +3,3% ⬇
Stati Uniti: +3,8% dal precedente +3,4% ⬆

Disoccupazione: 
Italia: +5,1% dal precedente +5,5% ⬇
Eurozona: +6,2% dal precedente +6,1%⬆
Inghilterra: +5,2% dal precedente +5,2% 
Stati Uniti: +4,3% dal precedente +4,3%

Tassi d'interesse: 
Eurozona: 2%
Stati Uniti: 3,75-3,5%
Inghilterra: 3,75%

PIL: Q1 2026: 
Italia: 0,2%
Eurozona: +0,1%
Inghilterra: +0,6%
Stati Uniti: +2% 

MERCATI FINANZIARI

EUR/USD: 1,16017, –0,20% questa settimana, –1,16% da inizio anno
DXY: 97,90, –0,26% questa settimana, –0,39% da inizio anno

S&P500: 7.473,48, +0,88% questa settimana, +8,66% da inizio anno
NASDAQ: 26.343,97, +0,45% questa settimana, +12,19% da inizio anno
FTSE MIB: 49.510,97, +0,80% questa settimana, +10,02% da inizio anno
STOXX 600: 612,14, +0,14% questa settimana, +3,96% da inizio anno
DAX: 24.338,63, +3,26% questa settimana, –0,62% da inizio anno
CAC 40: 8.112,57, –0,03% questa settimana, +0,45% da inizio anno
IBEX 35: 17.889,40, +0,61% questa settimana, +3,36% da inizio anno

US10Y: 4,56%, –4,1 bps questa settimana, +37 bps da inizio anno
US02Y: 3,893%, +0,5 bps questa settimana, +40,8 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,471%, –2,1 bps questa settimana, –23,4 bps da inizio anno
IT10Y: 3,73%, –11,7 bps questa settimana, +26,1 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 73,860 bps, –3,580 bps questa settimana, +13,35 bps da inizio anno

VIX: 16,71, –9,28% questa settimana, +12,53% da inizio anno
BTC/USD: $75.252,00, –2,79% questa settimana, –13,99% da inizio anno

FOCUS DELLA SETTIMANA

STATI UNITI

Fed, Warsh parte tra pressioni politiche e rischio di rialzi

L’arrivo di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve apre una fase molto delicata. Trump lo aveva scelto con l’aspettativa di ottenere tassi più bassi, ma il contesto economico rende l’obiettivo difficile. L’inflazione è tornata a salire con lo shock energetico legato alla guerra in Iran, il mercato del lavoro resta più solido del previsto e i mercati non prezzano più tagli nel 2026, iniziando anzi a considerare possibili rialzi.

Il giuramento alla Casa Bianca conferma il peso politico della nomina, ma la politica monetaria resta decisa collegialmente. Warsh dovrà convincere un comitato diviso e sempre più preoccupato per la stabilità dei prezzi. I verbali dell’ultima riunione mostrano infatti un cambio netto: il dibattito non riguarda più quando tagliare, ma se sarà necessario alzare i tassi se l’inflazione resterà sopra il 2%.

Anche figure prima più favorevoli all’allentamento, come Christopher Waller, ora escludono nuovi tagli come scenario principale. Thomas Barkin resta più prudente, ricordando che i rialzi non risolvono uno shock di offerta, ma potrebbero diventare inevitabili se le aspettative di inflazione si disancorassero. Warsh eredita quindi una Fed più politica, più divisa e molto meno incline a tagliare.

USA-Cina, tregua commerciale dopo il vertice ma nodi ancora aperti

Dopo il vertice Trump-Xi, Stati Uniti e Cina mostrano i primi segnali di distensione commerciale. Pechino acquisterà 200 Boeing, riprenderà alcune importazioni di carne bovina USA e discuterà con Washington riduzioni reciproche dei dazi su beni per almeno 30 miliardi di dollari ciascuno. La mossa punta a stabilizzare i rapporti dopo mesi di tensioni e guerra commerciale. Tuttavia l’impatto sulla crescita resterà probabilmente limitato: restano irrisolti i dossier più delicati su terre rare, tecnologia, accesso al mercato e tariffe strutturali.

Mercato del lavoro difficile per i giovani laureati

Il mercato del lavoro americano resta complicato per i giovani, anche per chi ha una laurea. Tra i 22 e i 27 anni, il tasso di disoccupazione dei laureati è salito al 5,6%, contro il 3,6% pre pandemia. Tuttavia, il quadro è ancora peggiore per chi non ha un bachelor, perché molti escono direttamente dalla forza lavoro. Il problema dei laureati è doppio: meno assunzioni entry level e timori legati all’AI, ma anche un valore relativo della laurea meno forte rispetto al passato, dato che sempre più lavoratori possiedono un titolo universitario.

La fiducia dei consumatori segnala rischi più profondi

Il crollo della fiducia dei consumatori americani non sembra più una semplice “vibecession” legata all’inflazione, come nel 2022. Oggi il pessimismo riflette timori più concreti su redditilavoro e possibilità di trovare un nuovo impiego. L’indice dell’Università del Michigan è sceso su minimi record, mentre aumentano le paure di perdere il lavoro nei prossimi anni. Secondo Goldman Sachs, il peggioramento del sentiment potrebbe anticipare un rallentamento dei consumi nella seconda metà dell’anno, con effetti su retail, credito e crescita.

Caro carburante e nuova frattura sociale

Lo shock petrolifero legato alla guerra con l’Iran sta ampliando le disuguaglianze negli Stati Uniti. Le famiglie americane hanno già speso circa 45 miliardi di dollari in più per benzina e diesel rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un impatto maggiore sui redditi medio-bassi. Al contrario, gli investitori nel settore energia beneficiano del rally: l’S&P 500 energy è salito del 32% e i profitti delle compagnie petrolifere crescono. Il caro carburante agisce quindi come una redistribuzione regressiva: pesa sui consumatori fragili, ma sostiene utili, dividendi e mercati finanziari.

New York, i sindacati ottengono maxi aumenti salariali

New York i lavoratori sindacalizzati conquistano forti aumenti salariali, dai portieri agli infermieri fino agli addetti degli hotel. Le governanti alberghiere potranno superare i 100.000 dollari annui nei prossimi anni, mentre anche i lavoratori ferroviari ottengono rialzi dopo lo sciopero. I sindacati rivendicano salari adeguati al caro vita, ma imprese e autorità temono effetti su prezzi, tariffe e costi dei servizi.

USMCA, il sindacato auto USA chiede una rottura

Il presidente della United Auto WorkersShawn Fain, chiede di riscrivere radicalmente o cancellare l’USMCA, accusandolo di aver favorito delocalizzazioni, perdita di posti e salari più bassi nell’auto americana. Il sindacato propone salari minimi nordamericani allineati, più tutele per i lavoratori e quote produttive legate al mercato di vendita. Le case automobilistiche avvertono però che nuove barriere con Canada e Messico aumenterebbero i prezzi e destabilizzerebbero una filiera nordamericana ormai integrata.

Mercato immobiliare sotto pressione tra tasse e mutui cari

Il mercato immobiliare americano resta frenato da costi elevati e tassi più alti. A Los Angeles, la “mansion tax” sui trasferimenti immobiliari sopra 5,3 milioni di dollari rischia di scoraggiare nuovi progetti abitativi, con permessi multifamiliari in forte calo. A livello nazionale, i mutui trentennali sono saliti al 6,51%, massimo da agosto, riducendo il potere d’acquisto delle famiglie. Tra case care, assicurazioni, tasse e rendimenti Treasury più alti, molti compratori restano fuori dal mercato.

EUROPA 

UE, crescita rivista al ribasso e ritorna la pressione fiscale

La Commissione europea taglia le stime di crescita 2026: l’UE è attesa all’1,1%, l’Eurozona allo 0,9%, dopo il forte aumento dei prezzi energetici legato alla crisi dello Stretto di Hormuz. L’inflazione UE è prevista al 3,1%, un punto sopra le stime precedenti, mentre fiducia dei consumatori, investimenti ed export si indeboliscono. Bruxelles riconosce che l’Europa è più preparata rispetto al 2022 grazie a rinnovabili e diversificazione, ma resta vulnerabile a nuovi shock su energia, fertilizzanti e input industriali. Intanto cresce la pressione per più sostegno fiscale nazionale.

UE-USA, accordo provvisorio sui dazi prima della scadenza Trump

I negoziatori UE hanno raggiunto un accordo provvisorio per eliminare alcuni dazi sulle importazioni USA, cercando di rispettare l’intesa commerciale del 2025 prima della scadenza fissata da Trump sui dazi auto al 25%. Bruxelles accetta di avanzare, ma inserisce forti clausole di salvaguardia: potrà sospendere l’accordo se Washington non rispetterà gli impegni o danneggerà imprese europee. Il compromesso punta a stabilizzare il commercio transatlantico senza lasciare l’UE esposta a nuove mosse unilaterali.

UE-Cina, Bruxelles prepara nuove difese industriali

La tensione tra UECina cresce attorno a importazioni a basso costo, dipendenza tecnologica e forniture strategiche. Bruxelles valuta nuovi strumenti per proteggere l’industria europea dall’eccesso produttivo cinese: dazi settoriali, misure anti dumping, anti sussidi, limiti alla dipendenza da singoli fornitori e possibile uso dello strumento anti coercizione. Il focus è su terre rare, chip, automotive, difesa e tecnologie verdi. La Commissione invita le imprese a diversificare le catene di fornitura, ma il nodo resta politico: Germania, Spagna e altri Paesi temono i costi economici di un vero decoupling da Pechino.

UE-Messico, nuovo accordo commerciale contro l’incertezza globale

L’Unione Europea e il Messico firmano un accordo commerciale rinnovato, aggiornando l’intesa del 2000. Il patto eliminerà dazi su vari prodotti, come i formaggi europei, e rafforzerà la cooperazione su materie prime, agricoltura, servizi e investimenti. La mossa arriva mentre Bruxelles cerca di diversificare i partner commerciali, in un contesto segnato dalle tensioni con gli Stati Uniti e dalle minacce tariffarie di Trump.

Europa, la carenza di lavoro riapre il tema della migrazione legale

La carenza di manodopera in Europa spinge governi e imprese a rafforzare i canali di migrazione legale. Invecchiamento, bassa natalità e scarsità di lavoratori colpiscono settori come agricoltura, costruzioni, sanità e servizi. Al forum di Tashkent, l’Asia Centrale, in particolare l’Uzbekistan, si propone come bacino di lavoratori formati attraverso accordi bilaterali, corsi di lingua e preparazione professionale. L’obiettivo è ridurre migrazione irregolare, sfruttamento e frodi nel reclutamento.

Europa, redditi in crescita ma disuguaglianze ancora profonde

In Europa il miglioramento dei redditi reali non elimina le forti fratture sociali e territoriali. Nel 2025 il 20,9% della popolazione UE, pari a 92,7 milioni di persone, resta a rischio di povertà o esclusione sociale, con picchi in BulgariaGreciaRomania. Anche dentro i Paesi i divari sono enormi: in Italia si passa dal 45,3% della Calabria al 5,6% della Valle d’Aosta. Intanto i redditi reali crescono quasi ovunque, guidati da PoloniaPortogallo, ma Francia, Germania, Italia e Regno Unito restano deboli.

Eurozona, surplus commerciale in calo per il caro energia

A marzo il surplus commerciale destagionalizzato dell’Eurozona è sceso a 3,5 miliardi di euro, dai 6,5 miliardi di febbraio. Il peggioramento riflette soprattutto l’aumento del costo delle importazioni energetiche legato al conflitto in Medio Oriente. Su base non destagionalizzata, il surplus cala a 7,8 miliardi, molto sotto i livelli del 2025.

Regno Unito, inflazione più bassa ma conti e tassi restano sotto pressione

Nel Regno Unito l’inflazione scende al 2,8% e la core inflation al 2,5%, riducendo la pressione immediata sulla Bank of England per nuovi rialzi. Tuttavia il quadro resta fragile: il conflitto in Medio Oriente e la chiusura di Hormuz potrebbero riportare l’inflazione sopra il 3,5%, o oltre il 6% nello scenario peggiore. Intanto il deficit peggiora: ad aprile Londra ha preso in prestito 24,3 miliardi di sterline, con interessi sul debito a 10,3 miliardi. Gilt elevati, energia cara e incertezza politica rendono la posizione britannica vulnerabile.

Germania, segnali di stabilizzazione ma ripresa ancora debole

A maggio l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche è salito a 84,9, meglio delle attese, dopo il calo legato alla guerra in Iran e allo shock energetico. Il miglioramento indica una parziale stabilizzazione in manifattura, servizi e commercio, mentre le costruzioni restano deboli. Anche il Pil del primo trimestre è confermato a +0,3%, sostenuto dall’export. Tuttavia il quadro resta fragile: energia cara, domanda globale incerta e aspettative aziendali in peggioramento continuano a frenare la ripresa tedesca.

Stellantis, piano da 60 miliardi per rilanciare crescita ed elettrico

Stellantis presenta il piano FASTlane 2030, con 60 miliardi di euro di investimenti, 60 nuovi modelli e tagli ai costi per 6 miliardi entro il 2028. Il gruppo punterà soprattutto su Jeep, Ram, Peugeot, Fiat e veicoli commerciali, con forte focus sul mercato USA. In Europa l’obiettivo è rafforzare l’elettrico accessibile, incluso un modello sotto 15.000 euro prodotto a Pomigliano, ma i sindacati temono che l’Italia resti marginale.

Svizzera, crescita positiva ma minacciata dallo shock energetico

Nel primo trimestre il Pil svizzero è cresciuto dello 0,5%, sostenuto da industria e servizi. Tuttavia la guerra con l’Iran minaccia la ripresa attraverso energia più cara, minori investimenti e domanda globale più debole. Export, orologi e macchinari restano vulnerabili, mentre il franco forte può pesare sulla competitività.

RESTO DEL MONDO

Cina, crescita in rallentamento nonostante la forza dell’export

Ad aprile l’economia cinese mostra un rallentamento diffuso: vendite al dettaglio, produzione industriale, investimenti e immobiliare deludono le attese. La crescita resta sostenuta soprattutto dall’export, salito del 14%, grazie anche alla domanda legata all’AI. Ma la domanda interna resta debole, con consumi quasi fermi e settore immobiliare ancora in crisi. Il rischio è che la guerra con l’Iran, energia più cara e minore domanda globale rendano più fragile il modello di crescita cinese.

Canada, inflazione sotto controllo ma pressioni a monte in aumento

In Canada l’inflazione sale al 2,8%, massimo da quasi due anni, spinta soprattutto da benzina ed energia, in rialzo del 19,2% annuo. Tuttavia, escludendo la benzina, i prezzi crescono solo del 2% e le misure core rallentano, permettendo alla Bank of Canada di restare prudente. Il rischio arriva però dai prezzi alla produzione: +2% ad aprile e +11,4% annuo, con materie prime a +31,6%. Per ora lo shock resta concentrato sull’energia, ma le pressioni a monte aumentano.

Giappone, export sostenuto dall’AI ma BOJ più vicina alla stretta

Il Giappone mostra una tenuta ancora solida sul fronte esterno: ad aprile l’export cresce del 14,8%, sostenuto da yen debole, domanda USA in ripresa e boom dell’AI, che favorisce macchinari e semiconduttori. Tuttavia il caro energia e la chiusura di Hormuz pesano su un Paese fortemente dipendente dal petrolio mediorientale. Proprio per questo la Bank of Japan si avvicina a un possibile rialzo dei tassi: il rischio è che l’inflazione di fondo superi stabilmente il target del 2%.

Australia, RBA apre a una pausa dopo il terzo rialzo

La Reserve Bank of Australia ha alzato i tassi al 4,35%, terzo rialzo consecutivo, ma segnala ora possibile pausa. La stretta serve a contenere l’inflazione alimentata dal caro carburante e dal conflitto in Iran. Con consumi ancora solidi, la RBA vuole valutare meglio l’impatto dello shock energetico su famiglie e imprese.

Moody’s taglia il rating del Messico

Moody’s ha declassato il Messico da Baa2Baa3, mantenendo outlook stabile. Pesano l’indebolimento dei conti pubblici, una base fiscale ridotta e il sostegno continuo a Pemex, che limita la stabilizzazione del debito. La crescita resta debole, pur sostenuta dall’accesso al mercato USA e da un’economia diversificata.

PROSPETTIVE 

Il quadro globale resta dominato dal doppio effetto dello shock energetico: crescita più deboleinflazione più alta. L’ONU ha tagliato le stime di espansione mondiale al 2,5% nel 2026, con rischio di discesa al 2,1% nello scenario più avverso. Sarebbe una delle performance più deboli del secolo, esclusi pandemia e crisi finanziaria globale. Il problema principale resta la guerra in Medio Oriente, che attraverso la chiusura dello Stretto di Hormuz mantiene alti petrolio, gas, fertilizzanti e costi di trasporto. L’inflazione mondiale è ora attesa al 3,9%, con un impatto particolarmente pesante sui Paesi in via di sviluppo e sulle economie dipendenti dall’energia importata.

I dati PMI confermano che il rallentamento è già iniziato. Negli Stati Uniti l’attività resta in espansione, con indice a 51,7, ma il dato è sostenuto anche da scorte preventive e acquisti anticipati. In Eurozona, invece, il PMI scende a 47,5, segnalando contrazione, mentre Europa e Asia appaiono più colpite dal rincaro energetico. Allo stesso tempo, le imprese stanno trasferendo i maggiori costi sui prezzi finali, complicando le scelte delle banche centrali.

Il commercio globale resiste grazie al boom dell’AI: nel primo trimestre gli scambi crescono del 3,5%, trainati da semiconduttori, server e componenti tecnologici asiatici. Ma la chiusura di Hormuz e il caro energia rischiano di frenare gli scambi nei prossimi trimestri. La prossima settimana il focus sarà su PCE USA, inflazione europea, banche centrali asiatiche e nuovi segnali dal Medio Oriente. 

Stati Uniti: 

The Economy Kevin Warsh Is Inheriting Is Not the One He Wanted

Trump Will Host Swearing-In Ceremony for New Fed Chair Kevin Warsh - WSJ

The Oil Shock Is Causing a $45 Billion Rupture in the Economy - WSJ

Fed Minutes Reveal Support for Rate Hikes if Inflation Proves Persistent - WSJ

Los Angeles Tried to Tax Mansions. Apartment Construction Tanked. - WSJ

New York City Unions Keep Winning Six-Figure Salaries - WSJ

After over a year of tit-for-tat, the US and China could slash sky-high tariffs | Euronews

Key Moments From Kevin Warsh’s Swearing-In Ceremony - WSJ

Trump Picked Warsh for Fed Chair to Cut Rates. Markets Are Bracing for the Opposite. - WSJ

New College Grads Confront a Tight Job Market but Still Have an Edge

People Hate the Idea of Losing Their Job Even More Than High Gas Prices - WSJ

Mortgage Rates Hit a Nine-Month High in Blow to Prime Buying Season - WSJ

UAW President Slams Trade Deal as ‘Free-Trade Disaster’ - WSJ

Fed’s Waller: Inflation Risks Mean Fed Should No Longer Signal Cuts

Fed’s Barkin Says Raising Rates Doesn’t Address Supply Shock-Driven Inflation

Europa:

Could Central Asia help Europe address labour shortage concerns? | Euronews

Swiss Economy Expands Again - WSJ

Eurozone Trade Surplus Narrowed in March - WSJ

As trade war with China looms, how can the EU defend itself? | Euronews

Europe's poverty divide: Which cities and regions are most and least at risk? | Euronews

EU Reaches Agreement to Move Forward on U.S. Trade Deal - WSJ

U.K. Inflation Slowed in April

Winners and losers: Real household income growth across Europe in 2025 | Euronews

German business morale improves despite Iran war disruption to energy markets | Euronews

U.K. Government Borrowing Rose in April as Interest Payments Jump

German Business Confidence Edges Higher Though War Concerns Still Weigh

Extended Hold Might Be Enough to Contain Inflation, BOE’s Taylor Says

EU, Mexico to Sign Updated Trade Agreement - WSJ

Do not get 100% of your supply from one country, EU industry chief says | Euronews

Stellantis to launch 60 new models by 2030: electric car made in Pomigliano | Euronews

Recession warning? Eurozone activity hits lowest level in over two and a half years due to Iran war | Euronews

EU cuts 2026 growth forecast as Strait of Hormuz crisis pushes inflation up | Euronews

Resto del Mondo: 

China’s Economy Unexpectedly Weakens as Iran War Fallout Mounts - WSJ

Canada Inflation Heats Up to 2.8% in April

Australia’s Central Bank Could Hold Rates as It Weighs Iran Impact - WSJ

Japan’s Exports Accelerate But Middle East Risks Cloud Outlook

China, U.S. Reach Limited Trade Agreements on Boeing Jets, Beef Imports

Bank of Japan Policymaker Signals That Rate Hike Might Be Approaching

Moody’s Downgrades Mexico to Baa3 With Stable Outlook

Canada Producer Prices Rise a Fourth Straight Month in April

 

Tag: Settimana Economicamercatimercati finanziarieuroEuropaStati UnitiUSACinaanalisiDonald TrumpTrumpXi Jinping

La Settimana Economica

La rubrica settimanale a cura di Viktor Todorov che analizza le principali notizie economiche e l’andamento dei mercati finanziari.