La Settimana Economica | n. 28/2026

Settimana EconomicaEconomia

di V. Todorov

La seconda settimana di luglio si conclude con la lenta e persistente riforma interna della Federal Reserve e l’indice della fiducia dei consumatori statunitensi ai minimi storici. 

Negli Stati Uniti, la Fed prepara una profonda riforma interna, mentre l’inflazione resta sotto osservazione per l’impatto di energia, dazi e investimenti legati all’AI. Il deficit commerciale aumenta con forza e la fiducia dei consumatori rimane su livelli storicamente bassi, anche se i servizi continuano a crescere, il mercato del lavoro mostra stabilità e dall’immobiliare emergono primi segnali di ripresa.

In Europa, la crescita resta modesta e condizionata da bassa produttività, debito pubblico, costi energetici e invecchiamento. Tuttavia, Germania, consumi dell’Eurozona ed economie dell’Est e dei Balcani offrono segnali più incoraggianti. Persistono problemi strutturali, tra cui il forte divario pensionistico di genere e la debolezza della competitività industriale.

Nel resto del mondo, il Canada mantiene un quadro relativamente equilibrato tra occupazione, commercio e inflazione, mentre l’OPEC+ aumenta con cautela la produzione nonostante il calo del petrolio. Il FMI conferma una crescita globale vicina al 3%, ma AI, energia, dazi, tensioni geopolitiche e frammentazione degli investimenti restano i principali fattori di incertezza.

INDICATORI MACROECONOMICI

Inflazione: 
Italia: +3,2%, dal precedente +2,7% ⬆
Eurozona: +2,8% dal precedente +3,2%. ⬇
Inghilterra: +2,8% dal precedente +3,3% ⬇
Stati Uniti: +4,2% dal precedente +3,8% ⬆

Disoccupazione: 
Italia: +5,1% dal precedente +5,2% ⬇
Eurozona: +6,2% dal precedente +6,2%
Inghilterra: +5% dal precedente +5% 
Stati Uniti: +4,2% dal precedente +4,3% ⬇

Tassi d'interesse: 
Eurozona: 2,25%
Stati Uniti: 3,75-3,5%
Inghilterra: 3,75%

PIL: Q1 2026: 
Italia: +0,5%
Eurozona: -0,2%
Inghilterra: -0,1%
Stati Uniti: +1,6%

MERCATI FINANZIARI

EUR/USD: 1,14147, –0,16% questa settimana, –2,76% da inizio anno
DXY: 100,97, +0,13% questa settimana, +2,73% da inizio anno

S&P500: 7.575,39, +1,23% questa settimana, +10,14% da inizio anno
NASDAQ: 26.281,61, +1,74% questa settimana, +11,92% da inizio anno
FTSE MIB: 52.614,17, –0,39% questa settimana, +16,92% da inizio anno
STOXX 600: 641,10, –1,79% questa settimana, +8,40% da inizio anno
DAX: 25.067,09, –2,76% questa settimana, +2,35% da inizio anno
CAC 40: 8.338,97, –1,99% questa settimana, +2,33% da inizio anno
IBEX 35: 19.384,70, –2,36% questa settimana, +11,70% da inizio anno

US10Y: 4,56%, +7,6 bps questa settimana, +37 bps da inizio anno
US02Y: 4,208%, +2,8 bps questa settimana, +72,3 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,360%, +4,7 bps questa settimana, –34,5 bps da inizio anno
IT10Y: 3,810%, +9,0 bps questa settimana, +34,1 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 77,480 bps, –0,290 bps questa settimana, +16,97 bps da inizio anno

VIX: 15,02, –6,94% questa settimana, +1,14% da inizio anno
BTC/USD: $64.150,00, +0,89% questa settimana, –26,68% da inizio anno

STATI UNITI 

Fed, Warsh riforma mentre Williams avverte sull’inflazione

Kevin Warsh avvia il progetto di riforma interna della Federal Reserve, nominando oltre dodici consulenti esterni in cinque task force dedicate a produttività, comunicazione, portafoglio obbligazionario, inflazione e qualità dei dati. L’obiettivo è ridurre la presenza della Fed sui mercati, limitare la forward guidance e rafforzare gli strumenti analitici. Intanto John Williams, presidente della Fed di New York, avverte che l’inflazione resta il rischio principale. Petrolio, dazi e domanda legata all’AI possono mantenere pressioni sui prezzi, mentre i tassi al 3,5%–3,75% restano adeguati.

Deficit commerciale e dubbi sui dazi

Il ritorno di Trump riporta al centro dazi, deficit e politica commerciale, ma l’esperienza mostra che le guerre commerciali raramente riducono gli squilibri: spesso frenano crescita, investimenti e fiducia delle imprese. Il nodo principale resta la Cina, tra sussidi, sovraccapacità e pratiche sleali, ma servono alleanze più che azioni unilaterali. Intanto, il deficit commerciale USA sale del 42,2% a maggio, a 77,6 miliardi di dollari, spinto da importazioni di farmaceutica, veicoli, semiconduttori e componenti legati all’AI. Il dato può pesare sulla crescita del secondo trimestre.

Fiducia dei consumatori ai minimi e dubbi sui sondaggi

La fiducia dei consumatori resta su livelli storicamente bassi: l’indice dell’Università del Michigan è sceso a 44,8 a maggio e risalito solo a 49,5 a giugno. Il dato appare debole rispetto a un’economia ancora resiliente, con occupazione e consumi in crescita. Alcuni economisti contestano però la metodologia del sondaggio, passata dal telefono al web, e il crescente peso della polarizzazione politica. Anche con correzioni tecniche, il messaggio resta chiaro: gli americani continuano a percepire inflazione, costo della vita e incertezza come problemi centrali.

Servizi ancora in espansione

L’attività dei servizi USA resta in crescita a giugno, con l’indice ISM54, poco sotto il 54,5 di maggio. Nuovi ordini e consegne continuano a espandersi, mentre l’occupazione torna positiva dopo quattro mesi. I prezzi rallentano a 67,7, ma dazi ed energia restano fonti di pressione sui costi.

Immobiliare ancora debole ma con primi segnali di ripresa

Il mercato immobiliare USA resta sotto pressione. A giugno, le vendite di case esistenti scendono del 2,4%, a 4,09 milioni annualizzati, frenate da mutui elevati, prezzi record e fiducia debole. Il tasso trentennale resta intorno al 6,4%, mentre il prezzo mediano sale a 440.600 dollari. Tuttavia, emergono segnali positivi: i mutui per nuovi acquisti aumentano del 14% annuo, indicando una possibile ripresa graduale della domanda.

New York, pulire la metro diventa un lavoro ambito

New York, lavorare come addetto alla pulizia della metropolitana è diventato un impiego molto richiesto. Nonostante turni faticosi, salari iniziali di 20,89 dollari l’ora e mansioni difficili, il posto offre stabilità, copertura sanitaria, pensione e possibilità di carriera dentro la MTA. Nel 2022 oltre 75.000 persone hanno fatto domanda, mentre nel 2025 le candidature sono state quasi 49.500. Per molti lavoratori, soprattutto in un’economia incerta, il vero valore non è il salario immediato, ma l’accesso a un lavoro pubblico stabile e sindacalizzato.

EUROPA 

Europa, crescita debole ma Est e Balcani corrono di più

Secondo il FMI, l’Eurozona crescerà in media solo dell’1,2% annuo tra 2027 e 2031, frenata da debito pubblico, invecchiamento, bassa produttività, costi energetici e incertezza geopolitica. Tuttavia, alcune economie più piccole cresceranno oltre il doppio: Malta, Kosovo, Ucraina, Serbia e Moldavia guideranno la classifica europea. Malta resta sostenuta da turismo e servizi, mentre Ucraina e Serbia beneficiano di ricostruzione e investimenti infrastrutturali. Per Moldova e Kosovo pesano positivamente integrazione europea, rimesse e domanda interna, anche se restano rischi politici e strutturali.

UE, pensioni femminili ancora molto più basse

Nell’UE, il divario pensionistico di genere è più del doppio del divario salariale: le donne guadagnano in media l’11,1% in meno degli uomini, ma ricevono pensioni inferiori del 24,5%. Il problema nasce dall’accumulo di disuguaglianze lungo tutta la vita lavorativa: salari più bassi, più lavoro part time, interruzioni di carriera e minori anni di contribuzione, spesso legati a cura familiare e lavoro non retribuito. Il gap è particolarmente alto a Malta, Regno Unito, Paesi Bassi e Austria, mentre resta più contenuto in alcune economie dell’Est europeo.

Eurozona, vendite al dettaglio in ripresa

Le vendite al dettaglio dell’Eurozona crescono dello 0,2% a maggio, dopo il calo di aprile, sostenute da alimentari e beni non energetici. Il dato segnala consumi più resilienti del previsto, favoriti da disoccupazione ai minimi e dal calo dell’energia. Restano però pressioni su redditi reali e spesa discrezionale.

Germania, segnali di ripresa per l’industria

L’economia tedesca mostra primi segnali di recupero. A maggio, la produzione industriale cresce dello 0,9%, secondo aumento consecutivo, sostenuta da auto, costruzioni e settori energivori. Anche gli ordini manifatturieri salgono dell’1,9%, grazie soprattutto a grandi commesse in aerei, navi, treni e veicoli militari. L’export aumenta dello 0,9%, raggiungendo 137,9 miliardi di euro, massimo da settembre 2022, trainato dalla domanda degli Stati Uniti, in crescita del 23% su aprile. Restano però rischi legati a energia, tassi elevati, guerra in Iran e competitività.

Sky compra ITV e sfida lo streaming globale

Sky acquista le attività TV e streaming di ITV per fino a 1,6 miliardi di sterline, creando un gruppo più forte contro le piattaforme globali. L’accordo unirà canali tradizionali, streaming pubblicitario, pay TV e servizi digitali. ITV Studios resterà indipendente, ma firmerà con Sky un accordo contenuti da 2,1 miliardi.

RESTO DEL MONDO 

Canada, inflazione, commercio e lavoro sostengono la cautela della BoC

L’economia canadese mostra segnali contrastanti. Nel secondo trimestre, il 44% delle imprese prevede un’inflazione superiore al 3% nei prossimi due anni, contro l’11% precedente, soprattutto per i timori sui costi energetici. A maggio, il surplus commerciale sale a 4,24 miliardi di dollari canadesi, massimo dal 2022, grazie a esportazioni record di metalli, minerali e petrolio. A giugno, l’occupazione cresce di 18.200 unità e la disoccupazione scende al 6,5%. Restano fragili manifattura e costruzioni. La Bank of Canada, con tassi al 2,25%, dovrebbe mantenere un approccio prudente.

OPEC+, nuovo aumento mentre il petrolio cala

Sette Paesi OPEC+ aumenteranno la produzione di 188.000 barili al giorno ad agosto, quinto incremento consecutivo ma ancora prudente. La decisione arriva mentre il Brent scende sotto 72 dollari, vicino ai livelli pre guerra in Iran, grazie alla riapertura graduale dello Stretto di Hormuz. Saudi Arabia e Russia guideranno l’aumento, ma il recupero dell’offerta nel Golfo sarà lento e potrebbe completarsi solo nel 2027.

FMI, crescita globale resiliente ma rischi ancora aperti

Il FMI prevede una crescita globale del 3% nel 2026, leggermente sotto le stime precedenti, ma lontana dagli scenari recessivi temuti durante la guerra in Iran. La tregua aveva ridotto i rischi, anche se nuove tensioni nello Stretto di Hormuz riaprono l’incertezza. Gli USA restano sostenuti da AI, petrolio e spesa pubblica, mentre l’Eurozona rallenta allo 0,9%. L’AI resta decisiva: può aumentare produttività o generare una brusca correzione.

Investimenti esteri, più strategia e meno globalizzazione

Gli investimenti diretti esteri sono cresciuti del 6% nel 2025, a 1.600 miliardi di dollari, ma seguono sempre meno logiche di costo ed efficienza. Secondo l’ONU, governi e imprese concentrano i capitali in settori strategici come AI, semiconduttori, materie prime critiche ed energia pulita. Gli investimenti in queste aree sono saliti a 576 miliardi, ma i Paesi in via di sviluppo ne attraggono solo il 10%. Il rischio è che sussidi, sicurezza economica e rivalità geopolitiche escludano le economie più povere da una via tradizionale di crescita.

PROSPETTIVE

La settimana sarà dominata dai dati sull’inflazione USA, decisivi per capire se la Federal Reserve potrà davvero alzare ancora i tassi. Dopo la prima riunione di Kevin Warsh, i mercati prezzano un rialzo da 25 punti base entro dicembre, con possibilità di una mossa anticipata a ottobre. Un rallentamento della core inflation potrebbe però ridurre queste attese. Gli investitori seguiranno anche vendite al dettaglio, sussidi di disoccupazione, produzione industriale, fiducia dei consumatori e dati sul mercato immobiliare.

In Canada, la Bank of Canada dovrebbe lasciare i tassi fermi al 2,25%, vista la moderazione dell’energia e i rischi ancora presenti su lavoro, crescita e incertezza legata all’USMCA.

In Europa, il focus sarà su produzione industriale, commercio estero e dati finali di inflazione. Il calo dell’energia rafforza l’idea che il picco inflazionistico sia alle spalle, con la BCE attesa ferma al 2,25%. Nel Regno Unito, Pil, produzione industriale e discorsi di Andrew Bailey e Rachel Reeves guideranno le attese su crescita, stabilità finanziaria e politica fiscale.

In Asia, il dato più importante sarà il Pil cinese del secondo trimestre, atteso in rallentamento al 4,5%, con domanda interna debole e immobiliare ancora fragile. La Bank of Korea potrebbe alzare i tassi per difendere il won e contenere l’inflazione, mentre Singapore, Malaysia e India pubblicheranno dati su crescita, export e prezzi.

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La Settimana Economica

La rubrica settimanale a cura di Viktor Todorov che analizza le principali notizie economiche e l’andamento dei mercati finanziari.