La Settimana Economica | n. 31/2026

L’ultima settimana di luglio si chiude con la crescita che tiene meglio delle attese negli Stati Uniti, nell’Eurozona e in diversi Paesi emergenti, mentre le principali banche centrali mantengono i tassi fermi e rinviano le prossime decisioni ai dati di fine estate.

Negli Stati Uniti, il PIL cresce dell’1,5% annualizzato nel secondo trimestre, sostenuto da consumi al 3,2% e investimenti in software, computer e data center. Le importazioni di semiconduttori legate all’AI frenano però il dato complessivo. L’inflazione PCE rallenta al 3,7%, con la componente core al 3,3%, ma resta nettamente sopra il target. La Fed mantiene i tassi al 3,50%–3,75%, con tre dissensi favorevoli a un rialzo. Settembre resta quindi aperto, anche se fiducia dei consumatori in calo e mutui al 6,66% mostrano segnali di pressione su famiglie e mercato immobiliare.

In Europa, l’Eurozona sorprende positivamente con una crescita dello 0,4% nel secondo trimestre, superiore a quella statunitense. Irlanda e Spagna guidano il recupero, mentre Germania e Francia avanzano dello 0,2%. L’inflazione risale però al 2,9%, con energia al 10% e core al 2,5%, rafforzando l’ipotesi di un rialzo BCE a settembre. La Bank of England mantiene i tassi al 3,75%, ma resta pronta a intervenire se il caro energia alimenterà effetti persistenti. Sul commercio, aumentano le tensioni dell’UE con Stati Uniti e Cina, mentre Bruxelles valuta nuovi strumenti contro pratiche elusive e sovraccapacità industriale. Gli incendi aggravano inoltre i costi economici in Francia e Spagna.

Nel resto del mondo, la Bank of Japan lascia i tassi all’1%, ma segnala possibili rialzi già tra settembre e ottobre. Il Canada accelera al 3,4% annualizzato, sostenuto da energia e manifattura. Il Messico cresce dell’1,5% grazie anche ai Mondiali, mentre in Australia l’inflazione al 3,8% riduce la pressione per una nuova stretta immediata.

INDICATORI MACROECONOMICI 

Inflazione: 

Italia: +3,2%, dal precedente +2,7% ⬆

Eurozona: +2,8% dal precedente +3,2%. ⬇

Inghilterra: +2,8% dal precedente +3,3% ⬇

Stati Uniti: +4,2% dal precedente +3,8% ⬆

Disoccupazione: 

Italia: +5,1% dal precedente +5,2% ⬇

Eurozona: +6,2% dal precedente +6,2%

Inghilterra: +5% dal precedente +5% 

Stati Uniti: +4,2% dal precedente +4,3% ⬇

Tassi d'interesse: 

Eurozona: 2,25%

Stati Uniti: 3,75-3,5%

Inghilterra: 3,75%

PIL: Q1 2026: 

Italia: +0,5%

Eurozona: 0,4%

Inghilterra: -0,1%

Stati Uniti: +1,5% 

MERCATI FINANZIARI

EUR/USD: 1,15276, +1,39% questa settimana, –1,80% da inizio anno
DXY: 100,97, +0,13% questa settimana, +2,73% da inizio anno

S&P500: 7.489,72, +1,05% questa settimana, +8,89% da inizio anno
NASDAQ: 25.373,84, +1,59% questa settimana, +8,06% da inizio anno
FTSE MIB: 52.104,38, +0,58% questa settimana, +15,79% da inizio anno
STOXX 600: 641,10, –1,79% questa settimana, +8,40% da inizio anno
DAX: 25.067,09, –2,76% questa settimana, +2,35% da inizio anno
CAC 40: 8.338,97, –1,99% questa settimana, +2,33% da inizio anno
IBEX 35: 19.384,70, –2,36% questa settimana, +11,70% da inizio anno

US10Y: 4,72%, +3 bps questa settimana, +53 bps da inizio anno
US02Y: 4,208%, +2,8 bps questa settimana, +72,3 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,360%, +4,7 bps questa settimana, –34,5 bps da inizio anno
IT10Y: 3,810%, +9,0 bps questa settimana, +34,1 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 81,750 bps, –0,140 bps questa settimana, +21,24 bps da inizio anno

VIX: 16,00, –13,84% questa settimana, +7,74% da inizio anno
BTC/USD: $62.964,00, –3,64% questa settimana, –28,04% da inizio anno

STATI UNITI 

Crescita rallenta ma domanda e investimenti restano solidi

Nel secondo trimestre, il PIL statunitense cresce dell’1,5% annualizzato, sotto l’1,8% atteso e il 2,1% precedente. Le importazioni di semiconduttori e attrezzature per l’AI sottraggono circa un punto alla crescita, mentre rallentano anche le scorte. Il quadro interno resta però robusto: i consumi accelerano al 3,2% e gli investimenti in software, computer e data center sostengono oltre metà dell’espansione. La domanda privata sale del 3,9%, massimo dal 2023. La resilienza dell’economia e i dissensi interni alla Fed mantengono aperta l’ipotesi di un rialzo dei tassi.

PCE rallenta ma resta sopra il target

A giugno, l’inflazione PCE scende al 3,7%, dal 4,1%, mentre la componente core rallenta al 3,3%. Su base mensile, l’indice generale cala dello 0,1% grazie all’energia, mentre la core sale dello 0,1%. La Fed mantiene i tassi invariati, ma tre dissensi favorevoli a un rialzo mostrano pressioni crescenti. Redditi personali e consumi aumentano rispettivamente dello 0,2% e dello 0,3%, confermando una domanda ancora solida.

Fed, tassi fermi ma cresce il fronte favorevole a una stretta

La Fed mantiene i tassi al 3,50%–3,75% per la quinta riunione consecutiva, nonostante l’inflazione ancora sopra il target e il nuovo aumento dell’energia. La decisione arriva con tre dissensi favorevoli a un rialzo di 25 punti base, segnale di divisioni interne crescenti. Hammack, Kashkari e Logan temono che dazi, guerra con l’Iran, consumi solidi e investimenti nell’AI rendano persistenti le pressioni sui prezzi. Kevin Warsh difende la pausa, sottolinea la resilienza dell’economia e prosegue la riforma della Fed con cinque task force, ma la sua comunicazione più ridotta aumenta l’incertezza. Settembre resta quindi aperto: un rialzo dipenderà dai prossimi dati su PCE, occupazione e crescita.

Fiducia dei consumatori in calo

A luglio, la fiducia dei consumatori statunitensi scende a 90,8, sotto le attese, mentre peggiora per il terzo mese consecutivo la valutazione di imprese e mercato del lavoro. L’indice sulle aspettative resta fermo a 74,7. Nuove tensioni in Medio Oriente e tassi elevati potrebbero frenare ulteriormente consumi e accesso al credito.

Mutui ai massimi da un anno

Il tasso medio sui mutui trentennali sale al 6,66%, quarto aumento consecutivo. Petrolio, tensioni in Medio Oriente e incertezza sulla Fed spingono i rendimenti dei Treasury. Le vendite immobiliari pendenti scendono ai minimi da aprile, mentre costi elevati, scarsa offerta e prezzi ancora alti frenano soprattutto i nuovi acquirenti.

EUROPA 

UE-USA, l’accordo commerciale torna sotto pressione

A un anno dall’intesa di Turnberry, la multa europea da 890 milioni di euro a Google riaccende lo scontro con Washington. Trump minaccia un’indagine Section 301 e possibili restrizioni contro i servizi digitali europei, accusando Bruxelles di colpire le Big Tech americane. L’accordo resta in vigore, con dazi USA fino al 15% sui beni UE e rimozione delle tariffe europee sui prodotti industriali americani. Tuttavia, Bruxelles ha inserito clausole che consentono di sospendere le concessioni qualora gli Stati Uniti superino il tetto concordato, discriminino le imprese europee o compromettano l’accesso al mercato.

UE-Cina, cresce il rischio di uno scontro commerciale

Il deficit commerciale dell’UE con la Cina ha raggiunto 360 miliardi di euro nel 2025, spingendo Bruxelles a chiedere risultati concreti entro ottobre. Pechino difficilmente offrirà concessioni significative, poiché il suo modello resta fondato su esportazioni, sussidi e sovraccapacità industriale. L’Europa dispone della leva del proprio mercato e di nuovi strumenti difensivi, ma resta vulnerabile per la dipendenza dalle terre rare cinesi e per le divisioni tra Stati membri. Dazi, quote e controlli potrebbero provocare ritorsioni sulle materie prime critiche. L’esito dipenderà quindi dalla disponibilità europea a sostenere costi economici nel breve periodo.

UE, possibile indagine sui tessuti in fibra di vetro

La Commissione europea valuta un’indagine sulle importazioni di tessuti a maglia aperta dai Balcani, sospettati di utilizzare fibra di vetro cinese già soggetta a dazi antidumping e antisovvenzioni. Bruxelles teme che produttori cinesi aggirino le tariffe tramite assemblaggi locali. Con una sovraccapacità cinese superiore alla domanda europea, l’UE considera nuovi strumenti di difesa, inclusi dazi e quote, per proteggere produttori e settori industriali dalla concorrenza a basso costo.

Eurozona, crescita resiliente ma inflazione in risalita

Nel secondo trimestre, il PIL dell’Eurozona cresce dello 0,4%, pari all’1,8% annualizzato, superando le attese e l’espansione statunitense. Irlanda e Spagna guidano il recupero, mentre Germania e Francia avanzano dello 0,2%. Consumi, manifattura e servizi digitali legati all’AI sostengono l’attività nonostante energia cara e tensioni geopolitiche. A luglio, però, l’inflazione sale al 2,9% e la componente core al 2,5%, spinte da energia al 10% e servizi al 3,3%. Restano forti differenze tra Paesi, con Lituania al 5,6% e Spagna al 3,8%. La combinazione di crescita solida e prezzi ancora elevati rafforza l’ipotesi di un rialzo BCE di 25 punti base a settembre.

Regno Unito, BoE ferma ma pronta a intervenire

La Bank of England mantiene i tassi al 3,75%, sostenuta dal rallentamento dell’inflazione al 2,6%, dalla moderazione salariale e dal raffreddamento del mercato del lavoro. Tre membri hanno però votato per un rialzo al 4%, temendo che il caro energia generi effetti persistenti su prezzi e salari. L’aumento del 13% del tetto alle bollette dovrebbe spingere l’inflazione al 3,2% a fine 2026 e, secondo il NIESR, fino al 3,8% nel febbraio 2027. Lo scenario di base resta una lunga pausa, ma un nuovo shock energetico potrebbe portare l’inflazione al 4,8% e costringere la BoE a intervenire.

Germania, fiducia delle imprese in lieve miglioramento

L’indice Ifo sale a 86,6 a luglio, da 85,7, terzo aumento consecutivo e sopra le attese. Migliorano manifattura, servizi, commercio e costruzioni, sostenuti anche dagli stimoli fiscali e dai tagli proposti dal governo. Il livello resta però debole e la ripresa appare fragile: petrolio, tensioni nel Golfo e difficoltà dell’auto, con Volkswagen che valuta nuovi tagli, continuano a pesare. L’economia tedesca dovrebbe crescere dello 0,8% nel 2026 e nel 2027.

Francia, incendi colpiscono il polo industriale di Bordeaux

Gli incendi in Gironda hanno costretto all’evacuazione siti strategici di ArianeGroup, Dassault, Airbus Atlantic e Roxel, interrompendo produzioni aerospaziali e militari. Circa 13.000 imprese e 130.000 lavoratori risultano coinvolti, mentre 42.000 ettari sono già bruciati. Turismo, legname e viticoltura rischiano perdite rilevanti. Il governo ha attivato aiuti d’emergenza, ma il costo economico potrebbe superare ampiamente i danni assicurati, tra produttività persa e catene logistiche interrotte.

Spagna, inflazione e incendi aumentano i costi economici

A luglio, l’inflazione spagnola sale al 3,5%, massimo da maggio 2024, spinta dai rincari di carburanti ed elettricità. Anche la componente core raggiunge il 3%, segnalando pressioni più diffuse. Intanto, gli incendi hanno già colpito oltre 172.000 ettari, con costi di spegnimento stimati tra 1,7 e 3,3 miliardi di euro. Il conto potrebbe crescere per i danni a turismo, agricoltura e territorio, rafforzando la richiesta di maggiori investimenti nella prevenzione.

Irlanda, PIL in ripresa grazie ai servizi digitali

Nel secondo trimestre, l’economia irlandese cresce del 3,9%, dopo il crollo del 7% nei primi tre mesi dell’anno. Il recupero è guidato da informazione, comunicazioni e attività legate all’AI delle multinazionali americane. I dati restano però molto volatili e soggetti a revisioni, mentre la banca centrale prevede una contrazione annua del 2,7%.

RESTO DEL MONDO 

Giappone, BoJ ferma ma nuovi rialzi restano possibili

La Bank of Japan mantiene i tassi all’1%, dopo il rialzo di giugno ai massimi da trent’anni. Kazuo Ueda segnala però che la stretta potrebbe accelerare se inflazione, petrolio e debolezza dello yen continuassero a spingere i prezzi. Un membro ha votato per un aumento all’1,25%. La BoJ prevede inflazione al 2,5% e crescita dello 0,6% nel 2026, lasciando aperto un nuovo rialzo già tra settembre e ottobre.

Canada, economia in forte ripresa nel secondo trimestre

A maggio il PIL canadese cresce dello 0,3%, dopo il +0,6% di aprile, mentre giugno è stimato a +0,2%. Nel secondo trimestre l’economia avrebbe accelerato del 3,4% annualizzato, ritmo più alto dal 2023 e sopra le previsioni della Bank of Canada. Petrolio, gas, manifattura e costruzioni guidano il recupero. Restano però rischi legati ai dazi USA, alle tensioni energetiche, alla debolezza delle assunzioni e al possibile rallentamento immobiliare.

Messico, PIL in forte ripresa grazie anche ai Mondiali

Nel secondo trimestre, il PIL messicano cresce dell’1,5%, massimo dal 2020, dopo il calo dello 0,6% precedente. Industria, servizi e agricoltura accelerano, sostenuti anche dai Mondiali attraverso turismo, commercio e trasporti. La crescita potrebbe però rallentare per consumi deboli, minori investimenti e incertezza sui rapporti commerciali con gli Stati Uniti.

Australia, inflazione sotto le attese

Nel secondo trimestre, l’inflazione australiana sale al 3,8%, sotto il 4% atteso, mentre la componente core raggiunge il 3,6%. Il dato riduce la pressione sulla Reserve Bank of Australia per un nuovo rialzo ad agosto, pur mantenendo un orientamento prudente. Pesano soprattutto abitazioni, alimentari ed elettricità, mentre i carburanti scendono del 10,9%.

PROSPETTIVE 

La settimana sarà dominata dai dati sul lavoro statunitense, mentre energia, conflitto tra USA e Iran e pressioni inflazionistiche continueranno a orientare mercati e banche centrali. In Asia, commercio e inflazione cinesi misureranno la tenuta della domanda globale, mentre India, Brasile e Messico decideranno sui tassi. 

Negli Stati Uniti, il rapporto sull’occupazione di luglio sarà decisivo per le attese sulla Fed. Dopo la pausa e la comunicazione prudente di Kevin Warsh, i mercati stimano al 68% la probabilità di un rialzo a settembre. Prima dei payroll arriveranno aperture JOLTS, occupazione ADP, sussidi, PMI ISM e bilancia commerciale. Nuovi segnali di debolezza potrebbero ridurre ulteriormente le aspettative di stretta, soprattutto se il petrolio tornasse a scendere. 

In Canada, occupazione e commercio chiariranno se la forte crescita del secondo trimestre può proseguire nonostante energia cara e dazi USA. I mercati attribuiscono circa il 70% di probabilità a un rialzo della Bank of Canada a dicembre. In America Latina, il Brasile potrebbe tagliare i tassi al 14%, mentre il Messico dovrebbe mantenerli al 6,50% dopo il forte aumento del PIL. 

Nell’Eurozona, PMI, produzione industriale, vendite al dettaglio e prezzi alla produzione mostreranno quanto il caro energia stia frenando l’attività. Nel Regno Unito, l’agenda sarà più leggera dopo la decisione della BoE di lasciare i tassi al 3,75%, con minori attese di rialzo per il resto del 2026. 

In Asia, attenzione ai verbali della BoJ, ai dati cinesi su commercio, inflazione e PMI e alla decisione della Reserve Bank of India. Semiconduttori e domanda legata all’AI continueranno a sostenere Taiwan e Corea del Sud, mentre petrolio e valute deboli manterranno elevate le pressioni sui prezzi regionali.

Stati Uniti: 

What to Watch for at the Fed Meeting - WSJ

Kevin Warsh Wanted a ‘Good Family Fight’ at the Fed. He’s Getting One.

U.S. Consumer Sentiment Edged Down in July, Conference Board Says - WSJ

Despite high inflation, Fed expected to hold rates steady for now | Euronews

Three Fed Officials Say Inflation Should Have Prompted Higher Rates - WSJ

Mortgage Rates Jump to a One-Year High

U.S. Economic Growth Slowed to 1.5% in Second Quarter

Why Higher Tariffs Are Becoming the New Normal for Business

Fed’s Preferred Inflation Index Cooled but Remained Elevated in June

US Federal Reserve holds interest rates steady as three policymakers back hike | Euronews

Europa: 

BOE Seen on Hold Through 2027 Despite Inflation Spike - WSJ

German Business Sentiment Improves, Shrugging Off Middle East Uncertainties - WSJ

BOE to Hold Rates, But Flag Possible Move if War Continues - WSJ

French wildfires threaten defence sites and hit regional economy | Euronews

Spain's wildfire bill: up to €3.275 billion for firefighting alone | Euronews

One year on, is the Turnberry deal already at risk? | Euronews

BOE on Alert for Signs of Persistent Inflation as It Holds Rates - WSJ

Eurozone Inflation Rebounds as High Energy Prices Persist

Eurozone Economy Outpaces U.S. Despite Iran War Uncertainty - WSJ

Irish Economy Returns to Growth, Boosting Eurozone Hopes - WSJ

BOE Seen on Hold Through 2027 Despite Inflation Spike - WSJ

Eurozone inflation hits 2.9%: Which countries saw the biggest increases? | Euronews

Time is running out: what trade concessions can the EU win from China? | Euronews

EU expected to probe Balkan construction material imports over suspected Chinese tariff-dodging | Euronews

Spain inflation rises to 3.5% in July on fuel and electricity prices | Euronews

Resto del mondo: 

Bank of Japan Set to Hold as It Assesses Impact of June Increase - WSJ

Australia Inflation Cooled in Second Quarter - WSJ

Mexican Economy Bounces Back in Second Quarter - WSJ

Canada GDP Grows in May Amid Expansion in Oil and Gas Activity

Bank of Japan Stands Pat But Weak Yen Threatens Inflation Outlook - WSJ

Iraq eyes supplying Turkey with 1 million oil barrels a day amid Hormuz crisis | Euronews

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La Settimana Economica

La rubrica settimanale a cura di Viktor Todorov che analizza le principali notizie economiche e l’andamento dei mercati finanziari.