Negli Stati Uniti, a luglio l’economia perde 23.000 posti di lavoro, contro attese per +83.000, mentre la disoccupazione scende al 4,1% soprattutto per la riduzione della partecipazione. Il dato indebolisce le aspettative di nuovi rialzi Fed, anche se alcuni membri, tra cui Jeff Schmid, continuano a considerare necessaria una politica restrittiva per riportare l’inflazione al 2%. Kevin Warsh valuta inoltre una riduzione delle riunioni annuali, mentre l’intervento con il Giappone sullo yen alimenta il dibattito sul ruolo della Fed. Intanto, l’AI assume un peso crescente nell’economia americana, contribuendo attraverso data center, software e semiconduttori. Sul commercio, il deficit scende a 73,3 miliardi di dollari, mentre Washington continua a utilizzare i dazi come strumento di politica industriale.
In Europa, le vendite al dettaglio dell’Eurozona calano dello 0,3% a giugno, confermando consumi ancora deboli. La Germania offre invece segnali più positivi: ordini industriali +3,1% e produzione +0,2%, sostenuti da automotive, macchinari, aerospazio e difesa. La ripresa resta però esposta a energia cara, tassi elevati e concorrenza cinese. Bruxelles osserva inoltre con crescente attenzione gli investimenti di Pechino in Marocco e Turchia, utilizzati come nuove piattaforme produttive per accedere al mercato europeo. In Svizzera, l’inflazione scende allo 0,4%, lasciando spazio alla SNB per mantenere i tassi allo 0%.
Nel resto del mondo, la Cina resta sostenuta dall’export, cresciuto del 24% a luglio, soprattutto grazie a semiconduttori e tecnologie legate all’AI, nonostante la debolezza della domanda interna. In Canada il surplus commerciale raggiunge 3,86 miliardi di dollari canadesi, mentre India e Brasile mantengono approcci monetari differenti, con la RBI ferma al 5,25% e Brasilia che taglia il Selic al 14%. Restano infine elevate le tensioni energetiche dopo un nuovo attacco a una nave LNG nello Stretto di Hormuz, che aumenta i rischi per le forniture del Qatar e mantiene pressione sui prezzi del gas.
INDICATORI MACROECONOMICI
Inflazione:
Italia: +3,2%, dal precedente +2,7% ⬆
Eurozona: +2,8% dal precedente +3,2%. ⬇
Inghilterra: +2,8% dal precedente +3,3% ⬇
Stati Uniti: +4,2% dal precedente +3,8% ⬆
Disoccupazione:
Italia: +5,1% dal precedente +5,2% ⬇
Eurozona: +6,2% dal precedente +6,2%
Inghilterra: +5% dal precedente +5%
Stati Uniti: +4,1% dal precedente +4,2% ⬇
Tassi d'interesse:
Eurozona: 2,25%
Stati Uniti: 3,75-3,5%
Inghilterra: 3,75%
PIL: Q1 2026:
Italia: +0,5%
Eurozona: 0,4%
Inghilterra: -0,1%
Stati Uniti: +1,5%
MERCATI FINANZIARI
EUR/USD: 1,15537, +0,23% questa settimana, –1,57% da inizio anno
DXY: 100,97, +0,13% questa settimana, +2,73% da inizio anno
S&P500: 7.757,64, +3,58% questa settimana, +12,79% da inizio anno
NASDAQ: 26.690,61, +5,19% questa settimana, +13,67% da inizio anno
FTSE MIB: 53.682,72, +2,89% questa settimana, +19,29% da inizio anno
STOXX 600: 641,10, –1,79% questa settimana, +8,40% da inizio anno
DAX: 25.067,09, –2,76% questa settimana, +2,35% da inizio anno
CAC 40: 8.338,97, –1,99% questa settimana, +2,33% da inizio anno
IBEX 35: 19.384,70, –2,36% questa settimana, +11,70% da inizio anno
US10Y: 4,65%, –6,9 bps questa settimana, +46 bps da inizio anno
US02Y: 4,208%, +2,8 bps questa settimana, +72,3 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,360%, +4,7 bps questa settimana, –34,5 bps da inizio anno
IT10Y: 3,810%, +9,0 bps questa settimana, +34,1 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 77,830 bps, –3,920 bps questa settimana, +17,32 bps da inizio anno
VIX: 14,89, –6,94% questa settimana, +0,27% da inizio anno
BTC/USD: $64.912,00, +2,22% questa settimana, –25,81% da inizio anno
STATI UNITI
Fed e yen, la politica monetaria USA tra interventi e indipendenza
La Fed si trova al centro di nuove tensioni tra politica monetaria e stabilità finanziaria. Washington e Tokyo intervengono a sostegno dello yen, con il Giappone pronto a utilizzare la facility FIMA per ottenere dollari contro Treasury senza vendere titoli USA. Bessent propone inoltre di aumentare il limite di 60 miliardi di dollari. Intanto Kevin Warsh valuta di ridurre da otto a sei le riunioni annuali della Fed e mantiene contatti frequenti con Trump, riaprendo il dibattito sull’indipendenza della banca centrale. Sul fronte dei tassi, Jeff Schmid ritiene che l’inflazione core resti troppo elevata e sostiene una politica più restrittiva per riportarla verso il 2%.
Crescita sempre più dipendente dall’AI
Il boom dell’AI potrebbe spiegare circa un terzo della recente crescita USA, grazie a investimenti in data center, software, chip e all’aumento della ricchezza finanziaria legato ai titoli tecnologici. Gli investimenti AI da soli avrebbero contribuito a quasi un quarto della crescita del PIL. La dipendenza aumenta però i rischi: importazioni elevate, rincari dei semiconduttori e possibile crowding out frenano parte dei benefici. Un rallentamento degli investimenti o dei mercati potrebbe quindi indebolire sensibilmente consumi, costruzioni e crescita.
Mercato del lavoro debole ma disoccupazione ancora bassa
A luglio gli Stati Uniti perdono 23.000 posti di lavoro, contro attese per +83.000, mentre maggio e giugno vengono rivisti al ribasso di 103.000 unità. La disoccupazione scende comunque al 4,1%, soprattutto per il calo della partecipazione. Invecchiamento e minore immigrazione riducono infatti l’offerta di lavoro, tanto che potrebbero bastare circa 15.000 nuovi posti al mese per stabilizzarla. La debolezza dell’occupazione riduce le attese di un rialzo Fed, ma limita anche il potenziale di crescita senza maggior produttività.
Commercio e dazi restano al centro della strategia economica
A giugno, il deficit commerciale scende a 73,3 miliardi di dollari, grazie soprattutto al calo dell’1,8% delle importazioni. Sul fronte tariffario, Washington ha rimborsato circa 100 miliardi di dazi “Liberation Day” dopo la sentenza della Corte Suprema, mentre altri 29 miliardi restano in revisione. Trump continua però a utilizzare le tariffe come strumento industriale e commerciale: dal 4 dicembre entreranno in vigore dazi del 15% su polisilicio e pannelli solari. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dalla Cina, contrastare il dumping e incentivare nuovi investimenti manifatturieri negli Stati Uniti.
Servizi ancora in espansione
A luglio, il PMI servizi ISM sale leggermente a 54,1, da 54,0, confermando la crescita del settore. I nuovi ordini accelerano a 57,2, mentre l’occupazione torna in contrazione. Restano elevate le pressioni sui prezzi, con l’indice sopra 70 per la quarta volta in cinque mesi, nonostante minori riferimenti a dazi e tensioni in Medio Oriente.
EUROPA
UE-Cina, nuove rotte per aggirare i dazi europei
Gli investimenti cinesi in Marocco e Turchia stanno creando nuovi canali per esportare nell’UE prodotti a basso costo beneficiando degli accordi commerciali con Bruxelles. Pechino investe soprattutto in auto elettriche, batterie, pannelli solari ed elettrodomestici. L’UE teme che le regole antidumping tradizionali non siano più sufficienti, perché sempre più valore viene generato direttamente nei Paesi partner. Bruxelles valuta quindi nuovi strumenti e criteri più restrittivi sul Made in Europe per limitare l’elusione tariffaria.
Eurozona, vendite al dettaglio in calo a giugno
A giugno, le vendite al dettaglio dell’Eurozona scendono dello 0,3%, contro attese per +0,1%, con cali marcati in Germania e Francia. Pesano soprattutto alimentari e beni non alimentari, mentre aumentano i carburanti. La fiducia dei consumatori resta debole per guerra ed energia, anche se il miglioramento recente potrebbe sostenere la spesa se le tensioni si attenuassero.
Germania, industria in ripresa ma restano fragilità
A giugno, gli ordini manifatturieri tedeschi crescono del 3,1%, mentre la produzione industriale aumenta dello 0,2% e dello 0,7% nel secondo trimestre. Auto, macchinari, elettronica, aerospazio e difesa sostengono il recupero, insieme al miglioramento dell’export. La ripresa resta però fragile, nel mentre energia cara, tassi elevati, bassi livelli del Reno e crescente concorrenza cinese continuano a pesare sulla competitività dell’industria tedesca.
Svizzera, inflazione ancora sotto controllo
A luglio, l’inflazione svizzera scende allo 0,4%, dal 0,5%, minimo da marzo. Il calo riflette soprattutto prezzi più bassi per trasporti aerei, diesel e benzina. Nonostante il ritorno delle tensioni energetiche, la Svizzera resta meno esposta grazie a idroelettrico e nucleare. L’inflazione rimane ampiamente dentro il target 0%–2% della SNB, che dovrebbe mantenere i tassi allo 0%.
RESTO DEL MONDO
Hormuz, nuovo attacco a una nave LNG
Un secondo attacco in meno di un mese colpisce una metaniera in uscita dallo Stretto di Hormuz, aumentando i rischi per le esportazioni di gas del Qatar. QatarEnergy estende la forza maggiore su altre tre consegne a Edison, portando a 24 i carichi coinvolti fino a settembre. Crescono anche i premi assicurativi e i costi di trasporto. Con l’Europa impegnata a ricostituire le scorte prima dell’inverno, le nuove tensioni restano rialziste per i prezzi del gas.
Cina, export e industria avanzata sostengono la crescita
L’economia cinese rallenta, con il PIL del secondo trimestre al +4,3% e la manifattura nuovamente debole, ma l’export resta il principale motore. A luglio le esportazioni crescono del 24%, sostenute soprattutto da semiconduttori e apparecchiature legate all’AI. Pechino continua inoltre a spostarsi verso beni intermedi e capitali ad alto valore aggiunto, rafforzando la concorrenza globale. Sul fronte commerciale, aumentano però le tensioni con Washington, dopo i nuovi controlli cinesi su droni e tecnologie dual use. Nonostante il rallentamento interno, il governo evita maxi stimoli e mantiene un approccio mirato.
Canada, surplus commerciale ai massimi da quattro anni
A giugno, il surplus commerciale canadese sale a 3,86 miliardi di dollari canadesi, massimo da quattro anni. Le esportazioni crescono dello 0,4%, sostenute soprattutto da oro, rame e auto, mentre le importazioni aumentano dello 0,2%. Nel secondo trimestre l’export sale del 13,1%, contribuendo alla ripresa del PIL. Restano però rischi legati ai nuovi dazi USA, mentre la dipendenza dal mercato americano rimane elevata nonostante gli sforzi di diversificazione.
India, RBI mantiene i tassi al 5,25%
La Reserve Bank of India lascia i tassi al 5,25% per la quarta riunione consecutiva. Crescita resiliente, domanda interna solida e pressioni inflazionistiche ancora contenute consentono alla banca centrale di attendere. La stima di crescita sale al 6,7%, mentre l’inflazione è prevista al 5%. Restano però rischi da petrolio, tensioni USA-Iran e debolezza della rupia, che potrebbero rendere necessari rialzi nei prossimi
Brasile, quarto taglio consecutivo dei tassi
La banca centrale brasiliana riduce il tasso Selic al 14%, dal 14,25%, grazie al rallentamento dell’inflazione al 4,5%. Restano però rischi legati alle tensioni in Medio Oriente e soprattutto ai conti pubblici: il deficit complessivo sfiora il 10% del PIL. La crescita è attesa al 2% nel 2026, mentre l’elevata spesa pubblica potrebbe frenare ulteriori tagli dei tassi.
PROSPETTIVE
Negli Stati Uniti, l’attenzione sarà concentrata sui dati sull’inflazione di luglio, dopo il debole rapporto sul lavoro che ha mostrato una perdita di 23.000 posti e ha ridotto le aspettative di un rialzo Fed a settembre. Il mercato attribuisce ora circa il 44% di probabilità a un aumento dei tassi. Mercoledì arriverà il CPI, seguito giovedì dai prezzi alla produzione e venerdì da vendite al dettaglio e fiducia dei consumatori. Un’inflazione più debole potrebbe rafforzare l’ipotesi di tassi invariati, soprattutto se diminuiranno anche le tensioni nello Stretto di Hormuz.
In Europa, venerdì sarà pubblicata la seconda stima del PIL dell’Eurozona nel secondo trimestre, utile per valutare l’impatto del conflitto mediorientale. Sono attesi anche produzione industriale, commercio ed occupazione, oltre ai dati definitivi sull’inflazione di Germania, Italia, Spagna e Francia. Nel Regno Unito, giovedì arriverà il PIL del secondo trimestre, atteso in netto rallentamento rispetto al +0,6% dei primi tre mesi dell’anno. La Norges Bank dovrebbe invece lasciare i tassi al 4,25%.
In Asia-Pacifico, la Bank of Japan pubblicherà le opinioni dell’ultima riunione, con gli investitori alla ricerca di segnali su un possibile rialzo già a ottobre. In Australia, la RBA dovrebbe mantenere i tassi al 4,35%, pur conservando un orientamento restrittivo. La Cina pubblicherà dati su credito e massa monetaria, attesi ancora deboli, mentre l’India diffonderà l’inflazione di luglio, prevista intorno al 4,5%. Singapore e Malaysia completeranno il quadro con le nuove stime del PIL del secondo trimestre.
Stati Uniti:
Scott Bessent’s Yen Trade Has Unintended Consequences for the Markets - WSJ
The AI Boom Is Transforming the American Economy Beyond Recognition - WSJ
Why Bessent Is Leaning on the Fed to Help Prop Up Japan’s Currency - WSJ
Warsh Floats Cut in Number of Fed Rate-Setting Meetings - WSJ
U.S. Trade Deficit Contracted in June - WSJ
Trump Has Called Warsh Repeatedly Since He Became Fed Chair - WSJ
U.S. Services-Sector Activity Continued to Expand in July
Inflation Problem Isn't Only About Energy, Fed's Schmid Says - WSJ
Trump administration refunds $100 billion in “Liberation Day” tariffs | Euronews
Why Slow Job Growth Doesn’t Mean the Labor Market Is in Trouble - WSJ
U.S. Lost 23,000 Jobs in July, While Unemployment Ticked Lower - WSJ
Trump to Impose 15% Tariff, Set Minimum Prices on Solar Panels and Components - WSJ
Europa:
Eurozone Retail Sales Retreat as Consumers Still Fret Over War
Swiss Inflation Falls Again Despite Oil-Price Rebound - WSJ
German Factory Orders Continue to Defy Mounting Headwinds
Brussels vs Beijing: The new trade battle begins in Morocco and Turkey | Euronews
German Industry’s Resilient Streak Continues Despite Lingering Uncertainty
Resto del mondo:
Summertime Blues Hit China’s Factories - WSJ
Canada Goods-Trade Surplus Widens Slightly With Record Exports, Imports
India’s Central Bank Holds Rates as Iran Crisis Keeps Risks High
China slaps export controls on US firms ahead of Xi's Washington visit | Euronews
Second tanker with Qatari LNG struck in Hormuz within a month as force majeure widens | Euronews
China’s New Export Engine: Supplying the Factories of the World - WSJ

