La Settimana Economica | n. 33/2026

La settimana di ferragosto si chiude con l’attenzione concentrata su inflazione, consumi, politica monetaria ed energia. Negli Stati Uniti, il raffreddamento dei prezzi e l’indebolimento della domanda riducono le pressioni per un rialzo immediato della Fed, anche se il conflitto con l’Iran e il petrolio restano importanti rischi inflazionistici. In Europa, crescita e commercio mostrano ancora resilienza, ma caldo estremo ed energia continuano a pesare. Sullo sfondo, restano centrali le tensioni commerciali con Washington e l’incertezza sullo Stretto di Hormuz.

Negli Stati Uniti, l’inflazione rallenta al 3,4% e la core al 2,5%, mentre i prezzi alla produzione restano invariati. Anche vendite al dettaglio, fiducia dei consumatori e mercato immobiliare mostrano maggiore debolezza, rafforzando l’ipotesi di una Fed più prudente a settembre. Il quadro resta però ambiguo: il Brent torna vicino a 90 dollari e il decennale USA supera il 4,7% con lo stallo dei negoziati con l’Iran. Intanto, Wall Street continua a beneficiare della crescita degli utili e dell’AI nonostante assunzioni deboli, alimentando l’ipotesi di un possibile “jobless boom”. Sul commercio, Washington rafforza i controlli contro l’elusione tariffaria e introduce nuovi dazi sui droni.

In Europa, l’Eurozona torna a un surplus commerciale di 1,8 miliardi di euro, sostenuto da minori importazioni energetiche, mentre il Regno Unito cresce dello 0,4% nel secondo trimestre. La Svizzera accelera all’1,5%, mentre la Norges Bank mantiene i tassi al 4,25%. Restano però pressioni importanti: in Spagna l’inflazione sale al 3,6%, mentre caldo e incendi potrebbero costare all’UE circa 180 miliardi di euro, quasi l’1% del PIL. Anche la filiera agroalimentare italiana mostra crescenti costi legati alle temperature estreme.

Nel resto del mondo, il Canada registra un nuovo rafforzamento della manifattura, con vendite record nel secondo trimestre. Il Messico propone una riduzione dei dazi USA sulle auto nordamericane nell’ambito della revisione dell’USMCA. In Australia, la RBA mantiene i tassi al 4,35%, ma conserva un orientamento restrittivo: inflazione ed energia restano i principali rischi, mentre economia e mercato immobiliare iniziano a rallentare.

INDICATORI MACROECONOMICI 

Inflazione: 

Italia: +3,2%, dal precedente +2,7% ⬆

Eurozona: +2,8% dal precedente +3,2%. ⬇

Inghilterra: +2,8% dal precedente +3,3% ⬇

Stati Uniti: +3,4% dal precedente +4,3% ⬇

Disoccupazione: 

Italia: +5,1% dal precedente +5,2% ⬇

Eurozona: +6,2% dal precedente +6,2%

Inghilterra: +5% dal precedente +5% 

Stati Uniti: +4,1% dal precedente +4,2% ⬇

Tassi d'interesse: 

Eurozona: 2,25%

Stati Uniti: 3,75-3,5%

Inghilterra: 3,75%

PIL: Q1 2026: 

Italia: +0,5%

Eurozona: 0,4%

Inghilterra: -0,1%

Stati Uniti: +1,5% 

MERCATI FINANZIARI

EUR/USD: 1,1567, +0,12% questa settimana, –1,46% da inizio anno
DXY: 100,97, +0,13% questa settimana, +2,73% da inizio anno

S&P500: 7.785,76, +0,36% questa settimana, +13,20% da inizio anno
NASDAQ: 26.729,00, +0,14% questa settimana, +13,83% da inizio anno
FTSE MIB: 53.693,27, –0,04% questa settimana, +19,32% da inizio anno
STOXX 600: 641,10, –1,79% questa settimana, +8,40% da inizio anno
DAX: 25.067,09, –2,76% questa settimana, +2,35% da inizio anno
CAC 40: 8.338,97, –1,99% questa settimana, +2,33% da inizio anno
IBEX 35: 19.384,70, –2,36% questa settimana, +11,70% da inizio anno

US10Y: 4,70%, +4,7 bps questa settimana, +51 bps da inizio anno
US02Y: 4,208%, +2,8 bps questa settimana, +72,3 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,360%, +4,7 bps questa settimana, –34,5 bps da inizio anno
IT10Y: 3,810%, +9,0 bps questa settimana, +34,1 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 78,280 bps, +0,450 bps questa settimana, +17,77 bps da inizio anno

VIX: 14,26, –4,23% questa settimana, –3,97% da inizio anno
BTC/USD: $62.827,00, –3,13% questa settimana, –28,19% da inizio anno

 

STATI UNITI 

Inflazione più moderata ma Fed ancora divisa

A luglio, l’inflazione USA rallenta al 3,4%, mentre la core scende al 2,5%, minimo dal 2021. Su base mensile, la componente core aumenta dello 0,2%, un dato compatibile con un graduale raffreddamento dei prezzi. Insieme alla debolezza del mercato del lavoro, il CPI riduce le pressioni per un rialzo Fed a settembre, con le probabilità di una stretta scese sotto il 50%. Il dibattito resta però aperto: energia, dazi e domanda legata all’AI potrebbero mantenere l’inflazione persistente. Dopo i tre dissensi di luglio, i dati di agosto saranno decisivi per la prossima mossa della Fed.

Petrolio e Treasury sotto pressione per lo stallo USA-Iran

Le nuove richieste di risarcimento tra Washington e Teheran allontanano un accordo sullo Stretto di Hormuz. Il Brent sale verso 89,8 dollari e il WTI a 84,2, mentre i rendimenti USA aumentano, con il decennale sopra il 4,7%. I mercati temono che petrolio più caro alimenti l’inflazione e rafforzi il rischio di nuovi rialzi Fed. Intanto, il traffico nello stretto resta fortemente ridotto, con appena 6-11 passaggi giornalieri contro 130-140 prima della guerra.

Crescita degli utili senza occupazione

Wall Street segnala un’economia più forte di quanto suggerisca il PIL: gli utili dell’S&P 500 accelerano, con crescita mediana al 13%, mentre il mercato azionario sale del 13% da inizio anno. L’AI sostiene investimenti, ricavi e produttività, ma non l’occupazione: i payroll privati crescono di poco più di 50.000 al mese e le offerte di lavoro restano deboli. Il risultato è un possibile “jobless boom”, sostenuto anche da una forza lavoro in calo per pensionamenti e minore immigrazione.

Dazi tra rimborsi, controlli e nuove barriere

La politica commerciale USA resta in primo piano. Oltre 40 società dell’S&P 500 hanno contabilizzato 9,6 miliardi di dollari di rimborsi sui dazi dichiarati illegittimi, sostenendo parzialmente gli utili aziendali. Parallelamente, Washington punta a contrastare l’elusione tariffaria cinese attraverso oltre 40 Paesi, che secondo la Casa Bianca costa fino a 26 miliardi l’anno di mancati introiti. Trump rafforza inoltre la protezione industriale con dazi fino al 100% su droni e componenti importati, mentre UE e Regno Unito beneficiano di aliquote più basse. L’obiettivo resta ridurre la dipendenza estera e riportare produzione strategica negli Stati Uniti.

Fiducia dei consumatori in calo ad agosto

Ad agosto, l’indice di fiducia dell’Università del Michigan scende a 51, da 55,2 di luglio e sotto le attese di 54,5. Pesano prezzi ancora elevati e timori legati al conflitto con l’Iran. Solo l’8% dei consumatori prevede redditi in crescita più dell’inflazione, mentre le aspettative di lungo periodo sui prezzi restano stabili.

Vendite al dettaglio in calo a luglio

A luglio, le vendite al dettaglio USA scendono dello 0,6%, contro attese per +0,1%, mentre il control group cala dello 0,4%. Pesano soprattutto gli acquisti online, anche per effetti temporanei legati al Prime Day. Il dato, insieme a occupazione debole e fiducia in calo, segnala consumi meno solidi e riduce le pressioni per un rialzo Fed.

Prezzi alla produzione fermi a luglio

A luglio, il PPI resta invariato, contro attese per +0,2%, dopo il -0,1% di giugno. Il calo dei prezzi energetici contribuisce a contenere le pressioni a monte. Il dato, insieme al rallentamento del CPI, riduce le pressioni sulla Fed per un rialzo imminente. L’attenzione passa ora al PCE, atteso in aumento dello 0,2%-0,3% nella componente core.

Mercato immobiliare ancora frenato dai mutui

A luglio, le vendite di case esistenti scendono dell’1,7% a 4,06 milioni annualizzati, peggio delle attese. I mutui trentennali salgono al 6,69%, frenando la domanda e mantenendo bassa l’offerta, mentre il prezzo mediano resta elevato a 434.100 dollari, +2% annuo. Nonostante il calo mensile, le vendite aumentano dello 0,7% rispetto a un anno prima. Tassi elevati, incertezza economica e timori occupazionali continuano però a limitare una vera ripresa del settore.

Stress sulle carte di credito ancora elevato

Le insolvenze sulle carte di credito restano ai massimi dal post-2008, ma il dato è amplificato dal fatto che i debiti deteriorati rimangono più a lungo nei registri. Escludendo questi prestiti, le nuove morosità risultano stabili dal 2024. Le difficoltà restano maggiori tra giovani e famiglie a basso reddito.

 

EUROPA 

Europa, il caldo estremo minaccia la crescita

Caldo record e incendi potrebbero costare all’UE circa 180 miliardi di euro nel 2026, pari a quasi l’1% del PIL. Pesano minore produttività, danni agricoli, energia più cara e trasporti rallentati. La Francia risulta la più colpita, con una perdita stimata di 1,4 punti di crescita. Gli incendi hanno già bruciato oltre 490.000 ettari, mentre l’adattamento potrebbe ridurre solo in parte le perdite economiche.

Eurozona, torna il surplus commerciale a giugno

A giugno, l’Eurozona registra un surplus commerciale di 1,8 miliardi di euro, dopo il deficit di 6,1 miliardi di maggio. Le esportazioni crescono dello 0,9%, mentre le importazioni calano del 2,1%, favorite dal minor costo dell’energia. Migliorano anche i saldi di chimica, macchinari e veicoli. Il commercio estero contribuisce così alla crescita del PIL dello 0,4% nel secondo trimestre, anche se la domanda interna resta il principale motore dell’espansione.

Regno Unito, crescita resiliente nel secondo trimestre

Nel secondo trimestre, il PIL britannico cresce dello 0,4%, pari all’1,7% annualizzato, superando gli USA e avvicinandosi all’Eurozona. Servizi, consumi e costruzioni sostengono l’attività nonostante energia cara e tensioni in Medio Oriente. La crescita resta superiore alle attese della BoE, che dovrebbe mantenere i tassi fermi a settembre. Restano però rischi per la seconda metà dell’anno, con inflazione attesa al 3,2% e maggiori costi energetici e finanziari.

Spagna, inflazione al 3,6% spinta dall’energia

A luglio, l’inflazione spagnola sale al 3,6%, quinto mese consecutivo sopra il 3%. Pesano soprattutto elettricità e carburanti, con il prezzo dell’energia oltre 105 €/MWh e il diesel in forte aumento per le tensioni su Hormuz e Mar Rosso. Il governo amplia lo sconto fiscale sui carburanti. Migliora invece la componente alimentare, con inflazione all’1,6%, minimo dal 2021.

Italia, il caldo mette sotto pressione il Parmigiano

Le temperature oltre 40°C stanno colpendo la filiera del Parmigiano Reggiano: le mucche producono fino al 10% di latte in meno, mentre aumentano i costi per ventilazione, raffreddamento e conservazione. Nei magazzini che custodiscono oltre 500.000 forme, utilizzate anche come garanzia per prestiti bancari, i consumi energetici sono saliti fino al 30% durante le ondate di calore. A rischio c’è un’industria da circa 4,5 miliardi di euro, sempre più esposta agli effetti climatici.

Norvegia, tassi fermi ma resta possibile un rialzo

La Norges Bank mantiene i tassi al 4,25%, in linea con le attese. L’inflazione sottostante rallenta, ma resta elevata, mentre persistono rischi legati a energia, salari e tensioni in Medio Oriente. La banca centrale preferisce attendere nuovi dati, ma non esclude un ulteriore rialzo entro fine anno.

Svizzera, PIL accelera nel secondo trimestre

Nel secondo trimestre, il PIL svizzero cresce dell’1,5%, massimo dal 2021, dopo +0,4% nei primi tre mesi. Industria chimica e farmaceutica guidano l’espansione, anche grazie all’anticipo delle esportazioni verso gli USA prima dei nuovi dazi. La crescita dovrebbe però rallentare nella seconda metà dell’anno, mentre la SNB dovrebbe mantenere i tassi allo 0%.

 

RESTO DEL MONDO 

Canada, manifattura ancora in crescita

A giugno, le vendite manifatturiere canadesi crescono dello 0,1%, meglio delle attese, mentre in termini reali salgono dell’1,2%. Nel secondo trimestre aumentano del 9,3%, raggiungendo un nuovo record e rafforzando le stime di crescita oltre il 3% annualizzato. Chimica e trasporti guidano l’espansione, mentre energia e carbone calano. Il settore mostra resilienza nonostante le tensioni commerciali con gli Stati Uniti.

USMCA, Messico chiede dazi auto più bassi

Il Messico propone agli USA di ridurre dal 25% al 5%-10% i dazi sulle auto nordamericane non pienamente conformi all’USMCA, applicandoli solo ai componenti prodotti fuori dal Nord America. La proposta risponde alla richiesta americana di aumentare al 50% il contenuto made in USA. I negoziati restano iniziali e potrebbero proseguire nel 2027.

Australia, RBA ferma ma mantiene un orientamento restrittivo

La Reserve Bank of Australia mantiene i tassi al 4,35% dopo tre rialzi nel 2026. L’inflazione resta troppo elevata e i rischi energetici legati al Medio Oriente mantengono aperta la possibilità di un’ulteriore stretta entro fine anno. Intanto, l’economia rallenta e il mercato immobiliare mostra segnali di debolezza, con prezzi e nuovi mutui in calo. Michele Bullock sottolinea però che la flessione delle abitazioni non rappresenta ancora un rischio per la stabilità finanziaria.

 

PROSPETTIVE 

La settimana si apre con mercati ancora condizionati dallo Stretto di Hormuz e dalle tensioni sull’energia. IEA e OPEC restano fortemente divise sulla domanda di petrolio nel 2026, mentre cresce il dibattito sui rischi legati agli interventi delle banche centrali, che potrebbero incentivare maggiore leva finanziaria e comprimere artificialmente i rendimenti sovrani.

Negli Stati Uniti, l’attenzione sarà concentrata sui verbali della riunione Fed di luglio, decisivi per valutare quanto sia ampio il fronte favorevole a un rialzo a settembre. Dopo occupazione debole e inflazione più moderata, i mercati attribuiscono solo il 27% di probabilità a una stretta il mese prossimo. Saranno rilevanti anche PMI di agosto, produzione industriale, mercato immobiliare e richieste di sussidio.

In Europa, arriveranno i PMI preliminari di Francia, Germania ed Eurozona, con energia cara e tensioni geopolitiche che potrebbero frenare l’attività. Sono attesi anche l’inflazione finale dell’Eurozona e il PPI tedesco. Nel Regno Unito, lavoro e CPI saranno centrali per la BoE, mentre la Riksbank dovrebbe mantenere i tassi all’1,75%, pur lasciando aperta la porta a future strette.

In Asia-Pacifico, focus su PIL, commercio e inflazione giapponese, con i mercati che scontano quasi completamente un rialzo BoJ entro ottobre. In Australia, salari e occupazione saranno decisivi dopo la pausa della RBA al 4,35%. La Cina pubblicherà produzione industriale, vendite al dettaglio, investimenti e prezzi immobiliari, con segnali attesi ancora deboli. Canada, Indonesia, Thailandia, Singapore e Malaysia completeranno il quadro macroeconomico globale.

Stati Uniti: 

Inflation Was 3.4% in July, Down Slightly From the Previous Month - WSJ

In-Line Inflation Reading Buys the Fed More Time to Defend Its Forecast - WSJ

July Home Sales Fell After Higher Mortgage Rates Scared Off Buyers - WSJ

Inflation Reports Could Test Warsh’s Tough Talk - WSJ

Billions in Tariff Refunds Are Turbocharging Company Earnings - WSJ

Behind High Credit-Card Delinquencies: Stale, Charged-Off Loans - WSJ

US inflation eases to 3.4% in July as the Fed's September call stays on a knife edge | Euronews

Oil prices and US bond yields rise as Trump and Iran trade reparations demands | Euronews

The Jobless Boom Has Arrived - WSJ

Trump White House Says China Avoids Billions in Tariffs by Rerouting Goods - WSJ

Weak Retail-Sales Number Adds to Softening Economic Data - WSJ

Consumer Sentiment Has Dropped in August, per Michigan Survey

U.S. Producer-Price Index Unchanged in July

Trump imposes drone tariffs of up to 100% with a lower rate for the EU and UK | Euronews

Europa: 

U.K. Economy Continues Robust Performance in Second Quarter

Norway’s Central Bank Holds But Keeps Door Open to Hike

Inflation in Spain rises to 3.6% in July, the worst rate in over two years | Euronews

Europe's scorching summer could cost EU economies €180 billion | Euronews

Extreme heat strains Italy's 'cheese banks,' where Parmigiano backs farm loans | Euronews

Swiss Economy Grows at Fastest Rate Since 2021 - WSJ

Eurozone Swings to Trade Surplus in June

Resto del mondo: 

Mexico Pushes for Lower Auto Tariffs in Trade Talks - WSJ

RBA Governor’s Hawkish Tone Could Be a Slow Burn for Markets - WSJ

Reserve Bank of Australia Holds Rates Steady but Remains Worried About Inflation - WSJ

IEA and OPEC split on global oil demand estimates as Strait of Hormuz closure drags | Euronews

Canada Manufacturing Sales Rise for Fifth Straight Month in June

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La rubrica settimanale a cura di Viktor Todorov che analizza le principali notizie economiche e l’andamento dei mercati finanziari.

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