La Settimana Economica | n. 36/2026

Settimana EconomicaEconomia

di Viktorio Todorov,

La prima settimana di settembre si chiude con inflazione, rendimenti obbligazionari e politica monetaria ancora al centro dello scenario globale. Negli Stati Uniti il mercato del lavoro sorprende al rialzo e rafforza le attese di una Fed più restrittiva, mentre in Europa energia e commercio restano le principali fonti di rischio. In Asia, diverse banche centrali si preparano a mantenere o rafforzare la stretta monetaria, mentre AI e semiconduttori continuano a sostenere il commercio regionale.

 

 

Negli Stati Uniti, ad agosto sono stati creati 162.000 posti di lavoro, molto sopra le attese, con disoccupazione stabile al 4,1%. Il dato aumenta la probabilità di un rialzo Fed a settembre fino a circa il 60-61% e spinge il Treasury decennale intorno al 4,8%. Restano però fragilità: i salari crescono meno dell’inflazione, il mercato del lavoro presenta una bassa mobilità e il deficit commerciale sale a 88,6 miliardi di dollari. I servizi restano solidi, con l’ISM a 55,4, ma la componente prezzi sopra 70 conferma pressioni inflazionistiche ancora elevate. 

In Europa, carburanti e costi energetici continuano a pesare: benzina e diesel restano vicini ai massimi storici, sostenuti da scarsa capacità di raffinazione e basse scorte. L’Eurozona mostra consumi deboli, con vendite al dettaglio in calo dello 0,6%, mentre la Germania offre segnali migliori sul fronte industriale, anche se Volkswagen prepara fino a 100.000 tagli. Sul commercio, Bruxelles aumenta la pressione sulla Cina, entra in tensione con il Brasile sulle importazioni alimentari e apre a rapporti più stretti con il Canada, mentre resta prudente sull’allineamento alle nuove sanzioni USA contro l’Iran. 

Nel resto del mondo, il Giappone si avvicina a una nuova stretta della BoJ, con il decennale al 3% e lo yen più forte. Il Canada perde 41.700 posti di lavoro mentre aumenta lo scontro commerciale con Washington. In Asia, la Corea del Sud beneficia del boom dell’AI, con export di semiconduttori a livelli record. Intanto la Nuova Zelanda alza i tassi al 2,75%, mentre la Malaysia li mantiene invariati ma con un tono più restrittivo. Sullo sfondo restano rischi geopolitici, sanzioni e materie prime, con El Niño che potrebbe aggiungere nuove pressioni sui prezzi agricoli. 

 

INDICATORI MACROECONOMICI 

 

Inflazione: 

Italia: +3,2%, dal precedente +2,7% ⬆

Eurozona: +2,8% dal precedente +3,2%. ⬇

Inghilterra: +2,8% dal precedente +3,3% ⬇

Stati Uniti: +3,4% dal precedente +4,3% ⬇

Disoccupazione: 

Italia: +5,1% dal precedente +5,2% ⬇

Eurozona: +6,2% dal precedente +6,2%

Inghilterra: +5% dal precedente +5% 

Stati Uniti: +4,1% dal precedente +4,2% ⬇

Tassi d'interesse: 

Eurozona: 2,25%

Stati Uniti: 3,75-3,5%

Inghilterra: 3,75%

PIL: Q1 2026: 

Italia: +0,5%

Eurozona: 0,4%

Inghilterra: -0,1%

Stati Uniti: +1,5% 

MERCATI FINANZIARI

 

EUR/USD: 1,1613, +0,30% questa settimana, –1,07% da inizio anno

DXY: 99,17, –0,49% questa settimana, +0,86% da inizio anno 

S&P500: 7.718,61, +0,09% questa settimana, +12,22% da inizio anno

NASDAQ: 26.506,98, +0,40% questa settimana, +12,88% da inizio anno

FTSE MIB: 52.245,17, –0,70% questa settimana, +16,10% da inizio anno

STOXX 600: 649,88, –0,81% questa settimana, +9,74% da inizio anno 

DAX: 26.046,40, –1,97% questa settimana, +6,35% da inizio anno 

CAC 40: 8.278,77, –1,46% questa settimana, +1,59% da inizio anno 

IBEX 35: 20.050,70, +0,04% questa settimana, +15,85% da inizio anno

US10Y: 4,78%, +5,4 bps questa settimana, +59 bps da inizio anno

US02Y: 4,425%, +7,1 bps questa settimana, +95,5 bps da inizio anno 

US10Y – US02Y: 0,355%, –2,0 bps questa settimana, –35,5 bps da inizio anno

IT10Y: 4,182%, +7,0 bps questa settimana, +63,2 bps da inizio anno 

Spread BTP–Bund: 81,290 bps, –0,920 bps questa settimana, +20,78 bps da inizio anno

VIX: 14,52, +0,69% questa settimana, –2,22% da inizio anno

BTC/USD: $79.699,00, +2,57% questa settimana, –8,91% da inizio anno

 

STATI UNITI 

 

Rendimeni elevati aumentano i rischi per consumi e crescita

Il rialzo dei Treasury torna al centro dello scenario USA dopo i 162.000 nuovi posti di lavoro di agosto, molto sopra le attese. Il decennale sale al 4,802% e la probabilità di un rialzo Fed a settembre raggiunge il 61%. Con il PCE al 3,7% e i mutui trentennali già al 6,66%, tassi più alti rischiano di frenare immobiliare, credito al consumo, Wall Street e investimenti, compreso il boom legato all’AI.

Lavoro più forte ma mobilità ancora debole

Ad agosto l’economia USA crea 162.000 posti di lavoro, molto sopra i 53.000 attesi, mentre la disoccupazione resta stabile al 4,1%. Il dato riduce i timori di un forte rallentamento e aumenta la pressione sulla Fed, ma il mercato resta caratterizzato da una fase di “low hire, low fire”, con poche assunzioni e poche dimissioni. Quasi 2 milioni di americani cercano lavoro da almeno sei mesi. Inoltre, i salari crescono del 3,1% annuo, meno dell’inflazione al 3,4%, aumentando i rischi per i consumi nonostante la tenuta dell’occupazione.

Wall Street scende sulle attese di una Fed più restrittiva

Il forte dato sul lavoro USA spinge i mercati a prezzare maggiori probabilità di un rialzo Fed a settembre. Con 162.000 nuovi posti, la probabilità di una stretta sale al 60%. Il Dow perde circa 250 punti, mentre aumentano i rendimenti a breve. A rafforzare i timori inflazionistici contribuisce anche il diesel, salito al record di 5,85 dollari al gallone.

Deficit commerciale in forte aumento

A luglio, il deficit commerciale USA sale a 88,6 miliardi di dollari, da 71,2 miliardi a giugno. Le importazioni crescono del 2,8% a 399,3 miliardi, mentre le esportazioni scendono del 2,1% a 310,7 miliardi, penalizzate anche dal calo dell’export di greggio. Dazi, tensioni con il Canada e conflitti internazionali continuano ad aumentare la volatilità degli scambi.

Servizi ancora solidi ma prezzi elevati

L’attività dei servizi USA continua a espandersi, con l’indice ISM a 55,4 ad agosto, da 54,1 a luglio. I nuovi ordini accelerano a 60,9, segnalando domanda ancora robusta, mentre l’occupazione resta in contrazione per il secondo mese consecutivo. Preoccupa soprattutto la componente prezzi, sopra 70 per la quinta volta in sei mesi. Dazi e conflitto in Medio Oriente restano i principali rischi per le catene di approvvigionamento.

 

EUROPA 

 

Europa, carburanti ancora cari per i limiti della raffinazione

In Europa benzina e diesel restano vicini ai massimi storici nonostante il Brent sia intorno a 95 dollari al barile. Il problema non è più soltanto il costo del greggio, ma soprattutto la scarsa capacità di raffinazione, le basse scorte e le interruzioni dei flussi commerciali. La benzina media UE è a 1,95 €/litro, mentre il diesel raggiunge 2,04 €/litro. I margini di raffinazione sono ai massimi e l’offerta resta vulnerabile ai conflitti in Medio Oriente e agli attacchi alle raffinerie russe. Prezzi elevati del diesel possono inoltre alimentare l’inflazione attraverso trasporti, agricoltura e costruzioni.

UE-Iran, Bruxelles sostiene la pressione USA ma non aderisce formalmente

Washington sostiene che l’Unione Europea abbia aderito all’operazione USA “Economic Outcast” contro l’Iran, ma Bruxelles ha finora solo espresso sostegno politico. L’UE non ha annunciato nuove sanzioni né allineato il proprio regime a quello americano. L’operazione USA punta a isolare Teheran da finanza, tecnologia, oro, aviazione e shipping attraverso anche sanzioni secondarie. Un’adesione formale europea richiederebbe invece nuove misure e l’unanimità degli Stati membri.

UE-Canada, Bruxelles esclude la mediazione ma apre a legami più stretti

La Commissione Europea esclude di poter mediare nella disputa commerciale tra USA e Canada, dopo il fallimento dei negoziati e l’annuncio di nuovi dazi reciproci. Maroš Šefčovič ritiene però inevitabile un futuro tentativo di ricomporre i rapporti tra Washington e Ottawa. Intanto Bruxelles si dice pronta ad approfondire la cooperazione con il Canada, anche su digitale e materie prime critiche. Il commercio UE-Canada è già cresciuto del 75% dall’accordo CETA.

UE-Cina, Bruxelles fissa ottobre come scadenza

L’UE chiede alla Cina risultati concreti entro ottobre per ridurre gli squilibri commerciali, con un deficit europeo verso Pechino vicino a 360 miliardi di euro. Il commissario Maroš Šefčovič avverte che, senza progressi, Bruxelles potrebbe adottare misure più dure e nuovi strumenti difensivi. I negoziati puntano soprattutto a migliorare l’accesso delle imprese europee al mercato cinese nei settori di auto, dispositivi medici e agroalimentare.

UE-Brasile, stop alla carne e rischio ritorsioni

La Commissione Europea sospende le importazioni brasiliane di manzo, pollame, uova e miele per dubbi sul rispetto delle norme UE sull’uso di antibiotici. Brasília respinge le accuse, sostiene di aver fornito garanzie sufficienti e minaccia contromisure se il divieto resterà in vigore. Bruxelles difende invece l’approccio come non discriminatorio. La disputa aumenta le tensioni attorno all’accordo UE-Mercosur, già contestato dagli agricoltori europei per gli standard sanitari e produttivi.

Eurozona, consumi deboli ma industria tedesca ancora in ripresa

Le vendite al dettaglio dell’Eurozona calano dello 0,6% a luglio, contro attese per un +0,3%, segnalando un avvio debole del terzo trimestre. In Germania il calo raggiunge il 3,4%. Sul fronte industriale, però, gli ordini manifatturieri tedeschi salgono del 2,5%, terzo aumento consecutivo, e risultano superiori del 13,1% su base annua. Restano rischi da energia, automotive e stretta BCE, ma export e stimolo fiscale continuano a sostenere la crescita.

Regno Unito, Pill spinge per un rialzo dei tassi

Huw Pill, capo economista della Bank of England, sostiene un rialzo dei tassi per evitare che l’inflazione resti sopra il target troppo a lungo. A luglio il CPI era al 2,9%, ma i rincari energetici potrebbero riaccendere le pressioni nei prossimi mesi. Pill teme soprattutto effetti di secondo impatto sui salari nel 2027. I mercati si aspettano comunque che la BoE lasci il tasso fermo al 3,75% nella prossima riunione.

Germania, industria in ripresa ma restano forti rischi

La Germania mostra segnali di miglioramento: gli ordini manifatturieri crescono del 2,5% a luglio e del 13,1% annuo, mentre l’Ifo alza la stima di crescita 2026 all’1,4%, sostenuta da export e investimenti pubblici. Restano però fragilità importanti. L’auto perde ordini e Volkswagen prepara 100.000 tagli complessivi, mentre energia cara, concorrenza cinese e bassi livelli dei fiumi pesano sull’industria. L’inflazione sale al 2,9% ad agosto, ancora sotto le attese, ma resta un fattore di pressione sulla BCE e sulla ripresa.

Spagna, agosto pesa sull’occupazione

La Spagna perde 162.840 posti di lavoro ad agosto, mentre i disoccupati aumentano di 44.419, soprattutto per la fine della stagione turistica e il calo dell’occupazione nell’istruzione. Nonostante il peggioramento mensile, il mercato del lavoro resta solido: su base annua sono stati creati circa 680.000 posti e i disoccupati totali scendono a 2,36 milioni, minimo per agosto dal 2007.

Paesi Bassi, più oro a Londra per affrontare le crisi

La banca centrale olandese ha trasferito 78 tonnellate d’oro, per circa 11 miliardi di dollari, da New York a Londra. La scelta punta a rafforzare la capacità di risposta in caso di crisi geopolitiche, perché il mercato londinese rende il metallo più facilmente negoziabile. Ora quasi un terzo delle riserve olandesi è custodito a Londra. La mossa riflette una tendenza più ampia: le banche centrali stanno tornando ad accumulare e diversificare l’oro come protezione contro sanzioni e instabilità finanziaria.

Svizzera, inflazione in rialzo ma ancora sotto controllo

L’inflazione svizzera sale allo 0,8% ad agosto, dallo 0,4% di luglio, massimo dal 2024. A spingere i prezzi sono soprattutto energia, carburanti, riscaldamento e affitti, mentre aumentano anche i costi dei beni importati. Nonostante il rialzo, l’inflazione resta nella fascia obiettivo della SNB tra 0% e 2%. La banca centrale dovrebbe mantenere i tassi invariati a settembre, mentre il PIL del secondo trimestre cresce dell’1,5%.

 

RESTO DEL MONDO

 

Giappone, yen più forte e BoJ verso una nuova stretta

In Giappone cresce l’attesa per una nuova stretta monetaria. Il rendimento del JGB decennale ha toccato il 3%, massimo dal 1996, mentre i mercati prezzano con elevata probabilità un rialzo BoJ di 25 punti base a settembre. Lo yen si è rafforzato fino a circa 156,3 per dollaro, sostenuto dalle aspettative di tassi più alti e dai timori di intervento valutario. Inflazione, pressione USA e minore convenienza del carry trade continuano a sostenere la valuta.

Canada-USA, scontro commerciale pesa su sovranità e lavoro

Il confronto tra Canada e Stati Uniti si estende oltre i dazi e diventa anche una questione di sovranità economica. Mark Carney chiede accordi commerciali stabili e credibili, mentre Ottawa teme nuove tariffe USA fino al 50% su auto e componenti. Intanto il mercato del lavoro canadese rallenta: ad agosto vengono persi 41.700 posti, con disoccupazione stabile al 6,4% e salari in crescita solo del 2%, sotto l’inflazione al 3%. Le tensioni con Washington rischiano quindi di frenare investimenti, assunzioni e fiducia.

Cina, tensioni commerciali in Europa ma maggiore presenza in Egitto

La Cina si muove su due fronti opposti. Con la Francia cresce lo scontro sulla legge contro l’ultra fast fashion, giudicata discriminatoria verso Shein, Temu e AliExpress, con Pechino che minaccia contromisure. Parallelamente, Xi Jinping rafforza i rapporti con l’Egitto, dove gli scambi hanno raggiunto 11,3 miliardi di dollari nel primo semestre 2026. Pechino amplia così la propria influenza attraverso investimenti in AI, manifattura, energia e trasporti, affiancati da una crescente cooperazione militare.

Russia, inflazione ancora sotto pressione

La Russia aumenta le tariffe delle utenze del 15% in media da ottobre, dopo un primo rincaro a gennaio. La banca centrale avverte che la misura spingerà ulteriormente l’inflazione, prevista al 6-7% nel 2026, sopra il target del 4%. Guerra, sanzioni, infrastrutture obsolete e carenza di manodopera continuano a sostenere i costi, mentre tassi al 21%frenano investimenti e consumi.

Venezuela, cresce il controllo USA sul settore petrolifero

Gli Stati Uniti rafforzano nettamente la propria presenza nel petrolio venezuelano. Chevron investirà 7 miliardi di dollari per sviluppare due nuovi giacimenti e portare la produzione a circa 600.000 barili al giorno. Parallelamente, l’accordo con NABEP assegna diritti per 100 anni su 17 campi con 65 miliardi di barili di riserve. Washington ottiene una quota del 35%, diritti d’acquisto sul 20% della produzione e poteri di veto, aumentando fortemente la propria influenza energetica.

Maldive, nuovo canale per aggirare le sanzioni alla Russia

Le Maldive stanno emergendo come rotta alternativa per l’elusione delle sanzioni contro Mosca. Attraverso l’aeroporto di Malé transitano centinaia di milioni di dollari in ricambi aeronautici, componenti elettronici e beni dual use. Voli Aeroflot trasferiscono poi le merci verso la Russia, dove alcune finiscono a società sanzionate come S7 Airlines. Il fenomeno resta inferiore ai principali canali, ma mostra quanto sia estesa la rete russa per aggirare le restrizioni occidentali.

Corea del Sud, export trainato dal boom dei chip

Le esportazioni sudcoreane crescono del 68,7% annuo ad agosto, sostenute dalla domanda globale legata all’AI. I semiconduttori triplicano a 46,65 miliardi di dollari, nuovo record, mentre il surplus commerciale sale a 34,75 miliardi. Samsung e SK Hynix beneficiano della forte domanda di memorie avanzate. La crescita resta però squilibrata: computer e smartphone accelerano, mentre auto e navi registrano forti cali.

El Niño, aumentano i rischi per materie prime e inflazione

L’El Niño in corso potrebbe essere il più intenso degli ultimi 70 anni e dovrebbe persistere almeno fino a febbraio 2027. Caldo estremo e piogge irregolari minacciano soprattutto i raccolti di mais, zucchero e grano. I prezzi stanno già reagendo: il mais è salito di circa il 33% dai minimi di giugno e lo zucchero del 23%. Un peggioramento dei raccolti potrebbe quindi aumentare ulteriormente le pressioni inflazionistiche globali.

Nuova Zelanda, tassi al 2,75% contro l’inflazione

La Reserve Bank of New Zealand alza i tassi di 25 punti base al 2,75%, come previsto. La banca centrale teme che l’inflazione elevata, soprattutto legata a energia e prodotti petrolchimici, possa diventare più persistente. Nonostante una ripresa economica irregolare e la disoccupazione ai massimi da oltre dieci anni, la RBNZ segnala che potrebbero essere necessari ulteriori rialzi per contenere le pressioni sui prezzi.

Malaysia, tassi fermi ma cresce il rischio di rialzo

La Bank Negara Malaysia lascia i tassi invariati al 2,75%, sostenuta da crescita solida e inflazione contenuta. L’economia è cresciuta del 5,7% nel primo semestre, mentre l’inflazione resta vicina al 2%. Il tono della banca centrale appare però più restrittivo, con rischi legati a materie prime e Medio Oriente. ANZ e Barclays prevedono un possibile rialzo al 3% già a novembre.

 

PROSPETTIVE 

 

La settimana si apre con i mercati ancora concentrati su inflazione, banche centrali e rendimenti obbligazionari. Il rialzo dei tassi globali riflette timori su debito pubblico, prezzi energetici e politica monetaria, mentre le tensioni geopolitiche continuano a condizionare commercio e investimenti. Sullo sfondo, Asia ed economie emergenti cercano di rafforzare cooperazione finanziaria e integrazione regionale.

Negli Stati Uniti, dopo i forti dati sul lavoro di agosto, l’attenzione si sposta su PPI e CPI. I mercati attribuiscono circa il 59% di probabilità a un rialzo Fed di 25 punti base già a settembre. Il Treasury decennale resta vicino al 4,8%, dopo una settimana volatile segnata prima dai timori di stretta e poi dai commenti più prudenti di Waller e Williams. Debito federale oltre 40.000 miliardi di dollari, inflazione persistente e petrolio caro mantengono però elevata la pressione sui rendimenti.

In Eurozona, la BCE dovrebbe aumentare i tassi di 25 punti base, con energia e inflazione ancora centrali. Nuovi rincari del gas potrebbero rafforzare il tono restrittivo, mentre i mercati seguiranno PIL, occupazione, commercio e produzione industriale. Nel Regno Unito restano sotto osservazione i conti pubblici dopo il recente rialzo dei gilt.

In Asia, la Bank of Japan appare vicina a una nuova stretta, mentre in Cina export e import dovrebbero restare forti, con un surplus commerciale tra 107 e 119 miliardi di dollari. Sul fronte geopolitico, il vertice BRICS e la crescente cooperazione nella SCO, dove il commercio tra membri sfiora 1.000 miliardi di dollari, confermano il tentativo delle economie emergenti di rafforzare integrazione commerciale, finanziaria e tecnologica.

Stati Uniti: 

Why We’ll Have to Get Used to ‘Meh’ Job Reports | Markets A.M. for Sept. 3 - WSJ

What Does a Bond Selloff Mean for American Consumers? - WSJ

U.S. Trade Deficit Widened in July - WSJ

U.S. Services-Sector Activity Expanded Again in August

American Workers Have Slammed the Brakes on Switching Jobs - WSJ

U.S. Adds a Whopping 162,000 Jobs in a Bright Spot for the Economy - WSJ

Treasury Yields, Fed Rate-Hike Bets Rise After Strong U.S. Jobs Data

U.S. Stocks Slip, Short-Term Treasury Yields Climb After Strong Jobs Report - WSJ

Europa: 

BOE’s Chief Economist Sees Need for Rate Rise as War’s Course Remains Uncertain - WSJ

Soft Retail Sales Reveal Cracks in Eurozone Resilience to Energy Shock

Netherlands Moves Gold From New York to London, Citing Geopolitical Unrest - WSJ

Germany’s Ifo Institute Revises Up Growth Estimates

Swiss Inflation Jumps on Higher Energy Prices

US claims EU joined new Iran sanctions push, yet Brussels only endorsed them | Euronews

EU suspension of Brazilian meat comes into force, despite ongoing talks with Brasília | Euronews

Volkswagen to cut 100,000 jobs in biggest ever industry shake-up | Euronews

Brussels will not mediate between US and Canada, EU trade chief says | Euronews

Spain sheds almost 163,000 jobs in August as unemployment climbs | Euronews

China must deliver concrete results by October or face ‘harsher measures’, EU trade chief tells Euronews

German inflation rises to 2.9% in August, coming in below expectations | Euronews

Why are petrol and diesel so expensive despite crude oil not reaching record highs? | Euronews

Soft Retail Sales Reveal Cracks in Eurozone Resilience to Energy Shock

No need to audit our meat, says Brazil's EU ambassador as trade dispute escalates | Euronews

Resto del mondo: 

Japan's 10-year yield hits 3%, a first since 1996 as rate hikes dominate the G20 | Euronews

Canada Doesn’t Want to Be the Next Venezuela - WSJ

Reserve Bank of New Zealand Delivers Further Rate Increase

El Nino Is Yet to Peak, Bringing Heat and Agricultural Damage in Tow, UN Says - WSJ

The Island Paradise That Is a Secret Hub for Russian Sanctions Evasion - WSJ

The Morning Risk Report: The Island Paradise That Is a Secret Hub for Russian Sanctions Evasion - WSJ

South Korea’s Exports Extend Chip-Led Growth in August

U.S. Failed to Give Assurances on Tariff Levels, Canada’s Carney Says

Malaysia Central Bank Holds Rates as Growth Stays Firm - WSJ

Japanese Yen Strengthens Amid Intervention Chatter - WSJ

China demands France scrap fast fashion law targeting Shein and Temu | Euronews

From infrastructure to military drills, China deepens footprint in Egypt as Xi visits Cairo | Euronews

Sharp rise in utility bills pushes Russia's inflation further off target | Euronews

Chevron unveils $7 billion Venezuela deal as US claims a fifth of the country's oil | Euronews

Trump vows US will take 'all' of Venezuela's oil as deal details emerge | Euronews

Canadian Employment Retreats in August, Though Jobless Rate Holds Steady - WSJ

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La Settimana Economica

La rubrica settimanale a cura di Viktor Todorov che analizza le principali notizie economiche e l’andamento dei mercati finanziari.