Negli Stati Uniti, la Federal Reserve ha alzato i tassi di 25 punti base al 3,75-4%, primo rialzo dal 2023, con inflazione PCE al 3,7% e CPI al 3,4%. Il dot plot segnala inoltre che 12 membri su 18 prevedono un altro aumento entro fine anno. L’economia resta resiliente, con disoccupazione al 4,1% e consumi ancora solidi, ma emergono segnali di rallentamento: il Leading Economic Index cala dello 0,1%, i mutui trentennali sono vicini al 7% e il Treasury decennale ha superato il 5%. Energia cara e costi finanziari elevati continuano quindi a comprimere il potere d’acquisto di famiglie e imprese.
In Europa, il principale rischio resta quello energetico. Benzina e diesel hanno raggiunto nuovi record nell’UE, mentre il Brent sopra 100 dollari alimenta le pressioni inflazionistiche. L’Eurozona mostra però un quadro misto: la produzione industriale cala dello 0,1%, penalizzata soprattutto da Germania e Francia, mentre il surplus commerciale sale a 5 miliardi di euro grazie alla crescita delle esportazioni. Nel Regno Unito l’inflazione raggiunge il 3,1%, ma la BoE mantiene i tassi al 3,75%, con un mercato del lavoro in progressivo indebolimento. Intanto Bruxelles discute una possibile tassa sugli extraprofitti energetici e cerca di mobilitare parte degli oltre 6.300 miliardi di euro fermi nei depositi verso innovazione, AI, energia e difesa.
Nel resto del mondo, il Brent ha superato 108 dollari dopo nuove tensioni nello Stretto di Hormuz e problemi alle infrastrutture saudite. In Cina i consumi restano deboli, con vendite al dettaglio in crescita di appena 0,4%, mentre la produzione industriale accelera al 5,2%. Cresce però l’attenzione sul prossimo vertice Trump-Xi, centrato su dazi, terre rare e acquisti cinesi. In Giappone, la BoJ ha portato i tassi all’1,25%, massimo dal 1995, aumentando il rischio di un graduale rientro dei capitali investiti all’estero.
INDICATORI MACROECONOMICI
Inflazione:
Italia: +3,2%, dal precedente +2,7% ⬆
Eurozona: +3,3%, dal precedente +2,8% ⬆
Inghilterra: +2,8%, dal precedente +3,3% ⬇
Stati Uniti: +3,4%, invariata
Disoccupazione:
Italia: 5,1%, dal precedente 5,2% ⬇
Eurozona: 6,2%, invariata
Inghilterra: 5,0%, invariata
Stati Uniti: 4,1%, dal precedente 4,2% ⬇
Tassi d’interesse:
Eurozona: 2,50%
Stati Uniti: 3,50%-3,75%
Inghilterra: 3,75%
PIL:
Italia, Q1 2026: +0,5%
Eurozona, Q2 2026: +0,6%
Inghilterra: +0,4% a luglio
Stati Uniti: crescita recente intorno al +2,1%
MERCATI FINANZIARI
EUR/USD: 1,14884, –0,94% questa settimana, –2,13% da inizio anno
DXY: 100,22, +1,12% questa settimana, +1,93% da inizio anno
S&P500: 7.650,51, –0,08% questa settimana, +11,23% da inizio anno
NASDAQ: 26.522,56, +0,72% questa settimana, +12,95% da inizio anno
FTSE MIB: 51.545,25, –1,84% questa settimana, +14,54% da inizio anno
STOXX 600: 635,46, –0,57% questa settimana, +7,31% da inizio anno
DAX: 25.304,06, –1,03% questa settimana, +3,32% da inizio anno
CAC 40: 8.065,02, –1,56% questa settimana, –1,03% da inizio anno
IBEX 35: 19.513,80, –1,64% questa settimana, +12,74% da inizio anno
US10Y: 4,996%, +2,2 bps questa settimana, +80,6 bps da inizio anno
US02Y: 4,681%, +3,9 bps questa settimana, +121,1 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,315%, –1,7 bps questa settimana, –39,5 bps da inizio anno
IT10Y: 4,438%, +8,8 bps questa settimana, +88,8 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 91,63 bps, +6,63 bps questa settimana, +31,13 bps da inizio anno
VIX: 14,82, –6,50% questa settimana, –0,20% da inizio anno
BTC/USD: $80.947,00, +5,41% questa settimana, –7,45% da inizio anno
STATI UNITI
Fed, stretta monetaria e pressioni sull’indipendenza
La Federal Reserve ha alzato i tassi di 25 punti base al 3,75-4%, primo rialzo dal 2023, con voto unanime. L’inflazione resta il principale problema: il PCE è al 3,7%, il CPI al 3,4% e Jeff Schmid sottolinea che le pressioni riguardano un ampio insieme di beni e servizi, non solo l’energia. Il dot plot indica inoltre che 12 membri su 18 prevedono un altro rialzo entro fine anno. Le aspettative di una Fed più restrittiva hanno spinto il Treasury decennale verso il 5%. Sullo sfondo restano le tensioni con la Casa Bianca, favorevole a tassi più bassi, mentre un recente blackout del sistema di vigilanza ha riacceso il dibattito sui tagli al personale regolamentare.
Imprese divise su come reagire all’inflazione
Le imprese americane faticano a capire se energia cara e tensioni commerciali siano temporanee o strutturali. Alcune stanno trasferendo i maggiori costi sui clienti, con aumenti anche superiori al 10%, mentre altre mantengono i prezzi bassi per difendere le vendite. Il diesel sopra 6 dollari al gallone aumenta le pressioni, mentre la Fed resta orientata verso una stretta monetaria.
Redditi ai massimi ma cresce il divario
Il reddito familiare mediano USA sale a 87.460 dollari nel 2025, +2,6% reale, superando i livelli pre-pandemia. I guadagni si concentrano però soprattutto tra le famiglie più ricche. Migliora il divario salariale di genere, con le donne all’83,9% dei guadagni maschili. La povertà ufficiale scende al 10,2%, mentre quella più ampia resta al 13,1%.
Economia resiliente ma segnali di rallentamento
L’economia americana resta solida, con disoccupazione al 4,1% e consumi ancora robusti, ma il costo della vita continua a pesare. L’inflazione è al 3,4%, i mutui trentennali sono saliti al 6,95% e il Treasury decennale ha superato il 5%, mentre i salari da cinque mesi crescono meno dei prezzi. Intanto, il Leading Economic Index scende dello 0,1%, segnalando un possibile rallentamento della crescita verso 1,9% nel 2026.
Mutui vicini al 7% frenano ancora il mercato immobiliare
I mutui trentennali USA tornano vicino al 7%, seguendo il rialzo dei Treasury. Le vendite di case esistenti sono scese del 2% ad agosto e le previsioni per il 2026 sono state ridimensionate. Prezzi elevati, salari poco dinamici e maggiore incertezza economica scoraggiano gli acquirenti, mentre anche i costruttori affrontano costi finanziari più alti.
New York, manifattura ancora in crescita ma rallenta
L’indice manifatturiero Empire State scende a 7,6 a settembre, da 20,6 ad agosto, restando però in territorio espansivo. Gli ordini crescono leggermente e l’occupazione resta solida, mentre aumentano ore lavorate e pressioni sui prezzi. Peggiorano invece spedizioni e tempi di consegna.
Trump annuncia lo stop ai dazi sul whiskey irlandese
Trump annuncia l’intenzione di eliminare il dazio del 10% sul whiskey irlandese, dopo le richieste del premier Micheál Martin e di esponenti del settore. Gli USA sono il principale mercato di esportazione, con circa 5,5 milioni di casse vendute nel 2024.
EUROPA
UE, carburanti ai massimi storici
I prezzi di benzina e diesel nell’UE hanno raggiunto nuovi record: in media 2,06 €/l per la benzina e 2,16 €/l per il diesel. Dall’inizio del 2026 gli aumenti sono rispettivamente del 29% e 40%. Pesano petrolio caro, tensioni in Medio Oriente e maggiori margini di raffinazione. Secondo esperti BCE, i margini sul diesel potrebbero toccare il picco solo in ottobre, mantenendo elevate le pressioni inflazionistiche.
UE-Canada, nasce un nuovo status di “membro associato”
Ursula von der Leyen ha invitato il Canada a diventare il primo “membro associato” dell’UE, uno status completamente nuovo i cui dettagli restano da definire. Bruxelles e Ottawa puntano inoltre a un’“Alliance for the Future” su tecnologia, difesa, energia, materie prime critiche e IA. Sono già in discussione una maggiore partecipazione canadese a programmi europei come Erasmus+ e Horizon Europe e il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali.
Europa, welfare e sanità dominano la spesa pubblica
La protezione sociale rappresenta circa il 40% della spesa pubblica europea, mentre la sanità assorbe un ulteriore 15%: insieme concentrano quindi oltre la metà delle risorse. Seguono servizi pubblici generali, sostegno all’economia e istruzione. Molto più contenuta la quota destinata alla difesa, intorno al 3,5%. Il quadro evidenzia come i bilanci europei restino fortemente orientati verso welfare e servizi sociali, anche mentre cresce la pressione per aumentare gli investimenti nella sicurezza.
Europa, troppi risparmi restano fermi mentre l’AI corre negli USA
L’Europa dispone di enormi risorse finanziarie, ma fatica a trasformarle in investimenti produttivi. Circa 6.300 miliardi di euro restano nei depositi bancari, spesso con rendimenti inferiori all’inflazione, mentre le famiglie dell’Eurozona hanno circa 440 miliardi investiti nella tecnologia USA. Il risultato è un doppio svantaggio: perdita di potere d’acquisto e meno capitale per innovazione europea. Bruxelles punta quindi a mobilitare maggiormente il risparmio verso imprese, AI, energia e difesa.
USA-UE, nuove tensioni sulla preferenza europea
Washington minaccia ritorsioni commerciali se l’UE manterrà nel nuovo bilancio norme che favoriscono prodotti “Made in Europe”. Il nodo riguarda soprattutto il fondo da 402 miliardi di euro per competitività e difesa. Gli USA chiedono regole più aperte alle imprese americane.
Mercati europei in rialzo in attesa della Fed
Le Borse europee recuperano terreno grazie al calo del petrolio e alla stabilizzazione dei rendimenti: Euro STOXX 50 +0,5%, con tecnologia, energia e banche in evidenza. L’attenzione resta sulla Fed, che alla vigilia della decisione era attesa a un rialzo di 25 punti base, con probabilità superiore al 90%, nonostante Trump preferisse tassi più bassi. Brent ancora sopra 107 dollari e Treasury decennale vicino al 5% mantenevano alta la cautela.
UE-Filippine, accordo commerciale verso la fase finale
Il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič visiterà Manila per finalizzare l’accordo UE-Filippine dopo sei round negoziali. Restano da risolvere soprattutto questioni legate agli appalti pubblici. L’intesa punta a ridurre le barriere commerciali, migliorare l’accesso ai mercati e rafforzare la strategia europea di diversificazione verso l’Asia-Pacifico.
UE, nuova piattaforma digitale per lavoratori e professionisti
La Commissione europea propone il European Social Security Pass, una piattaforma digitale per semplificare il riconoscimento di documenti lavorativi, contributi previdenziali, assicurazione sanitaria e qualifiche professionali tra Paesi UE. L’obiettivo è ridurre burocrazia e ritardi per i lavoratori mobili e facilitare le assunzioni transfrontaliere. Bruxelles stima benefici fino a 6 miliardi di euro entro il 2040, oltre a risparmi per imprese, sanità e amministrazioni pubbliche.
UE, allo studio una tassa sugli extraprofitti energetici
I ministri finanziari europei discutono una possibile tassa sugli extraprofitti delle società energetiche per attenuare l’impatto dei rincari. Il Brent sopra 100 dollari continua infatti ad alimentare l’inflazione. Germania e Spagna sostengono l’ipotesi, mentre la Francia mantiene una posizione più prudente. La Commissione è pronta a coordinare eventuali misure nazionali.
Eurozona, industria debole ma commercio in miglioramento
L’industria dell’Eurozona resta fragile: la produzione cala dello 0,1% a luglio, con flessioni più marcate in Germania (-1,5%) e Francia (-0,4%). Pesano energia cara, logistica e rialzi della BCE, mentre l’inflazione è al 3,3%. Sul fronte estero, però, il quadro migliora: il surplus commerciale sale a 5 miliardi di euro, con esportazioni +1,2% e vendite verso gli USA in aumento del 10,7%.
Regno Unito, inflazione in rialzo ma BoE ancora prudente
L’inflazione britannica sale al 3,1% ad agosto, dal 2,9%, spinta soprattutto da energia, carburanti e trasporti, mentre la core resta al 2,6%. Il mercato del lavoro continua però a indebolirsi, con disoccupazione al 4,9%, occupazione e posti vacanti in calo e salari al +3,5%. La BoE mantiene quindi i tassi al 3,75%, pur lasciando aperta la possibilità di nuovi rialzi se le pressioni energetiche dovessero persistere.
Grecia, oggi si finanzia a costi inferiori alla Francia
Il rendimento del decennale greco è circa 4,28%, sotto il 4,50% francese. Atene beneficia di debito in calo, avanzo di bilancio, lunga durata media e costi di servizio contenuti. La Francia presenta invece deficit elevati, maggiore emissione di titoli e debito in crescita. Il sorpasso riflette quindi la diversa traiettoria fiscale più che il livello assoluto del debito.
Francia contro il piano UE per accelerare gli accordi commerciali
La Commissione europea vuole accelerare la ratifica degli accordi commerciali utilizzando inizialmente solo la versione inglese, rinviando le traduzioni nelle 24 lingue ufficiali. La Francia si oppone, sostenendo che la misura sollevi problemi di trasparenza, comprensione e tutela del multilinguismo. Bruxelles ritiene invece necessario ridurre i tempi, oggi potenzialmente superiori a due anni.
RESTO DEL MONDO
Petrolio oltre 108 dollari, tornano i timori sull’offerta
Il Brent supera 108 dollari al barile e il WTI sale verso 103 dollari dopo un nuovo incidente nello Stretto di Hormuz e la chiusura temporanea dell’oleodotto saudita East-West. La perdita della principale rotta alternativa aumenta i timori sulle forniture. I flussi di greggio attraverso Hormuz sono scesi da circa 20 a 7 milioni di barili al giorno, mentre negli USA il diesel ha superato 6 dollari al gallone.
Cina, domanda interna debole mentre cresce la pressione commerciale
La Cina continua a mostrare un’economia a due velocità: le vendite al dettaglio crescono appena dello 0,4%, mentre la produzione industriale accelera al 5,2%. Pechino risponde con 360 miliardi di yuan a sostegno del sistema finanziario. Sul fronte esterno aumentano però le pressioni: il vertice Trump-Xi sarà centrato su dazi, terre rare e acquisti cinesi, mentre l’UE chiede maggiore accesso al mercato e un riequilibrio degli scambi.
BoJ, tassi all’1,25% e possibile rientro dei capitali
La Bank of Japan alza il tasso all’1,25%, massimo dal 1995, e segnala ulteriori rialzi. Rendimenti più elevati in Giappone potrebbero spingere parte dei 5.000 miliardi di dollari investiti all’estero a rientrare. Il rischio principale riguarda i Treasury USA: il Giappone ne detiene circa 1.100 miliardi, anche se gli analisti prevedono un rientro graduale.
Canada, Ottawa si presenta come rifugio per i capitali globali
Il Canada punta ad attrarre investimenti internazionali presentandosi come partner stabile e prevedibile in uno scenario globale incerto. Al summit di Toronto partecipano investitori che controllano oltre 120.000 miliardi di dollari canadesi. Ottawa valorizza soprattutto minerali critici, energia e affidabilità istituzionale, mentre cerca di ridurre la dipendenza dagli USA e rafforzare i rapporti con l’Europa.
USA-Messico, nuove regole sull’AI contro l’ingresso di componenti cinesi
Washington spinge il Messico ad accettare nuove regole di origine per server, chip e hardware AI, con l’obiettivo di ridurre i componenti provenienti dalla Cina. Il settore è diventato il principale export messicano verso gli USA, superando l’auto. Le misure potrebbero però aumentare costi e burocrazia e complicare la revisione dell’USMCA.
Azerbaigian, dagli impegni climatici agli investimenti
A due anni dalla COP29, l’Azerbaigian punta a trasformare gli impegni climatici in investimenti concreti. La Baku Climate Action Week 2026 riunisce istituzioni nazionali e organismi internazionali per accelerare cooperazione, tecnologie e finanziamenti legati alla transizione climatica.
PROSPETTIVE
La WTO avverte che la divisione del commercio mondiale in blocchi geopolitici o regionali potrebbe ridurre il PIL globale tra il 5,1% e il 6,9% entro il 2050, con perdite maggiori per i Paesi più poveri. Al contrario, una maggiore cooperazione e tariffe più basse potrebbero aumentare export e crescita. La riforma del sistema multilaterale diventa quindi sempre più urgente.
Parallelamente, la World Bank ha mobilitato 112 miliardi di dollari di capitale privato nell’ultimo anno fiscale, accanto a 123 miliardi di finanziamenti propri. Cinque anni fa il contributo privato era appena 24,4 miliardi. La strategia punta a coinvolgere fondi pensione, assicurazioni e asset manager, usando garanzie, cofinanziamenti e strumenti finanziari per ampliare l’impatto nei Paesi in via di sviluppo.
Sul fronte macroeconomico, la prossima settimana sarà dominata dai PMI preliminari di settembre negli Stati Uniti, nell’Eurozona e nel Regno Unito, fondamentali per valutare la tenuta dell’attività dopo i recenti rialzi dei tassi. Negli USA saranno monitorati anche richieste di sussidi, vendite di nuove case, beni durevoli e fiducia dei consumatori.
In Europa, l’attenzione sarà concentrata sui PMI di Germania, Francia ed Eurozona, sull’indice Ifo tedesco e sulla possibilità di ulteriori rialzi della BCE. La BoE, invece, ha mantenuto i tassi al 3,75%, pur lasciando aperta la porta a nuove strette.
In Asia, la Cina deciderà sui Loan Prime Rates, mentre i mercati valuteranno gli effetti del recente rialzo della BoJ all’1,25% e le prospettive per yen, domanda interna e credito.
Stati Uniti:
Are High Energy Prices Here to Stay? The Economy Has Answers. - WSJ
American Incomes Hit Record Last Year as Women Gained Ground - WSJ
The Stagnant Housing Market Is About to Face a 7% Mortgage - WSJ
Warsh’s Arrival Ended Trump’s War With the Fed. A Rate Hike Would Test the Truce.
Bond Yields Could Come Down as Fast as They’ve Climbed - WSJ
Trump Pledges to Rescind 10% Tariff on Irish Whiskey - WSJ
New York Manufacturing Activity Decelerated in September
Fed System Monitoring Banks Suffered Outage Last Month - WSJ
Fed raises rates for the first time since 2023 in unanimous vote defying Trump | Euronews
Weeks Before the Midterms, Almost Everything Is Getting More Expensive - WSJ
U.S. Leading Indicators Ticked Down in August - WSJ
Europa:
Eurozone Trade Surplus Widened in July
Eurozone Industrial Production Fell at Start of Third Quarter
U.K. Labor Market Remains Soft as BOE Rate Decision Looms
Eurozone Trade Surplus Widened in July
U.K. Inflation Rises Ahead of BOE Rate Call
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Why the Bank of England Didn’t Follow the Fed in Raising Interest Rates - WSJ
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Brussels seeks 'credible' outcome in EU-China talks after key negotiators’ call | Euronews
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Resto del mondo:
U.S. Pressures Mexico to Box Out China’s AI Hardware Exports - WSJ
Two years after COP29, Azerbaijan turns climate commitments into investment | Euronews
China's retail sales slow again as Beijing struggles to revive consumer spending | Euronews
Canada pitches itself as a haven for investors 'in a very uncertain world' | Euronews
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Bank of Japan Raises Rates, Making U.S. Less Alluring for Tokyo Investors - WSJ
What to expect from the Trump-Xi summit, from tariffs to a possible $30 billion deal | Euronews


