La Settimana Economica | n. 37/2026

Settimana EconomicaEconomia

di Viktorio Todorov,

La settimana si chiude con inflazione, energia e tassi nuovamente al centro dello scenario globale. Il petrolio sopra i 100 dollari e il gas europeo ai massimi dal 2023 aumentano i rischi sui prezzi proprio mentre le principali banche centrali tornano verso politiche più restrittive. Sullo sfondo restano tensioni commerciali, fragilità della domanda interna cinese e una crescente pressione sui mercati obbligazionari. 

 

Negli Stati Uniti, l’inflazione resta al 3,4%, ma il CPI core dello 0,3% mensile e il rincaro dell’energia hanno spinto fino all’89% le probabilità di un rialzo Fed. I Treasury continuano a risentirne, con il decennale vicino al 5% e condizioni di finanziamento più onerose per famiglie e imprese. L’economia e il mercato del lavoro restano relativamente solidi, ma la fiducia dei consumatori scende a 47,8, vicino ai minimi storici. 

In Europa, la BCE ha alzato il tasso sui depositi al 2,50% dopo un’inflazione dell’Eurozona salita al 3,3%. La crescita del blocco resta resiliente, con il PIL del secondo trimestre a +0,6%, ma energia cara e rendimenti più elevati aumentano i rischi. La Germania mostra segnali contrastanti tra export e industria, mentre la Francia riduce le previsioni di crescita. Il Regno Unito sorprende positivamente, con un +0,4% a luglio sostenuto soprattutto dai servizi e dall’AI. 

Nel resto del mondo, la Cina continua a essere trainata dall’export e dall’AI, mentre consumi e immobiliare restano deboli. Le tensioni USA-Canada aumentano con nuovi dazi e contro-dazi, lo yen si rafforza sulle attese di una BoJ più restrittiva e Iran, Russia e Qatar continuano a subire forti pressioni legate a guerra ed energia. 

INDICATORI MACROECONOMICI 

Inflazione:
Italia: +3,2%, dal precedente +2,7% ⬆
Eurozona: +3,3%, dal precedente +2,8% ⬆
Inghilterra: +2,8%, dal precedente +3,3% ⬇
Stati Uniti: +3,4%, invariata 

Disoccupazione:
Italia: 5,1%, dal precedente 5,2% ⬇
Eurozona: 6,2%, invariata
Inghilterra: 5,0%, invariata
Stati Uniti: 4,1%, dal precedente 4,2% ⬇ 

Tassi d’interesse:
Eurozona: 2,50% 
Stati Uniti: 3,50%-3,75%
Inghilterra: 3,75%

PIL:
Italia, Q1 2026: +0,5%
Eurozona, Q2 2026: +0,6%
Inghilterra: +0,4% a luglio
Stati Uniti: crescita recente intorno al +2,1%

MERCATI FINANZIARI

EUR/USD: 1,1594, –0,16% questa settimana, –1,23% da inizio anno 
DXY: 99,11, –0,06% questa settimana, +0,80% da inizio anno 

S&P500: 7.656,98, –0,80% questa settimana, +11,32% da inizio anno 
NASDAQ: 26.333,04, –0,66% questa settimana, +12,14% da inizio anno 
FTSE MIB: 52.512,03, +0,51% questa settimana, +16,69% da inizio anno 
STOXX 600: 639,10, –1,66% questa settimana, +7,92% da inizio anno 
DAX: 25.568,56, –1,83% questa settimana, +4,40% da inizio anno 
CAC 40: 8.192,90, –1,04% questa settimana, +0,54% da inizio anno 
IBEX 35: 19.838,50, –1,06% questa settimana, +14,62% da inizio anno 

US10Y: 4,974%, +19,4 bps questa settimana, +78,4 bps da inizio anno 
US02Y: 4,642%, +21,7 bps questa settimana, +117,2 bps da inizio anno 
US10Y – US02Y: 0,332%, –2,3 bps questa settimana, –37,8 bps da inizio anno
IT10Y: 4,35%, +16,8 bps questa settimana, +80,0 bps da inizio anno 
Spread BTP–Bund: 85,0 bps, +3,7 bps questa settimana, +24,5 bps da inizio anno 

VIX: 15,84, +9,09% questa settimana, +6,67% da inizio anno 
BTC/USD: $77.355,10, –2,94% questa settimana, –11,59% da inizio anno


 

STATI UNITI

Il “Trump dividend” da 5.000 dollari costerebbe oltre 1.000 miliardi

Trump promette un assegno da 5.000 dollari a ogni adulto americano se i Repubblicani manterranno il controllo del Congresso. Il piano potrebbe costare circa 1.200 miliardi di dollari, più dell’intero budget annuale del Pentagono, e richiederebbe l’approvazione del Congresso. Le modalità di finanziamento restano incerte: i proventi dei dazi sarebbero insufficienti. Economisti avvertono inoltre che una misura simile potrebbe ampliare il deficit federale e alimentare ulteriormente l’inflazione.  

Inflazione ed energia spingono la Fed verso un rialzo

Il quadro sull’inflazione USA si è progressivamente irrigidito. Dopo le iniziali attese per un CPI core dello 0,2% mensile, il dato effettivo è salito dello 0,3%, mentre l’inflazione annuale è rimasta al 3,4%. Questo ha fatto aumentare rapidamente le probabilità di un rialzo Fed da circa il 60% fino all’89%. A rafforzare le pressioni sono soprattutto i costi energetici: il Brent supera 104-105 dollari, il diesel ha raggiunto 6 dollari al gallone e le tensioni in Medio Oriente mantengono elevati i rischi sui prezzi. Intanto la fiducia dei consumatori scende a 47,8, vicino ai minimi storici. Il mercato si prepara quindi a una Fed più restrittiva già dalla prossima riunione.

Treasury verso il 5% tra inflazione, petrolio e buyback deludente

La pressione sul mercato obbligazionario USA continua ad aumentare. Il rendimento del Treasury decennale sale dal 4,85% al 4,94%, avvicinandosi alla soglia del 5%, mentre il trentennale raggiunge i massimi da 19 anni. A spingere i rendimenti sono inflazione persistente, petrolio sopra 100 dollari e aspettative di una Fed più restrittiva. I buyback del Tesoro, compreso quello annunciato da 6 miliardi, non riescono a stabilizzare il mercato. L’aumento dei rendimenti si trasferisce anche all’economia reale, con i mutui trentennali al 6,76% e condizioni di finanziamento più onerose per famiglie e imprese. Anche Wall Street ne risente, con S&P 500 e Dow in calo dello 0,6%.

Economia solida ma famiglie ancora sotto pressione

L’economia USA continua a mostrare segnali solidi, con 162.000 nuovi posti di lavoro, disoccupazione bassa e PIL in crescita del 2,1%. Eppure la fiducia dei consumatori resta debole. Il problema è che i prezzi sono ancora circa 28% sopra i livelli pre-pandemia e molti salari non hanno tenuto il passo: il 34% dei lavoratori ha perso potere d’acquisto tra 2020 e 2025. Mutui, case, carte di credito e prestiti auto più costosi aggravano ulteriormente la percezione negativa.

Migliorano le prospettive del mercato del lavoro

L’Employment Trends Index del Conference Board sale a 108,53 ad agosto, da 107,76 a luglio, segnando un miglioramento delle prospettive occupazionali. Diminuiscono il lavoro part-time involontario e la quota di consumatori che ritiene difficile trovare un impiego. Aumentano inoltre gli occupati nei servizi temporanei. Le richieste di sussidio restano il principale freno, ma indicano solo un modesto aumento dei licenziamenti.

Fiducia dei consumatori vicina ai minimi storici

La fiducia dei consumatori USA scende a 47,8 a settembre, contro 51,7 ad agosto e attese per 51,4. Pesano soprattutto carburanti più cari e tensioni commerciali, che peggiorano le prospettive su finanze personali e condizioni economiche. Aumentano anche le aspettative d’inflazione, sia a breve sia nel lungo periodo.


EUROPA

 

Europa, petrolio e gas aumentano i rischi per inflazione e crescita

L’Europa torna sotto pressione sul fronte energetico. Il Brent supera i 100 dollari al barile, mentre il gas europeo sale oltre 79 €/MWh, ai massimi dal 2023. Le tensioni nello Stretto di Hormuz e le minori forniture di GNL aumentano i rischi per un continente fortemente dipendente dalle importazioni. L’UE importa circa il 96,6% del petrolio che consuma. Prezzi energetici più elevati possono alimentare inflazione, costi di trasporto e rallentamento economico. L’AIE invita quindi a rafforzare riserve strategiche, flessibilità dei contratti e cooperazione internazionale.

UE, Bruxelles insiste sugli accordi commerciali in inglese

La Commissione Europea vuole accelerare la conclusione degli accordi commerciali utilizzando inizialmente testi soltanto in inglese, nonostante l’opposizione della Francia. Bruxelles punta a rendere più rapido il processo negoziale e di approvazione, mentre Parigi contesta il metodo e difende il ruolo delle lingue nazionali nella valutazione dei trattati europei. 

UE, preferenza europea negli appalti pubblici

La Commissione Europea propone di favorire le imprese europee negli appalti pubblici strategici, permettendo di escludere operatori di Paesi che non garantiscono accesso reciproco, con un chiaro riferimento alla Cina. Energia, acqua, ferrovie, porti e aeroporti rientrano tra i settori interessati. Almeno il 30% della valutazione dovrebbe inoltre basarsi sulla qualità, non soltanto sul prezzo. Pechino critica la misura come discriminatoria. 

BCE, secondo rialzo dell’anno ma cresce la cautela

La BCE alza il tasso sui depositi dal 2,25% al 2,50%, dopo che l’inflazione dell’Eurozona è salita al 3,3% ad agosto. La pressione arriva soprattutto dall’energia, mentre l’inflazione core è scesa al 2,4% e quella dei servizi al 3%. Lagarde segnala però che la crescita resta relativamente resiliente. I mercati prezzano un possibile nuovo rialzo entro fine anno, ma ulteriori strette dipenderanno dalla persistenza dei prezzi. Rendimenti obbligazionari elevati e bollette più care potrebbero infatti frenare consumi, credito e crescita.

Eurozona, crescita più forte del previsto ma energia resta il rischio

L’economia dell’Eurozona cresce dello 0,6% nel secondo trimestre, sopra la precedente stima dello 0,4%, grazie soprattutto a consumi ed export. Su base annualizzata il PIL aumenta del 2,6%, più degli USA. La resilienza sostiene la BCE, attesa a un rialzo dei tassi al 2,5%. Restano però rischi importanti: energia cara, consumi più fragili e minore competitività potrebbero frenare la crescita nella seconda parte dell’anno.

Regno Unito, crescita sopra le attese grazie a servizi e AI

L’economia britannica cresce dello 0,4% a luglio, contro attese di stagnazione, dopo il +0,3% di giugno. A trainare l’attività sono soprattutto i servizi, con un forte contributo da programmazione, cloud computing e investimenti legati all’AI. La crescita annualizzata accelera, ma il quadro resta fragile: energia più cara, inflazione in aumento e possibile stretta fiscale potrebbero frenare consumi e investimenti. La BoE dovrebbe lasciare i tassi al 3,75% questo mese, con almeno un rialzo atteso entro fine anno.

Germania, segnali contrastanti tra industria, export e rischio politico

La ripresa tedesca resta fragile. A luglio le esportazioni scendono dello 0,8% e la produzione industriale cala dell’1,1%, con il settore auto in flessione del 9,2%. Le importazioni diminuiscono del 5,7%, facendo salire il surplus commerciale a 21,3 miliardi di euro. Restano però alcuni segnali positivi, come ordini industriali ancora solidi e maggiori investimenti legati all’AI. Sul quadro economico pesano però energia cara, domanda debole da Cina ed Eurozona e rischi commerciali. A questi fattori si aggiunge l’incertezza politica dopo la vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt con il 43,8%, che potrebbe aumentare la frammentazione e rallentare riforme su lavoro, pensioni ed energia.

Francia, crescita debole e scontro con Bruxelles sugli accordi commerciali

La Francia affronta un quadro economico sempre più fragile: il governo ha ridotto la previsione di crescita 2026 allo 0,5%, mentre l’INSEE stima appena 0,4%. Consumatori e investimenti restano deboli, l’inflazione potrebbe salire al 2,9% e il deficit restare vicino al 5% del PIL. Sul fronte europeo, Parigi si oppone anche al piano della Commissione Europea di accelerare gli accordi commerciali usando inizialmente solo testi in inglese, denunciando rischi giuridici e democratici.

Serbia e Uzbekistan rafforzano la cooperazione economica

Serbia e Uzbekistan firmano una partnership strategica con 20 accordi su commercio, trasporti, energia, digitalizzazione e mobilità del lavoro. I due Paesi preparano anche un accordo di libero scambio e sostengono il Middle Corridor, rotta commerciale tra Asia centrale ed Europa. Gli scambi bilaterali hanno raggiunto 41,9 milioni di dollari, mentre Belgrado e Tashkent valutano un collegamento aereo diretto.


RESTO DEL MONDO

 

Cina, export forte ma domanda interna ancora fragile

L’economia cinese continua a mostrare un forte squilibrio tra settore estero e domanda interna. Nei primi otto mesi il surplus commerciale raggiunge 805 miliardi di dollari, mentre ad agosto l’export di semiconduttori cresce del 130% e le vendite verso gli USA del 34,3%, sostenute dal boom dell’AI. Sul fronte interno, però, consumi, investimenti e immobiliare restano deboli. L’inflazione risale, con PPI al 3,8% e CPI allo 0,8%, soprattutto per l’energia. Per sostenere credito e crescita, Pechino prepara inoltre un’iniezione da 360 miliardi di yuan, circa 46 miliardi di euro, nelle principali banche e assicurazioni statali.

USA-Canada, guerra commerciale in escalation tra dazi e nuove restrizioni

Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Canada continuano ad aumentare. Washington ha annunciato nuove restrizioni e dazi fino al 50%, mentre Ottawa ha risposto con contro-dazi del 15%, 25% e 50% su 27,6 miliardi di dollari canadesi di beni USA. I settori più esposti sono acciaio, alluminio, automotive, latticini, macchinari agricoli ed elettronica. Gli effetti potrebbero essere particolarmente forti negli Stati americani di confine, come North Dakota, Michigan e Maine. Anche il Canada valuta nuove misure sulle conserve importate, con sovrattasse fino al 50% oltre determinate quote. L’impatto macroeconomico complessivo dovrebbe restare contenuto, ma aumentano i rischi per imprese, catene produttive e relazioni bilaterali.

Giappone, yen ai massimi da sette mesi

Lo yen si rafforza fino a circa 152 per dollaro, ai massimi da febbraio, dopo essere sceso a 164 a luglio. A sostenere il recupero sono le attese di una BoJ più restrittiva, con un rialzo quasi interamente prezzato per settembre e un altro possibile entro fine anno. Anche le pressioni di Washington favoriscono la svolta. Un ulteriore rafforzamento potrebbe accelerare la chiusura dei carry trade, con possibili effetti su tecnologia, AI e valute come il dollaro australiano.

Iran, sanzioni e crisi interna aumentano le pressioni sul regime

L’Iran affronta crescenti difficoltà sia sul fronte economico sia su quello internazionale. Mahan Air, sanzionata dagli USA e accusata di sostenere i Pasdaran, continua a espandersi e avrebbe acquistato almeno tre Boeing 777 usati tramite intermediari regionali. Sul fronte interno, intanto, aumentano le tensioni per carburante più caro, inflazione e crollo del rial. L’inflazione alimentare ha raggiunto il 128% ad agosto, mentre la valuta è scesa oltre 2,3 milioni per dollaro. Proteste di tassisti e camionisti, scioperi e difficoltà nei trasporti stanno alimentando ulteriormente il malcontento sociale.

Russia, banca centrale ferma i tassi al 14%

La Banca di Russia lascia il tasso di riferimento invariato al 14% dopo dieci tagli consecutivi. L’inflazione resta però elevata, attesa tra il 6% e il 7% nel 2026, contro un target del 4%. A pesare sono la spesa bellica, la carenza di lavoratori e soprattutto gli attacchi ucraini a raffinerie e infrastrutture logistiche, che hanno ridotto l’offerta di carburante e aumentato le pressioni sui prezzi.

Qatar, deficit raddoppia per le difficoltà sul GNL

Il deficit del Qatar è più che raddoppiato nel secondo trimestre, raggiungendo 21,2 miliardi di riyal, circa 5 miliardi di euro. Nel primo semestre il disavanzo sale a 31,5 miliardi, superando già la previsione per l’intero 2026. A pesare sono soprattutto le interruzioni nelle esportazioni di GNL, legate al conflitto con l’Iran e ai problemi nello Stretto di Hormuz. 

Australia, RBA sempre più vicina a un nuovo rialzo

La Reserve Bank of Australia mostra crescente preoccupazione per l’inflazione, ancora persistentemente sopra il target. Petrolio caro, investimenti nell’AI e bassa produttività aumentano i rischi sui prezzi. I commenti del vicegovernatore Andrew Hauser hanno rafforzato le attese di una nuova stretta: diversi economisti prevedono un rialzo di 25 punti base al 4,60% il 29 settembre. Una politica più aggressiva potrebbe però aumentare i rischi per crescita e mercato immobiliare.

Corea del Sud, boom dell’AI aumenta i rischi finanziari

La Bank of Korea avverte sui rischi legati al boom dell’AI e alla crescente diffusione di ETF a leva su Samsung e SK Hynix. I due gruppi rappresentano circa metà del Kospi e hanno generato gran parte dei rialzi recenti, aumentando la volatilità. La banca centrale segnala anche rischi da debito delle famiglie, prezzi immobiliari e inflazione, lasciando aperta la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi.

Turchia, inflazione attesa al 28,4% a fine 2026

La Turchia alza la previsione d’inflazione di fine anno al 28,4%, ben sopra il precedente 16%. Il governo attribuisce circa 7 punti percentuali dell’aumento alle conseguenze della guerra in Medio Oriente. Ad agosto l’inflazione è scesa leggermente al 31,51%, ma resta molto elevata. Ankara prevede un calo graduale al 21% nel 2027, al 13,5% nel 2028 e al 9% nel 2029.


PROSPETTIVE

 

La nuova settimana si apre con due temi destinati a dominare lo scenario globale: energia e intelligenza artificiale. Il Brent torna sopra i 100 dollari al barile dopo una nuova escalation tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz, dove i flussi petroliferi sono scesi a circa 7 milioni di barili al giorno, contro i 20 milioni precedenti al conflitto. Parallelamente, Anthropic riaccende il dibattito sull’impatto dell’AI: nei suoi scenari più estremi, la tecnologia potrebbe generare una crescita senza precedenti ma anche forti perdite occupazionali nei lavori cognitivi.

Sul fronte macroeconomico, l’attenzione sarà concentrata soprattutto sulle banche centrali. Negli Stati Uniti, la Federal Reserve potrebbe alzare i tassi di 25 punti base mercoledì, dopo un’inflazione ancora al 3,4% e dati sul lavoro più forti delle attese. I mercati attribuiscono oltre l’80% di probabilità al rialzo. Saranno monitorati anche Treasury, vendite al dettaglio, produzione industriale e richieste di sussidio.

In Europa, dopo l’ultimo rialzo della BCE, gli investitori valuteranno quanto possa proseguire la stretta monetaria. Nuovi dati sull’inflazione arriveranno da Francia, Spagna, Italia ed Eurozona, mentre la Bank of England dovrebbe mantenere i tassi al 3,75%.

In Asia, la Bank of Japan è attesa a un rialzo di 25 punti base. In Cina, i dati dovrebbero confermare export forte ma domanda interna debole, mentre Taiwan potrebbe stringere ulteriormente la politica monetaria. Sullo sfondo restano petrolio elevato, tensioni geopolitiche e rendimenti obbligazionari alti, fattori che mantengono forti i rischi inflazionistici globali.

Stati Uniti: 

A Tiny Shift in the Inflation Rate Could Decide the Fed’s Next Move

Six Charts That Explain How Americans Really Feel About the Economy

U.S. Employment Trends Index Rose in August, Conference Board Says

US Treasury yields surge as $6 billion bond buyback disappoints markets | Euronews

The Fed Is Poised to Raise Interest Rates for the First Time in Years

Firm Inflation Reading Pushes Fed Closer to a Rate Increase - WSJ

The Unrelenting Bond Selloff Puts the 10-Year Yield on the Cusp of 5% - WSJ

U.S. Stocks Gain as Inflation Figure Boosts Odds of Rate Hike - WSJ

Consumer Sentiment Is Lower in September, per Michigan Survey

The Trump dividend: What $5,000 would cost and what it could cover | Euronews

Europa: 

Eurozone Economy Surged as War Ignited Energy Prices

ECB Set to Raise Key Rate Again, Signal Caution on Further Moves

German Exports Decline for First Time in Six Months

German Industrial Production Contracts on Auto Sector Slowdown

Which European countries import the most crude oil? | Euronews

European Commission proposes EU preference in public procurement, excluding Chinese firms | Euronews

European gas prices keep climbing as IEA calls for emergency reserves | Euronews

A European Central Bank rate hike is all but certain, the reasoning less so | Euronews

Serbia and Uzbekistan strike strategic partnership in Mirziyoyev's first Belgrade visit | Euronews

German exports fall for first time in five months, deepening recovery fears | Euronews

Could an AfD victory put Germany’s economic recovery at risk? | Euronews

U.K. Economy Showed Continued Resilience in July

The ECB Just Raised Interest Rates. Here’s What to Know. - WSJ

French blockade looms over Commission’s plan to fast-track trade deals in English | Euronews

France cuts growth forecast as economy lags behind European neighbours | Euronews

European Commission pushes for all-English trade deals despite French opposition | Euronews

Resto del mondo: 

Trump Signs Orders to Ban Some Canadian Products From U.S. Market - WSJ

The States on the Front Lines of the Trade War With Canada - WSJ

Three Numbers That Show Just How Big China’s Export Boom Is - WSJ

Canada Tribunal Rules U.S. Canned Vegetable Imports Hurt Domestic Food Sector - WSJ

The Morning Risk Report: Iranian Airline Favored by the Regime Is Defying Sanctions - WSJ

Bank of Japan Tightening Bets, U.S. Pressure Spark Yen Recovery - WSJ

China’s Consumer, Producer Inflation Edge Higher

Bank of Korea Warns of Destabilizing Impact of High-Risk AI Trades - WSJ

RBA’s Hawkish Comments Have Lit Fuse for September Rate Increase - WSJ

Qatar’s budget deficit more than doubles to €5bn in second quarter amid LNG disruption | Euronews

Canada hits US goods with tariffs of up to 50% as trade dispute escalates | Euronews

China injects over €45 billion into state banks and insurers as growth slows | Euronews

Turkey lifts inflation forecast to 28.4% as Middle East conflict pushes outlook higher | Euronews

Iranians Are Running Out of Gas as Economic Squeeze Takes Hold - WSJ

Russian Central Bank Holds Key Rate Despite Rising Price Pressures

Canada Tribunal Rules U.S. Canned Vegetable Imports Hurt Domestic Food Sector - WSJ

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La Settimana Economica

La rubrica settimanale a cura di Viktor Todorov che analizza le principali notizie economiche e l’andamento dei mercati finanziari.