La Settimana Economica | n. 7/2026

La seconda settimana di febbraio si chiude con un mercato del lavoro statunitense in raffreddamento, una Fed divisa sulla rotta dei tassi e nuove tensioni politiche all’interno dell’Unione Europea.

Negli Stati Uniti pesa un mercato del lavoro in raffreddamento: le assunzioni restano deboli, nel periodo peggiore dal 2003 al netto delle recessioni. All’interno della Fed il confronto prosegue da mesi tra chi sostiene una pausa prolungata e chi intravede margini per nuovi tagli. L’inflazione rallenta al 2,4%, ma i servizi mantengono pressioni persistenti. Sul piano politico cresce lo scontro sui dazi tra Camera e Trump, che punta su un’economia forte in vista delle midterm.

In Europa l’inflazione scende sotto il 2%, ma i tassi restano invariati. Si intensifica il confronto su eurobond e strategia industriale: Macron contro il nuovo asse Roma-Berlino. L’export UE resta solido, mentre aumenta la pressione della concorrenza cinese. Milano-Cortina sostiene l’economia italiana. La Francia affronta una crisi strutturale dell’auto con occupazione a –33% dal 2010. Nel Regno Unito la crescita resta debole e la BoE mantiene prudenza sui tassi.

In Cina l’inflazione rallenta e riemerge il rischio deflazione. In Russia crollano le entrate petrolifere e la banca centrale prosegue con i tagli, in un contesto di crescita fragile.

INDICATORI MACROECONOMICI

Inflazione: 
Italia: +1,2%, dal precedente +1,1% ⬆
Eurozona: +1,7% dal precedente +2,2%. ⬇
Inghilterra: +3,4% dal precedente +3,2% ⬆
Stati Uniti: +2,4% dal precedente +2,7% ⬇

Disoccupazione: 
Italia: +5,7% dal precedente +5,8% ⬇
Eurozona: +6,3% dal precedente +6,4%⬇
Inghilterra: +5,1% dal precedente +5% ⬆
Stati Uniti: +4,4% dal precedente +4,6% ⬇

Tassi d'interesse: 
Eurozona: 2,15%
Stati Uniti: 3,75-3,5%
Inghilterra: 3,75%

PIL: Q4 2025: 
Italia: 0,1%
Eurozona: +0,3%
Inghilterra: +0,1%
Stati Uniti: +4,3% 

MERCATI FINANZIARI

EUR/USD: 1,18143, +0,48% questa settimana, +1,11% da inizio anno
DXY: 98,43, –0,30% questa settimana, –9,90% da inizio anno

S&P 500: 6.932,31, –1,39% questa settimana, –0,61% da inizio anno
NASDAQ: 23.031,21, –2,10% questa settimana, –3,98% da inizio anno
FTSE MIB: 45.877,20, –0,97% questa settimana, +0,96% da inizio anno
STOXX 600: 596,94, +7,18% questa settimana, +15,90% da inizio anno
DAX: 24.539,34, +1,23% questa settimana, +22,40% da inizio anno
CAC 40: 8.195,21, +4,82% questa settimana, +12,10% da inizio anno
IBEX 35: 17.492,00, +15,80% questa settimana, +36,50% da inizio anno

US10Y: 4,21%, –15,8 bps questa settimana, –14 bps da inizio anno
US02Y: 3,48%, –25 bps questa settimana, –70 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,71%, +42 bps questa settimana, +32 bps da inizio anno
IT10Y: 3,57%, +36 bps questa settimana, +27 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 63,110 bps, –1,45 bps questa settimana, +3,14 bps da inizio anno

BTC/USD: 68.400,00, –2,08% questa settimana, –21,90% da inizio anno
VIX: 17,77, +15,87% questa settimana, +38,65% da inizio anno

FOCUS DELLA SETTIMANA

STATI UNITI

Lavoro in “deep freeze” tra revisioni e concentrazione sanitaria

Il mercato del lavoro statunitense mostra segnali contrastanti. Il ritmo delle assunzioni rallenta: a dicembre 5,3 milioni di nuove assunzioni, con tasso al 3,3%, mentre le dimissioni restano contenute al 2%. La disoccupazione si attesta al 4,4%, ma la crescita occupazionale è la più debole dal 2003 al di fuori di una recessione. A gennaio i nuovi posti sono 130.000, sopra le attese 55.000, con tasso di disoccupazione in calo al 4,3% e salari in aumento. Tuttavia, quasi tutta la crescita proviene da sanità e assistenza sociale. Negli ultimi tre anni l’occupazione sanitaria è salita del 12,5%, contro meno del 2% negli altri comparti; al netto di questo settore, la crescita annua è negativa per la prima volta dall’ultima recessione.

Le revisioni del Bureau of Labor Statistics ridimensionano il quadro: nel 2024 creati 1,5 milioni di posti contro 2 milioni stimati; nel 2025 solo 181.000 contro 584.000. La revisione benchmark taglia 898.000 unità e la correzione del modello birth-death segnala sovrastime nella nascita netta di imprese. Le restrizioni migratorie comprimono offerta e domanda di lavoro, mentre l’AI ha impatto ancora limitato a livello aggregato. Wall Street rimbalza oltre i 50.000 punti sul Dow, ma il rischio è una crescita sempre più jobless, dipendente da un unico motore occupazionale.

Fed, fronte interno diviso: pausa lunga o spazio ai tagli?

Alla Federal Reserve emergono posizioni differenziate. Beth Hammack, presidente della Cleveland Fed, ritiene che la politica monetaria sia “in un buon punto” e che i tassi possano restare fermi a lungo. Il federal funds rate è vicino al livello neutrale, mentre il mercato del lavoro si stabilizza. L’inflazione resta però sopra target, sostenuta non solo dai dazi ma anche da sanità ed energia.

Linea simile per Lorie Logan (Dallas Fed), che giudica adeguato l’intervallo 3,5%–3,75%, con rischi ancora bilanciati tra inflazione persistente e raffreddamento occupazionale. Con Hammack potrebbe opporsi a nuovi tagli nel breve.

Più netto Jeffrey Schmid (Kansas City), contrario ad allentamenti che rischierebbero di ancorare l’inflazione al 3%anziché al 2%.

In controtendenza Stephen Miran, che vede ancora margini per tagli, sostenendo che un ampliamento dell’offerta possa consentire una politica più accomodante senza riaccendere le pressioni sui prezzi.

USA, inflazione rallenta ma servizi restano sotto pressione

L’inflazione USA scende al 2,4% a gennaio dal 2,7%, sotto le attese, con il core al 2,5%. Pesano il calo di benzina e auto usate, ma salgono prezzi di elettrodomestici, mobili e auto nuove, anche per effetto dei dazi. Su base mensile +0,2%, core +0,3%. I servizi accelerano, segnale di pressioni persistenti. Con disoccupazione al 4,3%, la Fed resta prudente sui tagli. Mercati stabili, rendimenti a breve in lieve calo.

USA, scontro sui dazi: la Camera sfida Trump mentre si studia una revisione

La Camera USA ha votato 219 a 211 per bloccare i dazi di Donald Trump sul Canada, con sei repubblicani a favore della risoluzione democratica. Il provvedimento, che mira a revocare l’emergenza nazionale usata per imporre le tariffe, resta però simbolico: il presidente è pronto al veto. Il voto segnala tensioni nel GOP in vista delle midterm, tra imprese e consumatori alle prese con prezzi più elevati. Intanto l’amministrazione valuta una riforma dei dazi su acciaio e alluminio: aliquote differenziate in base al contenuto di metallo e applicate sull’intero valore del prodotto, con soglie al 15%25%50%. Obiettivo: contenere l’impatto sui beni di consumo senza indebolire l’industria domestica.

Economia come arma elettorale: la scommessa di Trump sulla crescita

L’amministrazione Trump scommette su un 2026 di forte crescita grazie a tagli fiscali per circa 200 miliardi, deregulation e possibili nuovi tagli Fed. La Casa Bianca parla di “boom”, ma gli analisti vedono un’espansione più moderata, attorno al 2–3%, con rischi legati a inflazione e deficit. L’indice Michigan migliora, ma resta 20% sotto rispetto ad anno fa. L’inflazione è al 2,7%, sopra il target Fed. La strategia punta su AI e produttività per evitare pressioni sui prezzi, ma mercati e consumatori restano cauti.

AI, maxi-spesa per i data center: 670 miliardi in un anno

La corsa all’intelligenza artificiale spinge Microsoft, Meta, Amazon e Alphabet a investire fino a 670 miliardi di dollari nel 2026 per data center e infrastrutture. Una cifra che, in rapporto al PIL, supera storici piani di investimento USA, seconda solo al Louisiana Purchase. La spesa in conto capitale cresce anche oltre il 50% dei ricavi per Meta. Gli investitori premiano gli utili record, ma puniscono Amazon dopo l’annuncio di un aumento del capex vicino al 60%.

USA, vendite di case in forte calo a gennaio

Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti sono scese dell’8,4% m/m a gennaio, a 3,91 milioni annualizzati, il calo più marcato dal 2022. Pesano maltempo, fiducia debole e prezzi elevati. Il prezzo mediano sale a 396.800 dollari (+0,9% a/a). I mutui al 6,1% sostengono parzialmente l’accessibilità, ma le case restano sul mercato più a lungo, segnale di domanda prudente.

EUROPA 

Nagel: inflazione sotto il 2% non basta per nuovi tagli BCE

Un temporaneo calo dell’inflazione sotto il target 2% non richiede un intervento immediato della BCE, secondo Joachim Nagel. L’Eurozona ha registrato 1,7% a gennaio, minimo dal 2021, ma le proiezioni indicano 1,9% nel 20261,8% nel 2027 e ritorno al 2% nel 2028. La dinamica è legata soprattutto all’energia, mentre l’inflazione core resta vicina all’obiettivo. Salari attesi al 3% manterranno pressioni sui servizi. L’euro forte, ha aggiunto Nagel, non altera in modo significativo lo scenario di medio termine.

UE, scontro su eurobond e strategia industriale

Emmanuel Macron rilancia la proposta di eurobond e di una capacità di debito comune per finanziare transizione verde, digitale, difesa e sicurezza. Secondo l’Eliseo, servono 1.200 miliardi € l’anno di investimenti per competere con USA e Cina, mentre le stime di Mario Draghi parlano di 750–800 miliardi. Parigi sostiene che l’UE sia “sotto-indebitata” e debba sfruttare il margine fiscale. Al vertice informale emerge però l’asse Berlino-Roma, contrario a una mutualizzazione permanente del debito e favorevole a deregulation, integrazione dei mercati dei capitali e sostegno al Mercosur. Divisioni profonde su autonomia strategica e apertura commerciale.

UE, export solidi ma aumenta la pressione cinese

Nel 2025 le esportazioni UE sono cresciute del 2% a 2.600 mld €, con vendite verso gli USA in lieve aumento a 554 mld € nonostante dazi al 15%. Il PIL dell’Eurozona è salito dell’1,5%, massimo dal 2022. Le importazioni però sono aumentate del 2,4%, riducendo il surplus a 133,5 mld €. A dicembre l’avanzo si è attestato a 12,6 mld €, con export a 234 mld € (+3,4%). Le importazioni dalla Cina sono balzate del 6,3% a 559 mld €, con prezzi inferiori del 10%, alimentando pressioni disinflazionistiche su un’inflazione già all’1,7%.

Milano-Cortina 2026, impatto da €5,3 mld sull’economia

Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 genereranno un impatto stimato di €5,3 mld, di cui €2,3 mld legati al turismo tra evento e mesi successivi. Attesi 2,5 mln di spettatori, con forte spinta per hotel e trasporti nel Nord Italia. I costi complessivi, tra €5,7 e €5,9 mld pari a 0,3% del PIL, risultano sotto controllo secondo S&P. Il modello diffuso limita effetti di congestione, mentre infrastrutture e accessibilità rappresentano la principale eredità economica e sociale post-Giochi.

Regno Unito, crescita debole e BoE prudente sui tassi

L’economia britannica è cresciuta dell’1,3% nel 2025, con un +0,1% nel Q4, sotto le attese. Consumatori cauti, inflazione risalita al 3,4% e tassi elevati hanno frenato l’attività. L’industria rimbalza (+1,2%), ma costruzioni (–2,1%) e servizi restano fiacchi. La Bank of England prevede crescita allo 0,9% nel 2026 e disoccupazione al 5,3%. Il capo economista Huw Pill giudica il tasso al 3,75% ancora restrittivo: meglio mantenerlo invariato per riportare l’inflazione al 2%, senza escludere resistenze a nuovi tagli.

Francia, crisi strutturale nell’auto: –33% di occupati dal 2010

Tra il 2010 e il 2023 l’occupazione nell’industria automobilistica francese è scesa da 425.500286.800 addetti, pari a –139.000 posti–33%, secondo INSEE. I costruttori hanno tagliato 46.000 impieghi, mentre i fornitori hanno perso 92.700 posti (–31,5%). Pesano concorrenza cinese e delocalizzazioni verso Paesi a minor costo del lavoro. Il confronto con l’industria non automotive è netto: solo –1% nello stesso periodo, segnale di una crisi settoriale profonda.

Olio d’oliva, prezzi in calo dopo il picco post-siccità

Dopo un aumento del 78% tra 2022 e 2024, i prezzi dell’olio d’oliva nell’UE sono scesi del 23% nel 2025, primo calo dopo quattro anni di rincari. La svolta riflette il recupero della produzione, crollata del 39% nel 2022/23 per siccità e ondate di calore. Con l’output atteso a oltre 2,1 milioni di tonnellate nel 2024/25, l’offerta si normalizza. I ribassi maggiori si registrano in Spagna (-38,9%), Grecia e Portogallo, principali paesi produttori.

Batterie EV, ACC congela le gigafactory in Italia e Germania

Automotive Cells Company, joint venture tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies, sospende i piani per nuove gigafactory a Termoli e Kaiserslautern. La decisione riflette una domanda di veicoli elettrici più debole del previsto e il possibile passaggio a tecnologie meno costose. Stellantis ha già segnalato un impatto da 22 miliardi di euro per l’EV slowdown. L’Europa rallenta così nella strategia di autonomia dalle batterie cinesi.

Energia, bollette ancora elevate: Est più penalizzato in termini reali

I prezzi di elettricità e gas restano superiori ai livelli pre-2022. A gennaio 2026 l’elettricità varia da 8,8 c€/kWh a Kiev 38,5 c€/kWh a Berna, con media UE a 25,8 c€/kWh. Per il gas si va da 1,6 c€/kWh fino a 35 c€/kWh a Stoccolma, ben oltre la media UE di 10,6 c€/kWh. In termini di potere d’acquisto (PPS) il peso maggiore ricade sull’Europa centro-orientale, dove redditi più bassi amplificano l’impatto sulle famiglie.

Europa, energia e nuova vulnerabilità geopolitica

La dipendenza energetica dell’UE è salita al 58% del fabbisogno, contro il 50% del 1990. Dopo lo stop al gas russo nel 2022, l’Europa ha aumentato l’import di GNL USA, salito al 60% delle forniture nel 2025 dal 28% nel 2021. Il costo è stato elevato: nel 2022 la spesa energetica ha toccato il 3,8% del PIL. Oggi Bruxelles teme di sostituire una dipendenza con un’altra. Intanto eolico e solare hanno superato i fossili nella produzione elettrica, segnando un punto di svolta verso maggiore autonomia.

RESTO DEL MONDO

Cina, inflazione in rallentamento ma resta l’ombra della deflazione

L’inflazione cinese rallenta a gennaio: il CPI cresce dello 0,2% a/a dall’0,8% di dicembre, sotto le attese. I prezzi alimentari calano dello 0,7%, mentre il core scende allo 0,8%. Il PPI resta in deflazione per il 40° mese consecutivo-1,4%, pur con segnali di stabilizzazione mensile. Pechino attribuisce il calo a effetti base legati al Capodanno lunare. Il quadro mantiene aperta la porta a stimoli mirati, in un contesto di domanda debole e squilibri strutturali persistenti.

Russia, crollano le entrate petrolifere e Mosca corre ai ripari

Le entrate fiscali russe da petrolio e gas sono scese a 393 miliardi di rubli a gennaio, minimo dall’era Covid, contro 1.120 miliardi un anno prima. Nuove sanzioni USA e UE, pressioni su India e stretta sulla “shadow fleet” hanno ampliato lo sconto dell’Urals a circa 25$ rispetto al Brent. Con il greggio intorno a 45$, sotto i 59$ necessari al pareggio di bilancio, Mosca aumenta tasse e debito interno. La Bank of Russia taglia il tasso al 15,5%, ma mantiene condizioni restrittive in un’economia cresciuta solo dell’1% nel 2025.

Canada, USMCA e tensioni USA pesano sull’outlook

La Bank of Canada segnala la revisione dell’USMCA come “rischio importante” per la crescita. I tassi restano al 2,25%, su un livello definito “moderatamente espansivo”, ma l’incertezza su dazi e relazioni con Washington rende imprevedibile la prossima mossa. Gli investimenti restano deboli in attesa di chiarezza sul trattato. Il governatore Tiff Macklem mantiene tutte le opzioni aperte, mentre le tensioni commerciali con gli Stati Uniti aumentano i rischi al ribasso per l’economia canadese.

Taiwan vola con l’AI: export +69,9% a gennaio

Le esportazioni taiwanesi sono balzate del 69,9% a/a a gennaio, massimo da 16 anni, trainate dalla domanda legata all’intelligenza artificiale. Le vendite di prodotti ICT sono salite del 130%, mentre gli Stati Uniti restano primo mercato con un +152%. Nel 2025 l’export ha toccato il record di 640,75 miliardi di dollari. Citi alza le stime di crescita al 5,5%nel 2026.

Australia, RBA pronta a fare “tutto il necessario” contro l’inflazione

La Reserve Bank of Australia ribadisce la linea restrittiva: l’inflazione è oltre il target 2–3% e resterà sopra banda fino a metà 2027. Dopo il rialzo di 25 pb che ha riportato il cash rate al 3,85%, il vice governatore Andrew Hauser avverte che la banca farà “tutto il necessario” per riportare i prezzi sotto controllo. Domanda privata robusta ed economia globale più forte del previsto impongono cautela: correre oltre il “limite di velocità” rischia nuova pressione inflazionistica.

PROSPETTIVE 

I mercati attendono PIL USAinflazione PCE e verbali della Federal Reserve, mentre si cerca di capire il timing del prossimo taglio. I future prezzano un taglio da 25 pb a luglio e circa 60 pb nel 2026. Dopo i 130.000 nuovi occupati e un’inflazione sotto le attese, la Fed resta prudente. Attesi anche produzione industriale e vendite di case nuove.

Nell’Eurozona focus su PMI flash, salari negoziati e inflazione finale. HSBC vede salari al 3,2% nel quarto trimestre, coerenti con il target BCE al 2%.

Nel Regno Unito, inflazione al 3,4% e voto BOE 5-4 riaccendono le attese di taglio già a marzo, con probabilità al 63%.

In Asia, PIL giapponese atteso a +0,4% t/t. La Cina, in pausa per il Capodanno, punta a stimolare i consumi. In Australia, verbali RBA dopo rialzo tassi; in Canada, inflazione e tensioni commerciali con gli USA sotto osservazione.

Stati Uniti:

This Is Why It’s So Hard to Find a Job Right Now - WSJ

Big Tech’s AI Push Is Costing a Lot More Than the Moon Landing

Trump wants to run the economy hot, as midterm elections approach

Healthcare Is Propping Up the Job Market - WSJ

Healthcare Work Propels U.S. to Strongest Job Growth in More Than a Year - WSJ

Job Growth Last Year Was Far Worse Than We Thought. Here’s Why. - WSJ

Fed’s Hammack: Monetary Policy Is in a Good Place to Stay on Hold

Fed’s Interest-Rate Stance Well-Positioned, Dallas Fed President Says

Fed’s Schmid Pushes Back on Rate-Cut Prospects

Fed’s Miran Says Rate Cuts Still Possible Following Strong Jobs Report

Healthcare Jobs Have Become the Engine of America’s Labor Market - WSJ

Trump-Led Trade Deal Review Poses ‘Important Risk’ to Outlook, Bank of Canada Minutes Say - WSJ

US House votes to overturn President Trump's tariffs on Canada | Euronews

Inflation Slowed to 2.4% in January, Helped by Lower ​Gasoline Prices - WSJ

Trump’s Team Considers Overhaul to Steel and Aluminum Tariffs - WSJ

Home Sales in January Posted Biggest Monthly Decline in Nearly Four Years - WSJ

Europa: 

Stellantis-backed ACC shelves plans to open battery gigafactories in Italy and Germany | Euronews

Electricity and gas prices across Europe: The most expensive and cheapest cities in 2026 | Euronews

ECB Unlikely to React to Short-Lived Slowdown in Inflation, Nagel Says

Macron pushes for EU common debt capacity to fund Europe’s future | Euronews

Europe Needs to Learn Its Lesson: Stop Relying on Imported Energy - WSJ

U.K. Posts Modest Growth for 2025

Milano-Cortina 2026: What's the economic impact of the Winter Olympics? | Euronews

Producers sound the alarm: Why are olive oil prices falling in the EU? | Euronews

France set to clash with Germany and Italy as EU leaders seek economic boost | Euronews

BOE’s Key Rate Is Too Low, But Answer Is Not A Rise, Says Chief Economist

Europe’s Exports to U.S. Rose Despite Tariffs, as Imports From China Jumped

One in three French car manufacturing jobs was lost in dramatic 13-year decline | Euronews

Eurozone trade ends 2025 with a €12.6bn surprise surplus | Euronews

Resto del Mondo: 

Taiwan Exports Start 2026 Strong in Bright Sign for Economy

Russia's oil revenues dwindle as sanctions bite, hitting economy | Euronews

China's Consumer Inflation Eases, Producer Prices Stay in Decline - WSJ

Reserve Bank of Australia Will Do Whatever It Takes to Lower Inflation, Deputy Gov Says - WSJ

Russia’s Central Bank Cuts Rate Again as Economy Slows

Tag: Settimana Economicaindicatori macroeconomicimercati finanziari

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La rubrica settimanale a cura di Viktor Todorov che analizza le principali notizie economiche e l’andamento dei mercati finanziari.

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