Negli Stati Uniti il passaggio chiave è la svolta alla Fed: la nomina di Kevin Warsh apre una fase di forte incertezza istituzionale. Jerome Powell resta indeciso sul da farsi: rimanere nel board, entrando in rotta di collisione con Warsh e Donald Trump, o uscire, con il rischio di indebolire la credibilità della banca centrale. Sul fronte macro, dalla Banca Mondiale arrivano segnali positivi sulla crescita globale, ancora sopra la media pre-Covid, ma persistono criticità: deficit commerciale in aumento e annunci di maxi tagli occupazionali da parte delle imprese. Nel frattempo Trump prosegue lo scontro interno con i media, alimentando un clima politico sempre più polarizzato.
In Europa prevalgono segnali più costruttivi: l’accordo UE-India e la convocazione del vertice con Mario Draghi e Enrico Letta puntano a rilanciare il Rapporto Draghi, finora attuato solo in minima parte. L’euro forte potrebbe aumentare le pressioni per un taglio dei tassi, mentre nell’eurozona migliora la fiducia, pur restando il divario con gli USA e una persistente dipendenza esterna. La Spagna segna un record positivo con disoccupazione sotto il 10%, sostenuta da servizi e turismo. La Germania resta invece frenata da fiducia debole, nonostante annunci di politica fiscale espansiva. Grecia e Irlanda si distinguono: Dublino registra una crescita intorno al 17%, la più elevata tra le economie avanzate, mentre Atene consolida il ritorno alla normalità finanziaria.
Il Canada, infine, tra tassi fermi e PIL in contrazione, cerca di reggere alle pressioni di Trump: gli accordi con la Cina saltano, riaprendo il nodo della dipendenza commerciale da Washington. Sul fronte extra-occidentale il quadro resta teso. In Venezuela persistono instabilità politica e scontro geopolitico tra Stati Uniti e Cina, sempre più centrale come partner energetico. Pechino cresce a ritmo moderato, con export e manifattura che compensano la debolezza interna. In Corea del Sud pesano i dazi USA, ma semiconduttori e AI sostengono le prospettive. Panama resta solida, trainata da servizi e logistica.
INDICATORI MACROECONOMICI
Inflazione:
Italia: +1,2%, dal precedente +1,1% ⬆
Eurozona: +2,2% dal precedente +2,1%. ⬆
Inghilterra: +3,4% dal precedente +3,2% ⬆
Stati Uniti: +2,7% dal precedente +2,7%
Disoccupazione:
Italia: +5,7% dal precedente +5,8% ⬇
Eurozona: +6,3% dal precedente +6,4%⬇
Inghilterra: +5,1% dal precedente +5% ⬆
Stati Uniti: +4,4% dal precedente +4,6% ⬇
Tassi d'interesse:
Eurozona: 2,15%
Stati Uniti: 3,75-3,5%
Inghilterra: 3,75%
PIL: Q4 2025:
Italia: 0,1%
Eurozona: +0,3%
Inghilterra: +0,3%
Stati Uniti: +4,3%
MERCATI FINANZIARI
EUR/USD: 1,18527, +0,22% questa settimana, +0,96% da inizio anno
DXY: 98,43, +1,02% questa settimana, –9,90% da inizio anno
S&P 500: 6.939,02, +0,34% questa settimana, +0,89% da inizio anno
NASDAQ: 23.461,82, –0,17% questa settimana, –0,08% da inizio anno
FTSE MIB: 45.075,60, +0,54% questa settimana, +0,17% da inizio anno
STOXX 600: 596,94, +7,18% questa settimana, +15,90% da inizio anno
DAX: 24.539,34, +1,23% questa settimana, +22,40% da inizio anno
CAC 40: 8.195,21, +4,82% questa settimana, +12,10% da inizio anno
IBEX 35: 17.492,00, +15,80% questa settimana, +36,50% da inizio anno
US10Y: 4,24%, +2 bps questa settimana, +15 bps da inizio anno
US02Y: 3,48%, –25 bps questa settimana, –70 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,71%, +42 bps questa settimana, +32 bps da inizio anno
IT10Y: 3,57%, +36 bps questa settimana, +27 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 63,310 bps, –1 bps questa settimana, +2,8 bps da inizio anno
BTC/USD: 84.000,00, –2,97% questa settimana, –4,03% da inizio anno
VIX: 17,43, +8,40% questa settimana, +17,37% da inizio anno
FOCUS DELLA SETTIMANA
STATI UNITI
USA più veloci del previsto, possibile svolta per la crescita globale
L’economia statunitense potrebbe avere un potenziale di crescita più alto del previsto, secondo World Bank. Il vice capo economista Ayhan Kose osserva che la crescita USA al 2,1% nel 2025 porta la media dal 2022 al 2,6%, sopra il decennio pre pandemia. Questo apre all’ipotesi di un potenziale vicino al 2,2%-2,4%, oltre l’1,8% stimato dal CBO, grazie a investimenti, politica fiscale espansiva e produttività in aumento. Un’America più dinamica aiuterebbe l’economia globale, che affronta il decennio più debole degli ultimi 50 anni. Secondo International Monetary Fund, nuove tecnologie come l’AI potrebbero aggiungere 0,1-0,8 punti percentuali alla crescita mondiale, con benefici rilevanti anche per i Paesi in ritardo di sviluppo.
Trump nomina Warsh: Fed tra transizione, tassi fermi e incognita Powell
Il presidente Donald Trump si prepara a nominare Kevin Warsh come nuovo presidente della Federal Reserve, chiudendo mesi di incertezza sul successore di Jerome Powell, il cui mandato scade a maggio. Ex governatore Fed tra il 2006 e il 2011, Warsh è una figura nota ai mercati e alla politica: critico della linea monetaria degli ultimi anni, ha progressivamente sposato le posizioni di Trump su tassi più bassi e su un ridimensionamento del ruolo della banca centrale. La nomina, tuttavia, dovrà passare dal vaglio di un Senato diviso e si inserisce in un clima di forte tensione istituzionale.
Sul fronte della politica monetaria, la Fed si trova in una fase di pausa. I tassi sono stati mantenuti nel range 3,5%-3,75%, dopo tre tagli nel 2025, con un board spaccato tra chi teme un’inflazione ancora sopra il 2% e chi è più preoccupato per il rallentamento del mercato del lavoro. Le divisioni interne riflettono un equilibrio fragile, che rende improbabili mosse rapide nel breve termine.
Al centro resta la posizione di Powell. Il presidente uscente non ha chiarito se resterà nel board come governatore fino al 2028. Una sua permanenza rafforzerebbe la difesa dell’indipendenza della Fed, ma lo esporrebbe a un confronto diretto con Trump e con un possibile presidente Warsh. Un’uscita immediata, invece, rischierebbe di apparire come una concessione alle pressioni politiche. In questo contesto, la transizione alla guida della Fed diventa un passaggio cruciale non solo per i mercati, ma per l’equilibrio tra politica e banca centrale negli Stati Uniti.
Deficit commerciale in forte aumento a novembre
Il deficit commerciale degli Stati Uniti è risalito a 56.8 miliardi di dollari a novembre, quasi il doppio rispetto ai 29.2 miliardi di ottobre. Le importazioni sono cresciute del 5% a 348.9 miliardi, mentre le esportazioni sono scese del 3.6% a 292.1 miliardi. A pesare sono stati soprattutto farmaceutica e oro, amplificando la volatilità legata a dazi e mercati finanziari.
Trump nomina Brett Matsumoto alla guida del BLS
Il presidente Donald Trump ha nominato l’economista Brett Matsumoto a capo del Bureau of Labor Statistics, dopo mesi di vacanza dell’incarico seguiti alla rimozione di Erika McEntarfer. Funzionario di carriera dal 2015, senza profilo partitico, Matsumoto è specialista di inflazione e gode di ampia stima tecnica. La scelta, anticipata dal Wall Street Journal, rassicura mercati ed economisti sui rischi di interferenze politiche. La nomina richiede conferma del Senato.
Bowman e la svolta nella vigilanza bancaria
Michelle Bowman, vicepresidente della Federal Reserve per la supervisione, ha avviato una revisione profonda della vigilanza bancaria, giudicata troppo burocratica e onerosa. La strategia prevede tagli al personale, limiti ai poteri degli esaminatori e procedure più trasparenti per le banche. La svolta arriva mentre l’amministrazione Trump aumenta la pressione sulla Fed e sulla sua indipendenza. Ex funzionari e watchdog temono un indebolimento del regolatore e una minore capacità di individuare rischi sistemici. Bowman replica che una supervisione più snella renderà il sistema più efficiente, favorendo crescita economica e stabilità finanziaria nel medio periodo.
Tagli aziendali: fine dell’era delle assunzioni facili
Negli Stati Uniti è in corso una nuova fase di riduzione dei costi che colpisce duramente i lavoratori. Colossi come Amazon, UPS e Pinterest stanno tagliando decine di migliaia di posti dopo l’over-hiring del periodo pandemico. Nel 2025 le imprese USA hanno annunciato 1,2 milioni di licenziamenti, il livello più alto dal 2020, con tech e logistica in testa. Per ora i tagli riflettono soprattutto eccessi di organico, non l’AI, anche se gli investimenti tecnologici stanno riducendo la domanda di lavoro. Il mercato resta solido, ma le assunzioni rallentano e la disoccupazione media dura più a lungo, segnalando un riequilibrio strutturale in atto.
Trump e la guerra legale contro i media
Dalla definizione dei media come “nemici del popolo” nel 2017, Donald Trump ha progressivamente trasformato lo scontro retorico in azioni legali e pressioni istituzionali. Nel secondo mandato, l’escalation include minacce alle licenze televisive, politiche restrittive al Pentagono e un raid dell’FBI contro un giornalista, giudicato allarmante dalle associazioni per la libertà di stampa. Parallelamente, Trump ha intentato numerose cause per diffamazione contro grandi testate come ABC, CBS, Wall Street Journal, New York Times e BBC, alcune chiuse con accordi milionari mentre erano in corso iter regolatori. I critici parlano di una strategia di intimidazione giudiziaria che rischia di indebolire il Primo Emendamento e l’indipendenza dell’informazione negli Stati Uniti.
Build-to-rent favorito dalla stretta di Trump sugli investitori immobiliari
La stretta di Trump contro i grandi investitori che acquistano case esistenti rischia di rafforzare il modello build-to-rent, esplicitamente escluso dall’ordine esecutivo. Il settore, già in crescita, costruisce quartieri di nuove abitazioni destinate all’affitto, evitando la concorrenza diretta con i compratori privati. Dal 2012 negli Stati Uniti sono stati realizzati oltre 321.000 alloggi build-to-rent, più del 75% negli ultimi cinque anni. Con l’esenzione concessa dalla Casa Bianca, Wall Street accelera il pivot verso questo segmento, che promette minori costi di gestione, domanda stabile e maggiore protezione politica. L’effetto di lungo periodo potrebbe essere un cambiamento strutturale nei sobborghi americani, con più affittuari e meno proprietari.
Ordini industriali USA in forte crescita a novembre
Gli ordini delle fabbriche USA sono aumentati del 2.7% a novembre, raggiungendo 621.6 miliardi di dollari, ben oltre le attese del mercato ferme a 1.3%, secondo il Census Bureau. Le spedizioni sono invece diminuite dello 0.1% dopo il rialzo di ottobre. Gli ordini inevasi sono saliti dell’1.4%, segnando il 16° aumento in 17 mesi e confermando una domanda ancora solida nel settore manifatturiero.
EUROPA
Accordo UE-India: il maxi patto che ridisegna il commercio globale
L’Unione Europea e l’India hanno raggiunto un accordo di libero scambio che collegherà quasi 2 miliardi di consumatori, il più grande mai concluso dall’UE per popolazione. L’intesa, definita “la madre di tutti gli accordi” dalla presidente Ursula von der Leyen, ridurrà o eliminerà la maggior parte dei dazi, con risparmi stimati in 4,8 miliardi di dollari l’anno per le imprese europee. I dazi sulle auto UE scenderanno gradualmente dal 110% al 10%, entro 10-14 anni, fino a 250.000 veicoli l’anno. Il patto rafforza la strategia delle medie potenze di diversificare alleanze in risposta ai dazi USA, come auspicato dal premier canadese Mark Carney. Per l’India, colpita da dazi USA al 50% nel 2025, l’accordo sostiene investimenti e export, secondo Narendra Modi.
Europa stretta tra autonomia e dipendenza dagli Stati Uniti
La reazione europea al tentativo di Trump su Groenlandia ha mostrato unità politica, ma anche una dipendenza strutturale dagli USA che limita le opzioni. L’UE invia circa 21% delle esportazioni verso l’America, dipende dagli Stati Uniti per 25% del gas e per tecnologia e finanza, con Visa e Mastercard che gestiscono circa 2/3 dei pagamenti. Sul piano militare, la presenza USA resta decisiva. Bruxelles cerca di diversificare con nuovi accordi commerciali, ma la leva americana resta forte. La transizione verso un mondo di competizione tra grandi potenze indebolisce il potere negoziale europeo e rende costosa qualsiasi vera emancipazione.
Vertice informale UE, Draghi e Letta per rilanciare la competitività
Il presidente del European Council, António Costa, ha convocato un ritiro informale il 12 febbraio con i 27 leader UE, invitando Mario Draghi ed Enrico Letta. L’obiettivo è accelerare l’attuazione dei report 2024 su mercato unico e competitività. Costa chiede indirizzi politici chiari a Commissione e Consiglio per sbloccare riforme strutturali. Secondo analisi indipendenti, solo l’11% delle raccomandazioni del report Draghi risulta implementato. La presenza di Draghi mira a riattivare slancio su integrazione dei mercati dei capitali e finanziamento comune per progetti strategici.
DMA, Bruxelles difende l’applicazione “discreta” delle regole digitali
La commissaria UE alla Concorrenza Teresa Ribera ha difeso l’attuazione del Digital Markets Act, spiegando che i casi contro i big tech vengono gestiti in modo discreto e tramite dialogo continuo con le imprese. Bruxelles respinge le accuse di Washington secondo cui il DMA sarebbe una barriera non tariffaria contro le aziende USA, ribadendo la neutralità nazionale delle norme. Dal 2023 la Commissione ha aperto diversi procedimenti, infliggendo multe da 500 milioni a Apple e 200 milioni a Meta, con sanzioni potenziali fino al 10% del fatturato globale. L’UE sottolinea che l’obiettivo è modificare i comportamenti di mercato e tutelare concorrenza e consumatori, non colpire singoli Paesi.
Eurozona resiliente nel 2025, ma il divario con gli USA resta
L’economia dell’area euro ha registrato nel 2025 una crescita dell’1,5%, la più elevata dal 2022, in accelerazione dallo 0,9% del 2024, secondo Eurostat. Il risultato conferma la tenuta del blocco nonostante i dazi USA al 15% introdotti da Donald Trump, ma il ritmo resta inferiore al 2,1% atteso per gli Stati Uniti dal International Monetary Fund. Il quarto trimestre ha chiuso con crescita annualizzata dell’1,3% e disoccupazione al minimo storico del 6,2%. La spinta fiscale tedesca e gli investimenti in difesa e infrastrutture sostengono il 2026, ma pesano rischi geopolitici, produttività debole e domanda esterna in rallentamento. Christine Lagarde invita l’Europa a rafforzare la crescita interna.
Euro forte e dollaro debole, possibile impatto sulla BCE
L’indebolimento del dollaro e il rafforzamento dell’euro potrebbero influenzare le prossime decisioni della Banca Centrale Europea, secondo François Villeroy de Galhau, governatore della Banque de France. Un euro più forte tende a ridurre l’inflazione, abbassando i prezzi delle importazioni e frenando le esportazioni. Le stime BCE indicano che un apprezzamento del 10% dell’euro ridurrebbe l’inflazione fino a 0,6 punti percentuali dopo un anno. L’istituto è atteso mantenere i tassi al 2% nella riunione del 5 febbraio, ma il cambio resta un fattore chiave.
Fiducia nell’eurozona in netto miglioramento a gennaio
La fiducia di imprese e consumatori nell’eurozona è aumentata oltre le attese a gennaio. L’Economic Sentiment Indicator della Commissione Europea è salito a 99.4, da 97.2 di dicembre, massimo da gennaio 2023 e vicino alla media storica di 100. Il miglioramento ha interessato servizi, industria e retail, con Germania in accelerazione e Francia più debole. Le aspettative occupazionali indicano un mercato del lavoro meno teso, ma i prezzi restano elevati, limitando l’impatto sulla politica della Banca Centrale Europea.
Spagna, disoccupazione sotto il 10% per la prima volta dal 2008
Il tasso di disoccupazione in Spagna è sceso al 9,93% nel quarto trimestre 2025, per la prima volta sotto il 10% dal 2008, secondo l’INE. I disoccupati sono diminuiti di 136.100 unità a 2,48 milioni, con la crescita dei servizi come principale motore, affiancata da agricoltura e costruzioni. Nonostante il miglioramento, il dato resta sopra la media dell’area euro (6,3%). La Commissione Europea prevede un’ulteriore riduzione nei prossimi anni, con PIL 2025 stimato al 2,9% e prospettive solide anche nel 2026.
Crescita debole in Francia, Spagna ancora in forte espansione
Nel 2025 l’economia della Francia è cresciuta solo dello 0.9%, il ritmo più lento dal 2020, penalizzata dai dazi USA e dal contributo negativo del commercio estero. Le esportazioni sono salite appena dell’1.4%, mentre le importazioni sono aumentate del 2.9%. Al contrario, la Spagna ha segnato una crescita del 2.8%, sostenuta da turismo, investimenti e immigrazione, confermandosi tra le economie più dinamiche dell’eurozona.
Germania, segnali contrastanti su fiducia e consumi
La fiducia delle imprese tedesche resta ferma a 87,6 a gennaio secondo Ifo Institute, sotto le attese, nonostante gli stimoli su infrastrutture e difesa. Migliora la valutazione della situazione attuale, ma peggiorano le aspettative, con servizi in calo e manifattura in lieve recupero. Sul fronte dei consumi, l’indice GfK per febbraio sale a -24,1 da -26,9, segnalando un rimbalzo parziale. Tuttavia, risparmio elevato, tensioni geopolitiche e incertezza commerciale continuano a frenare una ripresa ancora fragile.
Grecia verso la normalità finanziaria, tra fiducia e nuovi rischi
L’economia greca mostra progressi significativi: spread decennale sotto 80 punti base per la prima volta dal 2007, costi di finanziamento in forte calo e debito/PIL in riduzione. Secondo European Stability Mechanism, i mercati sovrani si sono ri-integrati dopo la crisi dell’euro. MSCI valuta il ritorno di Atene tra i mercati sviluppati, con potenziali afflussi di capitale e maggiore liquidità. L’altra faccia è una maggiore esposizione agli shock esterni: rendimenti e condizioni finanziarie greche seguono sempre più da vicino le dinamiche dell’area euro, rendendo cruciale il mantenimento di prudenza fiscale e resilienza macroeconomica.
Boom dell’economia irlandese trainato dagli USA
L’economia dell’Irlanda è cresciuta del 12.6% nel 2025, il ritmo più alto tra le economie avanzate, sostenuta dai forti legami con gli Stati Uniti nonostante i dazi di Donald Trump. Decisive le esportazioni farmaceutiche, in particolare i farmaci per perdita di peso e diabete, e la domanda legata all’AI. Le entrate fiscali sono aumentate del 17.2% e il debito/PIL è sceso al 32.8%. La crescita rallenterà, ma resterà solida, secondo Bank of Ireland.
RESTO DEL MONDO
Canada tra Cina e USA, dazi e tassi fermi aumentano l’incertezza
Il premier Mark Carney ha escluso un accordo di libero scambio con la Cina, dopo le minacce di Donald Trump di dazi al 100% contro Ottawa. L’intesa con Pechino resta limitata ai veicoli elettrici e non segna un cambio strategico. Intanto l’economia rallenta, con PIL in contrazione a fine 2025 secondo Statistics Canada. La Bank of Canada mantiene i tassi al 2,25%, in un contesto di crescita debole e incertezza commerciale elevata.
Cina dimezza i dazi sul whisky britannico
La Cina ha accettato di dimezzare i dazi sul whisky del Regno Unito dal 10% al 5% durante la visita a Pechino del premier Keir Starmer. Londra stima che l’intesa possa valere 250 milioni di sterline di esportazioni nei prossimi cinque anni. La mossa rientra nella strategia di diversificazione commerciale dopo i dazi USA, mentre il whisky scozzese verso gli Stati Uniti resta colpito da un’aliquota del 10%, con perdite stimate in 20 milioni di sterline al mese.
Venezuela, più dollari ma senza riforme la crisi resta
Secondo Ricardo Hausmann, la strategia USA sulle vendite di petrolio garantisce al governo venezuelano più liquidità in dollari, ma solo come soluzione temporanea. I proventi, gestiti e trasferiti con condizioni stringenti, alleviano la carenza di valuta ma non risolvono i problemi strutturali. La dollarizzazione di fatto facilita i pagamenti quotidiani, senza però un sistema finanziario in dollari. Con redditi bassissimi, prezzi elevati e assenza di diritti fondamentali, l’economia resta fragile. Per Hausmann, senza libertà, proprietà e investimenti, i dollari non possono tradursi in crescita sostenibile.
Trump rilancia la pressione commerciale sulla Corea del Sud
Il presidente Donald Trump ha minacciato di aumentare i dazi USA sulle esportazioni della Corea del Sud dal 15% al 25%, accusando Seul di non aver ratificato l’accordo commerciale del 2025. Le tariffe colpirebbero auto, legname e farmaceutica. Il governo sudcoreano ribadisce l’impegno sull’intesa, che prevede 350 miliardi di dollari di investimenti negli USA, ma lo stallo parlamentare alimenta nuove tensioni. La mossa conferma l’uso dei dazi come leva politica e l’elevata fragilità degli accordi commerciali USA nel 2026.
Panama annulla la concessione sui porti, protesta Hong Kong
Il governo di Hong Kong ha respinto con fermezza la decisione della Corte Suprema di Panama che ha annullato la concessione a CK Hutchison per la gestione dei porti alle estremità del Canale di Panama. La sentenza, basata su un audit che segnala irregolarità nel rinnovo 25ennale del 2021, rafforza l’obiettivo degli Stati Uniti di limitare l’influenza cinese su un nodo strategico. CK Hutchison parla di decisione priva di basi legali e annuncia possibili azioni giudiziarie. Il caso evidenzia le crescenti tensioni geopolitiche e le difficoltà delle imprese di Hong Kong tra pressioni USA e aspettative di Pechino.
Dazi e agricoltura USA, la scommessa asiatica in Malaysia
Il nuovo accordo commerciale tra USA e Malaysia punta ad aprire spazi per l’export agricolo americano, ma la sfida resta sui costi. Nel 2024 la Malaysia ha importato burro di arachidi per 13,2 milioni di dollari, di cui solo 442.000 dagli USA contro 12,5 milioni dalla Cina. Kuala Lumpur rimuoverà dazi del 5% su frutta e prodotti agricoli USA, pur subendo tariffe USA al 19%. Per gli importatori locali non è una svolta, ma un vantaggio competitivo marginale. I produttori americani sperano basti per riconquistare quote di mercato.
Singapore, politica monetaria ferma tra crescita solida e inflazione in risalita
La Monetary Authority of Singapore ha mantenuto inermi i parametri di politica monetaria, segnalando rischi al rialzo per crescita e inflazione. L’istituto prevede inflazione core e headline 2026 all’1,0%-2,0%, in aumento rispetto alle stime precedenti, e crescita resiliente nel breve. Il cambio resta lo strumento chiave, con NESS invariata. L’AI sostiene manifattura e servizi, ma shock geopolitici, correzioni finanziarie o un raffreddamento dell’AI capex restano rischi. Il dollaro di Singapore è stabile vicino ai massimi pluriennali.
PROSPETTIVE
I mercati tornano a concentrarsi sui dati occupazionali USA, cruciali per valutare il timing dei prossimi tagli dei tassi della Federal Reserve, dopo la designazione di Kevin Warsh come futuro presidente al termine del mandato di Jerome Powell. Venerdì sono attesi i nonfarm payrolls di gennaio, preceduti da JOLTS, ADP e richieste di sussidi, mentre il dollaro resta sensibile a ogni segnale di raffreddamento del mercato del lavoro.
Sul fronte globale, decisioni di politica monetaria in arrivo da European Central Bank, Bank of England e Reserve Bank of Australia, con quest’ultima attesa al rialzo dei tassi per contrastare un’inflazione tornata sopra il target. L’ECB dovrebbe mantenere una linea prudente, osservando forza dell’euro e pressioni geopolitiche, mentre la BoE è attesa ferma dopo il taglio di dicembre.
In Canada, i dati sul lavoro guideranno le attese sui tassi dopo una fase di stagnazione. In Asia, focus su elezioni giapponesi, PMIs cinesi e rialzo dei tassi in Australia. Numerosi CPI in arrivo in Asia emergente completeranno il quadro, offrendo indicazioni sulla traiettoria globale della politica monetaria nel 2026.
Stati Uniti:
How Trump’s Ally at the Fed Is Remaking Bank Oversight - WSJ
The First Three Weeks of the Year Will Reshape the World - WSJ
These Developers Stand to Win in Trump’s Housing-Investor Crackdown - WSJ
Trump has ramped up lawsuits against the media. Here’s where they stand.
Trump is breaking the old global order; allies brace for economic risks
Trump Has Four Finalists to Run the Fed. None of Them Are Exactly What He Wants. - WSJ
U.S. Economy May Be Experiencing Step Up in Potential Growth, World Bank Says - WSJ
Why Powell Won’t Say if He Is Staying on the Fed Board - WSJ
U.S. Companies Are Still Slashing Jobs to Reverse Pandemic Hiring Boom - WSJ
Fed Holds Rates Steady for First Time Since July
U.S. Factory Orders Rose in November - WSJ
Trump Expected to Pick Kevin Warsh as Fed Chair - WSJ
U.S. Trade Deficit Grew in November - WSJ
Trump Picks Veteran Staffer Brett Matsumoto to Head Bureau of Labor Statistics - WSJ
Kevin Warsh’s Long Road to the Fed Chair
Who Is Kevin Warsh, Trump’s Fed Chair Pick? - WSJ
Trump Picks Kevin Warsh as Fed Chair
Fed’s Musalem Rejects Further Rate Cuts - WSJ
Fed’s Bowman Says Policy Still Restrictive - WSJ
Fed Policymakers Will Find Kevin Warsh Persuasive, Governor Stephen Miran Says - WSJ
Europa:
EU Competition chief defends 'discreet' handling of big tech cases under digital rules | Euronews
EU and India Reach Free-Trade Deal as World Responds to Trump Tariffs - WSJ
Spanish Unemployment Fell in Final Quarter of 2025 - WSJ
German Business Sentiment Stalls - WSJ
Weaker Dollar’s Inflation Effects Could Shape Rate Decisions, ECB’s Villeroy Says - WSJ
German Consumer Sentiment Picks Up as Outlook Brightens - WSJ
Greece's economy is making progress, but global risks loom large | Euronews
Draghi to join EU leaders at retreat to boost competitiveness, Costa tells Euronews
Irish Economy Soared in 2025 on Weight-Loss Drugs Boom - WSJ
Eurozone Economy Posts Resilient 2025 Growth Despite Tariff Turbulence - WSJ
Eurozone Business Confidence Jumps at Start of Year - WSJ
Eurozone Economy Posts Resilient 2025 Growth Despite Tariff Turbulence - WSJ
Resto del Mondo:
Carney replies to Trump, says Canada not signing China free trade deal | Euronews
Trump threatens Canada with 100% tariff over its trade deal with China | Euronews
Hong Kong 'firmly rejects' court ruling cancelling concession on operating Panama ports | Euronews
Trump threatens South Korea with tariff hike over investment delay | Euronews
Trump Threat on South Korea Jolts Trade Partners Who Thought They Had Deals - WSJ
Bank of Canada Likely to Hold Rates Steady in 2026, Survey Finds - WSJ
Bank of Canada Stands Pat on Rates, Warns of Heightened Uncertainty - WSJ
The Painstaking Reality of Turning Trump’s Tariffs Into New U.S. Exports - WSJ
Singapore’s Central Bank Stays on Hold as It Raises Inflation Forecasts - WSJ
Fresh oil dollars won’t fix Venezuela’s economy, says former minister | Euronews
