La Settimana Economica | n. 6/2026

La prima settimana di febbraio si chiude all’insegna del continuo romanzo della Federal Reserve e degli Epstein files, del ritorno della diplomazia commerciale e di una BCE ferma sui tassi.

Negli Stati Uniti il clima esterno migliora grazie agli accordi commerciali con l’India e alla ripresa del dialogo con l’Unione Europea dopo il caso Groenlandia. Sul fronte interno, però, l’incertezza resta elevata: la Fed è sotto pressione tra nuove nomine, scontri politici e precedenti storici che tornano d’attualità. Lo shutdown blocca la pubblicazione dei dati ufficiali sul lavoro di gennaio e costringe gli analisti a fare affidamento su fonti private, che segnalano un rallentamento dell’occupazione. Il promesso boom manifatturiero trumpiano resta lontano, mentre servizi e fiducia mostrano segnali di recupero al prezzo di nuove pressioni sui prezzi.

In Europa la settimana è dominata dagli accordi commerciali. Riparte l’attuazione dell’intesa UE-USA, mentre a fine mese von der Leyen tenterà di sbloccare il dossier Australia. In parallelo si lavora a nuove sanzioni su Russia e Iran. L’inflazione resta disomogenea ma sotto il target, consentendo alla BCE di mantenere i tassi invariati. Il Regno Unito rischia un impatto negativo su crescita e conti pubblici senza il contributo dell’immigrazione, mentre la Germania invia segnali contrastanti: ordini in forte ripresa ma produzione ancora in calo.

Nell’Asia centrale la crescita resta elevata, intorno al 6%, ma con fondamentali fragili. La Cina spinge export a basso costo verso l’America Latina, sostenendo i consumatori ma alimentando timori protezionistici. Il Canada avvia il 2026 in difficoltà, con servizi in recessione, lavoro debole e cautela sui tassi. L’India, forte dell’accordo con gli USA, congela la politica monetaria.

INDICATORI MACROECONOMICI

Inflazione: 
Italia: +1,2%, dal precedente +1,1% ⬆
Eurozona: +1,7% dal precedente +2,2%. ⬇
Inghilterra: +3,4% dal precedente +3,2% ⬆
Stati Uniti: +2,7% dal precedente +2,7% 

Disoccupazione: 
Italia: +5,7% dal precedente +5,8% ⬇
Eurozona: +6,3% dal precedente +6,4%⬇
Inghilterra: +5,1% dal precedente +5% ⬆
Stati Uniti: +4,4% dal precedente +4,6% ⬇

Tassi d'interesse: 
Eurozona: 2,15%
Stati Uniti: 3,75-3,5%
Inghilterra: 3,75%

PIL: Q4 2025: 
Italia: 0,1%
Eurozona: +0,3%
Inghilterra: +0,3%
Stati Uniti: +4,3% 

MERCATI FINANZIARI

EUR/USD: 1,18143, –0,31% questa settimana, +0,62% da inizio anno
DXY: 98,43, +1,02% questa settimana, –9,90% da inizio anno

S&P 500: 6.932,31, –0,10% questa settimana, +0,79% da inizio anno
NASDAQ: 23.031,21, –1,84% questa settimana, –1,92% da inizio anno
FTSE MIB: 45.877,20, +0,77% questa settimana, +1,95% da inizio anno
STOXX 600: 596,94, +7,18% questa settimana, +15,90% da inizio anno
DAX: 24.539,34, +1,23% questa settimana, +22,40% da inizio anno
CAC 40: 8.195,21, +4,82% questa settimana, +12,10% da inizio anno
IBEX 35: 17.492,00, +15,80% questa settimana, +36,50% da inizio anno

US10Y: 4,21%, –3 bps questa settimana, +2 bps da inizio anno
US02Y: 3,48%, –25 bps questa settimana, –70 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,71%, +42 bps questa settimana, +32 bps da inizio anno
IT10Y: 3,57%, +36 bps questa settimana, +27 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 63,110 bps, +1,80 bps questa settimana, +2,6 bps da inizio anno

BTC/USD: 68.400,00, –11,15% questa settimana, –21,90% da inizio anno
VIX: 17,77, +1,95% questa settimana, +19,66% da inizio anno

FOCUS DELLA SETTIMANA

STATI UNITI

Continua il romanzo targato Federal Reserve

La nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve, annunciata da Donald Trump, riporta al centro del dibattito il ruolo di Stanley Druckenmiller, storico mentore del nuovo chair designato. L’influenza dell’investitore, noto per un approccio rigoroso e guidato dai dati, viene letta da Wall Street come una garanzia di indipendenza della Fed, nonostante le crescenti pressioni politiche. Warsh, in passato considerato un “falco” anti-inflazione, oggi appare più flessibile e orientato a decisioni pragmatiche. Succederà a Jerome Powell a maggio.

Il tema dell’autonomia dell’istituzione è tornato d’attualità dopo le battute di Trump, che durante un discorso informale ha ironizzato sul “fare causa” a Warsh se non taglierà i tassi, minimizzando poi come semplice roast. Intanto, i tassi restano nel range 3,5%-3,75%, mentre il clima politico intorno alla Fed si fa più teso.

In questo contesto si inserisce la decisione di Stephen Miran di lasciare il ruolo di consigliere economico alla Casa Bianca per evitare sovrapposizioni e tutelare l’indipendenza della banca centrale. Parallelamente, il senatore repubblicano Tim Scott ha difeso Powell, ridimensionando l’indagine del Department of Justice e aprendo la strada a una possibile accelerazione sulla conferma di Warsh.

La storia invita però alla cautela. Da Nixon e BurnsCarter e Miller, fino allo scontro tra Truman e Martin, i precedenti mostrano come i presidenti spesso restino delusi dalle loro scommesse sulla Fed. Warsh dovrà ora bilanciare le aspettative politiche con la credibilità dell’istituzione.

USA–India, accordo sui dazi e stop al petrolio russo

Gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo con l’India per ridurre i dazi dal 25% al 18%, in cambio dell’impegno di Nuova Delhi a cessare gli acquisti di petrolio russo. L’intesa, annunciata da Donald Trump e confermata dal premier Narendra Modi, prevede anche l’azzeramento progressivo delle barriere commerciali indiane e acquisti di energia e prodotti agricoli USA per 500 miliardi di dollari. L’accordo riduce le tensioni bilaterali e rafforza l’asse economico tra le due democrazie.

Lavoro e statistiche sotto stress tra shutdown e segnali di rallentamento

Il report sull’occupazione di gennaio è stato rinviato a causa di uno shutdown parziale che ha colpito il Bureau of Labor Statistics, con possibili slittamenti anche per Jolts e inflazione. In attesa dei dati ufficiali, analisti e mercati fanno maggiore affidamento su fonti private come ADP, Indeed e Paychex, utili ma non sostitutive delle statistiche pubbliche. Intanto il mercato del lavoro mostra debolezza: posti vacanti –386.000 a dicembre, licenziamenti annunciati 108.400 a gennaio, massimo dal 2009, e solo 22.000 nuovi posti nel settore privato secondo ADP. Le richieste di sussidi sono salite a 231.000, segnalando assunzioni più caute.

La promessa del boom manifatturiero va in retromarcia

Il rilancio manifatturiero promesso da Donald Trump mostra segnali opposti alle attese. L’occupazione nel settore è scesa per otto mesi consecutivi dopo l’introduzione dei dazi del “Liberation Day”, con oltre 200.000 posti persi dal 2023. L’indice ISM segnala una lunga fase di contrazione, nonostante un lieve rimbalzo a gennaio. I dazi hanno aumentato i costi dei materiali e frenato gli investimenti, mentre l’incertezza sulle politiche commerciali pesa sulle decisioni delle imprese. La Federal Reserve ha rivisto al ribasso la stima dell’output industriale post-pandemia. Nel lungo periodo i dazi potrebbero aiutare, ma nel breve la manifattura USA resta sotto pressione.

Servizi ancora in espansione ma salgono le pressioni sui prezzi

L’attività dei servizi negli Stati Uniti resta in crescita a gennaio: l’indice PMI dell’Institute for Supply Management si è attestato a 53,8, in linea con dicembre. Tutti i sottoindici restano in area espansiva, ma aumentano le segnalazioni su incertezza e dazi. L’indice dei prezzi continua a salire, indicando pressioni inflazionistiche persistenti nel settore.

Fiducia dei consumatori in lieve recupero a febbraio

La fiducia dei consumatori è salita a 57,3 a febbraio, da 56,4 a gennaio, superando le attese. Il miglioramento resta graduale, dopo i minimi di fine 2025. Persistono però timori su prezzi elevati e mercato del lavoro. Le attese di inflazione a un anno calano, mentre quelle di lungo periodo risalgono leggermente, un aspetto seguito con attenzione dalla Federal Reserve.

EUROPA 

UE divisa sulla “preferenza europea” per rilanciare la competitività

Il commissario all’Industria Stéphane Séjourné ha rilanciato l’idea di una “preferenza europea” negli appalti pubblici per rafforzare la competitività dell’Unione Europea contro CinaStati Uniti. La proposta, che favorirebbe prodotti con componenti “Made in Europe”, spacca i Paesi membri: FranciaGermaniaUrsula von der Leyen la sostengono, mentre Stati più piccoli temono effetti distorsivi sul mercato unico. Il tema sarà centrale al vertice dei leader UE del 12 febbraio, insieme al rilancio del Rapporto Draghi, finora attuato solo per l’11%, e alle divergenze su regolazione, investimenti e debito comune.

UE-USA, riparte l’attuazione dell’accordo commerciale

Il Parlamento europeo ha sbloccato l’iter per l’attuazione dell’accordo commerciale UE-USA, sospeso dopo le minacce di dazi di Donald Trump legate alla Groenlandia. L’intesa, siglata nel 2024 con Ursula von der Leyen, prevede dazi USA al 15% e azzeramento di quelli UE. Il voto in commissione è atteso a fine febbraio, con possibile plenaria a marzo, mentre restano divisioni su clausole di sospensione futura.

UE-Australia, von der Leyen tenta lo sblocco dell’accordo commerciale

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen potrebbe volare in Australia a fine febbraio per chiudere l’accordo di libero scambio fermo dal 2023. La missione dipende dai progressi dei negoziati guidati dal commissario al Commercio Maroš Šefčovič. L’UE punta a diversificare i partner tra tensioni con USA e Cina.

Sanzioni UE: possibile stop ai servizi marittimi sul petrolio russo

La Commissione europea valuta con il G7 il futuro del price cap sul petrolio russo prima di varare un nuovo pacchetto di sanzioni. Tra le opzioni c’è un divieto totale dei servizi marittimi proposto da Finlandia e Svezia, che bloccherebbe assicurazioni, trasporto e accesso ai porti UE per tutte le navi con greggio russo, rendendo di fatto inapplicabile il price cap nell’UE. La misura potrebbe aumentare i costi per Mosca e semplificare i controlli, ma richiede unanimità e coordinamento con gli altri partner. Bruxelles punta ad approvare il 20° pacchetto entro il 24 febbraio.

UE–Iran: sanzioni più dure, ma scambi ancora attivi

L’Unione Europea ha approvato nuove sanzioni contro l’Iran, ma gli scambi commerciali proseguono, seppur su livelli molto bassi. Nel 2024 il commercio UE–Iran ha raggiunto 4,6 miliardi di euro, con un surplus UE di 2,9 miliardi, secondo Eurostat. L’Iran pesa solo 0,1% dell’export extra-UE. La Germania resta il principale partner europeo, con circa un terzo degli scambi totali. Machinery e chimica guidano l’export UE, mentre l’import dall’Iran è concentrato su alimentari e beni intermedi.

Europa, inflazione alimentare disomogenea nel 2025

Nel 2025 i prezzi alimentari nell’Unione Europea sono aumentati in media del 2,8%, secondo Eurostat, ma con forti divergenze tra Paesi e prodotti. La Turchia è un outlier con +32,8%, mentre nell’UE spicca la Romania (+6,7%). Tra le grandi economie, inflazione bassa in Francia (0,7%), più alta in Italia (2,5%). I rincari maggiori riguardano cioccolato (+17,8%)frutta surgelata (+13%)carne bovina (+10%). In calo olio d’oliva (-22,9%)zucchero (-11%), segnalando un’inflazione alimentare ancora selettiva e frammentata.

BCE ferma sui tassi, inflazione sotto target ma fiducia sulla traiettoria

La BCE ha lasciato i tassi invariati, con inflazione al 1,7% a gennaio. Christine Lagarde ha ribadito che la politica è “in una buona posizione”, definendo il calo sotto il 2% temporaneo e legato a prezzi energetici in calo. L’approccio resta data dependent, senza svolte direzionali. La crescita dell’area euro nel Q4 è stata +0,3%, trainata da servizi, ICT e AI, oltre a investimenti in difesa e infrastrutture. La forza dell’euro viene monitorata ma non mirata. La BCE chiederà riforme UE su mercati dei capitali, unione bancaria e digitale per sostenere produttività e crescita.

Eurozona, banche più prudenti sul credito alle imprese

Le banche dell’Eurozona hanno irrigidito i criteri di concessione dei prestiti alle imprese nel quarto trimestre 2025, una sorpresa destinata a proseguire nel 2026, secondo la European Central Bank. Il fenomeno è concentrato soprattutto in Germania e Francia e riflette maggiori rischi percepiti, anche legati ai dazi USA. Nonostante il tasso BCE al 2%, la trasmissione monetaria resta debole. L’inasprimento del credito rappresenta un freno potenziale alla crescita, in un contesto di euro forte e concorrenza cinese crescente.

Regno Unito, stop all’immigrazione costerebbe crescita e conti pubblici

Secondo il National Institute of Economic and Social Research, un azzeramento dell’immigrazione renderebbe l’economia britannica più piccola del 3,6% entro il 2040, con debito e tasse più alti. Meno lavoratori ridurrebbero il gettito, aprendo un buco fiscale pari allo 0,8% del PIL. L’istituto prevede l'inflazione verso il 2% e due ulteriori tagli dei tassi da parte della Bank of England, fino al 3,25%, ma avverte che senza immigrazione il modello resta insostenibile.

Germania, segnali misti dall’industria tra ordini in forte ripresa e produzione in calo

Gli ordini industriali tedeschi hanno registrato un forte rimbalzo a dicembre, con un +7,8% m/m, massimo da due anni e quarto aumento consecutivo. Nel Q4 +9,5% t/t, con livelli tornati a inizio 2022, trainati da metalli e macchinari, stimolo fiscale e tassi più bassi. Di contro, la produzione industriale ha frenato bruscamente (-1,9% m/m), penalizzata dal comparto auto (-8,9%). Il 2025 chiude a -1,1%, ma gli ordini suggeriscono una ripresa graduale.

Spagna, riserve record e il mito dell’“oro di Mosca”

Nel 2025 la Banco de España ha chiuso l’anno con quasi 94 miliardi di euro di riserve in oro e valuta, massimo storico, grazie all’impennata del prezzo del metallo come bene rifugio. Il dato riaccende il dibattito sull’“oro di Mosca”: durante la Guerra civile spagnola oltre 510 tonnellate furono trasferite in Unione Sovietica per finanziare lo sforzo bellico repubblicano. La storiografia esclude un furto: l’oro fu speso. Oggi la Spagna possiede 281 tonnellate, frutto di politiche monetarie moderne, non di recuperi storici.

RESTO DEL MONDO 

Cina inonda l’America Latina: export a basso costo e pressioni sui governi

La Cina sta aumentando le esportazioni a basso costo verso l’America Latina dopo i dazi USA di Donald Trump, colpendo industria e occupazione locali. Auto, e-commerce e beni manifatturieri cinesi guadagnano quote, mentre Paesi come MessicoBrasile valutano misure protezionistiche. I consumatori beneficiano dei prezzi bassi, ma i deficit commerciali crescono e l’influenza di Pechino si rafforza, costringendo i governi a un delicato equilibrio tra difesa industriale e dipendenza economica.

Canada, inizio 2026 debole tra servizi in recessione, cautela sui tassi e lavoro fragile

L’economia canadese parte il 2026 in affanno. I servizi restano in contrazione, con il PMI a 45,8 a gennaio, frenati da dazi e incertezza commerciale, mentre il manifatturiero mostra solo stabilizzazione. Il governatore Tiff Macklem avverte che tagli dei tassi non risolverebbero debolezze strutturali legate a produttività, AI e demografia, con tassi fermi al 2,25%. Sul lavoro, persi 24.800 posti a gennaio, ma disoccupazione in calo al 6,5% per la contrazione della forza lavoro. Crescita attesa intorno all’1,5%.

Argentina, fiducia sotto pressione dopo le dimissioni al vertice delle statistiche

Le dimissioni del capo dell’Indec mettono alla prova la credibilità del piano economico di Javier Milei. Il rinvio del nuovo indice dei prezzi riaccende i timori di manipolazione dei dati, un nervo scoperto per i mercati. L’inflazione resta in forte calo ma il mantenimento di un paniere obsoleto sottostima l’impatto di bollette ed energia. Gli asset argentini reagiscono male e il peso rischia maggiore volatilità. Il costo reputazionale, vista la storia del Paese, appare elevato.

India: la banca centrale congela i tassi dopo l’accordo con gli USA

La Reserve Bank of India ha lasciato il tasso repo al 5,25%, interrompendo il ciclo di tagli grazie al miglioramento del contesto esterno. L’accordo commerciale con gli Stati Uniti, che riduce i dazi al 18%, ha attenuato un rischio chiave per crescita e mercati. L’RBI ha rivisto al rialzo le stime di crescita e leggermente quelle di inflazione, segnalando una pausa prolungata della politica monetaria.

Corea del Sud, export in forte avvio nonostante i rischi sui dazi

Le esportazioni della Corea del Sud sono balzate del 34% a gennaio, spinte da più giorni lavorativi e dalla domanda di semiconduttori, con surplus commerciale di 8,7 miliardi di dollari. Le spedizioni verso USA e Cina crescono a doppia cifra, ma pesa l’incertezza dopo le minacce di Donald Trump di ripristinare dazi al 25%. Seoul ribadisce l’impegno a investire 350 miliardi negli Stati Uniti.

Messico, pausa sui tassi dopo 12 tagli consecutivi

La Banca del Messico ha lasciato invariato il tasso di riferimento al 7,0%, sospendendo il ciclo di allentamento per valutare l’impatto di aumenti fiscali e dazi. L’inflazione è salita al 3,77% a gennaio, con la core al 4,47%. L’istituto ora vede il ritorno al 3% solo nel Q2 2027, ma mantiene aperta la porta a nuovi tagli nei prossimi mesi.

Australia, la stretta torna protagonista

La Reserve Bank of Australia ha avviato una svolta restrittiva alzando i tassi di 25 punti base al 3,85%, primo rialzo dal 2023, dopo aver ammesso errori nelle stime sull’inflazione. I prezzi sono tornati sopra il target 2–3% e la domanda resta più forte del previsto. Il messaggio è hawkish: la governatrice Michele Bullock non esclude nuovi rialzi già a maggio. Con produttività debolespesa pubblica elevata, il rischio è una combinazione di tassi più alticrescita fragile e pressioni crescenti su famiglie e conti pubblici.

Nuova Zelanda, disoccupazione ai massimi dal 2015

Nel quarto trimestre 2025 la disoccupazione in Nuova Zelanda è salita al 5,4%, il livello più alto dal 2015, secondo Stats NZ. Nonostante segnali di ripresa dell’attività, il mercato del lavoro resta fragile. L’inflazione è risalita al 3,1%, sopra il target della Reserve Bank of New Zealand, ma nuovi rialzi dei tassi appaiono improbabili nel 2026.

Asia Centrale accelera nel 2025, crescita sopra il 6% ma restano fragilità

Nel 2025 l’economia dell’Asia Centrale è cresciuta di oltre 6%, ben sopra Stati Uniti ed eurozona. Kazakhstan ha segnato +5,9%, trainato da petrolio e manifattura; Uzbekistan +7,4% grazie a investimenti ed export; Kyrgyz Republic oltre +10% in fase di catch-up. Azerbaijan, hub energetico e logistico, è cresciuto intorno al 3%. Nonostante i numeri, inflazione elevatadisuguaglianze di reddito e dipendenza da fattori esterni restano i principali rischi per una crescita duratura.

PROSPETTIVE 

La settimana si apre con dati USA ritardati che guidano FX e bond. Al centro nonfarm payrolls di gennaio mercoledì e inflazione venerdì: segnali deboli anticiperebbero i tagli Fed, con i mercati che prezzano un primo intervento a luglio e chance a giugno. Attesi payrolls intorno a +90.000core CPI stabile al 2,6%, headline in calo a 2,5%. In calendario anche ECI Q4, jobless claims, vendite case e aste Treasury su 3, 10 e 30 anni.

In Eurozona agenda leggera dopo l’ECB ferma a 2,00%. Focus su PIL Q4 venerdì. Aste diffuse tra Germania, Italia, Francia, Olanda, Austria, Portogallo e Grecia. UK sotto osservazione con PIL Q4 giovedì, atteso +0,2% q/q, dopo il voto BOE 5-4 che avvicina i tagli. Pubblicazioni anche su produzione industriale e APF report.

In Scandinavia occhi su inflazione NorvegiaPIL Q4, con stance prudente sui tagli. Svizzera pubblica CPI: franco forte mantiene pressioni disinflazionistiche.

In Asia, settimana densa. Giappone tra esito elettorale, segnali BOJ e aste JGB indicizzate. Cina rilascia CPI e PPI: CPI atteso 0,4%, PPI ancora negativo -1,5%Australia guarda a spesa delle famiglie, survey NAB e messaggi RBA dopo il rialzo, con 85% di probabilità di un altro aumento a maggio. Taiwan punta su export trainato da AISingapore aggiorna PIL e presenta il Budget 2026India pubblica inflazione e commercio estero, con minore incertezza grazie al deal USA IndiaMessico diffonde CPI, atteso 3,8%, con peso forte che attenua i prezzi dei beni scambiabili.

Stati Uniti:

U.S. Manufacturing Is in Retreat and Trump’s Tariffs Aren’t Helping - WSJ

Federal Shutdown Delays Friday’s Jobs Report - WSJ

What Kevin Warsh Learned Working for Stanley Druckenmiller - WSJ

ECB and BOE on Hold as Dollar Weakens and Imports From China Surge - WSJ

U.S. Will Cut Tariffs on India to 18% in Trade Deal - WSJ

Trump Jokes About Suing Warsh if He Doesn’t Lower Interest Rates - WSJ

With Jobs Data Delayed, Analysts Flock to Unofficial Data - WSJ

Stephen Miran, Temporary Fed Governor, Resigns From White House Role - WSJ

Top Republican Senator Says Fed’s Powell Didn’t Commit a Crime

U.S. Services-Sector Activity Continues to Rise in January - WSJ

These Presidents Found Out How Trying to Control the Fed Chair Can Backfire - WSJ

Weak Hiring, Layoff Plans Paint a Gloomy Labor-Market Picture - WSJ

Consumer Sentiment Has Climbed in February, Michigan Survey Says - WSJ

Europa:

EU condemns Iran's bloody crackdown — but who trades most with Tehran? | Euronews

ECB Survey Records ‘Unexpected’ Tightening in Bank Lending - WSJ

Food inflation across Europe: Which products saw the biggest price increases in 2025? | Euronews

From ‘Moscow gold’ to record reserves: Spain’s gold, then and now | Euronews

EU industry chief calls for 'European preference' ahead of high-stakes EU leaders’ meeting | Euronews

Eurozone Inflation Sinks Below ECB Target Ahead of Rate Decision - WSJ

Without Immigrants, U.K. Economy Would Be Smaller, More Indebted, Says NIESR - WSJ

ECB and BOE on Hold as Dollar Weakens and Imports From China Surge - WSJ

European Parliament unfreezes EU-US trade deal | Euronews

Von der Leyen to travel to Australia to seal trade deal | Euronews

German Factory Orders Unexpectedly Soar as Industrial Rebound Gathers Pace - WSJ

German Industrial Production Declined at End of 2025 - WSJ

ECB rates unchanged, Lagarde: 'Inflation is in a good place' | Euronews

EU seeks G7 input on price cap before next round of sanctions against Russia | Euronews

Resto del Mondo:

South Korea Exports Off to Strong Start in 2026 - WSJ

Australia’s Central Bank Delivers Rate Hike, Signals More on the Horizon - WSJ

Cheap Chinese exports swamp Latin America, putting local industry under strain | Euronews

Canada Services PMI Falls to 45.8 in January as Activity and New Business Decline - WSJ

New Zealand Unemployment Rate Highest in Over a Decade - WSJ

Australia’s Overheating Economy Signals More Rate Pain Ahead - WSJ

Argentina Inflation Battle Jolts Confidence in Milei’s Overhaul - WSJ

Bank of Canada Gov. Macklem Warns of Misdiagnosing Economic Weakness - WSJ

Bank of Mexico Pauses in Rate-Cutting Cycle - WSJ

Canada Unemployment Rate Drops to 6.5% in January as Fewer Look for Work - WSJ

India Central Bank Stands Pat as U.S. Trade Deal Brings Relief for Economy - WSJ

Central Asia posts growth above 6% in 2025, beating advanced economies | Euronews

Tag: Settimana Economicaindicatori macroeconomicimercati finanziari

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La rubrica settimanale a cura di Viktor Todorov che analizza le principali notizie economiche e l’andamento dei mercati finanziari.

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