Negli Stati Uniti, il PIL cresce del 3,4% annualizzato nel terzo trimestre, sostenuto dai consumi (+3,8%) e dagli investimenti nell’intelligenza artificiale. Tuttavia, l’inflazione al 3,7% mantiene alta la pressione sulla Federal Reserve, che ha lasciato i tassi al 3,75-4%. All’interno del comitato emergono divisioni sui tempi della stretta monetaria, mentre i mercati attribuiscono il 76% di probabilità a un rialzo a dicembre. Sul fronte fiscale, il debito federale detenuto dal pubblico raggiunge il 100% del PIL, con un deficit del 6,2%. Intanto, i dazi sull’alluminio canadese e i rincari energetici aumentano i costi industriali, mentre Washington prepara incentivi per attrarre nuovi investimenti automobilistici.
In Europa, il gas TTF supera i 100 euro/MWh, contro i 32 precedenti alla guerra in Iran, mentre gli stoccaggi scendono al 75%. L’inflazione dell’Eurozona raggiunge il 3,8% a settembre, con nuovi aumenti in ottobre, soprattutto in Italia (5,4%) e Francia (3,4%). La BCE mantiene i tassi al 2,5%, pur discutendo possibili rialzi, mentre Christine Lagarde annuncia l’uscita anticipata a febbraio 2027. L’economia europea cresce dello 0,4% nel terzo trimestre, ma soltanto dello 0,2% escludendo l’Irlanda. Preoccupa soprattutto la Francia, dove il PIL si contrae dello 0,1%, Fitch peggiora l’outlook a negativo e il debito si avvicina al 120% del PIL. I rendimenti decennali prossimi al 5% aggravano le difficoltà fiscali, mentre la Germania mostra una ripresa ancora fragile.
Nel resto del mondo, la Cina registra una crescita ufficiale del 4,5%, contestata da alcune società di ricerca, mentre il PMI manifatturiero scende a 49,3 punti, segnalando una nuova contrazione. In Giappone, la Bank of Japan mantiene i tassi all’1,25%, con ulteriori rialzi attesi nei prossimi mesi. In Australia, l’inflazione raggiunge il 4,3%, rafforzando le aspettative di una stretta monetaria. Nel frattempo, le tensioni commerciali e geopolitiche continuano a condizionare le prospettive economiche internazionali.
INDICATORI MACROECONOMICI
Inflazione:
Italia: +5,3%, dal precedente +4,2% ⬆
Eurozona: +3,8%, dal precedente +3,2% ⬆
Inghilterra: +3,5%, dal precedente +3,1% ⬆
Stati Uniti: +3,7%, invariata, dal precedente 3,4% ⬆
Disoccupazione:
Italia: 6,3%, invariata
Eurozona: 6,5%, dal precedente 6,4% ⬆
Inghilterra: 4,7%, dal precedente 4,9% ⬇
Stati Uniti: 4,2%, dal precedente 4,1% ⬆
Tassi d’interesse:
Eurozona: 2,50%
Stati Uniti: 3,75%-4,00%
Inghilterra: 3,75%
PIL:
Italia, Q2 2026: +0,2%
Eurozona, Q3 2026: +0,4%
Inghilterra, Q2 2026: +0,5%
Stati Uniti, Q3 2026: +3,4%
MERCATI FINANZIARI
EUR/USD: 1,1157, –0,39% questa settimana, –5,01% da inizio anno
DXY: 101,88, +0,07% questa settimana, +3,66% da inizio anno
S&P500: 7.580,07, –0,57% questa settimana, +10,21% da inizio anno
NASDAQ: 25.436,99, –2,00% questa settimana, +8,33% da inizio anno
FTSE MIB: 49.500,97, +1,94% questa settimana, +10,14% da inizio anno
STOXX 600: 646,75, +1,73% questa settimana, +9,21% da inizio anno
DAX: 25.818,21, +2,53% questa settimana, +5,43% da inizio anno
CAC 40: 7.969,42, +2,40% questa settimana, –2,21% da inizio anno
IBEX 35: 18.652,90, –1,77% questa settimana, +7,77% da inizio anno
US10Y: 4,928%, –7,2 bps questa settimana, +73,8 bps da inizio anno
US02Y: 4,579%, –10,3 bps questa settimana, +110,6 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,349%, +3,1 bps questa settimana, –34,5 bps da inizio anno
IT10Y: 4,5%, –9,3 bps questa settimana, +95,0 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 116,96 bps, –6,26 bps questa settimana, +56,45 bps da inizio anno
VIX: 19,42, –0,10% questa settimana, +30,78% da inizio anno
BTC/USD: $76.790,00, –5,65% questa settimana, –12,35% da inizio anno
STATI UNITI
PIL al 3,4% grazie all’intelligenza artificiale e ai consumi
L’economia statunitense cresce del 3,4% annualizzato nel terzo trimestre, superando le attese del 3,1% e registrando il ritmo più elevato da un anno. I consumi aumentano del 3,8%, mentre gli investimenti nell’intelligenza artificiale sostengono oltre un terzo della crescita annua. Tuttavia, l’inflazione persistente rafforza le aspettative di nuovi rialzi della Fed a dicembre. Restano criticità: salari reali in calo da sei mesi, risparmio ai minimi dal 2022 e debito federale al 100% del PIL, massimo dal 1946.
Fed divisa tra nuovi rialzi e prudenza monetaria
Negli Stati Uniti, la Federal Reserve ha mantenuto i tassi al 3,75-4% in ottobre, nonostante un’inflazione al 3,7%, sostenuta dai rincari energetici e dal petrolio Brent sopra i 110 dollari. La crescita ancora solida e gli investimenti nell’intelligenza artificiale alimentano il dubbio che la politica monetaria sia sufficientemente restrittiva. La Fed stima il tasso neutrale al 3,2%, ma le aspettative di mercato indicano tassi medi al 4,3% nel prossimo decennio. All’interno del comitato emergono posizioni diverse: Lorie Logan chiede almeno due rialzi da 25 punti base, mentre Alberto Musalem ritiene necessario un ulteriore irrigidimento per riportare l’inflazione al 2% entro 18 mesi, privilegiando interventi graduali. I mercati attribuiscono il 76% di probabilità a un rialzo a dicembre. Intanto, la volontà del presidente Kevin Warsh di ridurre le indicazioni sulle decisioni future alimenta il dibattito sulla trasparenza e sui rischi di volatilità finanziaria.
Debito pubblico al 100% del PIL per la prima volta dal 1946
Il debito federale statunitense detenuto dal pubblico raggiunge 32.200 miliardi di dollari, pari al 100,03% del PIL, massimo dal 1946. Il deficit annuale sfiora i 2.000 miliardi, equivalenti al 6,2% del PIL, nonostante la crescita economica sostenuta. L’aumento dei tassi aggrava i costi di finanziamento, mentre l’invecchiamento della popolazione accresce la spesa previdenziale e sanitaria. Secondo il CBO, un incremento dei tassi di appena 0,1 punti percentuali rispetto alle previsioni comporterebbe 379 miliardi di interessi aggiuntivi in dieci anni.
Costruire case costa sempre di più tra dazi, energia e tassi elevati
Negli Stati Uniti, i costi di costruzione delle abitazioni continuano a crescere, frenando l’offerta immobiliare. Secondo UBS, i dazi aumentano mediamente di 8.200 dollari il costo di ogni nuova casa. La guerra in Iran rincara materiali e trasporti, mentre il boom dei data center e le restrizioni sull’immigrazione aggravano la carenza di manodopera. I costruttori affrontano inoltre condizioni creditizie più restrittive da 18 trimestri consecutivi. Normative edilizie e ritardi autorizzativi aumentano ulteriormente i costi, ostacolando l’accessibilità abitativa.
Dazi sull’alluminio e incentivi per rilanciare l’industria automobilistica
I dazi statunitensi del 50% sull’alluminio canadese aumentano i costi per l’industria americana, mentre il Canada, che fornisce il 70% delle importazioni USA, incrementa del 77% le esportazioni verso l’Europa. Gli elevati costi energetici ostacolano inoltre la produzione interna. Intanto, l’amministrazione Trump prepara agevolazioni tariffarie per attrarre nuovi investimenti automobilistici, tra cui il progetto Audi da 4 miliardi di dollari in Georgia, con una capacità produttiva di 200.000 veicoli annui. L’iniziativa potrebbe favorire la rilocalizzazione industriale negli Stati Uniti.
EUROPA
Europa, gas oltre 100 euro/MWh e scorte in calo: rischio nuovi rincari
Il prezzo del gas europeo TTF supera i 100 euro/MWh, contro i 32 euro precedenti alla guerra in Iran, mentre le scorte UE scendono al 75%, minimo stagionale dal 2011. L’interruzione delle forniture qatariote aumenta la dipendenza dagli Stati Uniti, che coprono circa il 30% del fabbisogno europeo. Secondo ACER, la crisi ha già aumentato i costi delle importazioni di 18-33 miliardi di euro. L’IEEFA ipotizza una riduzione dei consumi del 7%, mentre le famiglie rischiano rincari invernali superiori a 700 euro.
Europa, giovani sotto pressione tra redditi bassi e crisi abitativa
Secondo Eurostat, i giovani europei tra 18 e 24 anni vivono in famiglie con un reddito mediano equivalente di 21.482 euro, inferiore alla media generale di 22.939 euro. In Francia raggiunge 23.850 euro, contro 20.315 in Italia e 26.330 in Germania. In 28 Paesi su 34, i giovani risultano economicamente svantaggiati. Tuttavia, la permanenza nella famiglia d’origine può nascondere difficoltà di autonomia, mentre affitti elevati, salari bassi e servizi pubblici insufficienti alimentano il malcontento giovanile.
BCE, tassi fermi al 2,5% tra inflazione, crisi francese e dimissioni di Lagarde
La BCE mantiene i tassi al 2,5%, nonostante l’inflazione dell’Eurozona abbia raggiunto il 3,8%, alimentata dai rincari energetici e dal gas, aumentato del 36% a ottobre. Il Consiglio direttivo ha discusso un possibile rialzo, ma ha preferito attendere nuovi dati economici, mentre i mercati guardano a una possibile stretta a dicembre. A complicare il quadro è la crisi fiscale francese, con rendimenti decennali vicini al 5% e uno spread con la Germania di 154 punti base. L’aumento dei costi di finanziamento rischia di frenare ulteriormente la crescita e alimentare tensioni nell’Eurozona. La BCE ribadisce la disponibilità dello strumento TPI contro eventuali rischi di contagio. Intanto, Christine Lagarde annuncia l’uscita anticipata per febbraio 2027, aprendo nuove incertezze sulla futura direzione della politica monetaria.
Eurozona, crescita debole e inflazione elevata aumentano i rischi di stagflazione
L’economia dell’Eurozona cresce dello 0,4% nel terzo trimestre, contro lo 0,6% precedente, ma senza il contributo dell’Irlanda (+5,5%) l’espansione si fermerebbe allo 0,2%. La Francia registra una contrazione, mentre la Germania cresce dello 0,2%. Intanto, l’inflazione accelera in Italia al 5,4% e in Francia al 3,4%, alimentata soprattutto dai rincari energetici. Le banche irrigidiscono le condizioni di credito e diminuisce la domanda di prestiti alle imprese. La combinazione di crescita debole, inflazione persistente e credito più restrittivo aumenta i rischi di stagflazione, complicando le decisioni della BCE, che valuta nuovi rialzi dei tassi a dicembre.
Italia, inflazione al 5,4% mentre l’Eurozona rallenta
In Italia, l’inflazione accelera al 5,4% a ottobre, dal 4,2% di settembre, spinta dai rincari di energia, alimentari e trasporti, mentre il PIL ristagna nel terzo trimestre. Nell’Eurozona, la crescita rallenta allo 0,4%, ma scende allo 0,2% escludendo l’Irlanda (+5,5%). Emergono forti divergenze: Francia –0,1%, Germania +0,2% e Spagna +0,6%. La combinazione di crescita debole e inflazione elevata alimenta i rischi di stagflazione, complicando le prossime decisioni della BCE.
Regno Unito, prezzi ancora elevati ma rallenta la crescita salariale
Secondo un sondaggio della Bank of England, le imprese britanniche prevedono rincari del 3,8% nei prossimi 12 mesi, contro il 3,7% stimato a settembre. La crescita salariale dovrebbe invece rallentare dal 3,9% al 3,4%, limitando il rischio di una spirale prezzi-salari. Il 71% delle aziende teme margini ridotti per il caro energia, mentre la BoE valuta un rialzo dei tassi al 4%.
Germania, fiducia dei consumatori in calo nonostante il miglioramento delle imprese
In Germania, l’indice di fiducia dei consumatori GfK scende a –30,8 punti nelle previsioni di novembre, dal precedente –30,6. L’inflazione al 3,3% a settembre e i rincari energetici frenano la propensione alla spesa delle famiglie. In controtendenza, la fiducia delle imprese cresce per il sesto mese consecutivo, sostenuta soprattutto dalla manifattura. La divergenza evidenzia una ripresa ancora fragile. Anche in Francia peggiora il clima economico, con la fiducia dei consumatori ai minimi da 13 anni, tra proteste e tensioni fiscali.
Francia, Fitch peggiora l’outlook tra recessione e crisi fiscale
Fitch conferma il rating francese ad A+, ma peggiora l’outlook a negativo, citando crescita debole, deficit elevato e instabilità politica. L’economia si contrae dello 0,1% nel terzo trimestre, dopo la stagnazione del secondo, mentre l’inflazione raggiunge il 3,4%. Il debito pubblico si avvicina al 120% del PIL, con un deficit previsto al 5,5% nel 2027. I rendimenti decennali restano vicini al 4,9%, aumentando i costi di finanziamento. Il governo punta ad approvare una manovra per ridurre il deficit al 5%, ma l’assenza di una maggioranza parlamentare potrebbe rendere necessario il ricorso all’articolo 49.3 della Costituzione.
Spagna, crisi abitativa: prezzi delle case crescono tre volte più dei salari
In Spagna, tra il 2015 e il 2025 i prezzi delle abitazioni sono aumentati dell’84,6%, contro appena il 27,85% dei salari. Nel secondo trimestre 2026 le case rincarano ancora del 12,2% annuo, mentre le retribuzioni crescono del 3-4%. Secondo la Banca di Spagna, quattro famiglie in affitto su dieci spendono oltre il 40% del reddito per la casa. Con un deficit stimato di 750.000 abitazioni, la scarsità di offerta ostacola l’autonomia dei giovani e accentua le disuguaglianze.
Irlanda, PIL in forte crescita grazie alle multinazionali tecnologiche
L’economia irlandese cresce del 5,5% nel terzo trimestre, dopo il +10% precedente, sostenuta anche dagli investimenti nell’intelligenza artificiale. Tuttavia, la presenza di multinazionali statunitensi e le attività produttive contabilizzate nel Paese rendono il PIL particolarmente volatile. La BCE preferisce quindi valutare la crescita dell’Eurozona escludendo l’Irlanda, per ottenere un quadro più rappresentativo dell’attività economica europea.
RESTO DEL MONDO
Russia, scontro legale svela la rete del petrolio sotto sanzioni
Una controversia tra l’ex dirigente russo Igor Soglayev e alcuni trader della rete Coral porta alla luce i meccanismi con cui Mosca continua a esportare petrolio nonostante le sanzioni occidentali. La disputa nasce da una spedizione di diesel destinata al Brasile. Un tribunale di Dubai ha disposto il congelamento di beni fino a 704 milioni di dollari, mentre un arbitrato ha imposto a Soglayev un pagamento di 42 milioni. Il caso evidenzia il ruolo degli intermediari nel commercio energetico russo.
Azerbaigian, 46 Paesi islamici rafforzano la cooperazione anticorruzione
A Baku, oltre 250 delegati di 46 Paesi e otto organizzazioni internazionali si sono riuniti per contrastare corruzione e criminalità finanziaria transnazionale. Al centro del vertice, l’attuazione della Convenzione della Mecca, che facilita lo scambio di informazioni, le indagini congiunte e il recupero dei capitali illeciti. Il caso malese 1MDB evidenzia l’importanza della cooperazione internazionale. I partecipanti promuovono inoltre l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle indagini finanziarie, mentre l’Azerbaigian assume la presidenza del gruppo per i prossimi due anni.
Cina, economia in rallentamento e dubbi sui dati ufficiali
La crescita cinese del 4,5% nel terzo trimestre alimenta interrogativi sull’attendibilità delle statistiche ufficiali. Secondo Capital Economics, l’espansione effettiva sarebbe stata appena del 2%, mentre Rhodium Group stima una crescita annua prossima allo 0% nel 2026. Intanto, a ottobre il PMI manifatturiero scende a 49,3 punti, tornando in contrazione, mentre quello non manifatturiero arretra a 49,7. La crisi immobiliare, la debolezza dei consumi e il calo degli investimenti evidenziano difficoltà strutturali, complicando le valutazioni degli investitori sulle reali condizioni dell’economia cinese.
Giappone, BoJ verso una pausa sui tassi ma nuovi rialzi restano probabili
La Bank of Japan dovrebbe mantenere i tassi all’1,25%, massimo da trent’anni, dopo i rialzi di giugno e settembre. I mercati attribuiscono circa l’80% di probabilità a un nuovo aumento a dicembre, che porterebbe il tasso all’1,5%. L’inflazione di fondo resta vicina all’obiettivo del 2%, ma la guerra in Medio Oriente e lo yen debole, vicino a 160 per dollaro, alimentano l’incertezza. Gli investitori attendono indicazioni dal governatore Kazuo Ueda sulle prossime decisioni monetarie.
Canada, commercio all’ingrosso in ripresa a settembre
In Canada, le vendite all’ingrosso sono attese in crescita dello 0,5% a settembre, dopo il calo dell’1,6% ad agosto, grazie soprattutto a macchinari e settore automobilistico. Anche le vendite manifatturiere (+0,1%) e quelle al dettaglio (+0,7%) mostrano segnali positivi. Secondo Statistics Canada, il PIL di agosto potrebbe essere cresciuto dello 0,2% mensile, indicando una moderata ripresa dell’attività economica.
Australia, inflazione al 4,3%: cresce l’ipotesi di nuovi rialzi dei tassi
In Australia, l’inflazione sale al 4,3% a settembre, dal 4% di agosto, mentre quella di fondo raggiunge il 3,6%. La probabilità di un nuovo rialzo dei tassi della RBA aumenta dal 60% all’82%. Energia cara, investimenti nell’AI e bassa produttività alimentano le pressioni sui prezzi, nonostante il calo del mercato immobiliare.
Nuova Zelanda, tassi fermi al 2,75% sorprendono i mercati
La Reserve Bank of New Zealand mantiene i tassi al 2,75%, contro le attese di rialzo del 95%. Nonostante la pausa, l’inflazione persistente rende probabili nuovi aumenti da dicembre, mentre la ripresa economica resta fragile.
Thailandia, tassi fermi all’1% per sostenere la crescita
La Banca di Thailandia mantiene i tassi all’1% per la quarta riunione consecutiva. Le previsioni di crescita salgono al 2,4% nel 2026, mentre l’inflazione attesa scende al 2,1%. La debolezza dei consumi e i rischi energetici giustificano una politica monetaria accomodante.
PROSPETTIVE
Il Brent perde oltre il 6%, scendendo da 117,4 a circa 110 dollari al barile, mentre riprendono i negoziati diplomatici tra Washington e Teheran. Le tensioni restano elevate dopo gli attacchi degli Houthi alle infrastrutture saudite, nonostante le esportazioni petrolifere del Golfo siano tornate ai livelli prebellici. I mercati reagiscono positivamente, con le Borse europee in rialzo, mentre gli investitori attendono nuovi segnali dalle principali banche centrali.
Negli Stati Uniti, l’attenzione si concentra sulle elezioni di metà mandato del 3 novembre e sui dati sull’occupazione di ottobre. Dopo la pausa della Federal Reserve, i mercati attribuiscono una probabilità del 76% a un rialzo dei tassi a dicembre. Attesi anche gli indici ISM e i dati sulla fiducia dei consumatori.
In Europa, saranno pubblicati i dati preliminari sull’inflazione dell’Eurozona, prevista intorno al 4%, il doppio dell’obiettivo BCE. I mercati stimano al 63% la probabilità di un rialzo a dicembre. Nel Regno Unito, la Bank of England dovrebbe aumentare i tassi al 4%, mentre nuove decisioni monetarie sono attese in Svezia, Norvegia e Repubblica Ceca.
Nel resto del mondo, l’Australia potrebbe effettuare il quinto rialzo dei tassi del 2026. La Cina pubblicherà nuovi indicatori sull’attività manifatturiera e dei servizi, mentre in Corea del Sud sono attesi dati su esportazioni e inflazione. In America Latina, Brasile e Messico decideranno sui rispettivi tassi d’interesse.
Stati Uniti:
Interest Rates Look Kinda Low | WSJ Economics for Oct. 27
Kevin Warsh Wanted the Fed to Be Quiet. Instead, It’s as Noisy as Ever. - WSJ
Why the Fed Is Expected to Hold Rates Steady Despite a Case for Raising Them
America Needs Canada’s Aluminum. Trump’s Tariff Exposed Just How Badly. - WSJ
What to expect from the Fed as Warsh weighs hot inflation, oil and US midterms | Euronews
Just About Every Part of Building a House Is Getting More Expensive - WSJ
U.S. Economy Accelerated This Summer Despite High Gas PricesFederal Debt Hits 100% of GDP - WSJ
Fed Needs to Implement at Least Two More Rate Increases, Dallas Fed’s Logan Says
Trump Administration Promised Tariff Relief in Talks to Secure U.S. Audi Factory
Fed’s Musalem Says Additional Firming of Monetary Policy Will Be Necessary, and Soon
Europa:
Eurozone Banks Report Declining Loan Demand, Tougher Conditions
German Consumers Grow Slightly Gloomier on Lingering Inflation Concerns
ECB Expected to Leave Key Rate Unchanged Amid French Bond Drama
European natural gas prices soar: What it means for your winter bills | Euronews
Young people's household income in Europe: How does France compare? | Euronews
European gas price crosses €100 for first time since 2022 as EU warns of new crisis | Euronews
ECB Leaves Rates Unchanged as Challenges Mount for Lagarde’s Successor - WSJ
BOE Survey Points to Faster Price Rises, But Slowing Wage Growth
Eurozone Economy Slows as French Debt Worries Mount - WSJ
Irish Economy Surges Again in Boost to Eurozone
Christine Lagarde to Resign Early as ECB President - WSJ
German Consumers Grow Slightly Gloomier on Lingering Inflation Concerns
Fitch Cuts France’s Outlook to Negative on Weaker Growth, Widening Deficit
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Italy inflation surges to 5.4% in October as energy costs bite | Euronews
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EU lawmakers press Beijing to rein in exports during Beijing visit | Euronews
Resto del mondo:
China Claims Strong Economic Growth, but Skeptics Question Official Figures - WSJ
Canada Wholesale Sales Estimated to Have Risen 0.5% in September
Death Threats, Lawsuits and Billions in Play: The Battle Over Moving Russian Oil - WSJ
Thai Central Bank Holds Rate Steady, Raises Growth Forecasts - WSJ
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BOJ Rate Hold Seen as Done Deal, Putting Focus on Guidance - WSJ
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