Negli Stati Uniti domina l’escalation contro la Federal Reserve. Lo scontro tra Trump e Powell esce dalla retorica e diventa un attacco legale senza precedenti. A difesa dell’indipendenza della Fed si schierano banche centrali, investitori, top manager e parte dei repubblicani. L’inflazione regge nonostante i dazi, ma il costo della vita resta elevato e diventa il nuovo fronte politico di Trump, che intensifica gli attacchi a Wall Street.
In Europa torna centrale il libero scambio. L’accordo con il Mercosur, pur minacciato da ricorsi legali sostenuti da Francia e Verdi, resta possibile. La Germania di Merz spinge anche su un’intesa con l’India per ridurre l’esposizione al protezionismo globale. La BCE rassicura sul controllo dell’inflazione ed esclude rialzi dei tassi nel 2026. La Germania cresce debolmente, mentre il Regno Unito resta vicino alla stagnazione, con qualche speranza legata al calo dell’inflazione entro metà anno.
La Cina, nonostante i dazi USA, registra un surplus commerciale record, compensando il calo verso gli Stati Uniti con Sud-Est asiatico, Europa e America Latina.
Sul fronte energetico, dopo la cattura di Nicolás Maduro, Vitol e Trafigura riattivano il petrolio venezuelano: noli +90%, licenze USA e fino a 50 milioni di barili da collocare.
Infine, Taiwan chiude un accordo con Washington: dazi ridotti al 15% in cambio di 250 miliardi di dollari di investimenti tech. L’intesa rafforza l’asse strategico con gli USA, ma provoca forti reazioni da Pechino.
INDICATORI MACROECONOMICI
Inflazione:
Italia: +1,3%, dal precedente +1,7% ⬇
Eurozona: +2,2% dal precedente +2,1%. ⬆
Inghilterra: +3,2% dal precedente +3,6% ⬇
Stati Uniti: +2,7% dal precedente +2,7%
Disoccupazione:
Italia: +5,7% dal precedente +5,8% ⬇
Eurozona: +6,3% dal precedente +6,4%⬇
Inghilterra: +5,1% dal precedente +5% ⬆
Stati Uniti: +4,4% dal precedente +4,6% ⬇
Tassi d'interesse:
Eurozona: 2,15%
Stati Uniti: 3,75-3,5%
Inghilterra: 3,75%
PIL: Q3 2025:
Italia: 0,1%
Eurozona: +0,3%
Inghilterra: +0,3%
Stati Uniti: +4,3%
MERCATI FINANZIARI
EUR/USD: 1,15988, –0,30% questa settimana, –1,21% da inizio anno
DXY: 98,43, +1,02% questa settimana, –9,90% da inizio anno
S&P 500: 6.940,00, –0,38% questa settimana, +0,90% da inizio anno
NASDAQ: 23.515,39, –0,66% questa settimana, +0,14% da inizio anno
FTSE MIB: 45.799,69, +0,18% questa settimana, +1,78% da inizio anno
STOXX 600: 596,94, +7,18% questa settimana, +15,90% da inizio anno
DAX: 24.539,34, +1,23% questa settimana, +22,40% da inizio anno
CAC 40: 8.195,21, +4,82% questa settimana, +12,10% da inizio anno
IBEX 35: 17.492,00, +15,80% questa settimana, +36,50% da inizio anno
US10Y: 4,23%, +5 bps questa settimana, +4 bps da inizio anno
US02Y: 3,48%, –25 bps questa settimana, –70 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,71%, +42 bps questa settimana, +32 bps da inizio anno
IT10Y: 3,57%, +36 bps questa settimana, +27 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 59,800 bps, –4,240 bps questa settimana, –0,71 bps da inizio anno
BTC/USD: 95.147,00, +4,71% questa settimana, +8,74% da inizio anno
VIX: 15,87, +9,60% questa settimana, +6,87% da inizio anno
FOCUS DELLA SETTIMANA
STATI UNITI
Powell contro Trump: la Fed reggerà l’urto politico?
L’indagine del Dipartimento di Giustizia su Jerome Powell ha aperto uno scontro istituzionale senza precedenti tra la Federal Reserve e l’amministrazione Donald Trump. Il presidente della Fed ha accusato apertamente la Casa Bianca di usare la minaccia penale come strumento di pressione per ottenere tagli dei tassi, denunciando un attacco diretto all’indipendenza della banca centrale. Powell ha escluso dimissioni e ribadito che la politica monetaria deve restare guidata dai dati, non da intimidazioni.
L’inchiesta riguarda una testimonianza al Congresso sui costi di ristrutturazione della sede della Fed, saliti a 2,5 miliardi di dollari, ma viene letta da molti osservatori come un pretesto politico. La reazione dei mercati è stata inizialmente nervosa, con S&P 500 future –0,7%, oro +2% a 4.612 dollari l’oncia e dollaro –0,4%, salvo poi rientrare. Gli indici azionari USA hanno successivamente aggiornato i massimi, mentre il Treasury decennale è salito verso 4,19%, segnalando cautela più che panico.
Il caso ha ricompattato un fronte trasversale a difesa della Fed. Ex presidenti come Greenspan, Bernanke e Yellen, grandi banchieri come Jamie Dimon, e diverse banche centrali estere hanno definito l’indipendenza monetaria un pilastro della stabilità finanziaria. Anche numerosi senatori repubblicani, tra cui Thom Tillis e Lisa Murkowski, hanno avvertito che bloccheranno nuove nomine finché l’indagine non sarà chiarita.
Lo scontro complica anche la successione alla guida della Fed. Il mandato di Powell da chair scade il 15 maggio, ma potrebbe restare nel board fino al 2028, limitando la possibilità della Casa Bianca di orientare la politica monetaria. In questo contesto, Trump sembra raffreddare l’ipotesi Kevin Hassett e rilanciare Kevin Warsh come favorito, mentre i mercati rivedono le attese sui tassi. L’esito della vicenda sarà decisivo per la credibilità futura della Fed e per l’equilibrio tra politica e banca centrale negli Stati Uniti.
Groenlandia, un’economia fragile dietro il fascino strategico di Trump
Se acquisita dagli USA, la Groenlandia porterebbe in dote crescita quasi nulla, forte dipendenza da oltre 1 miliardo di dollari annui di sussidi danesi e un’economia basata per il 98% su pesca e prodotti ittici, in particolare i gamberi. Nel 2025 il PIL è rimasto quasi fermo (+0,2%), penalizzato dal calo delle scorte di gamberi e da investimenti infrastrutturali in rallentamento. Con il 40% della forza lavoro nel settore pubblico e welfare sul modello danese, l’isola appare più un costo fiscale che una miniera di profitti nel breve. Lo sviluppo minerario e turistico richiederebbe anni e ingenti capitali, rendendo l’autosufficienza un obiettivo lontano.
Inflazione in rallentamento ma costo della vita ancora elevato
Nel 2025 l’inflazione negli Stati Uniti ha continuato a rallentare, passando dal 2,9% di fine 2024 al 2,7% di dicembre, mentre la core inflation è scesa dal 3,2% al 2,6%. L’impatto dei dazi resta finora contenuto, lasciando alla Federal Reserve maggiore spazio per valutare un mercato del lavoro in raffreddamento. Salari reali e occupazione mostrano segnali di indebolimento, rafforzando l’approccio attendista della banca centrale in attesa di nuovi dati.
Il calo dell’inflazione non si traduce però in un vero sollievo per i consumatori. Alcuni prezzi sono diminuiti, come benzina −3,4% ed uova −20,9%, ma altre voci restano sotto pressione. I generi alimentari +2,4%, il caffè +19,8% e la carne bovina +16,4% continuano a pesare sui bilanci familiari. I dazi hanno inciso in modo graduale su mobili +3,6% e ricambi auto +3,4%. Per gli americani, il costo della vita resta quindi una questione aperta.
Crescita rivendicata da Trump ma prezzi e Fed restano il vero nodo
Donald Trump rivendica un’economia USA in forte espansione, citando PIL +4,3% annualizzato nel Q3 2025 e inflazione stabile al 2,7% a dicembre. La Casa Bianca punta su una strategia espansiva coordinata, con tagli fiscali, deregolamentazione del credito e pressione per una Fed più accomodante, che nel 2026 potrebbe spingere la crescita oltre il 2%. Gli stimoli potrebbero immettere fino a 200 miliardi di dollari tra sgravi e incentivi agli investimenti. Resta però il malcontento per il costo della vita elevato e lo scontro con Jerome Powell, mentre i rischi su debito, stabilità finanziaria e indipendenza della Fed vengono rinviati al lungo periodo.
Trump minaccia dazi del 25% ai Paesi che commerciano con l’Iran
Donald Donald Trump ha annunciato l’imposizione di dazi del 25% contro qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con l’Iran, nel tentativo di aumentare la pressione su Teheran dopo le proteste interne. La misura, comunicata via social, non è ancora accompagnata da una base legale formale. I rischi geopolitici sono elevati: la Cina è il principale partner commerciale iraniano e nuove tariffe potrebbero far saltare la fragile tregua commerciale con Pechino, oltre a complicare i rapporti con India e Pakistan. La mossa arriva mentre la Corte Suprema degli Stati Uniti valuta i limiti legali dei dazi imposti sotto l’IEEPA, con una decisione attesa a breve.
Wall Street da alleato ad avversario: Trump sposta il focus su Main Street
Dopo aver sostenuto i mercati nel 2025 con tagli fiscali e marcia indietro sui dazi, Donald Trump ha sorpreso Wall Street con una svolta pro-consumatori. In pochi giorni ha proposto limiti agli acquisti immobiliari dei grandi investitori, un tetto del 10% ai tassi delle carte di credito, restrizioni a buyback e compensi dei manager e ha inasprito lo scontro con la Fed, fino all’indagine su Jerome Powell. Il messaggio è chiaro: la priorità ora è il costo della vita, non la redditività dei mercati. Le reazioni azionarie restano contenute, ma cresce l’incertezza politica in vista delle midterm, con rischi di effetti collaterali su credito, housing ed energia.
Tra scommesse immobiliari e timido rimbalzo delle vendite
Negli Stati Uniti emergono prediction market sui prezzi delle case, con piattaforme come Polymarket e Parcl che consentono di scommettere sull’andamento immobiliare in grandi città. Offrono segnali sul sentiment, ma restano strumenti speculativi e non sostituiscono i dati reali. Intanto, a dicembre le vendite di case esistenti sono salite del 5,1%, favorite da mutui intorno al 6,2% e prezzi più stabili. Il 2025 resta però uno degli anni peggiori di sempre, con vendite ai minimi dal 1995 e accesso alla casa ancora difficile.
Migliora la fiducia delle piccole imprese a fine 2025
La fiducia delle piccole imprese statunitensi è salita a dicembre. L’indice di ottimismo della National Federation of Independent Business è cresciuto a 99,5 da 99,0, sopra la media storica di 98 e oltre le attese. A trainare il dato è l’aumento degli imprenditori che si attendono condizioni economiche migliori, in rialzo per la prima volta da luglio. In calo anche l’indice di incertezza, ai minimi da giugno 2024. Secondo NFIB, le imprese restano caute su tasse e costi, ma guardano al 2026 con maggiore fiducia grazie a pressioni sui prezzi più deboli, mercato del lavoro meno teso e più investimenti.
EUROPA
UE–Mercosur, il Parlamento può ancora fermare l’accordo
Nonostante il via libera politico dei governi UE, l’accordo di libero scambio con il Mercosur resta appeso al voto del Parlamento europeo. La prossima settimana gli eurodeputati voteranno una risoluzione per chiedere alla Corte di Giustizia UE di valutarne la legittimità, mossa sostenuta soprattutto da Francia e Verdi. Un ricorso legale sospenderebbe l’intero iter di ratifica. I sostenitori, guidati da Germania e Spagna, spingono per un’attuazione rapida, anche provvisoria, ma la Commissione europea ha chiarito che senza il consenso del Parlamento l’accordo non potrà entrare in vigore. L’esito resta incerto, con una maggioranza risicata.
UE–India, Berlino accelera sul libero scambio dopo il via libera al Mercosur
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha rilanciato l’agenda commerciale europea, affermando che l’UE potrebbe firmare un accordo di libero scambio con l’India entro fine mese. Dopo l’ok al Mercosur, sostenuto da Berlino, l’intesa con Nuova Delhi è vista come chiave per diversificare i legami oltre USA e Cina in un contesto di ritorno al protezionismo. Secondo Merz, Ursula von der Leyen e Antonio Costa potrebbero recarsi in India a breve. Restano nodi su sostenibilità e clima, mentre in Francia crescono le tensioni politiche legate al Mercosur.
Dazi USA, la risposta dell’eurozona passa dal mercato unico
Secondo economisti della BCE, l’eurozona potrebbe compensare l’impatto dei dazi USA al 15% riducendo in modo modesto le barriere interne al commercio. Le tariffe di Trump taglierebbero il PIL dell’area di 0,7 punti % entro il 2027, ma una riduzione di 2 punti % dei costi regolatori tra Paesi UE basterebbe a colmare la perdita. Oggi tali costi equivalgono a un dazio del 67% sui beni e 95% sui servizi. La strategia richiede tempo e riforme strutturali, ma rafforzare il mercato unico resta la via principale indicata dalla BCE.
BCE, Villeroy: improbabile un rialzo dei tassi nel 2026, inflazione sotto controllo
La BCE difficilmente alzerà i tassi nel 2026. Secondo François Villeroy de Galhau, governatore della Banque de France, un dollaro più debole, il rallentamento dei salari e l’aumento delle importazioni a basso costo dalla Cina manterranno l’inflazione dell’eurozona contenuta. Il tasso sui depositi resta al 2%, dopo i tagli dal 4% avviati nel 2024. Villeroy ha anche espresso pieno sostegno a Jerome Powell, difendendo l’indipendenza delle banche centrali dalle pressioni politiche USA. Un euro più forte ridurrebbe ulteriormente i prezzi importati, energia inclusa.
Difesa, la nuova leva della crescita europea tra stimolo e limiti strutturali
L’Europa accelera sulla spesa militare, con la Germania in prima linea: Berlino punta a portare la difesa al 3,5% del PIL entro il 2029, oltre 100 miliardi l’anno. Secondo Goldman Sachs, l’impatto potrebbe valere +0,8% di PIL tedesco a fine decennio, con ordini già in forte aumento. La spesa sostiene la crescita via investimenti pubblici e manifattura, ma gli effetti saranno graduali per i lunghi cicli produttivi. Resta inoltre insufficiente a risolvere i nodi strutturali europei: concorrenza cinese, costi energetici, bassa produttività e demografia sfavorevole.
Germania, ritorno alla crescita ma la ripresa resta fragile
Nel 2025 l’economia tedesca è tornata in espansione con un PIL +0,2%, dopo due anni di recessione, secondo Destatis. Il rimbalzo resta però debole. Le esportazioni sono scese dello 0,7%, penalizzate da dazi USA, euro forte e concorrenza cinese, mentre la produzione manifatturiera è in calo per il terzo anno consecutivo. Il nuovo governo guidato da Merz ha avviato un maxi piano da oltre 1.000 miliardi di dollari su difesa e infrastrutture, che inizia a sostenere ordini e fiducia. Restano però nodi strutturali su burocrazia, manodopera qualificata e costi energetici. La Bundesbank stima +0,6% nel 2026.
Regno Unito, crescita fragile e disuguaglianze ereditarie
Nel Regno Unito il PIL è cresciuto dello 0,3% a novembre, sopra le attese, grazie al rimbalzo dell’industria +1,1% e del settore auto, ma il quadro resta di stagnazione strutturale. In parallelo, l’inflazione potrebbe scendere al 2% entro metà 2026, sostenuta da import cinesi a basso costo e dal calo dei prezzi energetici, aprendo spazio a tagli BoE. Sullo sfondo, però, si accentua il divario sociale: secondo l’IFS, la ricchezza immobiliare dei genitori è sempre più decisiva per le opportunità dei figli. £100.000 in più di patrimonio abitativo generano circa £15.000 di reddito aggiuntivo tra i 28 e 37 anni, con effetti più forti sugli uomini e sull’accesso ai lavori meglio retribuiti.
RESTO DEL MONDO
Cina, surplus record spinto dall’export nonostante i dazi
Nel 2025 la Cina ha registrato un surplus commerciale record di circa 1.190 miliardi di dollari, trainato da esportazioni +5,5% a 3.770 miliardi, con import ferme a 2.580 miliardi. Le vendite verso gli USA −20% sono state compensate da Sud Est asiatico +13%, UE +8,4% e Africa +26%. La domanda globale legata all’AI e la deflazione dei prezzi alla produzione hanno sostenuto la competitività. L’export resta il motore, mentre consumi e immobiliare restano deboli e aumentano i rischi di squilibri strutturali.
Venezuela riapre al greggio, boom per trader e armatori greci
Dopo la cattura di Nicolás Maduro, trader come Vitol e Trafigura hanno attivato rapidamente navi greche per caricare petrolio venezuelano, in vista di un allentamento delle sanzioni USA. I noli delle superpetroliere sono saliti di 90%, con premi extra sulle rotte verso Caracas. Washington ha concesso licenze e affidato fino a 50 milioni di barili da vendere. Le spedizioni puntano soprattutto alla costa del Golfo USA, tra rischi operativi e legali ma margini elevati.
Canada: auto in crisi frena industria e crescita di fine anno
A novembre l’industria canadese ha rallentato per il crollo dell’auto, colpita da carenze di semiconduttori. Le spedizioni manifatturiere sono scese –1,2% a 70,8 mld C$, mentre il commercio all’ingrosso è calato –1,8%, secondo Statistics Canada. I volumi segnano –2,3% m/m e –4,8% a/a. Il rischio è una crescita nulla nel quarto trimestre, avverte Capital Economics. La Bank of Canada prevede fine 2025 debole e +1,1% nel 2026.
Taiwan, accordo con gli USA: dazi ridotti al 15% in cambio di investimenti
Taiwan ha siglato un accordo commerciale con gli Stati Uniti che riduce i dazi al 15% su molti beni, in cambio di 250 miliardi di dollari di nuovi investimenti tecnologici negli USA. Il premier Cho Jung-tai lo ha definito il miglior accordo ottenuto da Paesi con surplus verso Washington. Previsti dazi zero per alcuni componenti aerospaziali e condizioni favorevoli per auto e mobili in legno. L’intesa rafforza il legame strategico con gli USA, ma è criticata da Pechino e attende la ratifica del Parlamento taiwanese.
PROSPETTIVE
Banche centrali globali difendono la Fed: sostegno a Powell senza precedenti
I principali governatori delle banche centrali mondiali hanno espresso “piena solidarietà” a Jerome Powell, definendo l’indipendenza della banca centrale un pilastro di stabilità economica e finanziaria. In una dichiarazione congiunta, Banca Centrale Europea e gli omologhi di Regno Unito, Canada, Svizzera e altri Paesi hanno reagito all’indagine USA sulla testimonianza di Powell. Il presidente della Federal Reserve ha accusato l’amministrazione Donald Trump di pressioni per tagliare i tassi. François Villeroy de Galhau ha avvertito che una Fed sotto pressione potrebbe indebolire il dollaro, con effetti globali su inflazione e commercio.
La settimana sarà dominata dai dati USA su inflazione PCE e PIL, cruciali per capire i tempi del prossimo taglio dei tassi della Federal Reserve. Il PCE di novembre esce giovedì, dopo segnali migliori dal mercato del lavoro. I mercati prezzano un taglio da 25 pb solo a luglio, con probabilità limitate per aprile. Morgan Stanley ora vede tagli a giugno e settembre. Il PIL USA del terzo trimestre potrebbe confermare il ritmo 4,3% annualizzato.
In Giappone, attesa per la decisione della Bank of Japan venerdì, con tassi fermi a 0,75% e attenzione allo yen debole. In Cina, focus sul PIL Q4: consenso al 4,6% a/a, con l’obiettivo annuo vicino al 5%; produzione industriale attesa in accelerazione a 5,1%.
Nell’Eurozona, riflettori sui PMI flash di gennaio e sull’inflazione finale. L’European Central Bank resta al centro del dibattito sulla crescita, con stimoli fiscali soprattutto in Germania. In UK, settimana intensa: CPI di dicembre, lavoro e vendite al dettaglio. L’inflazione resta sopra il 2%, ma il trend consente nuovi tagli più avanti nel 2026 da parte della Bank of England.
Il World Economic Forum a Davos riunirà leader e banchieri centrali, incluso Donald Trump.
Altrove, Canada pubblica l’inflazione, Norvegia e Turchia decidono sui tassi, Australia guarda al lavoro con rischio di rialzi, Nuova Zelanda e Asia monitorano inflazione e crescita. Settimana chiave per le aspettative sui tassi globali e sul ciclo 2026.
Stati Uniti:
For Years, Powell Avoided Fighting Trump. That’s Over. - WSJ
Fed Chair Jerome Powell Under Criminal Investigation by DOJ - WSJ
Trump’s Investigation of Powell Is Also a Warning to the Next Fed Chair
What a New Betting Market for Housing Prices Means for Home Buyers and Sellers - WSJ
Wall Street, Former Fed Officials Slam Powell Probe - WSJ
Criminal probe raises key question: Will Powell leave the Fed in May? | Euronews
Wall Street Is Suddenly on the Defensive With the President - WSJ
JPMorgan Chase CEO Jamie Dimon Warns Interfering With Fed Would Push Up Rates - WSJ
Trump Predicts Strong Economic Growth in 2026 During Speech in Detroit - WSJ
Pace of Inflation Held Steady in December; Consumer Prices Up 2.7% on Year - WSJ
How the Trump-Fed Feud Reached a Boiling Point - WSJ
Global Central Bankers Rush to Defend Fed’s Powell - WSJ
U.S. Small-Business Confidence Rises Amid Brighter Outlook Expectations - WSJ
Trump Allies and Officials Fear Blowback From Powell Probe - WSJ
U.S. to Impose 25% Tariff on Countries Doing Business With Iran, Trump Says - WSJ
New York Fed President John Williams Defends Chair Powell Amid Investigation - WSJ
GOP Senators Criticize Probe of Fed Chair Powell - WSJ
Welcome to Greenland, an Economy Reliant on Subsidies and Shrimp - WSJ
Home Sales in December Jump 5.1%, Biggest Gain in Nearly 2 Years - WSJ
Trump Wants to Run the Economy Hot. There’s a Good Chance He’ll Succeed. - WSJ
The 2025 Inflation Numbers Are Finally In. Here’s the Good and Bad News.
Trump to Fed Chair Contender Hassett: I Want to Keep You Where You Are - WSJ
Powell Investigation Upends Trump’s Search for New Fed Chair - WSJ
Europa:
EU-India trade deal could be agreed by February, Merz says | Euronews
ECB’s Villeroy Backs Powell, Sees 2026 Rate Rise as ‘Fanciful’ - WSJ
Can Europe's military spending revive economic growth? | Euronews
Germany edges back into growth after two years of contraction | Euronews
How the European Parliament can still block the Mercosur deal | Euronews
Bank of mum and dad: Did the UK housing boom lock in inherited wealth? | Euronews
U.K. Economy Grows More Than Expected - WSJ
China Imports to Help Lower U.K. Inflation to Target, BOE’s Taylor Says - WSJ
Germany’s Economy Grows for First Time Since 2022 - WSJ
Resto del Mondo:
Taiwan touts 'best tariff deal' with US amid Beijing's objections | Euronews
China records massive $1.2 trillion trade surplus in 2025 as exports rose in December | Euronews
China’s Record Trade Surplus Defies Expectations for Tariff-Driven Slowdown - WSJ
The Tanker Tycoons and Oil Brokers Cashing In on the Venezuela Trade - WSJ
Canadian Factory, Wholesale Sales Dented by Auto Industry Weakness - WSJ
