L’Europa tenta di rafforzare la propria autonomia economica accelerando su euro digitale, accordo Mercosur e possibili contromisure alle tariffe USA, nel tentativo di rendere il blocco più dinamico e meno dipendente dagli equilibri commerciali americani.
Negli Stati Uniti il quadro resta contrastato: la crescita prosegue ma a ritmo moderato, mentre il mercato del lavoro rallenta e il tema dei dazi torna centrale. Donald Trump introduce nuove tariffe globali, generando frizioni sia interne sia con partner commerciali, soprattutto l’UE. La Federal Reserve rimane divisa: Stephen Miran sostiene quattro tagli dei tassi nel 2026, mentre Austan Goolsbee mantiene una linea prudente focalizzata sull’inflazione. La fiducia dei consumatori migliora leggermente, ma resta fragile.
In Europa prevale una strategia diplomatica ed economica. Bruxelles valuta risposte commerciali ai dazi USA e accelera sull’accordo Mercosur, mentre prosegue il tentativo di sbloccare il progetto di euro digitale per ridurre la dipendenza da circuiti di pagamento statunitensi. I prezzi energetici rimangono superiori ai livelli pre-guerra. Christine Lagarde sottolinea che l’inflazione percepita dalle famiglie supera di circa 1,2 punti percentuali quella reale e avverte che gli esportatori restano sotto pressione. L’inflazione resta eterogenea: circa 1,1% in Francia e 2% in Germania, rafforzando l’approccio cauto della BCE. Nel Regno Unito, la Bank of England si avvicina a un possibile taglio dei tassi a marzo.
In Asia emergono dinamiche divergenti: la Cina interviene per contenere l’apprezzamento dello yuan e gestire le tensioni commerciali, mentre in Giappone la Bank of Japan avvia una graduale svolta monetaria verso tassi più alti dopo l’uscita dalla deflazione. In Nord America, il Canada accelera la diversificazione commerciale e alimenta il movimento Buy Canadian, tra rallentamento industriale e rapporti più complessi con gli Stati Uniti.
Inflazione:
Italia: +1%, dal precedente +1,2% ⬇
Eurozona: +1,7% dal precedente +2,2%. ⬇
Inghilterra: +3,0% dal precedente +3,4% ⬇
Stati Uniti: +2,4% dal precedente +2,7% ⬇
Disoccupazione:
Italia: +5,7% dal precedente +5,8% ⬇
Eurozona: +6,3% dal precedente +6,4%⬇
Inghilterra: +5,1% dal precedente +5% ⬆
Stati Uniti: +4,3% dal precedente +4,4% ⬇
Tassi d'interesse:
Eurozona: 2,15%
Stati Uniti: 3,75-3,5%
Inghilterra: 3,75%
PIL: Q4 2025:
Italia: 0,1%
Eurozona: +0,3%
Inghilterra: +0,1%
Stati Uniti: +1,4%
MERCATI FINANZIARI
EUR/USD: 1,18132, +0,28% questa settimana, +0,61% da inizio anno
DXY: 97,76, –0,68% questa settimana, –10,51% da inizio anno
S&P 500: 6.878,89, –0,44% questa settimana, +0,01% da inizio anno
NASDAQ: 22.668,20, –0,95% questa settimana, –3,46% da inizio anno
FTSE MIB: 47.425,94, +2,05% questa settimana, +5,39% da inizio anno
STOXX 600: 630,56, +5,63% questa settimana, +22,46% da inizio anno
DAX: 25.260,69, +2,94% questa settimana, +26,01% da inizio anno
CAC 40: 8.515,49, +3,91% questa settimana, +16,49% da inizio anno
IBEX 35: 18.164,10, +3,84% questa settimana, +41,72% da inizio anno
US10Y: 3,95%, –13,7 bps questa settimana, –24 bps da inizio anno
US02Y: 3,48%, +0 bps questa settimana, –70 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,47%, –13,7 bps questa settimana, –46 bps da inizio anno
IT10Y: 3,35%, –22 bps questa settimana, +5 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 63,160 bps, –0,310 bps questa settimana, +2,65 bps da inizio anno
BTC/USD: 65.544,00, –3,02% questa settimana, +25,09% da inizio anno
VIX: 19,85, +4,04% questa settimana, +33,67% da inizio anno
FOCUS DELLA SETTIMANA
STATI UNITI
Economia statunitense tra crescita moderata, nuova mobilità e incognita AI
Nel primo anno del secondo mandato Trump, l’economia statunitense presenta un quadro contrastato. Il PIL cresce del 2,2%, l’inflazione scende al 2,4% e la disoccupazione resta contenuta al 4,3%, ma la creazione di lavoro rallenta e persistono pressioni su abitazioni e manifattura. Parallelamente emerge un fenomeno inedito: nel 2025 la migrazione netta diventa negativa, con circa 150.000 persone in uscita, spinte da costo della vita e qualità dei servizi all’estero. Intanto cresce il dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale: nonostante timori diffusi, i dati occupazionali non indicano ancora effetti sistemici negativi. Il principale rischio appare legato non alla distruzione di lavoro, ma a un possibile eccesso di investimenti tecnologici, che potrebbe in futuro generare correzioni cicliche simili alla bolla dot-com.
Dazi e commercio globale: incertezza legale, resilienza economica e nuove tensioni
La sentenza della Corte Suprema USA ha annullato gran parte dei dazi introdotti da Trump, aprendo una fase di forte incertezza commerciale. Washington ha reagito con un dazio globale temporaneo tra 10% e 15% per 150 giorni, mentre valuta nuove tariffe tramite strumenti legali alternativi. Il rischio di rimborsi fino a 133 miliardi di dollari e regole ancora instabili frenano investimenti e pianificazione aziendale. Nonostante ciò, il commercio mondiale è cresciuto del 4,4% nel 2025, sostenuto dagli investimenti legati all’AI, anche se il WTO prevede rallentamento nel 2026. La decisione rafforza temporaneamente la posizione negoziale della Cina, riducendo i dazi effettivi sui suoi beni. Il FMI critica l’approccio tariffario, stimando un impatto inflazionistico di +0,5 punti percentuali e proponendo alternative fiscali e riforme migratorie per correggere gli squilibri commerciali senza penalizzare la crescita globale.
Fed divisa sui tassi: inflazione ancora centrale nel dibattito
All’interno della Federal Reserve emergono segnali contrastanti sulla traiettoria dei tassi. Il presidente della Chicago Fed Austan Goolsbee mantiene una linea prudente, sottolineando che con consumi solidi e disoccupazione contenuta la priorità resta riportare l’inflazione al target del 2%. Con il PCE al 2,9% e il core al 3%, nuovi tagli appaiono limitati nel breve periodo. Di posizione opposta il governatore Stephen Miran, favorevole a circa quattro tagli nel 2026 per un totale di 1 punto percentuale. Miran ritiene gestibile l’espansione del private credit e prevede che l’AI distruggerà alcuni lavori ma ne creerà di nuovi, senza effetti macroeconomici destabilizzanti nel medio termine.
Fiducia dei consumatori USA in lieve ripresa ma resta fragile
La fiducia dei consumatori statunitensi sale a 91,2 a febbraio da 89, sopra le attese ma ancora sotto i livelli di fine 2024. Inflazione e costo della vita restano le principali preoccupazioni. Migliorano le aspettative economiche, mentre la valutazione delle condizioni attuali peggiora leggermente. Il mercato del lavoro resta stabile, con differenziale occupazionale a +7,4%, rafforzando la cautela della Fed su possibili tagli dei tassi.
Mutui USA sotto il 6% per la prima volta dal 2022
I tassi sui mutui trentennali negli Stati Uniti scendono al 5,98%, minimo da oltre tre anni, sostenuti da inflazione in calo e precedenti tagli della Federal Reserve. La soglia sotto il 6% potrebbe riattivare domanda immobiliare e rifinanziamenti, anche se vendite e richieste restano deboli. Prezzi delle case ancora elevati, costi assicurativi e incertezza occupazionale continuano a frenare il mercato, con tassi attesi stabilizzarsi tra 5% e 6% nel corso dell’anno.
EUROPA
UE pronta a contromisure sui dazi USA, cresce tensione commerciale
L’eurodeputato tedesco Bernd Lange avverte che il Parlamento europeo potrebbe valutare controdazi se Washington non chiarirà rapidamente la propria politica commerciale. Secondo Lange, i nuovi dazi USA del 10% violano l’accordo commerciale UE-USA del 2025, già sospeso dagli eurodeputati. Bruxelles chiede stabilità normativa per le imprese europee, mentre lo scontro riflette crescenti tensioni transatlantiche e l’incertezza generata dalle decisioni tariffarie dell’amministrazione Trump.
UE accelera sull’accordo Mercosur per diversificare il commercio
L’Unione Europea avvia l’applicazione provvisoria dell’accordo di libero scambio con i Paesi Mercosur, Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, nel tentativo di rafforzare i flussi commerciali e ridurre la dipendenza economica dagli Stati Uniti in un contesto di crescente incertezza sui dazi. Gli scambi bilaterali hanno superato 110 miliardi di euro nel 2024. L’intesa, negoziata per oltre 25 anni, creerebbe un mercato da più di 700 milioni di persone. Berlino sostiene l’accordo per ampliare l’accesso ai mercati globali, mentre Parigi teme effetti negativi sull’agricoltura europea. I benefici economici saranno graduali e richiederanno comunque l’approvazione finale del Parlamento europeo.
Digital euro in stallo al Parlamento UE tra divisioni politiche
Il progetto del digital euro affronta nuovi ritardi al Parlamento europeo per mancanza di una maggioranza sul testo legislativo. Il relatore Fernando Navarrete propone una versione limitata ai pagamenti offline, in contrasto con il piano della Commissione e della BCE, che prevede uso online e offline. Le divisioni politiche bloccano l’avanzamento della legge, mentre Berlino spinge per accelerare. Il progetto mira a ridurre la dipendenza europea da circuiti USA come Visa e Mastercard, che gestiscono circa il 61% dei pagamenti con carta nell’UE.
Energia in Europa: prezzi ancora sopra i livelli pre guerra
I prezzi domestici di elettricità e gas nell’UE restano superiori ai livelli precedenti all’invasione russa dell’Ucraina, nonostante una stabilizzazione nel 2025-2026. Dal 2021 al 2025 l’elettricità è salita del 30% e il gas del 79%. Il calo delle importazioni di gas russo dal 40% al 6% ha accelerato la diversificazione energetica europea. Forti aumenti si registrano in città come Vilnius (+102%) e Bucarest (+88%), mentre alcune capitali mostrano cali recenti grazie alle rinnovabili. Differenze nazionali dipendono da mix energetico, dipendenza dal gas e politiche fiscali.
Lagarde: export sotto pressione e inflazione percepita ancora elevata
La presidente della BCE Christine Lagarde segnala un contesto complesso per l’eurozona. Gli esportatori affrontano difficoltà legate a dazi più alti, euro forte e incertezza commerciale USA, nonostante le esportazioni verso gli Stati Uniti abbiano raggiunto 554 miliardi di euro. Parallelamente, le famiglie continuano a percepire un’inflazione superiore ai dati ufficiali: con headline all’1,7%, la percezione resta in media 1,2 punti più alta, influenzando consumi e aspettative salariali. L’inflazione core scende al 2,2% e i salari reali superano i livelli del 2019. L’economia cresce moderatamente (PIL +1,5% nel 2025), trainata dai servizi mentre il commercio resta un freno.
Europa orientale più resiliente: cala il rischio e crescita in accelerazione
Il premio al rischio sui titoli dell’Europa centrale e orientale è tornato ai livelli precedenti all’invasione russa, migliorando le condizioni di finanziamento secondo la EBRD. L’istituzione prevede una crescita in accelerazione dal 3,4% nel 2025 al 3,6% nel 2026 e 3,7% nel 2027, sostenuta da spesa pubblica europea, investimenti e domanda legata all’intelligenza artificiale. Le catene globali di approvvigionamento si dimostrano più adattabili alle tensioni commerciali, mentre l’impatto dei dazi USA resta soprattutto indiretto tramite la Germania.
Bank of England verso possibile taglio dei tassi a marzo
Il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, ha indicato che un taglio dei tassi nella riunione del 19 marzo resta un’“opzione aperta”. L’inflazione britannica è attesa vicino al target del 2%, ma persistono divisioni nel comitato tra cautela e necessità di stimolare l’economia. Il mercato del lavoro mostra segnali di indebolimento e gli investitori scontano almeno due riduzioni dei tassi nel 2026. La crescita resta modesta, con PIL al 1,3%, mentre l’impatto dei nuovi dazi USA è giudicato limitato.
Inflazione divergente tra Germania e Francia rafforza la cautela BCE
L’inflazione tedesca rallenta al 2,0% a febbraio, mentre quella francese risale all’1,1% dopo minimi post pandemia, segnalando dinamiche divergenti nell’eurozona. Il quadro complessivo resta coerente con una politica monetaria della BCE giudicata equilibrata. Con inflazione dell’area prevista all’1,9% nel 2026, un euro forte e importazioni più economiche dalla Cina potrebbero però spingere i prezzi sotto target, aumentando le aspettative di futuri tagli dei tassi.
RESTO DEL MONDO
Cina tra tensioni commerciali e gestione dello yuan
Pechino intensifica la pressione economica sul Giappone vietando l’export di minerali critici e tecnologie dual use a 20 aziende giapponesi, colpendo difesa, semiconduttori e batterie dopo le dichiarazioni di Tokyo su Taiwan. I mercati reagiscono con cali per Mitsubishi Heavy Industries (-3,1%), IHI (-5,7%) e NEC (-6,2%), mentre il governo giapponese protesta ufficialmente. Parallelamente, la People’s Bank of China interviene sul cambio riducendo allo 0% il requisito di riserva sui forward valutari per frenare l’apprezzamento dello yuan, indebolitosi verso 6,86 per dollaro, nel tentativo di proteggere la competitività delle esportazioni.
Giappone tra pressioni politiche e svolta monetaria della BOJ
Il governo di Sanae Takaichi nomina due membri della Bank of Japan favorevoli a politiche più accomodanti, spingendo lo yen verso 156 per dollaro e rafforzando le aspettative di rialzi dei tassi più graduali. Le scelte segnalano pressioni politiche per evitare una stretta troppo rapida. Parallelamente, il board member Hajime Takata afferma che la deflazione è ormai superata e che nuovi aumenti dei tassi sono probabili nel breve periodo. Con inflazione vicina al target e rischi esterni in calo, la BOJ avvia una graduale normalizzazione della politica monetaria.
Canada tra rallentamento industriale e strategia di diversificazione commerciale
L’economia canadese mostra segnali contrastanti: le spedizioni manifatturiere calano del 3,3% a gennaio, riflettendo l’impatto dei dazi USA, mentre il PMI risale a 50,4, indicando stabilizzazione. Il PIL si contrae dello 0,6% annualizzato nel quarto trimestre 2025, ma consumi e spesa pubblica sostengono la domanda interna (+2,4%). Ottawa accelera la diversificazione commerciale con una missione indo-pacifica guidata da Mark Carney. Le tensioni con Washington alimentano il movimento “Buy Canadian”, con viaggi verso gli USA in calo del 25%. Intanto, Royal Bank of Canada supera le attese con utili a 5,79 miliardi CAD, segnalando resilienza finanziaria.
Messico alza le stime di crescita dopo dati migliori del previsto
La Bank of Mexico rivede al rialzo la crescita economica al 1,6% nel 2026, rispetto all’1,1% precedente, dopo un quarto trimestre 2025 più solido. I consumi privati dovrebbero rafforzarsi gradualmente, mentre gli investimenti restano frenati dall’incertezza commerciale con gli USA. Restano rischi al ribasso legati al commercio globale, mentre revisione dell’USMCA e Mondiali 2026 rappresentano possibili fattori di sostegno.
Corea del Sud mantiene i tassi invariati grazie al boom dei chip
La Bank of Korea mantiene il tasso di riferimento al 2,50% per la sesta riunione consecutiva, segnalando stabilità monetaria nei prossimi mesi. La forte domanda di semiconduttori, con export in aumento del 34%, sostiene la crescita prevista al 2,0% nel 2026. Inflazione attesa intorno al 2% consente cautela, mentre la banca centrale resta attenta ai rischi legati a debito domestico e volatilità dei capitali.
La Bank of Thailand taglia i tassi per sostenere una ripresa fragile
La Bank of Thailand ha ridotto il tasso di riferimento all’1,00% dal 1,25%, seconda mossa espansiva consecutiva per sostenere un’economia ancora debole. Crescita sotto potenziale, consumi fragili e debito elevato restano criticità centrali. L’FMI prevede PIL a 1,6% nel 2026. La banca centrale segnala rischi legati a dazi USA, incertezza politica e bassa produttività, lasciando aperta la porta a ulteriori tagli.
PROSPETTIVE
La settimana sarà dominata dai dati sul lavoro USA, con i nonfarm payrolls di febbraio al centro delle aspettative sui prossimi tagli della Fed, attesi non prima dell’estate salvo forte sorpresa negativa. Negli Stati Uniti saranno monitorati anche ISM, ADP payrolls e vendite retail. In Europa l’attenzione si sposta su inflazione dell’eurozona, PMI e aste obbligazionarie, mentre nel Regno Unito la spring statement potrebbe migliorare il quadro fiscale e sostenere i gilt. In Asia riflettori su Bank of Japan, crescita australiana e Congresso nazionale cinese, dove Pechino potrebbe fissare un target di crescita sopra il 4,5% con stimoli fiscali mirati. I dati commerciali asiatici e l’export sudcoreano, trainato dai semiconduttori, offriranno indicazioni sulla tenuta del ciclo globale.
Stati Uniti:
Here Are (Some) Answers to Your Biggest Tariff Questions - WSJ
Sizing Up the U.S. Economy in Trump’s First Year - WSJ
In Trump Era, the Only Sure Thing for Businesses and Governments Is Uncertainty - WSJ
Trump’s New Section 122 Tariff: What to Know - WSJ
World Trade Surged in 2025 Despite Higher Tariffs - WSJ
Beijing Sees Opening in U.S. Trade War After Court Blunts Trump’s Tariff Weapon - WSJ
Solid Economy Should Keep Fed’s Focus on Inflation, Chicago Fed’s Goolsbee Says - WSJ
The Math Behind Trump’s Eye-Catching Economic Ideas - WSJ
Consumer Confidence Improved In February - WSJ
Americans Are Leaving the U.S. in Record Numbers - WSJ
U.S. Should Shift Gears on Economic Policy, International Monetary Fund Says - WSJ
Fed’s Miran Says Four Cuts Are Appropriate This Year - WSJ
Mortgage Rates Fall Below 6% for the First Time Since 2022 - WSJ
Tech Has Never Caused a Job Apocalypse. Don’t Bet on It Now. - WSJ
Europa:
BOE Rate Cut in March a ‘Genuinely Open Question,’ Says Governor Bailey - WSJ
Four years after Russia's invasion: How have electricity and gas prices changed across Europe?
Trade Remains ‘Challenging’ for Eurozone Amid Volatile Policy, Says ECB’s Lagarde - WSJ
Decline in War-Risk Premium Is Boost for Central and Eastern Europe, EBRD Says - WSJ
US and China trade strains fail to derail European development outlook
Lagarde: Falling inflation still 'doesn't feel real’ for households
'Nobody can pressure me,' European Parliament trade chief tells Euronews
Can Europe break free of Visa and Mastercard? MEPs stall digital euro
Von der Leyen to implement contentious Mercosur trade deal despite MEPs' legal challenge
EU to Implement Long-Awaited Mercosur Trade Deal - WSJ
German Inflation Inches Down, French Price Growth Rebounds - WSJ
Resto del Mondo:
Thailand’s Central Bank Surprises With Rate Cut - WSJ
China Hits Japanese Firms With Export Bans - WSJ
Canada Factory Sales Drop Estimated 3.3% in January - WSJ
Markets Eye Japan PM’s BOJ Picks for Hints on Rate Path - WSJ
Canada’s Carney Heads to India to Deepen Commercial Ties With Indo-Pacific Region - WSJ
Bank of Korea Holds Rates Steady, Lifts Growth Forecast - WSJ
Bank of Japan’s Most Hawkish Member Says Rate Hike Needed Soon - WSJ
Bank of Mexico Raises Forecast for 2026 Economic Growth - WSJ
China Moves to Tame Yuan Rally by Slashing Shorting Costs - WSJ
Canada Steadfast in Avoiding Travel to U.S., Buying More Domestic Goods - WSJ
Royal Bank of Canada Earnings Lifted by Personal Banking, Markets Growth - WSJ
Canada’s Economy Contracts in Fourth Quarter, Capping a Soft Year - WSJ
