L’incendio del centro commerciale Marywilska 44 e le ingerenze russe in Polonia e Lituania

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Estero

di Andrea Shlapak Distaso,

Domenica 11 maggio 2025, il primo ministro polacco Donald Tusk ha affermato su X che l'incendio del centro commerciale Marywilska 44 di Varsavia, risalente a esattamente un anno fa, è avvenuto per mano dei servizi speciali russi.

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Nella notte del 12 maggio 2024, un devastante incendio ha distrutto quasi completamente il centro commerciale Marywilska 44, situato nel quartiere Białołęka a nord di Varsavia. L'intera struttura, un vasto complesso che ospitava circa 1.400 negozi e chioschi, è stata ridotta in cenere. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito, poiché l'incendio è scoppiato dopo l'orario di chiusura. Le perdite economiche sono state tuttavia ingenti e hanno colpito duramente centinaia di imprenditori, molti dei quali appartenenti alla comunità vietnamita della capitale (Reuters; AP News).

Oltre 200 vigili del fuoco sono stati impegnati per ore nel contenimento delle fiamme. Fin dall'inizio, le autorità hanno sospettato che l'incendio, considerandone l'entità e la rapidità di propagazione, non fosse stato accidentale, ma doloso. Le prime ipotesi parlavano di un possibile incendio su commissione, conferma che è arrivata solo un anno dopo.

 

Le indagini e i risultati sull'origine dolosa

Le forze dell'ordine e i servizi di sicurezza polacchi hanno trattato il caso come prioritario, mobilitando risorse straordinarie. L'indagine ha coinvolto l'Ufficio Centrale per le Investigazioni (CBŚ), l'Ufficio del Procuratore Nazionale, la polizia di Varsavia e l'Agenzia per la Sicurezza Interna (ABW). Per 121 giorni, squadre forensi hanno esaminato il sito, supportate da esperti del fuoco, tecnici, 55 pubblici ministeri e oltre 100 agenti. Sono state interrogate più di 70 persone e circa 530 commercianti danneggiati. Il punto di svolta, però, è arrivato solo successivamente grazie alla cooperazione con le autorità lituane: un incendio simile si era infatti verificato tre giorni prima in un negozio IKEA di Vilnius, la capitale della Lituania, suggerendo un'azione coordinata (RP).

Solo nel maggio 2025, i procuratori polacchi hanno potuto confermare con certezza che si era trattato di un incendio doloso ordinato dai servizi segreti della Federazione Russa. Il ministro della Giustizia Adam Bodnar e il ministro degli Interni Tomasz Siemoniak hanno dichiarato che l'incendio è stato "il risultato di un sabotaggio coordinato da agenti dell'intelligence russa". Il primo ministro Donald Tusk ha condiviso pubblicamente la scoperta, affermando che alcuni responsabili erano stati arrestati, mentre altri erano stati identificati e ricercati attivamente (AP News).

Secondo l'Ufficio del Procuratore Nazionale, le principali conclusioni sono:

  • Incendio doloso deliberato: prove forensi hanno escluso cause accidentali;
  • Gruppo organizzato: l'atto è stato compiuto da un'organizzazione criminale transnazionale;
  • Mandato russo: il sabotaggio è stato ordinato dai servizi segreti russi.

Le prove includono dati telefonici, comunicazioni elettroniche e testimonianze che confermano il coinvolgimento di Mosca. Un elemento particolarmente rivelatore è stata la presenza di istruzioni dettagliate nei telefoni degli indagati, che includono anche l'ordine di filmare l'incendio per inviarlo a canali di propaganda russa.
 

I responsabili identificati e la rete transnazionale

Tra i principali accusati figurano:

  • Daniil B., cittadino ucraino, arrestato in Lituania. Era incaricato di documentare l'incendio, ma secondo le autorità non è stato lui a innescarlo. Ha però partecipato anche all'attacco all'IKEA di Vilnius del 9 maggio 2024;
  • Oleksandr V., anch'egli ucraino, ma residente nella Federazione Russa, identificato come coordinatore operativo e intermediario tra i sabotatori e i servizi segreti russi. Oggi si troverebbe rifugiato in Russia.

Altri membri della cellula sono stati identificati e alcuni arrestati, ma il piromane materiale è ancora latitante. Le autorità polacche sottolineano che questi agenti erano motivati da una compensazione in denaro e agivano su istruzioni dei servizi russi, rendendo l'attacco una vera e propria operazione terroristica (Onet; Radio Pin).


Le reazioni politiche e pubbliche

Il coinvolgimento russo ha ovviamente generato forte indignazione e preoccupazione, in un paese che ha vissuto l'occupazione da parte di Mosca fino a 35 anni fa. Il governo polacco ha comunque reagito con fermezza. Tusk ha promesso che tutti i responsabili saranno catturati. I ministri Bodnar e Siemoniak hanno definito l'attacco un "atto odioso di sabotaggio". Anche l'opinione pubblica ha reagito con rabbia, specie per il fatto che le vittime principali siano stati piccoli imprenditori immigrati. L'incendio ha rafforzato la percezione della guerra ibrida condotta dalla Russia contro gli Stati NATO, mettendo in allerta i paesi est europei.
 

Le conseguenze diplomatiche

Il 12 maggio 2025, il ministro degli Esteri Radosław Sikorski ha annunciato la chiusura del consolato russo a Cracovia come forma di ritorsione (AP News; Wolna Media). La Russia, in risposta, ha minacciato misure reciproche, accusando Varsavia di "isteria russofoba" e negando qualsiasi coinvolgimento (Gazeta Prawna). Le relazioni diplomatiche tra i due paesi hanno toccato un nuovo minimo. Il governo polacco ha già imposto restrizioni ai movimenti dei diplomatici russi e promesso ulteriori azioni in caso di nuove provocazioni (TVN24).
 

Le reazioni internazionali e un contesto più ampio

Sebbene la NATO e l'UE non abbiano rilasciato dichiarazioni ufficiali specifiche, l'incidente ha attirato grande attenzione mediatica e ha confermato i timori sulla strategia russa di destabilizzazione dell'Europa orientale. La Lituania ha confermato il collegamento tra l'incendio al Marywilska 44 e quello dell'IKEA, coordinando con la Polonia le indagini. Il sabotaggio è stato quindi inquadrato in una più ampia rete di attacchi contro Stati che sostengono l'Ucraina.

 

12 maggio 2025

Chiusura del consolato russo a Cracovia da parte della Polonia.


11 maggio 2025

Il governo polacco annuncia pubblicamente il coinvolgimento russo.


Marzo 2025

La Lituania accusa formalmente i servizi russi per l'incendio dell'IKEA


Gennaio 2025

La Russia chiude il consolato polacco a San Pietroburgo


Maggio 2024

Inizio delle indagini intensive in Polonia e Lituania


12 maggio 2024

Incendio distruttivo al centro commerciale Marywilska 44 a Varsavia


9 maggio 2024

Incendio doloso in un negozio IKEA a Vilnius, Lituania


Tag: Marywilska 44RussiaPoloniaincendio

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