Il perché e il come del Quanto Costa

Nelle settimane scorse ho analizzato i programmi della maggior parte dei partiti politici che partecipano alle elezioni del 25 settembre. Ho letto complessivamente 848 pagine di programma, ricercato per una comparazione 16 fra paper e documenti ufficiali di istituti di ricerca indipendenti e governativi, analizzato 12 fra leggi decreti legislativi e decreti delegati.

Per alcuni programmi ho preferito non calcolare i costi perché o facenti parti di coalizioni elettorali (così per IC, Più Europa e Verdi/SI) o irrilevanti, a mio giudizio naturalmente, ai fini delle azioni del prossimo governo (Italexit) o, infine, perché un vero e proprio programma non c’era; ad esempio Italia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo ha esaurito i suoi sforzi con 2 misere pagine.

Fra i piccoli partiti ha fatto eccezione Unione Popolare perché a domanda di un giornalista De Magistris in tv ha balbettato e ha indicato costi completamente fantasiosi. Devo dire che è stato divertente vedere come quelli di Unione Popolare da quel momento mi abbiano dedicato quotidiane attenzioni dimostrando non solo di non saper far di conto (difetto comune a quasi tutti i politici) ma anche di non saper leggere.
Il costo aggregato stimato per i 7 partiti presi in considerazione è di quasi 840 miliardi ma c’è da aggiungere che in alcuni casi l’intervallo fra i costi misurabili con accettabile approssimazione e la somma dei costi misurabili e quelli presunti (diretti e indiretti) è amplissimo. Clamoroso il caso di Fratelli d’Italia che ha inserito nel suo programma una tale quantità di misure (senza indicare alcuna cifra) che lasciano presagire, in caso di completa applicazione, un costo complessivo superiore di circa 50 miliardi rispetto a quello calcolato.

Dal calcolo dei costi ho tenuto fuori quelli che sono già inseriti nel PNRR e quelli relativi ai piani energetici.
I motivi sono semplici, anche se c’è qualcuno che non si rassegna e vede solo che quei costi mancano nel programma del Terzo Polo.

Si tratta sempre di piani che hanno durata poliennale e che coprono un arco temporale che va oltre la prossima legislatura. Tanto i 40GW di nucleare di Carlo Calenda, quanto gli 85 GW di rinnovabile del PD (o i 60GW del M5S), o i nuovi gasdotti nel mediterraneo voluti da Giorgia Meloni, o le attività di estrazione di gas indicati da Salvini sono da calcolarsi su un periodo che va dai 6/7 anni ai 20. Nel caso del nucleare poi, come sappiamo, ci sarebbe da superare l’esito di ben due referendum che hanno vietato la costruzione di nuovi impianti.

La valutazione generale dei programmi è sconfortante.

C’è una singolare uniformità dei temi un po’ perché l’agenda politica è dettata da fattori contingenti (guerra e caro prezzi), un po’ perché le macro aree di intervento sono state definite dalla Commissione Europea.

Quasi sempre non sono indicate le coperture e sembra che queste non interessino. Non fa eccezione il programma probabilmente più razionale, quello del Terzo Polo, che limita le coperture a due voci: recupero del tax gap rispetto alla media europea (10,4 miliardi) e riordino dele centrali di acquisti per la spesa intermedia (fra 10 e 11 miliardi). Negli altri programmi le coperture o mancano del tutto o vengono indicate genericamente con il recupero dell’evasione (PD), stralcio delle cartelle esattoriali (Lega), crescita dell’economia. L’unica copertura individuata in modo puntuale è nel programma del PD con messa a gara di nuove frequenze per il 5G.

A prescindere dal numero di pagine, tutti i programmi sono inusitatamente ampi e coprono praticamente tutte le materie su cui è possibile, in astratto, legiferare. C’è insomma una corsa alla regolamentazione anche su materie che sono fuori dall’ambito di applicazione della normativa italiana. Per chi scrive è molto preoccupante.
 

Per alcuni temi (diseguaglianze, fisco, lavoro per citarne solo alcuni) l’approssimazione con cui sono trattati lasciano intravvedere che non ci sarà risoluzione.

Ci sono poi, ed è una costante che deve far riflettere, proposte che definire lunari è fare loro un complimento: dall’albo di Stato delle puericultrici (Lega) ai 1000 bar multimediali (PD), dal vincolo di mandato (Forza Italia) alle smart road (M5S), dal trasporto merci via pipenet a levitazione magnetica (ancora Lega) ai viaggi gratis a Roma per gli under 25 (Terzo Polo).

Fra pochi giorni si vota. Auguri all’Italia, ne ha bisogno.

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