SINTESI DELLA SETTIMANA
Negli Stati Uniti, l’inflazione più debole consolida le aspettative di un nuovo taglio dei tassi entro fine anno, ma lo shutdown federale continua a pesare, lasciando senza stipendio migliaia di agenti pubblici non militari e bloccando i dati ADP, fondamentali per la Fed, che resta chiamata a un equilibrio delicato tra inflazione e crescita. Sul fronte estero, la disputa USA-Cina sulla “fase uno” commerciale riaccende tensioni globali.
In Europa, le frizioni con Pechino sulle terre rare si intensificano, mentre il settore privato accelera grazie alla Germania. La Francia, invece, affonda in una nuova fase recessiva. Nel Regno Unito, il debito pubblico e i prestiti governativi aumentano, mentre l’inflazione — ancora oltre il doppio del target della BoE — frena margini di manovra.
In Asia, la Cina rilancia un piano quinquennale per l’autosufficienza tecnologica, ma la crescita rallenta. Il Giappone registra un rimbalzo dell’export ma resta diviso sulla direzione della BoJ. La Russia taglia i tassi, segnale di un’economia in affanno sotto il peso delle sanzioni, mentre il Canada punta a raddoppiare l’export extra-USA, cercando nuovi equilibri commerciali post-tariffe.
INDICATORI MACROECONOMICI
Inflazione:
Italia: +1,7%, dal precedente +1,8% ⬇
Eurozona: +2% dal precedente +2%.
Inghilterra: +3,8% dal precedente +3,8%
Stati Uniti: +3% dal precedente +2,9% ⬆
Disoccupazione:
Italia: +6,5% dal precedente +6,1% ⬆
Eurozona: +6,2% dal precedente +6,3%⬇
Inghilterra: +4,8% dal precedente +4,7% ⬆
Stati Uniti: +4,2% dal precedente +4,1% ⬆
Tassi d'interesse:
Eurozona: 2,15%
Stati Uniti: 4,25 - 4,5%
Inghilterra: 4%
PIL: Q2 2025:
Italia: -0,1%
Eurozona: +0,1%
Inghilterra: +0,1%
Stati Uniti: +3,8%
EUR/USD: 1,16264, –0,21% questa settimana, +12,33% da inizio anno
DXY: 97,44, –0,30% questa settimana, –10,82% da inizio anno
MERCATI FINANZIARI
S&P 500: 6.791,68, +1,92% questa settimana, +15,05% da inizio anno
NASDAQ: 23.204,86, +2,31% questa settimana, +19,59% da inizio anno
FTSE MIB: 42.486,67, +1,74% questa settimana, +23,69% da inizio anno
STOXX 600: 556,80, +0,83% questa settimana, +7,98% da inizio anno
DAX: 24.242,10, +0,22% questa settimana, +20,86% da inizio anno
CAC 40: 7.818,55, +0,31% questa settimana, +7,05% da inizio anno
IBEX 35: 15.108,64, +0,16% questa settimana, +29,93% da inizio anno
US10Y: 4,00%, –1 bps questa settimana, –57 bps da inizio anno
US02Y: 3,70%, –3 bps questa settimana, –48 bps da inizio anno
US10Y–US02Y: 0,30%, –1 bps questa settimana, +8 bps da inizio anno
IT10Y: 3,21%, –2 bps questa settimana, –9 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 78,700 bps, –0,950 bps questa settimana, –38,4 bps da inizio anno
VIX: 16,36, –21,23% questa settimana, –4,94% da inizio anno
BTC/USD: $111.580,00, +2,66% questa settimana, +19,53% da inizio anno
FOCUS DELLA SETTIMANA
STATI UNITI
Inflazione al 3%, meno del previsto ma ancora pesante per famiglie e imprese
A settembre l’inflazione statunitense è salita al 3% annuo, meno del previsto, dando alla Federal Reserve margine per nuovi tagli dei tassi entro fine anno. Tuttavia, i prezzi restano ben sopra il target del 2%, gravando soprattutto sulla classe media e sui redditi più bassi, penalizzati da rincari di cibo, energia e affitti. Il costo del caffè è aumentato del 18,9%, la carne bovina del 14,7%, mentre gli aumenti salariali hanno rallentato all’1,4%, riducendo il potere d’acquisto.
Secondo il Pew Research Center, il 74% degli americani giudica l’economia “debole o cattiva”, e il 68% non crede che i redditi terranno il passo con i prezzi. Le imprese prevedono ulteriori aumenti del 4,3% nel 2026, spinti dalle tariffe commerciali di Trump, che hanno già generato oltre 30 miliardi di dollari in entrate.
Nonostante il rallentamento dei costi degli alloggi e un mercato del lavoro in affanno, l’inflazione “resta una frustrazione per i consumatori”, ha detto Bill Adams di Comerica Bank. La Fed resta orientata a tagliare i tassi, ma gli economisti avvertono: l’inflazione “appiccicosa” e la crescita debole potrebbero rendere il prossimo anno un equilibrio difficile tra sostegno economico e stabilità dei prezzi.
La Fed perde l’accesso ai dati ADP in pieno shutdown governativo
La Federal Reserve ha perso l’accesso ai dati sull’occupazione forniti da ADP, che dal 2018 garantiva alla banca centrale informazioni settimanali su oltre 20% della forza lavoro privata. La sospensione, avvenuta dopo un discorso del governatore Christopher Waller ad agosto, priva la Fed di uno dei suoi indicatori più tempestivi proprio mentre lo shutdown federale blocca le statistiche ufficiali. Il presidente Jerome Powell ha cercato di ripristinare la collaborazione, finora senza successo, sottolineando l’importanza dei dati privati come sostegno parziale alle fonti governative. ADP ha dichiarato di voler rivedere i protocolli di condivisione “in linea con i propri standard di sicurezza”. L’interruzione complica le analisi della Fed in un momento critico per valutare la salute del mercato del lavoro e l’impatto delle tariffe e del rallentamento economico sugli Stati Uniti.
Manifattura del Midwest in ripresa per il quarto mese consecutivo
L’indice manifatturiero della Federal Reserve di Kansas City è salito a 6 in ottobre, da 4 a settembre, segnando il quarto mese consecutivo di espansione dopo oltre tre anni di contrazione. La crescita riguarda soprattutto produzione e spedizioni, con aspettative positive per i prossimi sei mesi. L’indagine, che copre sette stati del Midwest, mostra anche un lieve aumento dei prezzi di materie prime e prodotti finiti. Secondo l’economista Cortney Cowley, l’attività industriale sta migliorando gradualmente, sostenuta dalle attese di nuovi tagli dei tassi Fed, che potrebbero ridurre i costi di finanziamento e stimolare ulteriormente la domanda interna e gli ordini industriali.
Shutdown crea tensioni nel governo, stipendi garantiti solo a personale selezionato
Durante la chiusura federale in corso dal 1° ottobre, l’amministrazione Trump ha creato un sistema a due livelli, continuando a pagare militari, agenti FBI, ICE e TSA, mentre oltre 750.000 dipendenti pubblici restano senza salario. La Casa Bianca ha deviato fondi del Pentagono e del piano fiscale “One Big Beautiful Bill” per coprire parte delle buste paga, una mossa di dubbia legalità secondo esperti di diritto federale. Cresce il malcontento tra il personale non pagato, che denuncia una gestione “ingiusta e divisiva”. Il Senato discute ora un disegno di legge per garantire la retribuzione ai lavoratori obbligati a prestare servizio, ma lo scontro politico tra repubblicani e democratici blocca ogni soluzione, aggravando una crisi che mina il morale e l’efficienza dell’amministrazione pubblica.
USA-Cina: Trump riapre la disputa sulla “Fase Uno” a pochi giorni dal vertice con Xi
Gli Stati Uniti si preparano a riaprire una vecchia disputa commerciale con la Cina, rilanciando la tensione a meno di una settimana dall’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping in Corea del Sud. L’Ufficio del Rappresentante per il Commercio USA sta per avviare una nuova indagine ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974 sulla presunta violazione dell’accordo di “Fase Uno” firmato nel 2020, che prevedeva maggiori acquisti di beni agricoli e industriali americani. Washington accusa Pechino di non aver rispettato gli impegni, mentre la Cina ribatte che la pandemia ha reso impossibili alcune clausole. La nuova inchiesta, che potrebbe portare a nuove tariffe, arriva dopo mesi di tensioni su terre rare e controlli alle esportazioni, segnalando che l’amministrazione Trump intende mostrare fermezza e riaffermare il proprio ruolo negoziale di fronte a un dialogo commerciale sempre più fragile.
Il ritorno in ufficio riapre il divario salariale di genere
Negli Stati Uniti il divario retributivo di genere è salito al livello più ampio dal 2016: nel 2024 le donne hanno guadagnato 81 centesimi per ogni dollaro degli uomini, contro gli 84 del 2022. Gli economisti attribuiscono il peggioramento ai mandati di ritorno in ufficio, che penalizzano le lavoratrici con figli, costrette a scegliere ruoli meno pagati ma più flessibili. La partecipazione femminile al lavoro è stagnante, mentre quella maschile cresce. Studi dell’Università di Pittsburgh mostrano che le donne hanno tre volte più probabilità di lasciare aziende tecnologiche o finanziarie quando viene imposto il rientro in sede, sacrificando avanzamenti di carriera e salari più alti.
EUROPA
UE-Cina: terre rare al centro delle tensioni, Bruxelles valuta contromisure economiche
L’incontro tra il commissario europeo Maroš Šefčovič e il ministro cinese del Commercio Wang Wentao è stato annullato, sostituito da colloqui tecnici a Bruxelles per tentare di disinnescare le tensioni sui controlli cinesi alle esportazioni di terre rare, materiali essenziali per l’industria automobilistica, green e digitale. Dal 9 ottobre, Pechino impone un rigido sistema di licenze, che secondo Bruxelles rappresenta una forma di coercizione economica: solo la metà delle domande europee è stata approvata, con gravi ritardi produttivi per gruppi come Volkswagen, Siemens e Solvay.
La Francia spinge per l’attivazione dello Strumento anti-coercizione, mentre Germania e altri Paesi restano cauti per il rischio di ritorsioni commerciali. Il presidente Emmanuel Macron ha denunciato il dumping industriale cinese, che riversa sull’Europa l’eccesso di produzione destinato agli Stati Uniti.
La Commissione europea valuta la creazione di un centro comune di acquisto e stoccaggio per ridurre la dipendenza strategica da Pechino, che controlla il 60% della produzione mondiale e il 90% della raffinazione di terre rare. Le tensioni si inseriscono nel contesto della guerra commerciale tra Cina e USA, che ha riacceso il protezionismo globale e messo sotto pressione la competitività industriale europea.
Eurozona: l’attività privata accelera, Germania traina la crescita mentre la Francia affonda
L’attività del settore privato dell’Eurozona è cresciuta a ottobre al ritmo più rapido dalla metà del 2023, spinta dalla forte espansione dei servizi in Germania, mentre la Francia continua a contrarsi. Il PMI composito è salito a 52,2 da 51,2 di settembre, segnando il nono mese consecutivo di crescita e superando le aspettative di mercato.
La ripresa è diffusa ma guidata dai servizi, con il relativo indice in aumento a 52,6, mentre il manifatturiero ha toccato la soglia neutra di 50 per la prima volta dal 2022. L’occupazione torna a crescere, ma i prezzi di produzione sono saliti al ritmo più veloce in sette mesi, sostenendo la scelta della BCE di mantenere i tassi invariati.
La Germania mostra la miglior performance in due anni e mezzo, con PMI a 53,8 e ordini in ripresa. In Francia, invece, l’attività è scesa a 46,8, quattordicesimo mese di contrazione consecutivo, zavorrata da incertezze politiche e calo dei servizi.
Italia: tensioni sul bilancio 2026 e sulla tassa sugli affitti brevi
Il piano di bilancio 2026 da 18 miliardi di euro approda in Parlamento con misure fiscali e sociali mirate, ma anche con forti divisioni nella maggioranza. La proposta più controversa riguarda l’aumento della tassa forfettaria sugli affitti brevi dal 21% al 26%, estesa anche alle piattaforme di gestione. La misura, difesa dal Tesoro come necessaria per contrastare l’evasione, è stata criticata da Tajani e Salvini, che la giudicano penalizzante per il turismo e i piccoli proprietari. Tra le altre misure figurano il taglio dell’Irpef dal 35% al 33% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro, l’aumento del bonus per madri lavoratrici a 60 euro e l’estensione del congedo parentale fino ai 14 anni del figlio. Le opposizioni definiscono la manovra “un bilancio senza genitore”, accusando Meloni di scaricare i costi sui cittadini per finanziare la spesa pubblica.
Regno Unito: inflazione stabile e prestiti pubblici in aumento, cresce la pressione sul bilancio
Il Regno Unito affronta un quadro economico complesso, con prestiti pubblici oltre le attese e inflazione ancora elevata. Nei primi sei mesi dell’anno fiscale, il governo ha preso in prestito 99,8 miliardi di sterline, superando le stime e alimentando l’attesa di aumenti fiscali e tagli alla spesa nel bilancio del 26 novembre. Il ministro del Tesoro Rachel Reeves punta a rassicurare i mercati sulla sostenibilità del debito, che raggiungerà il 105% del PIL entro il 2030. L’inflazione di settembre è rimasta al 3,8%, quasi il doppio del target della Bank of England, ma sotto le attese del 4%, aprendo la possibilità di un taglio dei tassi a dicembre. Tuttavia, la banca centrale resta divisa: alcuni membri temono che un allentamento prematuro possa riaccendere le pressioni sui prezzi. Con crescita debole, disoccupazione in aumento e salari in rallentamento, il Regno Unito rischia una recessione tecnica, mentre i costi di finanziamento elevati e la fragilità fiscale mettono alla prova la credibilità del governo e della BoE.
RESTO DEL MONDO
Canada: Carney punta a diversificare l’economia mentre inflazione e tariffe pesano sulla crescita
Il primo ministro Mark Carney ha dichiarato conclusa l’era di integrazione economica tra Canada e Stati Uniti, fissando l’obiettivo di raddoppiare le esportazioni non statunitensi entro dieci anni. In un discorso alla nazione, ha denunciato che le tariffe americane su acciaio, legname e auto stanno frenando gli investimenti e mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. “Dobbiamo prenderci cura di noi stessi, non possiamo più dipendere da un partner straniero”, ha affermato, annunciando una strategia per rafforzare i rapporti commerciali con India e Cina. Oltre il 75% delle esportazioni canadesi è diretto agli Stati Uniti, ma la revisione dell’accordo di libero scambio prevista per il 2026 potrebbe ridefinire gli equilibri.
Sul fronte interno, il Paese affronta un contesto economico complesso: l’inflazione è salita al 2,4%, massimo di sette mesi, mentre la Bank of Canada valuta un nuovo taglio dei tassi dopo quello di settembre. La crescita dei prezzi, trainata da energia e affitti, pesa sui consumi, con le vendite al dettaglio in calo dello 0,7% e la fiducia di famiglie e imprese ai minimi di cinque mesi. Gli economisti prevedono ulteriori stimoli monetari per sostenere occupazione e domanda interna in un’economia colpita dalle tensioni commerciali e dall’incertezza globale.
Giappone: export in ripresa ma incertezza su politica monetaria e yen debole
Le esportazioni giapponesi sono aumentate del 4,2% a settembre, interrompendo quattro mesi di cali e offrendo un temporaneo sollievo all’economia, pur restando sotto le attese del 5,7%. Il rimbalzo è favorito dallo yen debole, ma le spedizioni verso gli Stati Uniti restano in contrazione del 13,3%, colpite dai dazi del 15% imposti da Washington. Gli economisti prevedono che il rafforzamento dello yen e la debole domanda globale limiteranno nuovi guadagni. Intanto la nuova premier Sanae Takaichi e la ministra delle Finanze Satsuki Katayama sostengono una linea monetaria accomodante, coerente con l’approccio del governatore Ueda. Tuttavia, i rendimenti dei titoli di Stato JGB sono saliti per i timori di un aumento del debito, mentre lo yen si è indebolito fino a 153,30 per dollaro. Con una crescita fragile e rischi di inflazione importata, la Banca del Giappone resta sotto pressione tra sostegno all’economia e stabilità valutaria.
Cina: piano quinquennale per l’autosufficienza tecnologica mentre la crescita rallenta
La Cina ha annunciato il nuovo piano quinquennale, con cui mira a rafforzare la propria autosufficienza tecnologica e produttiva, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti in un contesto di crescente rivalità commerciale. Supervisionato da Xi Jinping, il progetto sottolinea l’intenzione di potenziare i settori strategici come semiconduttori, intelligenza artificiale e veicoli elettrici, riprendendo la linea del programma “Made in China 2025”. La leadership comunista punta su una politica industriale fortemente guidata dallo Stato, con maggiori investimenti e sostegni mirati, nonostante i rischi di eccesso di capacità e deflazione nei prezzi interni.
Russia: nuovo taglio dei tassi al 16,5% tra sanzioni e rallentamento economico
La Banca di Russia ha ridotto il tasso chiave al 16,5% dal 17%, quarto taglio consecutivo, mentre l’economia rallenta sotto il peso delle nuove sanzioni USA ed europee legate alla guerra in Ucraina. Il governatore Elvira Nabiullina ha parlato di un “surriscaldamento in fase di raffreddamento”, ma ha definito la politica ancora “stretta”. Il FMI prevede una crescita limitata allo 0,6% nel 2025, con deficit in aumento per il calo delle entrate petrolifere. Le sanzioni contro Lukoile Rosneft, unite al divieto UE sul GNL russo, aggravano le pressioni fiscali. Mosca risponderà con un aumento delle imposte nel 2026, che inizialmente spingerà l’inflazione ma dovrebbe stabilizzarla nel medio periodo.
Corea del Sud: tassi invariati tra rischi finanziari e incertezza commerciale
La Banca di Corea ha mantenuto il tasso di riferimento al 2,5% per la terza riunione consecutiva, segnalando prudenza di fronte ai rischi di stabilità finanziaria e alle tensioni sul commercio con gli Stati Uniti. Il governatore Rhee Chang-yong ha citato l’alto debito delle famiglie e il mercato immobiliare surriscaldato come fattori di cautela. La valuta sudcoreana ha perso circa 3% contro il dollaro negli ultimi tre mesi, complice l’accordo di investimento da 350 miliardi di dollari con Washington, ancora in fase di definizione. Gli analisti prevedono che la BOK manterrà un approccio neutrale fino a novembre, puntando sulla stabilità del won e sul controllo dei rischi creditizi interni prima di eventuali tagli futuri.
Parallelamente, i nuovi dati macroeconomici mostrano una crescita del PIL al 4,8% nel terzo trimestre, in calo rispetto al 5,2% precedente, segno di una domanda interna debole e di un mercato immobiliare in crisi, con investimenti in calo del 13,9% e vendite al dettaglio cresciute solo del 3%. L’aumento delle tensioni commerciali con Washington, incluso il rischio di dazi al 100%, complica ulteriormente lo scenario. Tuttavia, la produzione industriale (+6,5%) e le esportazioni complessive (+6,1%) sostengono l’attività. Pechino resta determinata a mantenere la crescita vicino al 5% annuo, preparando stimoli fiscali mirati per stabilizzare occupazione e consumi.
Indonesia: pausa nei tagli dei tassi per sostenere la rupia e la stabilità finanziaria
La Bank Indonesia ha sorpreso i mercati lasciando invariato il tasso di riferimento al 4,75%, interrompendo tre tagli consecutivi. Il governatore Perry Warjiyo ha spiegato che la decisione mira a garantire la stabilità della rupia e mantenere l’inflazione entro il target 1,5%-3,5%. Il PIL 2025 è atteso tra 4,6% e 5,4%, con prospettive di ulteriore crescita nel 2026. Gli analisti prevedono nuovi tagli graduali nei prossimi mesi, fino al 4%, se l’inflazione resterà contenuta. La banca centrale vuole però valutare gli effetti delle misure precedenti, bilanciando il sostegno alla crescita con la prudenza monetaria in un contesto di volatilità globale e di pressioni politiche per politiche più espansive.
Turchia: la banca centrale rallenta i tagli dei tassi tra inflazione in risalita
La Banca Centrale della Turchia ha ridotto il tasso di riferimento al 39,5% dal 40,5%, segnando un rallentamento nel ciclo di allentamento monetario dopo l’aumento inatteso dell’inflazione al 33,3% a settembre. Dopo tagli più consistenti nei mesi precedenti, l’istituto guidato da Fatih Karahan adotta ora un approccio più cauto, riconoscendo che il processo di disinflazione sta rallentando. I rischi legati ai prezzi alimentari e alle aspettative inflazionistiche restano elevati. La banca prevede un’inflazione al 24% entro fine anno, in discesa al 16% nel 2026 e al 9% nel 2027, mantenendo una linea “restrittiva” finché non sarà raggiunta la stabilità dei prezzi.
PROSPETTIVE
I mercati globali si preparano a una settimana cruciale dominata dalle decisioni di politica monetaria. Negli Stati Uniti, l’attenzione è puntata sulla Federal Reserve, che dovrebbe tagliare i tassi di 25 punti base in un contesto di rallentamento economico e shutdown federale. In Europa, la BCE valuterà l’impatto dell’inflazione sopra il target, mentre in Asia l'atteso incontro Trump-Xi potrebbe segnare una tregua nella guerra commerciale, influenzando valute e mercati energetici.
La Federal Reserve annuncerà mercoledì un taglio dei tassi di 25 punti base, portando il tasso dei fondi federali al 3,75-4,00%, sostenuta da dati sull’inflazione più deboli e un mercato del lavoro fragile. Gli investitori guardano ai commenti del presidente Powell per capire la velocità dei futuri tagli, mentre lo shutdown prolungato pesa sulla crescita e sui dati economici.
In Canada, la Bank of Canada dovrebbe ridurre i tassi al 2,25%, mentre le tensioni commerciali con Washington aumentano. L’inflazione resta elevata, ma il rallentamento di attività e occupazione spinge verso politiche più espansive.
La BCE giovedì manterrà i tassi invariati, con il deposit rate al 2%, concentrandosi su inflazione e fiducia economica. Dati positivi sul PMI tedesco e sull’indice Ifo rafforzano le speranze di stabilizzazione, mentre la Francia resta in difficoltà.
In Asia, occhi sulla BOJ, che dovrebbe mantenere il tasso allo 0,5%, e sull’incontro Xi-Trump, cruciale per la distensione commerciale tra Cina e Stati Uniti.
STATI UNITI:
Fed Lost Access to Private Jobs Data Ahead of Government Shutdown - WSJ
Central U.S. Manufacturing Activity Increases at Faster Pace - WSJ
Trump is creating two classes of federal workers: Paid and unpaid
U.S. Set to Examine China’s Compliance With 2020 Trade Deal - WSJ
Women’s Pay Is Falling Behind. Is the Return to the Office to Blame? - WSJ
Inflation Isn’t as Bad as Economists Thought, but Americans Still Hate It - WSJ
Inflation Edges Up, but Less Than Expected, to 3% Rate - WSJ
EUROPA:
Tensions remain high as China and EU prepare Brussels meeting on rare earths | Euronews
Eurozone private sector logs strongest growth in over two years | Euronews
U.K. Government Overshoots Borrowing Target in First Half, Making Tax Rises Likely - WSJ
U.K. Inflation Unexpectedly Holds Steady - WSJ
Italian budget: Politicians clash over tax raise on short-term rentals | Euronews
European Commission calls for no escalation with China over rare earths | Euronews
RESTO DEL MONDO:
Carney says Canada will double non-US exports over Trump trade tariffs and policy | Euronews
Bank of Canada Survey, CPI Data to Weigh on Next Rate Decision, Gov. Macklem Says - WSJ
Canada Inflation Accelerates to Seven-Month High of 2.4% in September - WSJ
Canada Retail Sales Pull Back After Rising 1% in August - WSJ
China’s Economy Expands at Slowest Pace in a Year - WSJ
Japan’s Exports Rebound From Months of Decline, But Tariff Risks Remain - WSJ
BOJ Policy Should Align With Government Policy, Japan’s Finance Minister Says - WSJ
Indonesia’s Central Bank Surprises With Rate Hold - WSJ
Turkey’s Central Bank Slows Pace of Interest-Rate Cuts After Inflation Uptick - WSJ
China Gears Up for More Tech Confrontation With U.S. - WSJ
Bank of Korea Holds Rate Steady for Third Straight Time - WSJ
Russia’s Central Bank Cuts Key Rate as New Sanctions Loom - WSJ
