Continuano le purghe di comandanti russi. Esercitazioni nel Mar del Giappone - Rassegna del 17/7/23

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Punto Stampa a Cura di: Duccio Di Prima
Conducono: Franz Forti

 

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Argomenti principali della giornata: 

 

Ucraina

Secondo ISW del 16 luglio 2023:
Le forze russe hanno condotto operazioni offensive sulla linea Kupyansk-Svatove e non hanno fatto progressi confermati.

Le forze russe hanno continuato gli attacchi di terra vicino a Kreminna e hanno fatto progressi tattici.

Le forze ucraine continuano a prendere di mira le retrovie russe nell'Oblast di Luhansk occupata.

Le forze ucraine hanno continuato le operazioni di controffensiva vicino a Bakhmut e, secondo quanto riferito, sono avanzate.

Fonti russe e ucraine hanno confermato che alcune forze cecene si sono schierate nell'area di Bakhmut.

Le forze russe hanno continuato attacchi di terra limitati sulla linea della cittĂ  di Avdiivka-Donetsk e non sono avanzate.

Le forze ucraine hanno condotto operazioni di controffensiva nell'area di confine occidentale di Donetsk-est di Zaporizhia e hanno ottenuto guadagni limitati.

Le forze ucraine hanno condotto operazioni di controffensiva nell'oblast di Zaporizhia occidentale e non hanno fatto progressi confermati nell'area.

Fonti russe hanno affermato che le forze ucraine continuano a operare sulla sponda orientale (sinistra) dell'oblast di Kherson vicino al ponte Antonivsky e non hanno rivendicato alcuna avanzata russa o ucraina nell'area.

Funzionari russi hanno accusato le forze ucraine di aver tentato un attacco aereo e marittimo di droni contro obiettivi non specificati nel Mar Nero vicino a Sebastopoli, in Crimea, nella notte tra il 15 e il 16 luglio.

Un rapporto ucraino indica che le autoritĂ  di occupazione russe continuano a perseguitare le minoranze religiose nell'Ucraina occupata come parte di un piĂą ampio genocidio culturale volto a sradicare l'identitĂ  nazionale e culturale ucraina.

Russia

Al seguito di un decreto del presidente Vladimir Putin, domenica la Federazione Russa ha acquisito il controllo delle divisioni russe dell’azienda francese Danone e della danese Carlsberg tramite l’agenzia per la gestione delle proprietà statali Rosimushchestvo. In aprile avevano subito lo stesso trattamento i distaccamenti operanti in Russia della tedesca Uniper e della finandese Fortrum. Il governo russo giustifica le acquisizioni come rappresaglie temporanee per l’imposizione di sanzioni da parte dei Paesi occidentali. Sia Danone che Carlsberg stavano sottoscrivendo accordi per la vendita delle loro divisioni russe.

Secondo quanto riportato da ISW, il Ministero della Difesa russo ha iniziato a rimuovere i comandanti da alcune delle unitĂ  e delle formazioni piĂą efficaci in combattimento dell'esercito russo e sembra che stia accelerando questo sforzo. Il recente licenziamento del colonnello generale della 58a armata di armi combinate (CAA) Ivan Popov e il licenziamento riferito del comandante della 106a divisione aviotrasportata delle guardie (VDV) il maggiore generale Vladimir Seliverstov hanno stimolato ulteriori discussioni su altri presunti licenziamenti e arresti recenti. 

 

Fonti russe hanno amplificato un presunto messaggio audio del personale della 7a divisione VDV da montagna delle guardie il 15 luglio in cui il personale affermava che il comando militare russo aveva licenziato il comandante della 7a divisione VDV, il maggiore generale Alexander Kornev all'inizio di luglio. Fonti russe hanno anche affermato che le autoritĂ  russe hanno arrestato il comandante della 90a divisione carri armati (distretto militare orientale) Ramil Ibatullin e due vice non specificati in una data non specificata. 

 

Un importante milblogger affiliato al Cremlino ha suggerito che il comando militare russo sta anche pianificando di licenziare il comandante della 31a brigata VDV, che secondo quanto riferito è il colonnello Sergei Karasev. [4]  Fonti russe hanno ipotizzato che il ministero della Difesa russo potrebbe prepararsi ad arrestare il comandante colonnello generale del VDV Mikhail Teplinsky. ISW non ha trovato conferma dei licenziamenti di Seliverstov e Kornev nĂ© dell'arresto di Ibatullin, sebbene queste affermazioni seguano uno schema simile a quello delle precedenti affermazioni di cambi di comando che si sono rivelate vere

Europa

Regno Unito: La Gran Bretagna ha formalmente aderito al trattato commerciale trans-Pacifico CPTPP. SarĂ  quindi il primo Paese geograficamente europeo a far parte del trattato, che annovera al momento 11 stati fra cui Canada, Giappone, Vietnam, Cile, Australia e Messico. L’accordo consiste nell’eliminare o ridurre sostanzialmente i dazi al commercio, e comprende anche regole per la competizione tra imprese e per il rispetto della proprietĂ  intellettuale. Il governo britannico si aspetta di vedere un aumento del PIL di 1.8 miliardi di sterline nel lungo termine, ma l’accordo comincerĂ  ad entrare in vigore soltanto a fine 2024 ed è in dubbio la sua effettiva utilitĂ  nel tamponare la prevista contrazione del PIL britannico dovuta a Brexit. Nonostante il CPTPP sia stato ideato anche per contrastare la supremazia commerciale cinese nell’area del Sud-Est asiatico e del Pacifico, la Cina ha richiesto di aderirvi, insieme a Taiwan, all’Ucraina e ad altri Paesi dell’America Meridionale. 

Politica internazionale

Nord America

USA: L’inviato speciale statunitense per il clima John Kerry si è recato domenica a Pechino per riprendere i colloqui con la controparte cinese Xie Zhenhua su temi come il contenimento delle emissioni di metano, il limite all’uso del carbone e l’aiuto ai paesi a basso reddito nel contrastare il cambiamento climatico. Dopo la visita a Taiwan della speaker della camera Nancy Pelosi, la Cina aveva infatti comunicato di non voler continuare a discutere con gli Stati Uniti di temi relativi al clima. La collaborazione tra Stati Uniti e Cina, i maggiori emettitori di gas serra del pianeta, è considerata cruciale per la COP28 di novembre a Dubai. Al momento, la Cina ha promesso di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060, ma ha anche finanziato la costruzione di nuove centrali a carbone.

Asia

Cina: Russia e Cina eseguiranno esercitazioni militari navali congiunte nel Mar del Giappone durante questa settimana. Una flottiglia di navi da guerra cinesi si unirà alle corvette russe Gromkiy e Sovershennyy. Le due navi russe, appartenenti alla flotta del pacifico ormeggiata a Vladivostok, sono state ospitate nel porto di Shanghai a partire dal 6 luglio e in precedenza i loro movimenti erano stati monitorati anche dal Giappone e da Taiwan, a causa di passaggi vicini alle coste dei due paesi. Secondo una dichiarazione del ministero della difesa cinese, l’esercitazione è volta a “garantire la sicurezza di rotte strategiche”.

 

Corea del Sud: il ministero della difesa giapponese ha annunciato che Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti hanno effettuato un’esercitazione militare congiunta nel Mar del Giappone, nella giornata di domenica. Le esercitazioni hanno coinvolto tre navi di tipo “destroyer” delle flotte dei tre paesi. Questo tipo di navi è in grado di abbattere missili balistici, e il loro dispiegamento è avvenuto dopo il lancio del missile balistico intercontinentale da parte della Corea del Nord di mercoledì. Quest’ultimo missile nordcoreano sembra essere stato alimentato da combustibile solido, che ne velocizza il lancio. Trattandosi di un avanzamento tecnologico per la Corea del Nord, ha destato notevoli preoccupazioni.

Africa

Tunisia: L’Unione Europea e il governo tunisino hanno siglato domenica un accordo per contenere la partenza di migranti in cambio di un pacchetto di aiuti economici da un miliardo di euro, particolarmente rilevante per la Tunisia che sta attraversando una grave crisi economica e istituzionale. L’accordo è stato finalizzato a Tunisi dalla presidente della Commissione Europea Von der Leyen, dal primo ministro dimissionario dei Paesi Bassi Mark Rutte e dalla presidente del Consiglio italiana Meloni, assieme al presidente tunisino Kais Saied. Oltre a fondi per la gestione della crisi migratoria in Tunisia, tramite la lotta ai cosiddetti scafisti, il pacchetto di aiuti contiene fondi per le energie rinnovabili e accordi commerciali.

 

Medio Oriente

Azerbaigian: il governo azero ha accusato l’Armenia e la Russia di non avere rispettato l’accordo per il cessate il fuoco nel Nagorno-Karabakh. Secondo l’Azerbaijan, convogli di rifornimenti militari armeni camuffati da aiuti umanitari avrebbero attraversato i checkpoint sotto controllo russo per entrare nell’enclave in territorio azero; motivo per cui l’Azerbaijan avrebbe proceduto al blocco del corridoio umanitario verso il Nagorno-Karabakh e avrebbe rifiutato i tentativi russi di mediazione del conflitto. Le trattative di risoluzione della contesa tra Armenia e Azerbaijan si sono tenute invece a Bruxelles, in presenza del presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, che intende organizzare altri incontri tra i leader dei due paesi caucasici entro ottobre. 

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