Anelito di pace per Conte

Oggi discussione sul quadro di aiuti e invio di armi all'Ucraina. As usual l'intervento dell'on.Conte è pieno di contraddizioni.

Introduce rivendicando la non equidistanza del suo partito; conclude chiedendo equidistanza perché:

a) "è impensabile credere alla disfatta della Russia"

b) "bisogna definire il quadro nazionale e internazionale nel quale questo nuovo invio andrebbe ad iscriversi"

c) "se il governo vuole portare avanti questa linea, armi a oltranza e zero negoziati, venga in parlamento a dirlo, faccia votare il parlamento"

Risposte

a) nessuno chiede la disfatta della Russia. Il mondo CIVILE chiede che la Russia lasci i territori illegalmente occupati; chiede che cessi l'aggressione e il terrorismo ai danni dell'Ucraina e cessi le minacce agli altri Stati liberi.

b) il quadro nazionale è un'astrazione. Forse si riferisce all'aumento dei prezzi? Forse alla recessione imminente? Nessuna delle due dipende dagli aiuti all'Ucraina, semmai dipende (in parte) dall'aggressione russa.

Il quadro internazionale invece è chiarissimo, lo declina la presidente Von Der Leyen: "La Russia pagherà l'attacco alla libertà, al diritto internazionale, alla pace." Non ci sono dubbi nel quadro internazionale.

c) Detto durante una discussione parlamentare. Smentita autoevidente. Infatti il parlamento ha votato. La maggioranza delle forze politiche si è astenuta, rimandando al governo una materia posta all'attenzione dell'aula come chiedeva Conte. Solo IV+Az hanno coerentemente votato a favore dell'invio di armi "tenendo opportunamente informato il parlamento". Seconda smentita per l'on. Conte, la cui costante peculiarità è quella di farsi smentire dai fatti e dai documenti.

Tutte queste menzogne hanno una sola spiegazione: l'ipocrisia di una lingua biforcuta che non vuole dire quello che pensa, ovvero che degli ucraini non gliene frega nulla e per quanto lo riguarda è meglio tornare a fare affari con l'orco terrorista del Cremlino.
Orco che non vuole la pace che vuole la distruzione di un Paese libero che vuole proseguire con le annessioni e che, dimostrata l'arretratezza della sua macchina bellica, non vuole uscire dalla guerra che ha scatenato con l'umiliazione che merita

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