La Settimana Economica | n. 14/2026

Aprile si apre con al centro la guerra in Medio Oriente e le sue conseguenze economiche: tra timori di stagflazione, benzina in aumento, fiducia in calo e fantasmi del 1973. Il nuovo shock energetico domina mercati e banche centrali. 

Negli Stati Uniti il petrolio è tornato sopra i 100 dollari, la benzina ha superato i 4 dollari al gallone e la Fed mantiene una linea prudente: PowellWilliamsSchmid non escludono interventi se l’inflazione dovesse restare troppo alta. Intanto il mercato del lavoro regge, con 178.000 nuovi occupati a marzo, ma mostra crepe sotto la superficie.

In Europa cresce la cautela. Nell’Eurozona il sentiment economico scende a 96,6, la disoccupazione risale al 6,2% e l’inflazione torna al 2,5%. La BCE e la BoE frenano sui rialzi immediati, ma restano in allerta per il rischio che il rincaro dell’energia si trasmetta a salari e servizi. In Germania l’inflazione sale al 2,8% e le stime di crescita vengono dimezzate.

In Asia il quadro è misto. Il Giappone affronta uno yen debole e più pressioni sui prezzi, la Corea del Sud corre con l’export dei chip ma teme il costo dell’energia, mentre la Cina vede una ripresa manifatturiera accompagnata da nuovi rincari produttivi.

Sul fronte geopolitico, qualche timido segnale di riapertura a Hormuz convive con tensioni ancora altissime. La settimana lascia un messaggio chiaro: l’economia globale non è in crisi aperta, ma è entrata in una fase più fragile, dove energia, inflazione e politica monetaria tornano a muoversi insieme.

INDICATORI MACROECONOMICI

Inflazione: 
Italia: +1,5%, dal precedente +1% ⬆
Eurozona: +2,5% dal precedente +1,9%. ⬆
Inghilterra: +3% dal precedente +3%
Stati Uniti: +2,4% dal precedente +2,4%

Disoccupazione: 
Italia: +5,1% dal precedente +5,5% ⬇
Eurozona: +6,2% dal precedente +6,1%⬆
Inghilterra: +5,2% dal precedente +5,2% 
Stati Uniti: +4,4% dal precedente +4,3% ⬆


Tassi d'interesse: 
Eurozona: 2,15%
Stati Uniti: 3,75-3,5%
Inghilterra: 3,75%

PIL: Q4 2025: 
Italia: 0,1%
Eurozona: +0,3%
Inghilterra: +0,1%
Stati Uniti: +1,4% 

MERCATI FINANZIARI

EUR/USD: 1,15148, +0,04% questa settimana, –1,93% da inizio anno
DXY: 99,69, +0,69% questa settimana, +1,43% da inizio anno

S&P500: 6.582,68, +3,36% questa settimana, –4,30% da inizio anno
NASDAQ: 21.879,18, +4,44% questa settimana, –6,82% da inizio anno
FTSE MIB: 45.624,94, +5,18% questa settimana, +1,39% da inizio anno
STOXX 600: 595,85, –0,47% questa settimana, +0,62% da inizio anno
DAX: 23.447,29, –0,61% questa settimana, –4,26% da inizio anno
CAC 40: 7.911,53, –1,03% questa settimana, –2,92% da inizio anno
IBEX 35: 17.059,30, –0,09% questa settimana, –1,44% da inizio anno
US10Y: 4,31%, –11,9 bps questa settimana, +12 bps da inizio anno
US02Y: 3,73%, +17 bps questa settimana, +24,7 bps da inizio anno
US10Y – US02Y: 0,55%, –4 bps questa settimana, –9,3 bps da inizio anno
IT10Y: 3,80%, +16,5 bps questa settimana, +25,2 bps da inizio anno
Spread BTP–Bund: 87,070 bps, –9,30 bps questa settimana, +26,56 bps da inizio anno

VIX: 23,87, –23,10% questa settimana, +60,74% da inizio anno
BTC/USD: $66.822,00, +1,32% questa settimana, –23,63% da inizio anno
 

FOCUS DELLA SETTIMANA 

STATI UNITI 

Benzina a 4 dollari, pesa più sulla fiducia che sui conti

Negli Stati Uniti il prezzo medio della benzina torna sopra i 4 dollari al gallone, per la prima volta dall’agosto 2022, con un aumento rapido di oltre 1 dollaro in cinque settimane, il più forte da dopo l’uragano Katrina in termini reali. In prospettiva storica il peso economico diretto è meno grave rispetto al passato: auto più efficienti e redditi più alti rendono la spesa per carburanti pari solo all’1,5% del reddito personale, contro il 2,8% del 2008. Ma il problema è psicologico e politico: la benzina è un prezzo visibile, frequente e simbolico, capace di deprimere fiducia e consumi anche oltre il suo peso reale.

Trump, Powell e petrolio: la tensione sale tra geopolitica e Fed

Donald Trump torna ad alzare i toni contro l’Iran e minaccia possibili attacchi ai siti energetici se non arriveranno aperture sui negoziati e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Sul fronte monetario, Jerome Powell conferma invece una linea prudente: la Fed mantiene i tassi fermi e, per ora, sceglie di non reagire in modo immediato allo shock energetico. Il presidente della banca centrale chiarisce però che questa pazienza non è illimitata: se il rialzo dei prezzi dovesse alterare in modo stabile le aspettative di inflazione, la Fed sarebbe pronta a intervenire.

Anche altri esponenti della banca centrale rafforzano questo messaggio. John Williams invita alla cautela e sottolinea che l’attuale livello dei tassi, fermo al 3,5%-3,75%, è ancora adeguato a gestire il rischio di più inflazione e minore crescita. Jeff Schmid, invece, adotta un tono più severo e segnala che, se l’inflazione dovesse restare vicina al 3%, un rialzo dei tassi non andrebbe escluso.

Intanto il petrolio americano chiude a 102,88 dollari, sopra quota 100 per la prima volta dal 2022. Wall Street resta incerta, sospesa tra shock energetico, rischi geopolitici e attesa per le prossime mosse della Fed.

Economia resiliente ma più esposta ai rischi

L’economia americana continua a mostrare capacità di tenuta dopo inflazione, dazi e shock post Covid, ma il rialzo del petrolio rende il quadro più fragile. Nello scenario favorevole gli Stati Uniti evitano la recessione e registrano solo una crescita più debole; in quello peggiore, energia cara, tensioni sui Treasury, credito privato e frenata dell’AI possono amplificare le vulnerabilità. In questo contesto la Casa Bianca resta molto più ottimista dei mercati: prevede crescita oltre il 3% per anni, contro stime vicine al 2% di CBO e Wall Street. Il divario riflette un nodo centrale: quanto l’economia riuscirà davvero ad assorbire shock geopolitici e fiscali.

Mercato del Lavoro: la sanità sostiene il mercato mentre la Fed resta in attesa

A marzo l’economia americana crea 178.000 posti di lavoro, dopo il calo di 133.000 di febbraio, in un rimbalzo sostenuto soprattutto da sanità, tempo libero, costruzioni e logistica. Una parte del recupero riflette fattori temporanei, come il clima più favorevole e la fine di uno sciopero ospedaliero, ma il dato conferma anche un punto strutturale: oggi è soprattutto la sanità il vero motore dell’occupazione americana. Il settore continua a espandersi da decenni, offre salari solidi e sostiene in particolare la classe media, con gli infermieri registrati che guadagnano in media 93.600 dollari l’anno contro 49.500 dell’insieme delle professioni.

Dietro il dato positivo restano però segnali di fragilità: cala il tasso di partecipazione al 61,9%, prosegue la riduzione dell’occupazione federale e arretrano finanza e informazione. Per la Fed questo quadro basta comunque a giustificare l’attesa: con inflazione vicina al 3% e petrolio elevato, non c’è urgenza di tagliare i tassi.

Deficit commerciale in aumento, ma sotto le attese

A febbraio il deficit commerciale degli Stati Uniti sale a 57,3 miliardi di dollari, in aumento del 4,9% su gennaio, con importazioni a 372,1 miliardi ed esportazioni a 314,8 miliardi. Il dato risulta comunque migliore delle attese del mercato, che stimava un disavanzo di 62 miliardi. Il commercio estero americano continua a muoversi in un contesto instabile, segnato dai continui cambiamenti nella politica tariffaria di Trump e dalle recenti decisioni della Corte Suprema, che hanno reso più irregolari i flussi mensili di beni.

Trump usa sanzioni e dazi come leva politica e industriale

Washington ha revocato le sanzioni contro Delcy Rodríguez, aprendo una fase di relazioni più pragmatiche con Caracas su petrolio e investimenti, ma senza dissipare i dubbi sul percorso democratico venezuelano. 

Sul commercio, Trump alza ancora la pressione. Un nuovo ordine esecutivo consente dazi fino al 100% su alcuni farmaci brevettati per le aziende che non accetteranno accordi su prezzi e produzione negli Stati Uniti, mentre per UE, Giappone, Corea e Svizzera resta un tetto del 15%

Parallelamente, la Casa Bianca riscrive i dazi su acciaio, alluminio e rame: i prodotti finiti con forte contenuto metallico saranno colpiti dal 25% sull’intero valore, mentre i metalli base restano al 50%

Il risultato è una stretta più ampia sui costi industriali, in particolare sull’alluminio, già spinto verso l’alto da guerra e strozzature dell’offerta. 

Washington introduce una tassa sui milionari e apre un nuovo fronte fiscale 

Lo stato di Washington ha approvato una nuova imposta del 9,9% sui redditi oltre $1 mln, in vigore dal 2028, segnando una svolta storica per uno stato che finora non aveva alcuna imposta sul reddito. Il gettito finanzierà asilipasti scolastici gratuiticrediti fiscali per le famiglie e sgravi per le piccole imprese. Per i democratici è un modo per ridurre le disuguaglianze, mentre i repubblicani avvertono che una stretta fiscale sui più ricchi potrebbe scoraggiare investimenti, imprenditorialità e occupazione.

EUROPA

Bruxelles accelera sui trattati, ma resta il nodo agricolo

Nel giro di poche settimane la Commissione europea ha chiuso accordi con Mercosur, India e Australia, confermando una linea commerciale ormai chiara: apertura offensiva su vino, auto e indicazioni geografiche, prudenza difensiva su prodotti agricoli sensibili come la carne bovina. Proprio su questo fronte resta forte la protesta degli agricoltori europei, già esplosa con il Mercosur. Nell’intesa con l’Australia Bruxelles concede 30.600 tonnellate di manzo25.000 di carne ovina e caprina, ma introduce quote graduali e clausole di salvaguardia. Con l’India, invece, ottiene forti tagli ai dazi su vino e auto, rafforzando il profilo export dell’UE.

L’UE vara la maxi riforma doganale

L’Unione europea approva una profonda riforma delle dogane per gestire l’aumento dei flussi commerciali, rafforzare i controlli e semplificare le procedure. Al centro c’è un hub unico dei dati doganali UE, operativo per l’e-commerce dal 2028, gestito dalla nuova autorità europea con sede a Lille. La riforma introduce anche procedure snelle per gli operatori affidabili e nuove sanzioni per chi non rispetta gli standard europei. Per i piccoli pacchi sotto 150 euro arriverà inoltre un nuovo contributo a partire dal 2026.

BCE e BoE invitano alla prudenza, ma il rischio rialzi resta vivo

I mercati scommettono su nuovi rialzi dei tassi in Europa dopo lo shock energetico legato alla guerra in Iran, ma BCEBank of England frenano e invitano a non correre troppo. Il punto decisivo non è solo il petrolio, ma capire se il rincaro dell’energia si trasformerà in una spirale tra salariprezzi interni. Nell’Eurozona l’inflazione di marzo sale al 2,5%dall’1,9%, mentre i servizi rallentano al 3,2%François Villeroy de Galhau segnala che la prossima mossa della BCE sarà probabilmente al rialzo, ma senza fretta: pesa ancora l’errore del 2011, quando Francoforte strinse troppo presto.

UE, accelerazione sulla sovranità monetaria digitale

Bruxelles compie un doppio passo verso una maggiore autonomia nei pagamenti digitali. Da un lato, il Parlamento europeo sblocca il dossier sul digital euro, con un modello unico utilizzabile online e offline, rafforzando l’obiettivo di ridurre la dipendenza da circuiti americani come VisaMastercard. Dall’altro, Germania e Italia spingono per una stretta sulle stablecoin estere, chiedendo regole più dure e poteri rafforzati per l’EBA, incluso un possibile “kill switch” contro operatori ritenuti rischiosi. Il messaggio politico è chiaro: l’UE vuole rafforzare stabilità finanziaria, controllo regolatorio e sovranità monetaria nell’economia digitale.

Eurozona, cresce la cautela tra fiducia debole e lavoro ancora solido

L’Eurozona mostra segnali di raffreddamento prima che lo shock energetico dispieghi pienamente i suoi effetti. A marzo il sentiment economico scende a 96,6 da 98,2, sotto la media storica di 100, segnalando maggiore prudenza di imprese e consumatori davanti alla guerra in Iran e al rialzo dei costi energetici. Sul mercato del lavoro, a febbraio la disoccupazione sale leggermente al 6,2% dal minimo record del 6,1% di gennaio, ma resta su livelli contenuti. Per la BCE il quadro si fa più delicato: fiducia in calo, inflazione tornata al 2,5% e rischio che un lavoro ancora teso alimenti pressioni salariali e nuovi timori sui prezzi.

Regno Unito, prezzi ancora sotto controllo ma cresce la tensione

Nel Regno Unito i segnali sui prezzi restano per ora relativamente contenuti, ma il quadro si fa più fragile. A marzo l’inflazione nei negozi sale appena all’1,2% dall’1,1%, mentre le imprese prevedono un incremento dei prezzi al 3,5%nei prossimi 12 mesi, solo lievemente sopra febbraio. Anche le attese salariali rallentano al 3,5%, elemento che rassicura in parte la Bank of England sul rischio di una spirale prezzi salari. Il problema è soprattutto prospettico: il caro energia legato alla guerra in Iran e l’incertezza crescente, segnalata dal 57% delle aziende, possono presto pesare su consumi, fiducia e crescita reale.

Germania, energia e debolezze strutturali frenano la ripresa

In Germania lo shock energetico legato alla guerra con l’Iran riaccende l’inflazione e colpisce una crescita già fragile. A marzo i prezzi salgono del 2,8% annuo, contro il 2,0% di febbraio, spinti soprattutto dall’energia. Intanto i principali istituti economici dimezzano le stime sul PIL a 0,6% nel 20260,9% nel 2027. Il maxi stimolo fiscale su difesa e infrastrutture attenua l’impatto, ma non risolve i nodi di fondo: industria energivora, chimica e competitività restano sotto pressione.

Svizzera, inflazione in rialzo per effetto energia

A marzo l’inflazione svizzera sale allo 0,3% annuo dallo 0,1% di febbraio, massimo da un anno, spinta soprattutto dal rincaro dell’energia dopo le tensioni in Medio Oriente. Il dato resta contenuto rispetto all’Eurozona, ma allontana il rischio di tassi negativi. Per la SNB il nuovo scenario riduce la pressione a intervenire con ulteriori tagli.

RESTO DEL MONDO

Hormuz, riapertura ancora fragile tra segnali operativi e tensione diplomatica

Lo Stretto di Hormuz mostra i primi timidi segnali di riapertura: una nave di CMA CGM è diventata la prima imbarcazione legata all’Europa occidentale a transitare dall’inizio della guerra, mentre anche una nave LNG ha tentato l’attraversamento. Sul piano politico, FranciaCorea del Sud si coordinano per favorire la riapertura del corridoio, ma l’Iran resta duro e mette in guardia l’ONU contro iniziative “provocatorie”. Il quadro resta quindi molto instabile: qualche progresso operativo emerge, ma i rischi geopolitici e diplomatici continuano a pesare su energia e commercio globale.

Giappone, più pressione su yen e prezzi mentre la BOJ resta in allerta

In Giappone cresce la pressione sulla Bank of Japan. Da un lato lo yen resta debole, vicino alla soglia critica di 160 per dollaro, alimentando timori di inflazione importata e possibili interventi sul mercato dei cambi. Dall’altro, l’indagine Tankan mostra un’economia ancora resiliente: la fiducia delle grandi imprese manifatturiere sale a +17, massimo da dicembre 2021, mentre le attese sui prezzi per i prossimi 12 mesi salgono al 2,6%, sopra il target BOJ del 2%. Il quadro rafforza l’ipotesi di un rialzo dei tassi, ma il conflitto in Medio Oriente rende la banca centrale più prudente.

Bank of Canada, cautela sui tassi tra crescita debole e inflazione

I verbali della Bank of Canada mostrano una banca centrale prudente davanti a un dilemma complesso: sostenere un’economia in rallentamento senza riaccendere l’inflazione. A marzo i tassi sono rimasti fermi al 2,25%, ma il rialzo dei prezzi energetici legato alla guerra con l’Iran rischia di spingere l’inflazione sopra il target del 2%. I membri del board ritengono di avere ancora margine per attendere, ma ribadiscono di essere pronti a intervenire se gli aumenti dei costi energetici dovessero estendersi in modo persistente ad altri beni e servizi.

Cina, manifattura in ripresa ma aumentano i rischi

A marzo il PMI manifatturiero cinese torna in area espansiva a 50,4 da 49,0, sopra le attese, sostenuto anche dalla normalizzazione dopo il Capodanno lunare. Anche il PMI non manifatturiero risale a 50,1. Tuttavia la guerra in Medio Oriente inizia a pesare sui costi di produzione: salgono prezzi di petrolio, materie prime e trasporti. Nel medio termine, però, Pechino potrebbe trarre vantaggio dalla spinta globale verso sicurezza energetica, rinnovabili, nucleare ed auto elettriche.

India, la guerra con l’Iran minaccia crescita e inflazione

L’India vede incrinarsi la sua fase di crescita solida e inflazione in calo a causa della guerra con l’Iran e delle tensioni nello Stretto di Hormuz. Il governo segnala rischi su più fronti: rincaro dell’energia, aumento dei costi logistici, calo dell’export verso il Medio Oriente e pressione sulla rupia. A marzo si registrano deflussi di capitale per 12,5 miliardi di dollari, mentre il Sensex perde oltre il 9% dall’inizio del conflitto. La RBI potrebbe mantenere i tassi, ma resta alta l’incertezza.

RBA, più trasparenza con gli interventi pubblici dei membri esterni

La banca centrale australiana apre a una comunicazione più ampia: due membri esterni del board, Ian HarperCarolyn Hewson, terranno interventi pubblici nei prossimi mesi, rompendo con la prassi passata. La scelta punta a migliorare la trasparenza in una fase delicata, con inflazione elevata, crescita in rallentamento e tassi già alzati due volte nel 2026. I mercati vedono possibili altri rialzi.

Corea del Sud, export forte ma resta l’incognita energetica

La Corea del Sud mostra segnali di tenuta nonostante le tensioni globali. Da un lato, il futuro governatore della Bank of KoreaShin Hyun-song, rassicura sulla solidità della liquidità in dollari e sulla capacità del sistema finanziario di assorbire la volatilità del won. Dall’altro, a marzo le esportazioni balzano del 48,3%86,13 miliardi di dollari, con surplus record grazie soprattutto ai semiconduttori. Il quadro però non è privo di rischi: il Medio Oriente continua a pesare su energia, logistica e materie prime, lasciando aperta una fonte di vulnerabilità per l’economia coreana.

PROSPETTIVE 

La prossima settimana sarà dominata ancora dalla guerra in Medio Oriente, vero motore dei mercati globali. Gli investitori guarderanno soprattutto ai dati Usa sull’inflazione di marzo e ai verbali della Fed, per capire se il rialzo dei costi energetici stia iniziando a contagiare l’inflazione di fondo e quindi i tassi. Al momento il mercato sconta tassi fermi negli Stati Uniti, con solo una bassa probabilità di tagli entro fine 2026.

In Europa il calendario sarà più leggero per via della pausa pasquale, ma resteranno sotto osservazione i PMI dei servizi, la produzione industriale e l’inflazione finale tedesca. Anche nel Regno Unito l’attenzione sarà su servizi e mercato immobiliare, in un contesto in cui i mercati hanno iniziato a prezzare il rischio di rialzi dei tassi.

In Asia il focus sarà sui dati dei prezzi in Cina, primo test completo dopo l’inizio del conflitto. Attesi anche numeri su inflazione nel Sud Est asiatico, molto esposto allo shock petrolifero. Sul fronte banche centrali, sono in agenda le decisioni di IndiaCorea del SudNuova Zelanda, con l’orientamento prevalente che resta quello dell’attesa.

In Giappone riflettori sul report regionale della Bank of Japan, utile per capire se cresce la probabilità di un rialzo dei tassi. In sintesi, il nodo centrale resta uno: capire se il rincaro dell’energia sarà temporaneo o se inizierà a lasciare segni più profondi su inflazione, crescita e politica monetaria globale.

Stati Uniti: 

Trump Warns U.S. Would Hit Iran’s Energy Sites If Talks Fail

Powell Says Fed Can Look Past Oil Shock, but Warns Patience Has Limits

Washington State Adopts New Tax on Incomes Over $1 Million - WSJ

Fed’s Williams: Middle-East Developments Have Added Significant Economic Uncertainty - WSJ

A new way to measure poverty shows the US falling behind Europe | Euronews

The Economy Is on the Edge. What Could Tip It Over, or Help It Pull Through.

Gas Just Hit $4 a Gallon. Is That Really as Bad as It Sounds? - WSJ

Fed Should Be Ready to Act to Address Inflation Concerns, Kansas City Fed’s Schmid Says - WSJ

U.S. Lifts Sanctions on Venezuela’s Leader, Opening Door to Deals

Trump Overhauls Metal Tariffs - WSJ

Trade Deficit Grew in February as Policy Continued to Swing - WSJ

How Insulated Is the U.S. Economy From the Iran War? - WSJ

https://www.wsj.com/business/tariffs-strained-u-s-aluminum-supplies-now-the-iran-war-is-making-it-worse-9d2071a2?mod=economy_feat2_trade_pos1

Trump unveils up to 100% tariffs on patented drugs | Euronews

Trump Budget Projects Long-Term Growth Above Many Forecasts - WSJ

Breaking Down the Booming March Jobs Report - WSJ

Europa:

U.K. Shoppers Paid a Little More This Month but Worse May yet Lie Ahead - WSJ

German Inflation Rebounds on Soaring Energy Prices - WSJ

Eurozone Business Confidence Falls on Iran War - WSJ

The EU's recipe for trade deals : easy on beef, tough on wine | Euronews

EU Parliament unblocks key political hurdle in digital euro negotiations | Euronews

EU approves customs reform to handle rising trade and global uncertainties | Euronews

Eurozone Unemployment Inched Up in February Ahead of Energy Price Surge - WSJ

Europe’s Central Banks Undecided on Need for Rate Rises - WSJ

German Economic Institutes Slash Growth Forecasts on Energy-Price Shock - WSJ

U.K. Businesses Expect Slight Pickup in Price Rises, BOE Survey Finds - WSJ

Swiss Inflation Rises to Highest Level in a Year on Jump in Oil Costs - WSJ

Germany and Italy propose EU ‘kill switch’ for global stablecoins | Euronews

ECB’s Next Move Is Likely A Rate Rise, But Timing Unclear, Says Villeroy - WSJ

Iran war pushes Germany's deficit to 4.2% as growth outlook is cut by 50% | Euronews

Resto del Mondo: 

Indian Economy Faces Risks on Multiple Fronts From Middle East Conflict - WSJ

China PMIs Signal Resilience as Mideast War Raises Uncertainty - WSJ

Bank of Korea Governor Nominee Says Dollar Liquidity Remains Ample - WSJ

RBA Board Members to Deliver Public Speeches, Breaking With Tradition - WSJ

Japan Steps Up Yen Warnings as Mideast War Stokes Inflation Concerns - WSJ

South Korea’s Export Growth Sped Up in March Under Shadow of Iran War - WSJ

Japan Firms Stay Upbeat Under Pressure, Keeping Rate Hike on Table - WSJ

Bank of Canada Faces Dilemma in Response to War-Fueled Energy-Price Surge, Minutes Say - WSJ

French ship crosses Strait of Hormuz in first Western European transit during Iran war | Euronews

French and South Korean leaders say they'll work together to reopen Strait of Hormuz | Euronews

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La Settimana Economica

La rubrica settimanale a cura di Viktor Todorov che analizza le principali notizie economiche e l’andamento dei mercati finanziari.