Il ruolo di un politico

Negli ultimi tempi, la politica sembra essersi trasformata in una serie di spettacoli stravaganti pensati per intrattenere l'elettorato anziché per affrontare i problemi reali. Sia l'elettore che il politico si sono convinti che fare politica significhi scrivere frasi roboanti sui social e urlare nei talk show. Si assiste a rappresentazioni plateali di ciò su questioni come le proteste degli agricoltori, la carenza di servizi taxi ecc... Purtroppo, le parti politiche si svegliano solo quando è ormai troppo tardi. Questo è l'opposto di ciò che dovrebbe essere il loro dovere: prevedere tali situazioni e prendere misure concrete attraverso proposte tangibili.

Fonte: Quirinale.it

Esempi storici

È fondamentale condurre battaglie politiche analoghe a quelle condotte dall'ex presidente Reagan negli Stati Uniti. Pur non essendo stato il trasformatore radicale come spesso dipinto, uno dei suoi meriti più significativi è stato capire che, anche se si intende apportare riforme marginali, si dovrà accettare che ci saranno inevitabilmente perdite per qualcuno. In questo contesto, è cruciale resistere alle pressioni di varie lobby e accettare l'inevitabilità di essere percepiti come avversari da certi gruppi sociali. Un esempio tangibile di questa determinazione è stato il licenziamento di tutti i controllori del traffico aereo durante la presidenza di Reagan, una mossa necessaria per affrontare il problematico monopolio di potere che avevano creato. Questo gesto dimostra l'indispensabile volontà di perseguire il bene comune, anche a costo di sacrifici individuali.

La decisione di Margaret Thatcher di confrontare i sindacati dei minatori ha innegabilmente prodotto notevoli effetti, sia dal punto di vista sociale che economico. Basta guardare al confronto il Regno Unito pre e post Thatcher per valutare l'impatto. La signora Thatcher, con tutte le sue controversie, ha condotto una battaglia consapevole del fatto di rappresentare specifici interessi sociali, a discapito di altri. Ha compreso che, per tutelare questi interessi, era necessario fare lo scontro. La vera sfida risiedeva nel mantenere una forte presenza nelle piazze, dimostrando una resistenza politica incrollabile di fronte alle manifestazioni di dissenso sociale.

Anche Emmanuel Macron ha cercato di perseguire questa strada, a volte con successo, altre volte in modo meno efficace. 
Tutti loro avevano compreso che la battaglia politica per trasformare il paese, persino solo per riformare il sistema del trasporto pubblico urbano, non si gioca solamente facendo affermazioni accattivanti quando si è all'opposizione, ma si concretizza quando si è al governo, prendendo posizione.

Con quale gruppo sociale schierarsi?

Per delineare un'alternativa al populismo rappresentato da figure come Meloni, Salvini, Schlein e Conte, è cruciale adottare una strategia basata sulla coerenza e sull'identificazione dei gruppi sociali da sostenere. È essenziale individuare con chiarezza i settori dannosi che costituiscono un ostacolo al progresso desiderato e presentare un programma definito e coeso che venga attuato sia in posizione di governo che in opposizione.

Per costruire un'alternativa credibile al populismo italiano, che superi le divisioni tra destra e sinistra, è necessario disinteressarsi preventivamente dei voti provenienti da determinati settori come il turismo balneare, i tassisti e i notai. Questi non sono i voti che si perseguono. L'obiettivo è invece conquistare il voto dei laureati in cerca di opportunità lavorative qualificate, degli studenti desiderosi di un sistema universitario funzionante e degli imprenditori seri che mirano a prosperare in settori al momento impervi. È il voto di coloro che ambiscono ad inserirsi in settori bloccati da ostacoli insormontabili, o di dipendenti di aziende come Amazon che desiderano veder crescere e migliorare l'azienda stessa.

Si possono fare compromessi?

I politici responsabili devono riconoscere che si trovano di fronte a una reale battaglia politica e sociale, in cui alcuni gruppi sociali rappresentano avversari e ostacoli al cambiamento. Questi gruppi devono essere affrontati e superati se si intende effettuare riforme significative nell'ambito dell'istruzione, dell'università, del mercato, nell'attrarre investimenti, nell'ottimizzare la fiscalità e nell'eliminare il parassitismo, oltre che nel garantire un funzionamento efficace dell'amministrazione pubblica.

Le soluzioni basate su compromessi possono essere applicate in situazioni in cui non vi siano gravi problemi strutturali e in cui gruppi sociali ostili al cambiamento economico e tecnologico non detengono un potere assoluto.
Inoltre i diritti civili non possono essere garantiti senza una base di occupazione stabile. Tra i diritti civili più cruciali vi è quello di affrontare la questione dell'immigrazione, una sfida complessa che può essere gestita, se non risolta completamente. 
Costruire una coalizione capace di rappresentare gli interessi materiali concreti del 10-15% della popolazione è fondamentale. A questo nucleo si possono poi aggiungere gli interessi delle minoranze, che per motivi etici e morali si ritiene siano altrettanto rilevanti. Tuttavia, concentrarsi esclusivamente sui diritti delle minoranze si rischia di trasformare il politico in un predicatore.

Conclusioni

L'accentuarsi dello scontro ideologico tra i movimenti populisti sembra destinato a continuare. Tutti i movimenti sembrano incapaci di affrontare i problemi strutturali dell'Occidente, preferendo soluzioni ideologiche e fughe in avanti. Questo approccio rischia di creare un circolo vizioso: offrire soluzioni semplici e ideologiche a problemi complessi. Tale strategia può portare a due esiti possibili: o l'elettorato rifiuta la proposta o la accoglie temporaneamente, per poi respingerla di fronte ai fallimenti evidenti. Nel caso in cui non venga respinta, per i politici l'unica opzione per mantenere il consenso è intensificare lo scontro ideologico e l'escalation delle promesse, con il rischio di provocare disfacimento sociale.

 

Basato sul video di Michele Boldrin: 6:15 - I taxi e la delirante ipocrisia del centro-sinistra

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