Fiducia istituzionale e condizioni socioeconomiche: un’analisi sul campione italiano ESS Round 11

Immagine generata con l'AI

Economia

di Viktorio Todorov,

 

1 - Introduzione

In che misura le condizioni socioeconomiche degli individui sono associate alla fiducia nelle istituzioni? È la domanda a cui questo elaborato prova a rispondere, concentrandosi sulla fiducia degli italiani nel parlamento nazionale. Il caso italiano rappresenta un contesto particolarmente interessante per analizzare questa relazione, alla luce dei livelli relativamente bassi di fiducia parlamentare registrati nel paese e della rilevanza che il rapporto tra condizioni economiche e valutazione delle istituzioni assume nel dibattito pubblico.

Lo studio verifica cinque ipotesi. In primo luogo, si considera separatamente il ruolo della percezione dell’economia e quello delle condizioni economiche familiari: una maggiore soddisfazione per la situazione economica del paese è associata a una più elevata fiducia parlamentare (H1a), mentre un reddito familiare più alto è associato a livelli maggiori di fiducia (H1b). In secondo luogo, si ipotizza che i disoccupati mostrino livelli di fiducia inferiori rispetto agli occupati, mentre pensionati e studenti non presentino differenze statisticamente significative (H2). La terza ipotesi verifica se l’associazione negativa tra disoccupazione e fiducia parlamentare si attenui tra gli individui che esprimono una valutazione più positiva della situazione economica nazionale (H3). Infine, si considera la possibile eterogeneità di tali associazioni tra uomini e donne, ipotizzando un legame più marcato tra condizione occupazionale e fiducia per gli uomini, in linea con la breadwinner hypothesis (H4).

L’analisi utilizza i dati dell’European Social Survey Round 11 (2023–24) relativi al sottocampione italiano, composto inizialmente da 2.865 rispondenti. La strategia empirica si basa su modelli OLS annidati con errori standard robusti, modelli separati per genere e diverse verifiche di robustezza. I risultati evidenziano una robusta associazione positiva tra la soddisfazione per la situazione economica del paese e la fiducia nel parlamento. Anche il reddito familiare presenta un’associazione positiva nei modelli principali, sebbene più contenuta e meno robusta alle specificazioni alternative. La disoccupazione, il genere e l’età non mostrano invece associazioni statisticamente significative una volta incluse le altre covariate. Non emerge inoltre evidenza di un’interazione significativa tra soddisfazione economica e stato occupazionale né di differenze sistematiche nei coefficienti tra uomini e donne. Nel complesso, H1a riceve forte supporto empirico e H1b un supporto più debole, mentre H2, H3 e H4 non trovano supporto nei dati.

2 - Letteratura e ipotesi

La letteratura sulla fiducia politica attribuisce un ruolo rilevante alle valutazioni economiche degli individui. L’approccio instrumental interpreta la fiducia come una risposta alla performance economica
 

percepita (van der Meer, 2017): quando i cittadini valutano positivamente la situazione economica, tendono a estendere tale valutazione anche alle istituzioni politiche. Da questa prospettiva derivano due ipotesi distinte: una maggiore soddisfazione per la situazione economica del paese è associata a una maggiore fiducia parlamentare (H1a), mentre un maggiore reddito familiare è associato a livelli più alti di fiducia (H1b).

Un secondo filone della letteratura evidenzia un’associazione negativa tra disoccupazione e fiducia nelle istituzioni (Roth et al., 2011), che potrebbe persistere anche una volta considerate le differenze di reddito (H2). Tale associazione potrebbe tuttavia attenuarsi tra gli individui che esprimono una valutazione più positiva della situazione economica nazionale (H3). Nel contesto italiano, caratterizzato da una persistente asimmetria nella divisione dei ruoli economici e familiari, è inoltre plausibile che questi meccanismi operino in modo diverso tra uomini e donne. In particolare, si ipotizza che l’associazione tra condizione occupazionale e fiducia sia più marcata per gli uomini, in linea con la breadwinner hypothesis (H4).

 

3 - Dati e metodo

L’analisi utilizza i dati dell’European Social Survey Round 11 (2023–24), limitatamente al sottocampione italiano, composto inizialmente da 2.865 rispondenti. L’ESS è un’indagine transnazionale basata su campionamento probabilistico e progettata per ottenere campioni rappresentativi della popolazione adulta residente nei paesi partecipanti.

La variabile dipendente è la fiducia nel parlamento nazionale (trstprl), misurata su una scala da 0 a

10. Come misura alternativa, utilizzata nelle verifiche di robustezza, è stato costruito un indice composito di fiducia politica (trust_idx3), calcolato come media di tre item relativi alla fiducia nel parlamento, nei politici e nei partiti politici. L’indice presenta un’elevata coerenza interna (α = 0.90).

I principali regressori sono la soddisfazione per la situazione economica del paese (stfeco, scala 0–10) e il reddito familiare espresso in decili (hinctnta, scala 1–10). Le due variabili permettono di distinguere tra la valutazione soggettiva della performance economica nazionale e la posizione economica della famiglia. Lo stato occupazionale (occ) è stato ricodificato in sei categorie a partire dalla variabile mnactic: Occupato, utilizzato come categoria di riferimento; Disoccupato, comprendente sia chi cerca sia chi non cerca attivamente lavoro; Pensionato; Studente; Lavoro domestico; Altro/inattivo. L'accorpamento di alcune categorie risponde all’esigenza di evitare stime instabili dovute alla ridotta numerosità di alcune sottocategorie nel campione italiano.

I controlli sociodemografici comprendono l’età in anni (agea) e il suo quadrato (agea2), introdotto per consentire una relazione non lineare con la fiducia, gli anni di istruzione completati (eduyrs) e una variabile dummy di genere (female), pari a 1 per le donne e 0 per gli uomini. La variabile relativa al reddito familiare presenta un tasso di non-risposta di circa il 34%, determinando una riduzione significativa del campione utilizzabile nei modelli che la includono. Per valutare se tale perdita di osservazioni influenzi i risultati, viene inoltre stimato un modello alternativo che esclude hinctnta e utilizza un campione ampliato di 2.667 osservazioni.

La strategia empirica si articola in quattro modelli OLS annidati. Il modello M3, che costituisce la specificazione principale, può essere formalizzato come segue:
(1)

trstprli = β0 + β1 stfecoi + β2 

hinctntai + ∑ γk ⊮(occi = k)

 

+ β3 ageai + β4 agea2 

+ β5 eduyrs + β6 femalei + εi

 

dove ⊮(·) è la funzione indicatrice per le categorie di stato occupazionale, con Occupato come categoria di riferimento. Il modello M1 include esclusivamente la soddisfazione per l’economia nazionale e il reddito familiare; M2 aggiunge lo stato occupazionale; M3 corrisponde alla specificazione completa riportata sopra; M4 estende M3 introducendo le interazioni tra soddisfazione economica e stato occupazionale, utilizzate per verificare H3. Le stime utilizzano errori standard robusti all'eteroschedasticità. Per verificare H4, M3 viene inoltre stimato separatamente per uomini e donne, e le differenze tra i coefficienti sono successivamente valutate attraverso un modello pooled con interazioni per genere e un test congiunto di Wald. La robustezza dei risultati viene infine verificata attraverso un modello ordered logit, una regressione OLS con l’indice alternativo trust_idx3 come variabile dipendente e una specificazione di M3 che esclude il reddito familiare.

Tabella 1: Statistiche descrittive delle variabili principali

 

Variabile

N

MediaSD

Min

Max

Variabili dipendenti     
Fiducia nel parlamento (trstprl)

2.809

4.34

2.41

0

10

Indice di fiducia politica (trust_idx3)

2.844

3.66

2.15

0

10

Regressori principali     
Soddisfazione per l’economia (stfeco)

2.824

4.01

2.14

0

10

Reddito familiare, decili (hinctnta)

1.880

5.17

2.39

1

10

Controlli sociodemografici     
Età (agea)

2.835

52.50

19.47

15

90

Istruzione, anni (eduyrs)

2.772

12.00

4.15

0

25

Donna (female)

2.865

0.53

0.50

0

1

Fonte: Elaborazione dell’autore basata su European Social Survey Round 11 (2023–24), sotto- campione italiano.

 

4 - Risultati

4.1 - Condizioni economiche e stato occupazionale

La Tabella 2 presenta i risultati dei quattro modelli OLS annidati. Nel modello M1, che include esclusivamente le due variabili economiche principali, la soddisfazione per la situazione economica del paese mostra una forte associazione positiva con la fiducia parlamentare. Un aumento di un punto di stfeco è associato a un incremento di circa 0.44 punti nella fiducia nel parlamento (β = 0.442, p < 0.001). Anche il reddito familiare presenta un’associazione positiva e statisticamente significativa: il passaggio a un decile di reddito superiore è associato a un aumento di circa 0.09 punti nella fiducia (β = 0.089, p < 0.001). Il modello spiega il 17.6% della variazione osservata nella variabile dipendente.
 

L’introduzione dello stato occupazionale in M2 modifica solo marginalmente questi risultati. I coefficienti della soddisfazione economica (β = 0.442, p < 0.001) e del reddito (β = 0.085, p < 0.001) rimangono sostanzialmente invariati. Al contrario, nessuna delle categorie occupazionali presenta una differenza statisticamente significativa rispetto agli occupati, utilizzati come categoria di riferimento. In particolare, il coefficiente relativo ai disoccupati è prossimo a zero e non significativo (β = 0.056, p = 0.820). L’incremento del coefficiente di determinazione è inoltre minimo, da R2 = 0.176 a R2 = 0.178.

M3 aggiunge età, età al quadrato, istruzione e genere. Anche in questa specificazione l’associazione con la soddisfazione economica rimane particolarmente stabile (β = 0.438, p < 0.001). Il coefficiente del reddito familiare diminuisce a 0.065, ma resta statisticamente significativo (p = 0.007). Questi risultati forniscono quindi supporto sia a H1a sia a H1b, sebbene l’associazione relativa alla soddisfazione per l’economia nazionale sia considerevolmente più ampia e statisticamente più forte.

Non emerge invece evidenza a favore di H2. A parità delle altre caratteristiche osservate, i disoccupati non mostrano livelli di fiducia significativamente inferiori rispetto agli occupati (β = 0.115, p = 0.661). Anche pensionati, persone impegnate nel lavoro domestico e individui appartenenti alla categoria altro/inattivo non presentano differenze statisticamente significative. Gli studenti costituiscono l'unica eccezione: in M3 mostrano un livello di fiducia superiore di circa 0.51 punti rispetto agli occupati (β = 0.514, p = 0.031). Tale risultato non era previsto dall’ipotesi iniziale e va pertanto interpretato come un dato secondario da approfondire, piuttosto che come conferma di H2.

Tra i controlli sociodemografici, gli anni di istruzione presentano un’associazione positiva e significativa con la fiducia (β = 0.040, p = 0.007). Età, età al quadrato e genere non risultano invece statisticamente significativi. In particolare, il coefficiente associato alle donne è prossimo a zero (β = −0.012, p = 0.911), a indicare l’assenza di una differenza media nella fiducia parlamentare tra uomini e donne una volta considerate le altre covariate. Nel complesso, M3 raggiunge un R2 pari a 0.183, solo leggermente superiore rispetto ai modelli più parsimoniosi.

 

 

Il modello M4 verifica se la relazione tra stato occupazionale e fiducia vari in funzione della valutazione dell’economia nazionale. Nessuna delle cinque interazioni raggiunge la significatività statistica. Per i disoccupati, in particolare, il termine di interazione è negativo ma non significativo (β = −0.150, p = 0.277). Soprattutto, il test congiunto dei cinque termini di interazione non consente di respingere l’ipotesi nulla secondo cui essi siano simultaneamente pari a zero (F(5, 1782) = 1.26, p = 0.277). L'inclusione delle interazioni produce inoltre un incremento minimo dell’R2, da 0.183 a 0.185. Non emerge pertanto evidenza a sostegno di H3: l’associazione tra stato occupazionale e fiducia parlamentare non sembra variare sistematicamente al variare della soddisfazione per l’economia nazionale.

4.2 - Eterogeneità per genere

La Tabella 3 presenta le stime di M3 ottenute separatamente per uomini e donne. La soddisfazione per la situazione economica rimane il principale correlato della fiducia in entrambi i sottocampioni. Il coefficiente è pari a 0.419 per gli uomini (p < 0.001) e a 0.458 per le donne (p < 0.001), mostrando una notevole stabilità dell’associazione tra i due gruppi.

Alcune differenze emergono nei singoli coefficienti. Il reddito familiare è statisticamente significativo nel sottocampione femminile (β = 0.073, p = 0.028), ma non in quello maschile (β = 0.056, p = 0.116). Al contrario, l’istruzione risulta positivamente associata alla fiducia tra gli uomini (β = 0.057, p = 0.008), ma non tra le donne (β = 0.023, p = 0.280). Queste differenze nella significatività dei singoli coefficienti non implicano tuttavia, di per sé, che le associazioni siano statisticamente diverse tra i due gruppi.

 

 

Lo stesso risultato emerge dal confronto formale tra i due sottocampioni. Nel modello pooled con interazioni per genere, nessuna delle differenze relative alla soddisfazione economica, al reddito, allo stato occupazionale, all’età o all’istruzione risulta statisticamente significativa. Il test congiunto di Wald non respinge l’ipotesi di uguaglianza dei coefficienti tra uomini e donne (F(10, 1777) = 0.60, p = 0.817). Non emerge quindi evidenza a sostegno di H4 e, in particolare, non si osserva un’associazione tra disoccupazione e fiducia parlamentare significativamente più negativa per gli uomini, come previsto dalla breadwinner hypothesis.
 

Nel complesso, i risultati indicano che la fiducia parlamentare è associata soprattutto alla valutazione della situazione economica nazionale. Anche il reddito familiare presenta una relazione positiva nei modelli principali, sebbene quantitativamente più contenuta. Al contrario, non emerge un’associazione autonoma e robusta tra disoccupazione e fiducia, né evidenza che questa relazione dipenda dalla soddisfazione economica o dal genere. I risultati sostengono pertanto H1a e H1b, mentre H2, H3 e H4 non trovano supporto nei modelli principali.

 

5 - Robustezze e diagnostica

Le principali conclusioni risultano sostanzialmente robuste a specificazioni alternative. In primo luogo, considerando la natura ordinale della variabile dipendente, M3 è stato ristimato mediante un modello ordered logit. La soddisfazione per la situazione economica mantiene un’associazione positiva e altamente significativa con la fiducia parlamentare (β = 0.417, p < 0.001), così come il reddito familiare (β = 0.068, p = 0.001). Anche il coefficiente positivo associato agli studenti rimane significativo (β = 0.461, p = 0.016), confermando nel complesso i risultati ottenuti tramite OLS.

Una seconda verifica utilizza come variabile dipendente l’indice composito di fiducia politica trust_idx3.

Anche in questo caso la soddisfazione economica mantiene un coefficiente positivo e fortemente significativo (β = 0.464, p < 0.001). L’associazione con il reddito familiare risulta invece più debole e non raggiunge la soglia convenzionale del 5% (β = 0.038, p = 0.061), suggerendo che il supporto a H1b sia meno robusto rispetto a quello per H1a. Infine, l’esclusione del reddito consente di ampliare il campione da 1.799 a 2.667 osservazioni: il coefficiente della soddisfazione economica aumenta a 0.502 e rimane altamente significativo (p < 0.001), mentre la disoccupazione continua a non mostrare un’associazione statisticamente significativa con la fiducia parlamentare.

Le verifiche diagnostiche su M3 non evidenziano problemi rilevanti di multicollinearità tra i regressori principali. I VIF risultano generalmente contenuti, mentre valori elevati emergono per età ed età al quadrato, come prevedibile data la relazione meccanica tra i due termini. Il test di Breusch–Pagan respinge invece l’ipotesi di omoschedasticità (χ2 = 8.81, p = 0.003), confermando l’opportunità di utilizzare errori standard robusti. La distribuzione dei residui presenta inoltre moderate deviazioni dalla normalità, con il test congiunto di skewness e kurtosis significativo (p = 0.0012). Infine, 98 osservazioni superano la soglia convenzionale di Cook pari a 4/N = 0.0022; tuttavia, il valore massimo della distanza di Cook è pari a 0.028, senza evidenza di singole osservazioni estremamente dominanti. Nel complesso, le verifiche diagnostiche non evidenziano elementi tali da alterare l’interpretazione principale dei risultati.

 

6 - Discussione e conclusioni

L’analisi mostra che, nel campione italiano dell’European Social Survey Round 11, la fiducia nel parlamento è associata soprattutto alla valutazione che gli individui esprimono sulla situazione economica nazionale. La soddisfazione per l’economia presenta infatti un coefficiente positivo, ampio e altamente significativo in tutte le specificazioni considerate. Il risultato rimane sostanzialmente invariato dopo l'introduzione dello stato occupazionale e dei controlli sociodemografici e resiste alle principali verifiche di robustezza. Ciò fornisce un forte supporto a H1a e risulta coerente con l’interpretazione instrumental della fiducia politica: valutazioni più favorevoli della performance economica tendono ad associarsi a valutazioni più positive delle istituzioni politiche.
 

Anche il reddito familiare mostra un’associazione positiva con la fiducia parlamentare, fornendo supporto a H1b nei modelli principali. L’entità del coefficiente è tuttavia sensibilmente inferiore rispetto a quella della soddisfazione economica, e il risultato appare meno robusto alle specificazioni alternative. In particolare, utilizzando l’indice composito di fiducia politica come variabile dipendente, il coefficiente del reddito non raggiunge la soglia convenzionale di significatività del 5%. Nel complesso, i risultati suggeriscono quindi che la percezione della performance economica nazionale sia più strettamente associata alla fiducia politica rispetto alla posizione reddituale della famiglia.

Le ipotesi relative allo stato occupazionale non trovano invece supporto empirico. Contrariamente a H2, i disoccupati non mostrano livelli di fiducia significativamente inferiori rispetto agli occupati una volta considerate le altre caratteristiche individuali. La semplice condizione occupazionale sembra quindi avere una capacità esplicativa limitata rispetto alle valutazioni economiche soggettive. Analogamente, non emerge evidenza a favore di H3: le interazioni tra stato occupazionale e soddisfazione economica non risultano congiuntamente significative, indicando che l’associazione tra condizione occupazionale e fiducia non varia sistematicamente in funzione della valutazione dell’economia nazionale.

I risultati non sostengono neppure H4. Sebbene alcuni coefficienti differiscano tra i modelli stimati separatamente per uomini e donne, il test congiunto non evidenzia differenze statisticamente significative tra i due gruppi. In particolare, la disoccupazione non presenta un’associazione più negativa con la fiducia tra gli uomini, come previsto dalla breadwinner hypothesis. Nel campione analizzato, pertanto, non emerge evidenza che il rapporto tra condizioni economiche, occupazione e fiducia parlamentare sia sistematicamente differenziato per genere.

Alcuni risultati secondari meritano comunque attenzione. Gli anni di istruzione risultano positivamente associati alla fiducia nel modello principale, mentre gli studenti mostrano livelli di fiducia superiori rispetto agli occupati in alcune specificazioni. Quest’ultimo risultato non era previsto dalle ipotesi iniziali e non risulta completamente stabile nelle verifiche alternative; deve quindi essere interpretato con cautela e potrebbe costituire un punto di partenza per analisi successive.

Lo studio presenta inoltre alcuni limiti. In primo luogo, la natura trasversale dei dati non permette di attribuire un’interpretazione causale alle associazioni osservate. La relazione tra soddisfazione economica e fiducia potrebbe infatti essere bidirezionale: una valutazione negativa delle istituzioni potrebbe influenzare anche il giudizio espresso sull’economia nazionale. In secondo luogo, l’elevato tasso di non-risposta relativo al reddito familiare riduce considerevolmente il campione dei modelli principali e potrebbe introdurre una forma di selezione. La specificazione che esclude il reddito e utilizza un campione più ampio conferma tuttavia il ruolo centrale della soddisfazione economica. Infine, le variabili considerate non esauriscono le possibili determinanti della fiducia politica, che possono includere orientamento politico, valutazione del governo, ideologia, qualità percepita dei servizi pubblici e caratteristiche territoriali.

Nel complesso, l’evidenza suggerisce che la fiducia nel parlamento italiano sia associata meno direttamente alla posizione occupazionale degli individui che alla loro valutazione della situazione economica. La distinzione tra condizioni economiche materiali e percezione della performance economica appare quindi centrale: mentre entrambe mostrano una relazione positiva con la fiducia nei modelli principali, la seconda emerge come il correlato più forte e più robusto. I risultati sostengono pertanto H1a e, con evidenza più debole, H1b, mentre H2, H3 e H4 non trovano supporto empirico.

Riferimenti bibliografici

Roth, F., Nowak-Lehmann D., F., and Otter, T. (2011). Has the financial crisis shattered citizens’ trust in national and european governmental institutions? evidence from the eu member states, 1999–2010. CEPS Working Document 343, Centre for European Policy Studies.

van der Meer, T. W. G. (2017). Political trust and the “crisis of democracy”. In Oxford Research Encyclopedia of Politics. Oxford University Press.

Tag: Italia • economia • ricerca • Fiducia nelle istituzioni • Econometria • Condizioni socioeconomiche • European Social Survey

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