Dezinformacjia e misure attive: Le narrazioni strategiche filo-Cremlino in Italia

Il 26 gennaio 2023, si è tenuto a Roma presso l’Istituto di Scienze Sociali e Studi Strategici Gino Germani, il primo dei tre eventi in programma sulla Dezinformacjia e Misure Attive: Le narrazioni strategiche filo-Kremlino in Italia. Questo primo evento si è concentrato sulla disinformazione nella guerra in Ucraina. Un nostro associato, Ugo Gambardella, ha partecipato alla conferenza e ci ha gentilmente fornito un riassunto degli interventi. Grazie ai relatori per averci permesso di pubblicare il riassunto.

I relatori che si sono alternati durante il seminario hanno messo in luce come nel nostro paese sia presente una imponente rete di agenti russi sotto copertura e di media, che fanno disinformazione e producono una grande massa di fake news allo scopo di indebolire la posizione dell’Italia in Europa e nei rapporti transatlantici.

Nona Mikhelidze
Esperta di relazioni internazionali e volto noto delle TV italiane ha moderato l’incontro. Nona, ha rilevato come ci sia, in generale, mancanza di conoscenza da parte dei nostri giornalisti e politici del fenomeno della disinformazione russa. Molti giornalisti italiani non sapevano nulla di chi erano esattamente e da chi erano pagati i giornalisti russi o filorussi che invitavano nelle loro trasmissioni.

Fin dai primi giorni dell’invasione russa dell’Ucraina, venivano invitati per parlare dell’Ucraina, giornalisti della televisione di stato russa o del ministero della difesa russa e veniva dato a questi ampissimo spazio per parlare nei talk show italiani.

Molti di questi giornalisti sono stati sanzionati dalla Commissione europea ed inseriti in uno speciale elenco così come i media per cui gli stessi lavoravano. La Commissione Europea ha dichiarato che per il Cremlino l’informazione rappresenta uno strumento bellico e che le sanzioni inflitte a questi giornalisti mirano a limitare la diffusione della disinformazione.

Mikhelidtze lamenta che, dopo questa prima fase in cui sono stati esclusi dai talk show i giornalisti al soldo del Cremlino, i media italiani non hanno poi ospitato nei loro programmi la parte liberale dell’opinione pubblica russa o ucraina per sapere cosa pensa il popolo dissenziente della politica del Cremlino ed in particolare di Putin.
 


Luigi Germani
Il Professor Germani, nel suo intervento ha messo in luce l’esistenza di una influenza russa sul mondo accademico italiano dei think tank, ricordando che su questo tema ha pubblicato un Paper insieme a Massimiliano Di Pasquale. Ha poi sottolineato come la narrazione strategica russa si inquadra in un tema più ampio che è quello della guerra cognitiva in cui la mente umana rappresenta il campo di battaglia.

Questo tipo di guerra si avvale delle nuove tecnologie digitali, dei social-media, dell’intelligenza artificiale e delle neuro-scienze. Oggi l’attore geopolitico che pratica la guerra cognitiva con maggiore intensità e sistematicità a livello globale è la Russia di Vladimir Putin. Il Prof. Germani denuncia che dai politici italiani non è stato ancora previsto un sistema difensivo capace di fronteggiare le campagne cognitive ostili delle potenze straniere.
 


Massimiliano Di Pasquale
Di Pasquale docente dell’Istituto Germani, ha ricostruito gli eventi accaduti in Ucraina dal 2014 fino all’invasione russa, per poi spiegare come la Russia stia utilizzando massicciamente una guerra di tipo trasversale. Spiega che dal marzo 2020 al mese di aprile 2021, la guerra in Ucraina era per il Cremlino un conflitto ad intensità medio-bassa. Questa guerra, passava in secondo piano in quanto tutta l’attenzione era concentrata sulla pandemia da Covid-19. In questo periodo, la principale narrazione sui media del Cremlino era che: gli Stati NON democratici sono più bravi ad affrontare la pandemia da Covid-19; il vaccino Sputnik è molto più efficace dei vaccini occidentali, perché i vaccini occidentali sono solo un business di Big Pharma ed agli occidentali non interessa curare il popolo ma soltanto fare soldi.

Il Dr. Di Pasquale ci informa che è molto importante soffermarsi su questo periodo, perché, molte delle Chat e dei Gruppi che sono nati non sostengono la guerra in Ucraina. Si tratta di gruppi No Vax e di gruppi che sostengono il vaccino Sputnik. Questi Gruppi social, dal 24 febbraio 2021, si trasformeranno in gruppi pro-Putin e in gruppi a favore dell’operazione militare speciale, la c.d. Guerra Ibrida.

Cosa succede il 10 aprile 2021?

Sputnik”, il canale informativo creato nel 2013 da Putin per diffondere la politica statale all’estero, il 10 aprile 2021 pubblica un editoriale di Timofey Sergeytsev dal titolo l’Ucraina di cui nessuno ha bisogno, Russia in primis.

Andando a leggere a distanza di un anno quell’editoriale, vi troviamo tutti i nuclei tematici con cui Putin ha legittimato in Russia l’operazione militare speciale.

Nell’articolo virulento si legge: l’Ucraina è destinata ad avere lo stesso destino della Germania denazificata del  dopoguerra, in quanto l’Ucraina ha prestato un giuramento neonazista ed esegue la glorificazione sistematica del nazismo; In Ucraina viene praticato l’antisemitismo;  Il neonazismo ucraino è in guerra nel Donbas contro il popolo Russo;  Il nazismo ucraino ha commesso l’intero gruppo dei crimini qualificati e condannati dal Tribunale internazionale di Norimberga nei processi del 1946-1949;  L’Ucraina non rispetta gli accordi di Minsk;  A Odessa nel maggio 2014, i Terroristi nazionalisti ucraini hanno bruciato i corpi dei manifestanti;  Euromaidan è stato un golpe nazista appoggiato dall’Occidente.

I messaggi presenti in questo articolo ricordano da vicino i messaggi diffusi nella primavera del 2014 quando l’operazione militare russa in Donbas guidata dall’ex colonnello Igor Strelkov era costantemente accompagnata da una fervida attività editoriale degli outlet e dei social media controllati e/o collegati al Cremlino.

L’ex colonnello Strelkov è stato dichiarato terrorista dalla Ue. Inoltre, un tribunale olandese nel 2019 ha spiccato un mandato di arresto nei suoi confronti con l’accusa di omicidio, per l’abbattimento il 17 luglio 2014 del volo 17 della Malaysia Airlines.

Narrazioni dello stesso tipo vengono dal sito geopolitica.ru di Aleksandr Dugin, finanziato dall’oligarca russo Konstantin Malofeev, fedelissimo di Putin.

Questo sito ha pubblicato diversi articoli sul conflitto con i quali ha sostenuto che: La guerra ibrida russa non esiste e che questo concetto è stato creato dalla Nato per spaventare i propri cittadini e per spostare l’attenzione dai numerosissimi problemi dell’occidente; La Crimea è diventata parte della Russia dopo regolare referendum; Gli Stati Uniti d’America avevano promesso che la Nato non si sarebbe espansa ad Est oltre la Germania riunificata; I russofoni del Donbass sono vittime di un genocidio ad opera di nazisti ucraini; La popolazione del Donbass è insorta contro il colpo di stato di Kiev; La Nato sta trasformando l’Ucraina in una testa di ponte contro la russia.

Il 20 settembre 2022, un editoriale su euvsdisinfo.eu ha parlato di come la russia abbia creato proprio sulla questione del nazismo ucraino, un vasto consenso all’interno del paese. Ovviamente tutta la questione sull’esistenza di una destra nazista in Ucraina è smentita dal fatto che i gruppi di destra i Ucraina restano sotto il 3% in ogni tornata elettorale.

Il 30 novembre 2022, un corrispondente della Rai di Mosca, ospite del programma Carta Bianca, ha sostenuto che il motivo per cui i russi sono stati costretti a cominciare l’operazione militare speciale, risiede nelle violenze dell’esercito ucraino e dei battaglioni ultranazionalisti contro la popolazione civile russofona.

Il 3 dicembre 2022 a Roma nel corso della presentazione di un libro sulla guerra in Ucraina l’editore del libro, ritorna sul tema della denazificazione. Questi nel dibattito ha sostenuto che i russi non devono dire al mondo che è necessaria la denazificazione in quanto in Ucraina ci sono dei battaglioni di esaltati fascisti e nazisti, ma che deve dire che la denazificazione è necessaria perché è il governo ucraino ad essere nazista, e perché il Presidente ebreo antisemita Zelensky, annovera tra gli eroi protettori della patria Stepan Andrijovič Bandera, massacratore di ebrei e partigiani sovietici.

Sergej Lavrov
(Ministro egli Esteri russo) il 1^ maggio 2022, durante l’intervista a rete 4 ha paragonato il presidente ucraino Zelensky a Hitler, sostenendo che i maggiori antisemiti che ha conosciuto la storia sono proprio gli ebrei. La questione della narrativa sull’antisemitismo di Zelensky è importante perché viene usata dal Cremlino come arma storica.
 


Alessandro Vitale
Il Prof. Vitale (Università degli Studi di Milano), apre il suo intervento ricostruendo i fatti accaduti a partire dal 19 agosto 1991, con la caduta del governo di Mosca. Ricorda che in quell’occasione si trovava a Mosca e aveva intervistato un difensore del Palazzo Bianco di Boris Elstin. Il militare intervistato, affermò che quella  lotta che tanti cittadini stavano combattendo per strada contro il regime sovietico non avrebbe potuto limitarsi a tagliare qualche testa di un’idra dalle mille teste, perché senza abbattere, bruciare definitivamente  quel “corpo”, le teste, come nel mito classico, sarebbero ricresciute e quel mostro sarebbe tornato a dominare per un altro mezzo secolo. Cosa che si è puntualmente verificata, come ci ha insegnato la storia. Infatti, nei 10 anni successivi la stessa idra ha lavorato per riprendere saldamente in mano le leve del potere in Russia.

Con Putin, ci troviamo di fronte non solo alla stessa classe politica sovietica, ma anche agli stessi identici metodi utilizzati dalla propaganda dell’ex Unione Sovietica. Si continuano ad eliminare gli oppositori, i dissidenti, a ucciderli o a incarcerare tutti coloro che esprimono un’ opinione diversa dal presidente Putin e dalla propaganda del Cremlino, che continua a mostrare lo stesso volto totalitario e violento.

Lev Gudkov, uno dei maggiori sociologi russi, ha scritto che ci troviamo difronte ad un totalitarismo “recidivo”, basato sul potere dei servizi segreti, sulla propensione alla guerra, sulla creazione di reparti per la propaganda del Cremlino; sulle sezioni specializzate nell’attacco psicologico del nemico. La propaganda del Cremlino è riuscita a dare al popolo russo l’idea che quella contro l’Ucraina è una guerra difensiva contro l’espansionismo occidentale. E, le cause di questa guerra vengono tutte ascritte a minacce provenienti dall’esterno, come ad esempio l’allargamento indiscriminato della Nato. Secondo il Prof. Vitale siamo di fronte al collasso di una nazione, all’ultimo colpo di coda di un impero che si è disfatto. Putin sta facendo un ultimo tentativo per tamponare la disfatta, ma questa volta vuole farlo secondo la sua mentalità, con l’uso massiccio della violenza.

Il tentativo di usare la violenza per tenere unito il paese, non era riuscito all’Unione Sovietica perché il potere centralizzato al tempo del colpo di Stato del 19 agosto 1991 si era spaccato. L’Unione Sovietica e il suo Presidente dovevano fare i conti con la Repubblica Russa di Eltsin. Oggi la Russia di Putin sta facendo un tentativo di frenare la disgregazione imperiale attraverso la negazione della esistenza della nazione ucraina; attraverso un nazionalismo angusto e fanatico che esclude ogni comprensione e riconoscimento dei diritti degli altri popoli e nazioni.

Un altro punto su cui si sofferma il Prof. Vitale sono le misure attive. L’efficacia della propaganda del Cremlino nel nostro paese cioè, la tattica dell’uso dell’informazione di massa per influenzare il nemico occidentale. La chiave di volta della narrativa del Cremlino è rappresentato dall’essere riuscito a dare continuità alla Guerra fredda. Infatti, quella guerra aveva preparato nei sentimenti del popolo russo un terreno fertile per l’attuale propaganda del Cremlino.

C’è stata quindi una propaganda che ha permesso il ritorno alla mentalità fondata sull’antioccidentalismo, sull’anticapitalismo, sull’antiamericanismo. Inoltre, la politica russa è riuscita a costruire una immagine totalmente falsa del tenore interno di vita, fino a portare alla creazione di una figura mitica del tiranno Putin, trasformandolo in un eroe un combattente contro il complottismo occidentale.

Tutto questa narrativa russa ha visto in Italia diverse misure attive. Una di queste è stata (ed è ancora), utilizzare gli ex corrispondenti italiani vicini al Cremlino che hanno lavorato a Mosca, per diffondere fake news, tagliando fuori esperti dell’Ucraina da dibattiti pubblici e dai social italiani. In questo terreno grigio del giornalismo italiano la propaganda del Cremlino ha avuto vita facile. Stesso dicasi per l’influenza che hanno avuto sui gruppi social, che sono riusciti a silenziare completamente il dissenso russo.

Il DISSENSO RUSSO il grande assente nei Media europei

Il Dissenso russo sta pagando a caro prezzo l’opposizione al regime putiniano. Omicidi, arresti, minacce e torture, sono il pane quotidiano di chi tenta di proporre una visione del mondo e della russia diversa da quella del dittatore del Cremlino. Nei media europei, ma soprattutto in quelli italiani e nell’opinione pubblica il messaggio molto articolato e documentato dei dissidenti russi non passa e non può raggiungere le coscienze, a causa di innumerevoli filtri e sbarramenti. Quando qualcosa arriva, viene sempre filtrato attraverso le rimanenze della guerra fredda, che portano a interpretare tutto come se si stesse parlando dell’Unione Sovietica. Tutto questo, nonostante l’autorevolezza di molti dissidenti, fra i quali:

Svetlana Aleksievich
Premio Nobel nel 2015. Cresciuta in Bielorussia, è stata costretta a lasciare l’Ucraina in seguito alle false accuse di essere una spia della CIA. È autrice di un libro sulle enormi proteste popolari scoppiate in Bielorussia dal 9 agosto 2020 dopo le elezioni truccate dal dittatore Lukashenko e la violenta repressione condotta dal regime di quest'ultimo contro coloro che stanno ancora lottando per la democrazia. Svetlana ha raccontato le storie di cittadini arrestati e torturati nelle famigerate carceri bielorusse e di quelli costretti ad abbandonare la Bielorussia per vivere liberi.

Boris Nemtsov
Politico, capo dell’opposizione russa, è stato freddato con 4 colpi di pistola alla schiena il 27 febbraio 2015, nei pressi del Cremlino. Aveva mosso critiche contro le politiche di Putin. È stato assassinato due giorni prima dell’inizio della marcia contro Putin, marcia che è stata di conseguenza annullata. Membri del suo partito, hanno dichiarato che Nemtsov stava per pubblicare un dossier sulla presenza di truppe russe in Ucraina, rivelando particolari molto compromettenti per Putin e il suo governo.

Ilya Yashin
Oppositore russo, ha guidato il Partito Repubblicano della Russia dal 2012 al 2016. È uno dei fondatori del movimento politico Solidarnost. Condannato nel dicembre 2022 a 8 anni e 6 mesi di carcere per aver denunciato che i responsabili del massacro di Bucha erano le forze armate russe. Nel gennaio 2023 Yashin ha inviato, dal carcere dove è rinchiuso, una lettera inviata al quotidiano la Repubblica di dodici pagine in cui racconta la sua battaglia per la verità sul conflitto in Ucraina.


Orio Giorgio Stirpe
L’ex colonnello dell’esercito italiano concentra il suo intervento sulla Guerra Ibrida e la strategia militare del capo di stato maggiore, il generale Gerasimov. Questo risulta indispensabile per comprendere il pensiero militare della Russia di Putin.

Le premesse della guerra ibrida sono:

  • La crisi delle aspirazioni imperiali russe dopo la dissoluzione dell’URSS;
  • La frustrazione dei vertici russi, per lo strapotere del soft power americano, che ha sgretolato l’impero russo senza uno scontro militare con l’occidente o l’America;
  • La necessità di impiegare tutti i mezzi del Sistema-Nazionale per fermare lo strapotere degli Stati Uniti;
  • L’evoluzione della Dottrina Ibrida della guerra, con l’aggiornamento di tutte le Misure Attive messe in campo.

Per meglio comprendere la fobia russa nei confronti dell’occidente dobbiamo necessariamente fare uso di cartine geografiche, cominciando con la cartina che individua il fronte occidentale russo nel 1942 alla vigilia della battaglia di Stalingrado chiamata dai russi la Grande Guerra Patriottica. (vedi cartina 1) Prima della battaglia di Stalingrado esisteva un fronte di guerra che tagliava trasversalmente la Russia partendo grosso modo da Leningrado arrivando fino a Rostov per complessivi 1700 chilometri. Questo fronte distava meno di 500 chilometri da Mosca e rappresentava per la Russia una minaccia mortale.

Alla fine della Seconda guerra mondiale l’URSS è riuscita a respingere la minaccia proveniente da Occidente con gli immensi sacrifici della cosiddetta “Grande Guerra Patriottica” e come risultato abbiamo una nuova linea di fronte, quella che W. Churchill ha coniato con il nome di cortina di Ferro. Questa linea va da Lubecca fino a Trieste per un fronte complessivo di soli 1200 chilometri. Dal punto di vista della sicurezza militare questo è importante perché un fronte corto è più facilmente difendibile. Ma soprattutto questa linea distava 2000 chilometri da Mosca, il che dava un senso di sicurezza al Regime. (vedi cartina 2)

Successivamente, con la caduta del Patto di Varsavia, si viene a creare una nuova linea di fronte molto più arretrata verso Mosca. Questa linea, che corrisponde geograficamente a quello che si chiama istmo ponto-baltico, va da Kaliningrad a Odessa per una lunghezza complessiva di 1500 chilometri. Adesso la distanza del fronte rispetto a Mosca si è accorciata a soli 1000 chilometri. Dal punto di vista dei politici di Mosca questo è una grave smacco. Successivamente, nel dicembre del 1991 con la fine dell’URSS, la linea arretra ancora e la nuova frontiera con l’occidente ora va da San Pietroburgo a Rostov per una lunghezza di 1700 chilometri e meno di 500 chilometri da Mosca: esattamente come nel 1942. (vedi cartina 3)

Dal punto di vista Russo questo costituisce non solo una minaccia per il Regime, ma soprattutto è l’annullamento di quello che si era ottenuto attraverso grandi sacrifici con la grande guerra patriottica. È un’umiliazione forte che viene percepita dal popolo russo e, questa umiliazione, viene sfruttata dal regime come una minaccia che viene dall’occidente sempre più vicino e pericoloso per la loro sopravvivenza. Tuttavia, non c’è stata nessuna avanzata militare da parte di alcuno dal 1991 ad oggi e nessun russo è caduto sotto il potere di potenze occidentali.

Infatti, a differenza della narrativa russa sul punto, le nazioni ex sovietiche hanno deciso in modo autonomo di diventate indipendenti ed hanno deciso di non essere più alleate della Russia, che LORO percepiscono come una minaccia.

Quindi, …qual è la strategia a lungo termine della Russia?

È quella di recuperare più fronte territoriale possibile, allontanando da Mosca quella che viene percepita dal Regime come la minaccia dell’occidente.

Cartina 1
Cartina 2
Cartina 3

Aldo Torchiaro
Giornalista de “il Riformista”, sul tema della Dezinformacija ha scritto il libro ‘l’inganno Felice: caduti nella rete’, ha spiegato come la Russia abbia sviluppato la guerra della disinformazione attraverso l’uso dei media. Ha raccontato che sono state create fabbriche di Troll a San Pietroburgo le quali producono software capaci di generare Troll che replicano se stessi più volte e siti Mirror che producono ‘bot’ e che traduco le fake nella lingua del paese dove sono posizionati, diffondendo in poche ore migliaia di volte la stessa falsa notizia.

Una ricerca finanziata dal governo britannico ha permesso di scoprire che la fabbrica russa di troll ha lasciato tracce su otto piattaforme online, tra cui Telegram, Twitter, Facebook, YouTube e TikTok. Alcuni influencer di TikTok sarebbero stati pagati per amplificare le narrazioni pro-Cremlino.

Un altro esempio di un sito che sviluppa e amplifica nel web le Fake News è News-Front.info, un‘agenzia di stampa che nasce In Crimea il 25 novembre 2014, pochi mesi dopo l’occupazione russa. Il fondatore e direttore dell'agenzia è Konstantin Knyrik che è anche il capo del partito ultranazionalista e filo Cremlino ‘Rodina’. L'email del partito Rodina è la stessa di Mediagroup News-Front, la società che pubblica il sito, entrambe con sede in Crimea. L’indirizzo IP assegnato a News-Front è di proprietà della società russa Storm System LLC.

Come funziona News-Front? Andiamo ai casi reali.

News-Front pubblica in Germania in lingua tedesca, una Fake news. A distanza di pochi minuti lo stesso articolo viene pubblicato sul sito italiano ‘informazione.info’. Pochi minuti dopo e in modo del tutto automatico la notizia rimbalza da un sito Mirror all’altro pubblicando la fake su altri 13 siti.
Nell’arco di poche ore altri siti pubblicano la stessa notizia e quindi gli algoritmi di Google e Google News, fanno assurgere la notizia tra i primi posti sul motore di ricerca facendola diventare una delle informazioni più lette in Italia. Questo è il sistema delle misure attive della dezinformacija Russa e con questi sistemi arriva ogni giorno la narrativa del Cremlino in Italia attraverso numerosi siti web mascherati da siti di informazione.

Il Tesoro americano ha comunicato che Knyrik agisce per conto delI’Fsb (ex Kgb). Knyrik è stato sanzionato da Usa, Ue e Uk insieme al cofondatore Mikhail Sinelin, al vicedirettore Yevgeniy Glotov e al finanziatore Yuriy Fedin.

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