4.8 milioni di ucraini deportati. Africa, Il prossimo fronte, con N. Cantatore - Rassegna del 1/8/23

di Redazione Ucraina


Punto Stampa a Cura di: Daniele Barnaba, Franz Forti
Conducono: Franz Forti, Mattia Alvino

 

Ospite

Nane Cantatore: il prossimo fronte.
Il golpe in Niger è l'ennesimo atto di forza russa nell'Africa subsahariana, che si inserisce in una strategia africana di fatto monopolizzata dalla Wagner. Ma questa volta, forse, potrebbe esserci una risposta decisa, da parte africana ed anche europea. 

 

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Argomenti principali della giornata: 

 

Ucraina

ISW riporta che le immagini pubblicate il 30 e 31 luglio confermano visivamente i danni al ponte Chonhar a seguito di un attacco ucraino del 29 luglio. Secondo quanto riferito, le immagini satellitari pubblicate il 30 luglio mostrano danni al ponte ferroviario di Chonhar. Le fonti dei social media hanno inoltre fatto circolare un'immagine scattata da qualcuno in piedi sul ponte stesso che, secondo quanto riferito, mostra danni al ponte ferroviario. Una fonte ha ipotizzato che le immagini scattate dal ponte non corrispondano alla posizione del danno mostrata dalle immagini satellitari disponibili, il che suggerisce che l'intera entità del danno al ponte non è ancora chiara.I milblogger russi hanno mantenuto il silenzio sui danni al ponte Chonhar il 31 luglio, forse a sostegno della precedente valutazione di ISW secondo cui il Cremlino potrebbe aver ordinato ai commentatori russi di astenersi dal coprire l'attacco nel tentativo di esercitare un maggiore controllo dello spazio informativo.

Russia

Sempre ISW riferisce che il 31 luglio la commissaria per i diritti dei bambini nominata dal Cremlino Maria Lvova-Belova ha confermato che la Russia ha trasferito 4,8 milioni di ucraini, tra cui oltre 700.000 bambini, nella Federazione Russa dall'inizio della guerra. In un rapporto sulle attività “autorizzate dal Presidente della Federazione Russa per i diritti dei bambini” nel 2022, Lvova-Belova ha affermato che la Russia ha “accolto” 4,8 milioni di ucraini dal febbraio 2022 e ha osservato che la stragrande maggioranza dei 700.000 i bambini arrivati ​​in Russia non avevano la supervisione dei genitori o del tutore. Il rapporto inquadra attentamente queste attività come gesti umanitari di buona volontà.

Il diritto umanitario internazionale, tuttavia, definisce il trasferimento forzato di civili nel territorio di una potenza occupante come "deportazione". E le circostanze dell'invasione russa dell'Ucraina e la situazione nei territori occupati sono probabilmente sufficientemente coercitive da significare che la maggior parte dei "trasferimenti" di civili ucraini in Russia raggiunge la soglia della deportazione forzata, che è proibito dall'articolo 49 della Quarta Convenzione di Ginevra, indipendentemente dal movente addotto dalla Russia. ISW continua a ritenere che le autorità russe stiano conducendo una campagna su larga scala per deportare gli ucraini nella Federazione Russa.

Nonostante la scorsa settimana, sui canali Telegram affiliati alla Wagner, circolasse un messaggio vocale in cui Prigozhin (o quello che sembra essere Prigozhin: Reuters non ha potuto confermarlo) affermava di sostenere il golpe in Niger e di essere perfino intenzionato ad offrire i servizi dei suoi combattenti alla giunta, lunedì il Cremlino si è invece dichiarato preoccupato per la situazione in Niger. Lo ha affermato Peskov, dichiarando anche che la Russia è “favorevole al rapido ripristino dello stato di diritto nel Paese”. Continuano dunque a non essere chiari i rapporti tra Prigozhin e il Cremlino dopo il fallito ammutinamento di fine giugno.

Golpe in Niger

Niger: La giunta militare che ha compiuto il golpe in Niger la scorsa settimana accusa la Francia di pianificare attacchi nel tentativo di liberare il presidente detenuto Mohamed Bazoum per ripristinare il suo governo, il solo ad essere riconosciuto legittimo. La Francia non ha né confermato né smentito quest’accusa, ma la sua condanna al golpe in Niger è condivisa anche dall'Unione Africana, dall'ONU e da altre potenze.

Inoltre, la notizia di questi presunti piani francesi è arrivata proprio un giorno dopo che il blocco regionale dell'Africa occidentale ECOWAS, in una riunione di emergenza domenica ad Abuja (in Nigeria) ha imposto sanzioni ai golpisti, interrotto tutte le relazioni col Niger e affermato che potrebbe autorizzare l’utilizzo della forza per ripristinare il governo di Bazoum, se questo non dovesse accadere entro una settimana. Anche l’Unione Africana ha emesso un ultimatum di 15 giorni al governo militare del Niger.

Sullo sfondo di questi avvenimenti, migliaia di sostenitori dei golpisti hanno marciato per le strade della capitale Niamey, denunciando l'ex potere coloniale della Francia e incendiando una porta dell'ambasciata francese prima che l'esercito disperdesse la folla. Nel corso della manifestazione sono state sventolate bandiere russe.

Reuters riassume qui

Unione Europea: Sabato,il capo della politica estera dell'UE Josep Borrell ha dichiarato l’immediata cessazione del sostegno al bilancio del Niger, e anche la sospensione a tempo indeterminato di tutte le azioni di cooperazione nel settore della sicurezza. L’UE ha stanziato 503 milioni di euro ($ 554 milioni) dal suo bilancio per migliorare la governance, l'istruzione e la crescita sostenibile in Niger nel periodo 2021-2024.

Anche il ministero degli Esteri francese ha affermato la scorsa settimana che la Francia avrebbe sospeso tutti gli aiuti allo sviluppo e il sostegno al bilancio. L'aiuto allo sviluppo francese per il Niger è stato di circa 120 milioni di euro ($ 130 milioni) nel 2022 e si prevedeva che quest'anno sarebbe stato leggermente superiore.

Lunedì, la Germania segue le decisioni dell’UE e della Francia, sospendendo tutti i pagamenti di sostegno diretto al governo centrale del Niger, come dichiarato da un portavoce del ministero degli Esteri tedesco.

Il segretario di stato americano Blinken ha confermato che anche gli Stati Uniti sono pronti a interrompere la cooperazione e i loro aiuti economici al Niger.

Europa

Unione Europea: Si è tenuto un incontro a Manila tra la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr., nel quale si sono discusse questioni di sicurezza e di cooperazione commerciale.

Nello specifico, l'UE è pronta a rafforzare la cooperazione con le Filippine in materia di sicurezza marittima, essendo il loro territorio marittimo parte del Mar Cinese Meridionale, una via d'acqua strategica e ricca di risorse su cui anche la Cina rivendica la sovranità. Ecco che Von der Leyen ha dichiarato quanto importante sia la condivisione di informazioni, l’effettuare valutazioni delle minacce e rafforzare la guardia costiera filippina.

Per quanto concerne l’aspetto commerciale, i leader hanno discusso del rilancio dei negoziati per un accordo di libero scambio, in stallo dal 2017, per via dell’inasprimento dei rapporti a causa del mancato rispetto dei diritti umani del predecessore di Marcos, Rodrigo Duterte.

Von der Leyen ha anche affermato che l'Unione europea sosterrĂ  la lotta delle Filippine al cambiamento climatico, dal momento che il presidente Marcos sta giĂ  spingendo per aumentare le energie rinnovabili nel mix energetico del paese al 35% entro il 2030.  

 

Unione Europea: Secondo una prima stima di Eurostat per il mese di luglio, l’inflazione nell’eurozona si attesta al 5,3%, in calo rispetto al 5,5% registrato a giugno.

Politica internazionale

Medio Oriente

Striscia di Gaza: Diverse migliaia di persone sono scese in strada domenica per protestare contro il regime di Hamas per le continue interruzioni nell’erogazione dell’energia elettrica e per le difficili condizioni di vita. Le manifestazioni sarebbero state organizzate da un movimento online e costituiscono un raro episodio di malcontento nei confronti del regime repressivo, che ha infatti agito prontamente a reprimere le proteste arrestando alcuni manifestanti e distruggendo i telefoni cellulari di coloro che stavano riprendendo gli scontri.

I manifestanti hanno anche criticato Hamas per aver imposto una tassa di circa 15 dollari dai redditi mensili di 100 dollari concessi alle famiglie piĂą povere di Gaza dal ricco stato del Qatar.

Asia e Pacifico

Myanmar: Dopo il colpo di stato del 2021, la giunta al potere del Myanmar ha comunicato ufficialmente dalla tv di stato di aver rinviato le elezioni promesse entro agosto di quest'anno.  Il leader della giunta, il generale Min Aung Hlaing, in un incontro con il Consiglio nazionale per la difesa e la sicurezza (NDSC) ha infatti prorogato lo stato di emergenza per altri sei mesi per via della violenza ancora in corso che non permetterebbe di svolgere delle elezioni libere ed eque come promesso.

Dopo aver rovesciato il governo eletto guidato dal premio Nobel Aung San Suu Kyi, il Myanmar è stato stravolto dalle violenze che hanno visto protagonisti un movimento di resistenza e i militari autori del golpe, violenze che si sono tradotte in sanguinose repressioni contro gli oppositori determinando il ripristino delle sanzioni occidentali.

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